good morning HUMANITY

1 Maggio 2020

https://youtu.be/P9cxIxMatnE

Il famoso ” Discorso all’Umanità “,voce e parole del grande Charlie Chaplin nel finale del film “Il Grande Dittatore”, sono protagoniste del nuovo spot di Lavazza in onda da oggi 1 maggio ideato da Armando Testa.

Una nuova campagna pubblicitaria globale con un contenuto forte,un approccio creativo di grande impatto e un linguaggio contemporaneo che interpreta e promuove valori universali.

Un appello potente a favore del risveglio della sensibilità individuale con un messaggio positivo che arriva dal passato ,ad una “nuova umanità” che invita a fare del progresso, della sostenibilità e della tolleranza le basi sulle quali fondare il nostro prossimo “rinascimento” . Più che uno spot è un messaggio di speranza al mondo, una riflessione profonda sul momento attuale e, soprattutto, sul nostro futuro. Un futuro molto, molto prossimo.

Nella campagna, anche le storiche immagini realizzate da Steve McCurry, Dennis Stock e Jerome Sessini dell’agenzia Magnum Photos. La colonna sonora e’ “Rain, in your black eyes” di Ezio Bosso.

#TheNewHumanity

LIVING in a GHOST TIME

23 APRILE 2020

Living in a Ghost Town” è il novo singolo dei Rolling Stones, registrato tra Londra e L. A.e disponibile su tutte le piattaforme digitali. Un titolo profetico, ma il pezzo è stato scritto molto prima del Covid e del lockdown che ha svuotato ogni centro urbano, dalle metropoli ai borghi. In un’ intervista con Zane Lowe di Apple Music, Jagger ha dichiarato di aver scritto la canzone con Keith Richards più di un anno fa.

“Non è stato scritto per questo periodo, ma era solo una di quelle cose strane. È stato scritto sull’essere in un posto pieno di vita ma ora privo di vita, per così dire … stavo solo suonando la chitarra e l’ho scritto molto velocemente in circa 10 minuti.”

L’uscita del singolo, viene a una settimana dalla partecipazione degli Stones a One World Together At Home, il “concertone” globale a sostegno dell’OMS e di tutti coloro che, a cominciare dai medici e dagli infermieri sono in prima linea nel lavoro per contenere la pandemia.

#TogetherAtHome https://www.globalcitizen.org/en/connect/togetherathome/

design MIAMI 2019

13 DICEMBRE 2019

 

  • L’entrata della 15ª edizione di Design Miami, situata di fronte ad Art Basel Miami Beach.
  • Lo spazio Roman Molds di Fendi, dieci elementi creati per decorare il loggiato della sede romana della casa di moda.
  • La Maison Perrier-Jouët ha presentato nuovi motivi Art Nouveau nell’allestimento di Andrea Mancuso.
  • Lo stand di Swarovski, con un’installazione ispirata al tema della fiera di quest’anno, Elements: Water (dettaglio).
  • Sculture illuminate di Jeff Zimmerman e James Mongrain, realizzate in vetro soffiato.
  • Lo spazio di Louis Vuitton con i Diamond Sofa e Diamond Armchair di Marcel Wanders.
  • Dettaglio del soffitto dello stand di Louis Vuitton.
  • Il nuovo pezzo di Andrews Kudless Swell Way Shelf per Objects Nomades di Louis Vuitton.
  • Gioielli in oro firmati da maestri italiani nello stand Didier Ltd di Londra.
  • I magnifici gioielli Tuareg nello stand Africa: Traditions-Art-Design di Kerr Fine Art.
  • Il divano che Harry Huriev ha creato con Balenciaga. Uno strato di vinile trasparente racchiude vestiti usati o dismessi della celebre casa francese.

 

Testo e foto di Marina Perazzo Gallian

Nel turbinio di fiere e presentazioni della Miami Art Week, spicca Design Miami, prestigioso spazio espositivo del design internazionale. Giunto alla sua 15esima edizione e in continua espansione, Design Miami si riconferma come appuntamento obbligatorio per designers, collezionisti, galleristi, curatori, critici e appassionati.

E se l’edizione estiva di Design Miami/Basel a Basilea aveva come tema Elements: Earth, questa edizione di dicembre a Miami Beach ha avuto il titolo di Elements: Water, proseguendo così il focus sul futuro del pianeta e la sostenibilità del design. Molte le nuove proposte che si affiancano a classici del design e opere di maestri del passato. Come le due poltroncine Eastside di Ettore Sottsass per Knoll, disegnate nel 1982, e le lampade Still Light di Matteo Thun e Andrea Lera per Bieffeplast (1986). Non a caso la fiera è situata di fronte al padiglione di Art Basel Miami Beach. Spesso il design sconfina nell’arte. Come nel caso del maestro del vetro Jeff Zimmerman e delle sue sculture illuminate a sospensione, realizzate in vetro soffiato con James Mongrain al Corning Museum of Glass, nello stato di New York.

Non mancano le case di moda, per esempio l’allestimento dello studio Kueng Caputo per Fendi, Roman Molds, con dieci elementi creati per decorare il loggiato della casa di moda romana a Palazzo della Civiltà Italiana.  Il duo di designer ha utilizzato materiali disparati come mattoni in terracotta e cuoio romano della linea Selleria Italiana. Ma anche Luis Vuitton con Objets Nomades, la collezione di arredamento a produzione limitata che si ispira all’Art de Voyage della casa francese. Accanto a pezzi già presentati in passato come il Diamond Sofa di Marcel Wanders (visto a Fuorisalone questa primavera), Louis Vuitton ha presentato la novità di quest’anno, gli scaffali in legno e cuoio Swell Way Shelf di Andrews Kudless.

Un altro esempio di moda trasformata in design da collezione è l’ormai celebre divano di Balenciaga, che ha rubato la scena in fiera, soprattutto dopo che Bella Hadid ha postato su Instagram un selfie sdraiata sul divano. Realizzato in vinile trasparente biodegradabile, il divano è imbottito di vestiti usati o inutilizzabili della casa di moda francese, in un caleidoscopio di textures e colori, completo di bottoni, etichette e impunture. Il sofà ricorda le forme degli anni ’80, con tanto di braccioli, poggiapiedi estensibile e cuscini.  “Tutti cercano di fare cose nuove”, ha detto Harry Nuriev, il designer russo trapiantato a Brooklyn, “ma io credo che è interessante riusare quello che già esiste”. Un perfetto esempio di design ecologico e rispettoso dell’ambiente.

Poco più in là l’attenzione è attirata dallo scintillante stand di Swarovski, che presenta l’installazione Water, in linea con il tema della fiera di quest’anno, dove le cento Light Drops di Toord Boontje scendono dal soffitto come ondate di luce e introducono la sezione Forest. Qui è presentata la collezione Botanical Jewels disegnata dall’attrice Penelope Cruz per Atelier Swarovski, i cui proventi verranno devoluti all’associazione The Nature Conservancy per il progetto di riforestazione in Brasile.

Molti gli stand di gioielli, tra cui spiccano i bellissimi pendenti Tuareg di Kerr Fine Art; le collane in oro firmate Arnaldo Pomodoro, Gio’ Pomodoro e Umberto Mastroianni; e i pendenti in corallo e malachite della Galleria Antonella Villanova di Firenze.Per terminare con l’installazione Metamorhosis della Maison Perrier-Jouët, realizzata da Andrea Mancuso dello studio milanese Analogia Project con 11mila pezzi di ceramica nei colori della vendemmia, che ricordano le bottiglie di champagne ordinate nelle cantine.

 

 

MIAMI ART week

7 DICEMBRE 2019

 

L’entrata della fiera di Art Basel Miami Beach 2019 al Convention Center.

 

  •  Leandro Erlich,Order of Importance, 2019.Installazione con 66 sculture di sabbia a grandezza naturale.
  • Fernando Sanchez Castillo,Student, 2016. Perquisizioni della polizia durante tumulti e massacri in Peru’ nel 1968. El Espacio 23
  • Elmgreen & Dragset, Bent Pool, 2019. City of Miami Beach Art in Public Places, Park @ the Convention Center.
  • Basia Goszczynska, Rainbow Cave, 2019. Realizzato con 40,000 sacchetti di plastica. Arcadia Earth al 1 Hotel South Beach.
  • Fernando Botero, Donna in Piedi, 2010.Bronzo. City of Miami Beach e Nader Gallery su Lincoln Road, Miami Beach
  • Kelly Reemtsen, Rise Up, 2019.Dipinto a olio. Art Miami 2019.
  • Drew Tal, Porcelain Alliance, 2019.Stampa Fujiflex. Art Miami 2019.
  • Tim Boin, Geometry is Life, 2019. W South Beach. Proiezioni di luce 3D su sculture geometriche.
  • Coco Dávez, Coco Chanel, 2019.Olio su tela. Art Miami 2019.
  • Alexander Calder, Moon and Star Tapestry, 1970.Arazzo fatto a mano.
  • Jennifer Guidi, Lunar Sunrise, Lunar Sunset, 2019. Sabbia e acrilico. de la Cruz Collection.
  • John Miller, A Refusal to Accept Limits, 2007. Oro imitazione in foglia su plastica, corda e vetroresina. Rubell Museum.
  • Carl Andre, Llano Estacado, 1979.Installazione di 81 pezzi in cedro rosso occidentale. Rubell Museum.
  • Paulina Olowsa, Car Mobile, 2007. Serigrafia su alluminio. de la Cruz Collection.
  • Fernando Bryce, To the Civilized World, 2013 / 2014. Serie di 100 disegni, inchiostro su carta. Articoli di quotidiani sulla prima guerra mondiale. El Espacio 23.
  • Ai Wei Wei, Dropping a Han Dynasty Urn (Lego), 2015.El Espacio 23. Artista concettuale cinese.
  • Artista dipinge un murales con spray-paint a Wynwood.

 

 

Testo e foto di Marina Perazzo Gallian

Una settimana, 18 fiere d’arte, migliaia di espositori. Il mondo dell’arte si è trasferito a Miami in questi giorni per l’appuntamento più importante d’ America, la Miami Art Week 2019. In principio era Art Basel Miami Beach, nata nel 2002. Da allora il suo successo strepitoso di pubblico e di acquirenti ha causato un moltiplicarsi di fiere, esposizioni ed eventi che attirano collezionisti, galleristi, curatori, appassionati e curiosi per il consueto appuntamento durante la prima settimana di dicembre. Questo proliferare di eventi artistici è dilagato al di là della baia, in altre zone della città. Prima tra tutte Wynwood, non a caso trasformato in uno dei quartieri più alla moda grazie alle grandi collezioni private d’arte contemporanea ospitate in immense warehouses e aperte al pubblico. Il quartiere è ora un tripudio di edifici multicolor ricoperti di murales e costellati di ristoranti e bar o adibiti a gallerie d’avanguardia. Queste bellissime giornate di sole, limpide e terse, ne fanno brillare i colori e i metalli.

Anche Art Miami, sorella maggiore di Art Basel, giunta alla 30esima edizione, da parecchi anni ha lasciato Miami Beach per trasferirsi dall’altra parte della baia. Questa fiera di arte moderna e contemporanea vanta la più alta affluenza di pubblico negli USA e la seconda nel mondo, e ogni anno propone artisti emergenti accanto ai grandi classici dell’astrattismo o della Pop Art americana. Mentre ci si avvicina alla chiusura della settimana, si tirano le prime somme e si sussurrano le vendite record. E se “Untitled (Silver Tapestry)” di David Hammons è stato venduto per 2.4 milioni di dollari, il ‘talk of the town’ riguarda “The Comedian”, la banana di Maurizio Cattelan appiccicata al muro con nastro adesivo e venduta per 120mila dollari.

A parte qualche caso clamoroso, in città più che di Art Basel si parla del suo indotto, a cominciare dai numerosi eventi di moda organizzati durante questa settimana. Come la sfilata di Christian Dior Homme e le presentazioni di Valentino, Gucci, Bottega Veneta e Robe di Kappa, ciascuna con un adeguato parterre di celebrity, talvolta associata a una famosa marca di champagne (Dom Perignon, Perrier Jouet, Ruinart). Qualche nome? David Beckham, Sienna Miller, Iggy Pop, Leonardo DiCaprio, Kate Moss, Jared Leto, Lenny Kravitz, Sean Penn, Rosario Dawson, Chloe’ Sevigny, Kate Bosworth, Timbaland, Flo-Rida, Paris Hilton, Gucci Mane, Bella Hadid…e la lista è ancora lunga. Ma la grande novità di quest’anno è l’apertura di due giganteschi spazi espositivi in una nuova zona della città. Sono due nuovi musei aperti al pubblico, rigorosamente gratuiti e appartenenti a grandi collezionisti, l’uno alla famiglia Rubell (il mitico Steve Rubell dello Studio 54 di New York era parte della famiglia) e l’altro al grande costruttore Jorge Perez (lo stesso del Perez Art Museum Miami o PAMM, nell’edificio disegnato da Herzog et de Meuron e affacciato sulla baia di Miami). Entrambi gli spazi sono stati inaugurati nell’insolito quartiere di Allapattah, aldilà della grande autostrada che taglia la Florida nella sua lunghezza e che in questo caso divide Allapattah da Wynwood. E il circo dell’arte si sposta un po’ più a ovest, colonizzando nuove aree della città.

 

 

Maurizio Cattelan, The Comedian, 2019. Banana e nastro adesivo. Art Basel Miami Beach. Venduto a $120,000.

 

 

 

 

THE SKATEROOM art for social impact

2 APRILE 2019

 

  • NOBUYOSHI ARAKI: ORCHID - GEISHA. HAND SIGNED.
  • JEREMYVILLE PORTRAIT / JEREMYVILLE: YESTERDAY,TODAY,FOREVER
  • ANDY WARHOL SET COLOURED CAMPBELL'S SOUP CANS
  • ANDY WARHOL: BANANA, 1966
  • ANDY WARHOL:  FLOWERS
  • PAUL MCCARTHY'S SET
  • PAUL MCCARTHY: TRUMP BOX SET
  • Robert Rauschenberg: WATERMELON MEDLEY
  • CHERI SAMBA: J' AIME LE COULEUR
  • Albert Oelhen: UNTITLED
  • shepard fairey: NO FUTURE
  • JEAN MICHEL BASQUIAT:  IN ITALIAN - HOLLYWOOD AFRICANS
  • KEITH HARING: CRACK IS WACK
  • Skateistan: Skate School Launch . ph. Tim-MoolMAN

Immagini THE SKATEROOM

 

Arte e street art, street art e skateboard. Non è uno strano parallelo, l’arte viene molto spesso dalla strada, e a celebrarne lo stretto connubio, ci ha pensato The Skateroom, un progetto/associazione culturale di Bruxelles che con una parte del ricavato finanzia ONG in giro per il mondo, come Skateistan, che si occupa di creare “skate camp” per sostenere progetti sociali dedicati a bambini e ragazzi fra i 5 e i 17 anni nelle aree a rischio, in particolare Afghanistan, Cambogia e Sud Africa. Grandi nomi dell’arte, della fotografia, e illustratori di fama internazionale hanno collaborato e collaborano al progetto: Araki, Paul McCarthy, Jeremyville, Jean Jullien, Steven Harrington, l’Estate di Jean-Michel Basquiat, la fondazione Andy Warhol, quella di Robert Rauschenberg, la Fondation Magritte, per citarne alcuni. Skateboard d’autore che possono essere una forma di collezionismo, le tavole firmate da ROA, James Jean o a KAWS, decorate per la Supreme, oggi sono valutate intorno ai 6.000 dollari, e infatti i deck ancora privi di ruote, si possono appendere in casa come autentiche opere d’arte. Dicono alla Skateroom: “Collaboriamo con artisti contemporanei per creare edizioni di opere d’arte sul ‘medium’ skateboard. Queste opere in edizione limitata sono pensate per essere appese a una parete, proprio come dipinti. Ma chi lo desidera può tranquillamente utilizzarle per lo skateboarding – spiega l’azienda -. Continuiamo a esplorare e spingere i confini dell’arte dello skateboard rilasciando edizioni artistiche uniche e da collezione”. Skateboard artistici proposti ad un prezzo accessibile per rendere l’arte disponibile al grande pubblico. Arte e strada, arte e vita. Attualmente – conclude Skateroom – il programma ha raggiunto oltre 1.500 giovani a rischio, tra i 5 ei 17 anni, ogni settimana nelle loro scuole in tutto il mondo”.

“Our collective future depends upon business ideas becoming a means for building, financing and implementing solutions to the globe’s most pressing problems.”

The Skateroom

 

WESTWOOD : punk, icon, activist

14 FEBBRAIO 2019

 

 

 

 

Vivienne Westwood. Icona del punk inglese, stilista, attivista in difesa dell’ambiente. E’ in uscita nei giorni della settimana della moda, dal 18 al 20 febbraio, quindi tra pochi giorni, il doc diretto da Lorna Tucker che racconta la vita fuori dagli schemi a partire dagli inizi, durissimi di una delle icone più autentiche del nostro tempo, la storia di una donna eccezionale, che ha condotto una vita straordinaria, vissuta anche in momenti di grandi cambiamenti della storia contemporanea, che ha lottato per mantenere l’integrità del suo brand, dei suoi principi. Di umili origini, scappata di casa a 15 anni, arrivò a Londra negli anni 60, nel pieno dello splendore “Swinging”, tra le minigonne di Mary Quant e i colori e i sogni di Carnaby Street. L’incontro con Malcolm McLaren, impresario e manager dei Sex Pistols, il gruppo punk più rappresentativo del periodo e del movimento, ha segnato l’inizio della sua ascesa con il negozio di abbigliamento al n. 430 di King’s Road, che lanciò il genere punk, una cultura popolare rivoluzionaria e la carriera dei due: Let it Rock diventa Too Fast to Live Too Young to Die, Sex poi The Seditionaries. Nascono i Sex Pistols, ideati da McLaren, la Westwood è autrice delle parole di alcune canzoni, ma soprattutto della famosa maglietta strappata con la scritta Destroy indossata da Rotten, ora conservata al Victoria & Albert Museum. Dopo le spille sugli abiti, e con lo scioglimento dei Sex Pistols, McLaren e la Westwood portano sul catwalk la collezione Pirate . E’ il 1981 e il mondo della moda incomincia ad accorgersi del talento di questa ex punk- rocker. Nell’82 la coppia si separa e la Westwood, porta avanti da sola il marchio che prende il suo nome facendo fronte a situazioni finanziarie difficili e frustranti, creando la sua moda dal niente. “Non aveva soldi, non aveva sponsor – racconta la regista Lorna Tucker – realizzava gli abiti sul tavolo della cucina, di notte. Per anni, agli incontri con i professionisti, hanno riso di lei. Nonostante questo, è riuscita a emergere come un’icona culturale inglese e un fenomeno nel mondo del fashion. La sua energia contagiosa di è sempre divisa tra l’amore per il suo lavoro e l’impegno civile contro le guerre, le battaglie per i diritti e da sette anni, sempre più per l’ambiente, fondando Climate Revolution e recandosi, tra le altre cose, anche al Circolo Polare Artico per la missione di sensibilizzazione di Greenpeace verso i pericoli del cambiamento climatico. Ovviamente è stata tra le prime ad applicare i principi di sostenibilità ambientale alla sua azienda. Un ritratto intenso e toccante questo documentario, su una donna controcorrente e sempre profondamente radicata ai suoi valori che attraversando cinquant’anni di storia del costume inglese, di grande impatto culturale e rivoluzionario, che è diventata un’icona della moda e un modello di riferimento di più di una generazione. Si parla più di moda e un po’ meno di ambiente, come la Westwood avrebbe preferito, in questo documentario dove ci sono i racconti di tante persone ( ci sono anche i ricordi di Kate Moss (“le sue sfilate erano oltraggiose”) e Naomi Campbell (“era la nostra regina”). ” ma quello che emerge, su tutto, ( e come dubitarne? ) è la sua esplosiva personalità, a quasi 78 anni la sua inesauribile energia , e un messaggio : se vuoi fare qualcosa, fallo, e non mollare mai.

 

 

Emma Stone / Paul McCartney WHO CARE

20 DICEMBRE 2018

 

 

Una Emma Stone dalla straordinaria mimica facciale è un’Alice stravolta, in un Paese non proprio delle meraviglie nel video del nuovo singolo di Sir Paul McCartney, Who Cares.
La storia: durante un incontro con il suo analista Emma entra in ipnosi e inizia un viaggio psichedelico dove fa la parte della cappellaia matta, stravolta in un mondo dominato dall’ansia e dalle malelingue. Il video infatti ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del bullismo. Dichiara McCartney: “La mia speranza è che se ci sono ragazzini vittime di bullismo – e purtroppo ci sono – magari ascoltando questa canzone e vedendo il video possano sentirsi un po’ incoraggiati e non sentirsi troppo giù magari riusciranno a pensare che sia una cosa inaffrontabile. E che magari ci si può ergere contro le cattiverie e andar oltre

#WhoCaresIDo

… SE DAVVERO VOLESSIMO …

18 DICEMBRE 2018

 

 

Condivido il discorso che tutti i media e i social del mondo hanno condiviso in questi giorni, quello fatto da Greta a nome di CLIMATE JUSTICE NOW alla Conferenza Mondiale sul Clima. Sono le parole più toccanti ascoltate fino ad ora su quello che non è un “ tema ” , ma l’urgenza del pianeta che ci ospita, che non è nostro, ma di tutti gli esseri viventi di oggi e di quelli che potrebbero essere di domani , se riusciremo a salvarlo. E DOBBIAMO.
E’ un dovere di tutti, è una necessità che non può più aspettare neanche un giorno. Ma lo dice meglio lei, meglio di chiunque lo abbia detto finora. Grazie Greta.

” Mi chiamo Greta Thunberg, ho 15 anni e vengo dalla Svezia. Parlo a nome di Climate Justice Now. Molte persone dicono che la Svezia è solo un piccolo paese e non importa quello che facciamo. Ma ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza. E se alcuni bambini possono ottenere titoli di giornale in tutto il mondo solo non andando a scuola, allora immagina cosa potremmo fare tutti insieme se lo volessimo davvero.
Ma per farlo, dobbiamo parlare chiaramente, non importa quanto possa essere scomodo.
Parlate solo di una crescita economica eterna e verde perché avete troppa paura di essere impopolari. Parlate solo di andare avanti con le stesse cattive idee che ci hanno portato in questo casino, anche quando l’unica cosa sensata da fare è tirare il freno di emergenza. Non siete abbastanza maturi per dire le cose come stanno. E anche il fardello che state lasciando a noi bambini. Ma non mi interessa essere popolare. Mi interessano la giustizia climatica e il pianeta vivente.
La nostra civiltà viene sacrificata per l’opportunità di un numero molto ridotto di persone di continuare ad accumulare enormi somme di denaro. La nostra biosfera viene sacrificata in modo che i ricchi di paesi come il mio possano vivere nel lusso. Sono le sofferenze dei molti che pagano i lussi dei pochi.
Nel 2078 celebrerò il mio 75° compleanno. Se avrò figli, forse passeranno quella giornata con me. Forse mi chiederanno di voi. Forse chiederanno “perché non hai fatto nulla mentre c’era ancora tempo per agire”.
Dite di amare i vostri figli sopra ogni altra cosa, eppure state rubando il loro futuro davanti ai loro stessi occhi.
Finché non inizierete a concentrarvi su ciò che deve essere fatto piuttosto che su ciò che è politicamente possibile, non c’è speranza. Non possiamo risolvere una crisi senza trattarla come una crisi.
Dobbiamo mantenere i combustibili fossili nel sottosuolo e dobbiamo concentrarci sull’equità. E se le soluzioni all’interno del sistema sono così impossibili da trovare, forse dovremmo cambiare il sistema stesso. Non siamo venuti qui per chiedere assistenza ai leader mondiali. Ci hanno ignorato in passato e ci ignoreranno di nuovo.
Abbiamo finito le scuse e stiamo finendo il tempo.
Siamo venuti qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no. Il vero potere appartiene alla gente.”

 

 

vanity fair STORIES

20 NOVEMBRE 2018

 

Sta arrivando a Milano sabato 24 e domenica 25 novembre all’Anteo Palazzo del Cinema, Vanity Fair Stories, Una maratona di due giorni densi, con circa 60 interventi di personaggi del mondo dello spettacolo, il primo grande evento organizzato da Vanity Fair Italia e patrocinato dal Comune di Milano, due giorni ricchi di ospiti nazionali e internazionali, di proiezioni e di prime visioni, musica e premiazioni. Protagoniste le STORIE. Storie personali ed eccezionali raccontate da cantanti, attori, registi, sceneggiatori, scrittori nazionali e internazionali che si racconteranno e racconteranno. Talk, proiezioni in anteprima, workshop, e la possibilità di interagire, di raccontare, intervenire anche per il pubblico. Frammenti di identità che a loro volta rivelano in maniera precisa com’è l’epoca che stiamo attraversando.
Vanity Fair da 15 anni incrocia storie straordinarie di personaggi straordinari con storie normali di persone normali con storie eccezionali di momenti eccezionali, tra complessità e semplificazione. «quando una persona racconta la propria storia abbiamo il privilegio di guardare il mondo attraverso i suoi occhi: l’ha scritto Barack Obama alla vigilia del summit della Obama Foundation, che richiamava attivisti, politici, artisti, sportivi a raffrontare storie non comuni di comune speranza.
Il vicedirettore di Vanity Fair, Malcom Pagani, dà un assaggio di quel che sarà: «Avremo il disordine da attrice di Valeria Golino, la lucida follia di Valeria Bruuni Tedeschi, le reminiscenze da panettiere di Fabio Volo, la leggiadria di Maria Carla Boscono, la timidezza di Alba Rohrwacher, la fantasia di Terry Giliam, le parole di Peter Cameron, la riscrittura per immagini dell’Amica Geniale di Saverio Costanzo. E, nella settimana milanese della Milano Music Week, tanta musica, a cominciare da Elisa, che apre il festival sabato mattina, alla chiusura in grande di domenica sera con i Negramaro. Tra i premiati con il Vanity Fair Award, durante la serata di sabato 24, anche lo showman Rosario Fiorello e lo scrittore e regista premio Oscar Paolo Sorrentino.

Tutti gli ospiti, gli approfondimenti, le notizie, gli aggiornamenti e il programma su http://vanitystories.vanityfair.it/

#vanityfairstories

 

BANKSY. A visual protest al Mudec

20 NOVEMBRE 2018

 

  • FLOWER THROWER Anno: 2003 Tecnica: Limited edition screenprint Misure: 50 x 70 cm.Butterfly Art News Collection. Credito fotografico: Butterfly Art News Collection
  • DONUT Anno: 2009.Misure: cm 56 x 76.Tecnica: Serigrafia su carta. Collezione privata Milano Credito fotografico: © Photo Marta Carenzi
  • RATAnno: 2009.Misure: cm 56 x 76.Tecnica: Serigrafia su carta.Collezione privata Milano.Credito fotografico: © Photo Marta Carenzi
  • RUDE COPPERAnno: 2003. Misure: cm 57,5 x 42. Tecnica: Serigrafia in edizione limita.Butterfly Art News Collection. Credito fotografico: Butterfly Art News Collection
  • MOSQUITOAnno: 2002.Misure: cm 84,5 x 72.Tecnica: pittura a spray e emulsione su cartoncino perforato (francobolli della Monkey Queen di Banksy) montato su cartone.Artificial Gallery, Antwerp.Credito fotografico: © Artificial Gallery,Antwerp
  • GIRL BALOONAnno: 2004 Tecnica: Limited edition screenprint. Misure: 66 x 50 cm. Butterfly Art News Collection.Credito fotografico: Butterfly Art News Collection
  • FLYING COPPERAnno: 2003. Misure: cm 100 x 70.Tecnica: Serigrafia in edizione limitata. Butterfly Art News Collection.Credito fotografico: Butterfly Art News Collection

 

Banksy, è al Mudec, a Milano. Beh, no, certo, non lui, l’artista più misterioso della storia, ma la sua provocatoria arte presa dalla strada e nata, diffusa, resa famosa, dalla strada. Arte e politica, arte e cultura, arte ed etica della vita. Messaggi che arrivano dritti come fucilate attraverso il linguaggio sintetico, irriverente e corrosivo, di una satira intelligente che colpisce al cuore. Guerra, consumismo, povertà, conformismo, arroganza del potere, sono i “temi” di denuncia che Banksy, racconta dai muri delle periferie Londra, sua città natale, a quelli di New York, e potrebbero essere quelli di ogni angolo di mondo perché da oriente ad occidente, da nord a sud, i problemi che accomunano tutte le culture di questo mondo sono sempre gli stessi.
Passione per la denuncia alla fatica del vivere, alla la ribellione degli schemi sociali contraffatti dall’establishment, del conformismo che tende a massificare senza lasciare crescita per la creatività, all’ uso del potere per azzerare la libertà creando l’illusione della democrazia. E’ questa sua libera voce che lo ha reso un mito, ed anche se la dimensione narrativa delle sue opere lo ha “promosso” da writer ad artista di fama internazionale e le sue opere si battono all’asta da Sotheby’s anche se ora potrebbe permettersi di uscire allo scoperto, Banksy preferisce mantenere l’anonimato che lo contraddistingue, per distanza anche dalle convenzioni del mondo stesso dell’arte, perché ha fatto della sua arte denuncia e la denuncia vera, non può piegarsi al potere della fama, al luccichio, e continua provocatoriamente a scegliere lo stesso anonimato di tanti suoi compagni “ di strada” per coerenza , per convinzione, un po’ come un moderno Robin Hood.

La mostra che il Mudec, il Museo delle Culture, gli dedica, non è autorizzata da Banksy, come ogni altra dedicata a lui, ma risponde al grande seguito dell’artista con una monografica che espone circa 80 lavori tra dipinti, prints numerati (edizioni limitate a opera dell’artista), corredati di oggetti, fotografie e video,circa 60 copertine di vinili e cd musicali da lui disegnati e una quarantina di memorabilia(litografie, adesivi, stampe, magazine, fanzine, flyer promozionali, che raccontano attraverso uno sguardo retrospettivo l’opera e il pensiero di Banksy. Il grande lavoro del Mudec indaga e allarga l’orizzonte al mondo di Banksy, prima di Banksy. Il Situazionismo, le proteste del maggio 1968 e i writers di New York degli anni ’70 e ’80 furono i “movimenti” che, con una forma di protesta visiva attraverso la fusione di parole e immagini e con un’attitudine all’azione sono per Banksy espliciti riferimenti per modalità espressive o per “affinità elettive”. Del Movimento Situazionista degli anni ’50 e ’60 con radici nel marxismo, nell’anarchismo e nelle avanguardie artistiche del Novecento Banksy condivide l’attitudine sperimentale, l’attenzione alle realtà urbane, la teoria della “psicogeografia” (secondo la quale lo spazio di azione dell’artista è il territorio), l’aspetto performativo, ma soprattutto il détournement, cioè il plagio in cui sia la fonte sia il significato dell’opera originale vengono sovvertiti per creare un nuovo lavoro nel quale spesso vengono utilizzati i comics in sostituzione dei testi dei fumetti slogan situazionisti. Non solo: dalle teorie situazioniste Banksy riprende uno dei suoi assiomi, l’anti-copyright, inteso come lotta contro una forma di proprietà privata, seppure intellettuale.
In mostra anche i suoi famosissimi ratti, che assumono per lui una dimensione metaforica:
“Esistono senza permesso”, dichiara. “Sono odiati, braccati e perseguitati. Vivono in una tranquilla disperazione nella sporcizia. Eppure sono in grado di mettere in ginocchio l’intera
civiltà”. Nei lavori di Banksy i ratti diventano vandali armati di vernice e pennelli, borghesi con l’ombrello e abiti impeccabili, scassinatori, rapper, operai, sabotatori… I ratti sono il paradigma dei writers: come i ratti popolano fogne, cunicoli, aree degradate e abbandonate delle metropoli moderne, così i graffitisti si muovono nottetempo in luoghi analoghi per marchiare muri, vagoni, cancelli e serrande con i loro spray, stando bene attenti a non incappare nelle grinfie delle forze dell’ordine sempre in agguato.

A VISUAL PROTEST. The Art of Banksy a cura di Gianni Mercurio
MUDEC – Museo delle Culture di Milano
21 novembre 2018 – 14 aprile 2019

 

PHOTO VOGUE festival terza edizione

15 NOVEMBRE 2018

 

 

Al terzo anno dalla nascita , Vogue Photo Festival si conferma ( e come dubitarne ) la migliore piattaforma internazionale per la scoperta e la promozione dei nuovi talenti della fotografia di moda che nel nostro oggi, è uno dei più potenti linguaggi visivi della contemporaneità, come momento di diffusione della cultura fotografica e occasione di confronto su tematiche di attualità. L’ accuratissima e democratica selezione del lavoro di migliaia di autori giunto al canale di Photovogue da ogni parte del mondo si traduce in questi giorni nell’atteso super evento che coinvolge tutta la città con un intensissimo programma di mostre, eventi fotografici, talk con esperti di fama internazionale e un’enormità di eventi collaterali grazie anche al contributo di gallerie specializzate e dei più prestigiosi spazi espositivi, scuole e istituzioni culturali; non ultima, l’occasione per chi ama moda, arte e fotografia, di entrare in contatto con professionisti e figure chiave del settore: i grandi maestri della fotografia, i curatori più importanti e le agenzie più prestigiose.
A BASE Milano le due collettive “Embracing Diversity” e “All That Man Is – Fashion and Masculinity Now”, e una 4 giorni di talk imperdibili. “All That Man Is – Fashion and Masculinity Now” è  un’esplorazione del concetto di mascolinità attraverso gli occhi dei fotografi di moda contemporanei.
Embracing Diversity, l’esposizione curata da Alessia Glaviano, (Senior Photo Editor Vogue Italia e L’Uomo Vogue, Director Photo Vogue Festival) e Francesca Marani, è dedicata alla valorizzazione della diversità e dell’inclusione per una comprensione più profonda della nostra contemporaneità. Gli autori delle opere esposte sono i fotografi selezionati attraverso lo scouting di Photovogue e valutati da una giuria composta da : Monica Allende (photo editor indipendente e cultural producer),Tasneem Alsultan (fotografa), Giorgio Armani, Giovanni Bianco (creative director Vogue italia), David Campbell (director of communications and engagement per World Press Photo Foundation), James Estrin (senior staff photographer per The New York Times. Co-editor di Lens, photography platform del Times), Michael Famighetti (editor di Aperture magazine), Emanuele Farneti (editor in chief Vogue Italia, L’Uomo Vogue, Casa Vogue e Vogue.it), Alessia Glaviano (Senior Photo Editor Vogue Italia e L’Uomo Vogue, Director Photo Vogue Festival), Zhang Huan (artista), Jimmy Moffat (fondatore di Red Hook Labs e tra i partner fondatori di Art + Commerce), Azu Nwagbogu (fondatore e direttore di African Artists’ Foundation (AAF) e LagosPhoto), Alessandro Rabottini (direttore di MiArt), Ramón Reverté (editor in chief e creative director di Editorial RM), Sølve Sundsbø, Newsha Tavakolian (fotografa), Michael Van Horne (director of the image archive di Art + Commerce) e Duan Yuting (direttore di Lianzhou Foto).
I nomi dei fotografi selezionati sono: Daniel Jack Lyons, David Favrod, David Uzochukwu, Elliott Verdier, Guoman Liao, Heather Glazzard, Isabel Martínez, Jan Klos, Julia Falkner, Julia Fullerton-Batten, Justine Tjallinks, Katia Repina e Carla Moral, Katie Burdon, Kennedi Carter, Kyle Weeks, Laura Pannack, Liza Kanaeva-Hunsicker, Lucie Khahoutian, Maxim Vakhovskiy, Olya Oleinic, Reatile Moalusi, Ricardo Rivera, Sam Gregg, Shuwei Liu, Snezhana von Budingen e Valentine Bo.
#ANewRenaissance è lo scouting fotografico lanciato si Instagram ispirato al Rinascimento della fotografia da smartphone. Tra i numerosi fotografi che hanno preso parte all’iniziativa, Hannah Häseker, Marco Imperatore, Martina Scorcucchi, Monia Merlo e Olga Shpak sono i cinque autori che sono stati scelti per realizzare street diaries alla Milan Fashion Week armati di Huawei P20 Pro. Marco Imperatore inoltre ha avuto l’opportunità di scattare uno shooting con protagonista Huawei per il November issue di Vogue Italia

Tra le iniziative speciali, per la prima volta in Italia Red Hook Labs di Jimmy Moffat. Dal 15 al 18 in mostra a BASE, grazie alla collaborazione con @guccibeauty, Labs New Artists II, un’esplorazione dell’estetica culturale contemporanea attraverso le opere di venticinque fotografi internazionali emergenti. Per la tappa milanese della mostra, la collaborazione con @guccibeauty ha previsto inoltre il coinvolgimento di uno degli artisti di quest’edizione – Chase Middleton – nella realizzazione di un servizio fotografico che reinterpreta le fragranze “Gucci Bloom” e che sarà pubblicato su vogue.it.
https://base.milano.it/events/labs-new-artists-ii/

E ancora: una mostra fotografica dedicata alla Puglia, alla scoperta di paesaggi mozzafiato, eventi culturali e tradizioni enogastronomiche nelle foto realizzate da tre talentuosi fotografi selezionati dalle photo editor di Vogue Italia – Elliott Verdier, Sonia Szóstak e Timo Kerber .

E ancora : PORTFOLIO REVIEW:
Sabato 17 novembre dalle ore 11 alle ore 13 sempre a BASE Milano verrà data l’opportunità a fotografi di talento, selezionati dalla redazione di Vogue Italia, di far visionare gratuitamente il proprio portfolio a esperti del settore.
Lettori portfolio:
Alessia Glaviano, Chiara Bardelli Nonino, Chiara Capodici, Claudio Composti, Diego Orlando, Federica Chiocchetti, Francesca Morosini, Francesca Ragazzi, Francesca Seravalle, Francesco Valtolina, Giulia Ticozzi, Giulia Zorzi, Giuseppe Oliverio, Lorenza Bravetta, Lucia Orsi, Maddalena Scarzella, Marcella Manni, Maria Teresa Salvati, Michael Famighetti, Renata Ferri, Roberto Alfano, Selva Barni.

“Ci sono momenti in cui il compito della fotografia di moda è quello di regalare sogni, bellezza, evasione. E ce ne sono altri in cui è richiesto invece a tutti di sporcarsi le mani facendo i conti con l’attualità, mettendo in chiaro il proprio punto di vista sul mondo. Oggi viviamo uno di questi momenti.
Emanuele Farneti (editor in chief Vogue Italia, L’Uomo Vogue, Casa Vogue e Vogue.it),

“In un momento storico in cui si alzano sempre più forti le voci dell’intolleranza e il linguaggio politico ha raggiunto una violenza verbale impensabile fino a ieri, in un momento storico testimone di una chiusura generale nei confronti della diversità mi è parso importante dedicare questa, edizione del festival proprio alla scoperta e valorizzazione della diversità in ogni sua espressione (che sia essa fisica, di genere, geografica o culturale). Diversità come ricchezza che può emergere solo dalla pluralità. Occorre una battaglia culturale, oltre che politica. La politica può fare delle leggi, ma non cambia lo sguardo delle persone. L’arte, e insieme all’arte anche la moda, hanno la possibilità di cambiarlo. Hanno la possibilità di rappresentare la vita al di là dei pregiudizi e delle etichette sociali”.
Alessia Glaviano (Senior Photo Editor Vogue Italia e L’Uomo Vogue, Director Photo Vogue Festival)

Il programma dettagliato degli eventi su Vogue.it

 

 

Sølve Sundsbø a PALAZZO REALE

15  NOVEMBRE 2018

 

 

Se amate l’arte e la fotografia, se la poesia vi desta forti emozioni, non potete perdervi la mostra Beyond The Still Image, la monografica del fotografo e filmmaker norvegese Sølve Sundsbø, inaugurata ieri a Palazzo Reale di Milano in occasione del Photo Vogue Festival e curata da Alessia Glaviano e Michael Van Horne. Foto iconiche e opere inedite, video, proiezioni e installazioni site-specific di una delle firme più innovative della fashion photography contemporanea. Nelle sue opere movimento e prospettiva, avanguardia tecnica e poesia danno vita ad un linguaggio estetico colto, sofisticato, onirico, personalissimo ed emozionante. Volti che si smaterializzano per rinascere composti di fiori o raggi di luce, una silhouette che si liquefà e diventa metallo, una Lara Stone cammina verso di noi scomposta in quattro segmenti, ognuno dedicato a una diversa metamorfosi tra Lara e natura, Un abito prende vita, un volto si trasforma in pixel.. L’estetica innovativa delle sue opere sperimentali proietta la fashion photography oltre i limiti dell’immagine a due dimensioni; basta guardare gli editoriali realizzati per Vogue Italia i-D, V, Dazed & Confused e The New York Times Magazine per rendersi conto di quanto abbia saputo rivoluzionare il linguaggio della fotografia di moda, con composizioni ottenute grazie all’uso visionario di diversi tipi di illuminazione e di tecniche non tradizionali, come raggi x e scansioni 3D, ossia attraverso una iperscrittura dell’immagine che non ha remore a utilizzare tutte le tecniche del progresso tecnico e scientifico del nostro oggi ad uso e consumo della libertà espressiva.

Palazzo Reale di Milano, stanze degli Appartamenti del Principe dal 15 novembre al 9 dicembre.

 

 

COLDPLAY A Head Full of Dreams IL FILM

28 OTTOBRE 2018

 

 

A Head Full of Dreams, è il film che racconta 20 anni di storia dei Coldplay. Prove, concerti, materiale prezioso e inedito che racconta episodi della storia della band, comprese le riprese girate durante il tour A Head Full of Dreams, il terzo più grande di tutti i tempi che ha incantato e fatto e cantare oltre 5,5 milioni di fan negli stadi di tutto il mondo. Il 14 novembre 2018 il film verrà trasmesso in anteprima mondiale in oltre 2000 cinema di tutto il pianeta in collaborazione con Trafalgar Releasing e sarà l’occasione unica per restituire un ritratto intimo e profondo della band e della sua spettacolare ascesa, dalle backroom dei pub di Camden fino agli stadi di tutto il mondo. Il film evento, in lingua originale con sottotitoli in italiano e con 10 minuti di contenuti extra esclusivi per il cinema, è diretto da Mat Whitecross – regista di Supersonic, il documentario degli Oasis del 2016 – che ha incontrato i quattro amici del college a Londra, prima ancora che formassero la band. Sin dalla prima prova in una camera studentesca, Whitecross era presente per catturare la loro musica e le loro relazioni. Da allora Whitecross ha diretto molti dei video più iconici dei Coldplay (tra cui Paradise, A Sky Full Of Stars e Adventure Of A Lifetime) e ha continuato a documentare l’evoluzione musicale e personale della band. Dopo l’uscita in sala, il film sarà disponibile per lo streaming su Amazon Prime Video.
Per l’elenco dei che ospitano il film dedicato ai Coldplay, consultare sito del distributore italiano Nexo Digital.

il CINEMA a VENEZIA 75

29 AGOSTO 2018

 

  • "SUSPIRIA", DI LUCA GUADAGNINO CON DAKOTA JOHNSON
  • "THE BALLAD OF BUSTER SCRUGS" DI JOEL ED ETHAN COEN
  • NATALIE PORTMAN IN "VOX LUX"
  • ALFONSO QUARON SUL SET DI "ROMA"
  • WILEM DAFOE NEI PANNI DI VAN GOGH IN "AT ETERNITY'S GATE"DI JULIAN SCHNABEL

 

Inizia oggi la 75esima edizione del Festival del Cinema di Venezia , la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia , per essere corretti, forte di un programma ricchissimo e giudicato dal quotidiano inglese Guardian, “ il miglior programma di sempre “, che vede nei 21 film in concorso, nomi come Damien Chazelle (Oscar per La La Land), Joel & Ethan Coen (4 statuette), Alfonso Cuaron (vinse per Gravity), Florian H. Von Donnersmarck (il regista tedesco di Le vite degli altri, Miglior film straniero), l’ungherese Laszlo Nemes (Il figlio di Saul, Miglior film straniero 2016 .. erano anni che non si vedevano così tanti Premi Oscar in gara per il Leone d’Oro, più quelli che hanno avuto almeno una nomination: Luca Guadagnino, Jacques Audiard, Yorgos Lanthimos, Mike Leigh, Julian Schnabel, Paul Greengrass…La giuria è presieduta da Guillermo Del Toro, vincitore della passata edizione con “ La forma dell’acqua” e composta da Trine Dyrholm, Nicole Garcia, Paolo Genovese, Sylvia Chang, Malgorzata Szumowska, dalle star Christoph Waltz e Naomi Watts e dal regista del film Marvel Thor: Ragnarok, il neozelandese Taika Waititi.
Questi i film in concorso :

First Man di Damien Chazelle, con Ryan Gosling e Claire Foy (USA)
The Mountain di Rick Alverson con Jeff Goldblum e Tye Sheridan (USA)
Double Vies di Olivier Assayas con Juliette Binoche (FRANCIA)
The Sisters Brothers di Jacques Audiard, con Joaquin Phoenix, William C Macy, Jake Gyllenhaal (USA)
The Ballad of Buster Scruggs di Joel ed Ethan Coen (USA)
Vox Lux di Brady Corbet con Natalie Portman, Jennifer Jason Leigh e Jude Law (USA)
22 July di Paul Greengrass (NORVEGIA)
Roma di Alfonso Cuaron (MESSICO)
Suspiria di Luca Guadagnino, con Dakota Johnson, Tilda Swinton e Chloe Grace Moretz (ITALIA)
Werk Ohne Autor di Florian H Von Donnersmarck (GERMANIA)
The Ninghtingale di Jennifer Kent, con Aisling Franciosi e Sam Claflin (AUSTRALIA)
The Favourite di Yorgos Lanthimos, con Emma Stone, Rachel Weisz e Olivia Colman e Joe Alwyn (IRLANDA/GB)
Peterloo di Mike Leigh (GB)
Capri-Revolution di Mario Martone (ITALIA)
What You Gonna Do When The Worlds’s On Fire? di Roberto Minervini (ITALIA)
Sunset di Laszlo Nemes (UNGHERIA)
Frères Ennemis di David Oelhoffen con Matthias Schoeneaerts (BELGIO)
Nuestro Tiempo di Carlos Reygadas (MESSICO)
At Eternity’s Gate di Julian Schnabel, con Willem Dafoe, Oscar Isaac ed Emmanuelle Seigner (USA)
Acusada di Gonzalo Tobal (ARGENTINA)
Killing di Shinya Tsukamoto (GIAPPONE)

Apre ufficialmente il Concorso la proiezione di First Man – Il primo uomo, il nuovo film di Damiel Chazelle con Ryan Gosling nei panni dell’astronauta Neil Armstrong, il primo uomo a mettere piede sulla Luna. Oltre al First Man , sono tanti i film americani importanti che verranno proiettati al Lido, a partire da quelli del concorso:i mitici fratelli Cohen con The Ballad of Buster Scruggs, ma anche The Mountain di Rick Alverson, Vox Lux di Brady Corbet, con Natalie Porman, e l’At Eternity’s Gate che è il biopic di Julian Schnabel su Van Gogh con Willem Dafoe nei panni del genio olandese. Unica donna in concorso la Jennifer Kent di Babadook, con The Nightingale.
Nelle altre sezioni, tra i 10 doc a detta di Alberto Barbera tutti strepitosi, il documentario di Erroll Morris su Steve Bannon, American Dharma, e quello su Monrovia, Indiana di Frederick Wiseman, mentre Emir Kusturica porta il docu El pepe

Sono sei, e tutti super, i titoli di Netflix presentati al Lido: 22 July di Paul Greengrass (in concorso); Roma di Alfonso Cuaron (in concorso); il già citato The Ballad of Buster Scruggs di Joel e Ethan Coen (in concorso); Sulla mia pelle di Alessio Cremonini (Orizzonti); il Welles postumo The Other Side of the Wind (fuori concorso); il doc They’ll love me when I’m dead (fuori concorso).
Prodotti da Amazon Studios sono invece il remake di Suspiria di Luca Guadagnino con l’immancabile Tilda Swinton, e Peterloo di Mike Leigh, tutti e due in concorso.
Tra i tanti ospiti, grande attesa per Lady Gaga, presente alla proiezione in prima mondiale, Fuori Concorso, di A Star is Born, debutto nella regia di Bradley Cooper, interpretato dallo stesso Cooper e da Lady Gaga, nel suo primo ruolo da protagonista nel film co-sceneggiato e prodotto da Bradley Cooper, che duetta nel film con Lady Gaga su canzoni originali nel terzo remake del film di William Wellman del 1937, dopo quello di Cukor del ’54 e la versione del ’76 con Barbra Streisand e Kris Kristofferson.

Negli eventi collaterali da non perdere ci sono, le conversazioni di Miu Miu Women’s Tales che permetteranno a protagoniste del mondo dello spettacolo come Dakota Fanning, Kristine Froseth, Stacy Martin, Sadie Sink, Gugu Mbatha-Raw, Bel Powley e Haifaa Al-Mansour di parlare della propria esperienza e dei cambiamenti in atto nell’industria dello spettacolo.
E per per gli appassionati di cinema la masterclass con David Cronenberg , il 5 settembre, premiato, quest’anno, insieme a Vanessa Redgrave, con il Leone d’oro alla Carriera.

 

 

 

LOCARNO festival 2018

 

29 LUGLIO 2018

 

  • BLAZE  -  ETHAN HAWKE
  • GANGBYUN HOTEL  -  HONG SANG-SOO
  • BLACKKLANSMAN  -  SPIKE LEE
  • I FEEL GOOD  -  BENOIT DELEPINE E GUSTAVE KERVEN
  • DIANE  -  KENT JONES
  • LA FLOR  -  MARIANO LLINAS
  • L OSPITE  -  DUCCIO CHIARINI
  • THE EQUALIZER  -  ANTOINE FUQUA
  • SEDUCAO DA CARNE  -  JULIAN BRESSANE
  • MENOCCHIO  .  ALBERTO FASULO
  • PAJAROS DE VERANO  -  CIRO GUERRA E CRISTINA GALLEGO

 

L’appuntamento al Locarno Festival è dal 1 all’11 agosto. Una chicca, e chi ama il cinema lo sa. Qui si trovano film d’autore, sperimentazione, titoli internazionali, dibattiti, retrospettive, eventi speciali, molta attenzione per i giovani registi e perfino una sezione dedicata ad un pubblico che va dall’infanzia all’adolescenza. Il tutto in un clima friendly e partecipativo, con sezioni ed eventi dislocati intorno alla Piazza Grande, luogo icona del Festival e suggestiva “sala di proiezione “ principale. Una vera festa del cinema, in un clima disteso, quasi vacanziero, ma non per questo meno prestigioso degli altri due grandi festival europei di Venezia e Cannes.
Il fil rouge che attraversa la 71esima edizione del Festival è l’umanesimo. Il direttore artistico Carlo Chatrian:
“Mettere al centro del programma l’uomo può apparire scontato; tuttavia mi pare che mai come in quest’epoca le persone abbiano paura di guardare in faccia al prossimo. Si preferisce abbassare lo sguardo, farlo cadere su un piccolo monitor che non ci abbandona mai e che, come una coperta di Linus, ci copre il volto. Allora lo schermo del cinema, così grande da non poter essere evitato, acquista un nuovo ruolo. Il cinema, quella sala dove la dimensione collettiva è imprescindibile, diventa il luogo in cui il volto del prossimo ci guarda. E ci pone domande che non sono più eludibili. L’idea di rivendicare l’importanza e la dignità dell’uomo, di affermare – come fanno le gocce che pitturano il manifesto di quest’anno – che ogni uomo è unico, prezioso e insostituibile, è rilanciata da una celebrazione che Locarno ha deciso di accogliere: i settant’anni della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, organizzata in collaborazione con le Nazioni Unite. Pensare che il Festival abbia la stessa età di questa “carta”, così semplice ed essenziale, stimola e inorgoglisce.
Il Locarno Festival è diventato, anno dopo anno, un momento importante in cui scoprire nuovi registi. Ci sono film che devono trovare il loro posto nel panorama cinematografico e una parte di quelli nel programma – perfino in Concorso – non verranno distribuiti nelle sale. Film all’avanguardia, che aprono nuove strade. E’ un festival che si frequenta d’estate, quando si è in vacanza, anche per questo frequentato da un pubblico giovane, per cui oltre agli aficionados che vanno al festival da anni, c’è un forte ricambio generazionale, e cosa che fa piacere, non ci sono distinzioni di accreditati, i posti sono liberi, eccetto quelli della giuria. Negli ultimi anni è stato potenziato e strutturato un programma formativo che è Locarno Academy, un percorso diversificato per attività: per chi ha iniziato o sta iniziando a fare film (Filmaking Academy), per chi si occupa della scrittura cinematografica (Critics Academy), per chi inizia a lavorare nel mondo dell’industria (Industry Academy).
La grande retrospettiva di quest’anno, dopo altri grandi maestri come Lubitsch, Minnelli e Cukor, è dedicata al regista e sceneggiatore Leo McCarey vincitore di tre premi Oscar, che apre il programma della Piazza Grande. McCarey ha lasciato un’impronta indelebile sia nel cinema comico sia nella grande stagione della commedia. Nei suoi film il bambino, l’adulto, l’anziano sono raccontati con delicatezza e precisione con la lieve grazia tipica del cinema classico.
Per il cinema americano, BlacKkKlansman di Spike Lee (già visto a Cannes), il thriller The Equalizer di Antoine Fuqua con Denzel Washington e l’imperdibile Blaze diretto da Ethan Hawke, che riceverà anche l’Excellence Award come riconoscimento alla carriera, ( proiettati anche alcuni dei film più belli in cui ha lavorato, da «L’attimo fuggente» a «First Reformed») a Meg Ryan il Leopard Club Award e all’autore francese Bruno Dumont (al quale è dedicata una piccola retrospettiva tra cui “L’età inquieta” e “L’humanité”) il Pardo d’onore.
Da vedere la commedia “I Feel Good” di Benoît Delépine e Gustave Kervern con protagonista Jean Dujardin, il drammatico “Pájaros de verano” di Ciro Guerra e Cristina Gallego e l’italiano Duccio Chiarini con “L’ospite”.
Nel Concorso Internazionale, interesse per il sudcoreano “Gangbyun Hotel” di Hong Sang-Soo, l’americano “Diane” di Kent Jones e l’argentino “La flor” di Mariano Llinás, film diviso a episodi della durata complessiva di 14 ore. Per l’Italia è in lizza Alberto Fasulo (vincitore della Festa del Cinema di Roma con «Tir») con “Menocchio”
Nella sezione Signs of Life, la presenza del regista brasiliano di culto Julian Bressane con “Sedução da carne”.
Evento speciale la proiezione di una nuova versione di “Good Morning Babilonia”, film del 1987 dei fratelli Taviani, omaggio a Vittorio, da poco scomparso, mentre come omaggio al grande documentarista Claude Lanzmann verrà riproposta la sua monumentale opera “Shoah” del 1985.
Il programma di quest’anno mostra film che, invece di rappresentare i conflitti di questo nostro strapazzato mondo, si concentrano su storie private, come lettere d’amore.

 

°LocarnoFestival

 

STEFANO BABIC: l’ io di-viso

 

4 GIUGNO 2018

 

 

 

Nella settimana della Milano Photo Week, “L’Io di-viso –  la metamorfosi del contemporaneo” è la mostra di Stefano Babic ispirata dall’opera del filosofo e psichiatra scozzese Ronald Laing, un importante testo sulla schizofrenia.
E’ un lungo percorso creativo ed umano quello di Stefano Babic. Fotografo di moda e sensibile ritrattista, ha iniziato a Roma, sua città natale, fotografando attori e attrici, ed è questo cercare dietro ai volti e la sua grande passione per il cinema, che ha caratterizzato il suo modo di fotografare, esprimendo un linguaggio dinamico, cinematografico, cercando “la storia“. Trasferitosi poi a Londra, ha lavorato in pubblicità e per le maggiori case discografiche, facendo ritratti a musicisti e band, e in seguito a Milano, dove attualmente vive, è iniziato il suo lungo sodalizio con la moda. Qui ha creato l’immagine senza tempo che portato Moschino nel mondo, collaborato con altre grandi firme, da Gianfranco Ferrè a Capucci, Dolce & Gabbana, le sue foto sono apparse su Vogue Italia , Uomo Vogue, Vanity, Amica, tanto per fare qualche esempio. Professionalità, stile, ricerca,
e nell’ambito della sua ricerca personale su volti ed emozioni, ha preso forma il progetto che espone in questi giorni:

“La mia riflessione artistica trae spunto da Laing e, con lo strumento che più mi appartiene, la fotografia, prende forma in un percorso teso a mostrare come la schizofrenia, non rappresenti semplicemente e solo un disturbo psichico, ma sia la malattia del nostro tempo. Secondo Laing, il concetto di normalità non esiste, perché molti uomini cosiddetti “normali” costruiscono falsi io per difendersi dalla realtà. I confini tra normalità e psicosi si mostrano in tutta la loro labilità, facendo intravedere la potenzialità psicotiche insite in ogni esistenza umana, facendoci scoprire quanto sia sottile il confine tra sanità e psicosi, e come l’insicurezza e la precarietà siano insite nell’esistenza umana.
Dare forma a questo dualismo e contrasto è alla base del lavoro del fotografo che si confronta con il linguaggio del ritratto. In camera oscura, prima dell’avvento del digitale, sono rimasto spesso intrappolato dalla magia della carta fotografica nella bacinella di stampa, quando i contorni del ritratto cominciavano a prendere vita, raccontando, nel loro graduale sviluppo, storie complesse del soggetto ritratto.
E’ capitato che fossi rimasto molto colpito in particolare da un ritratto che feci a Klaus Kinski, il bene e il male chiaro e definito nel volto di quell’attore grande ed inquieto. Pensai il bene ed il male esistono davvero.. o forse sono solo un punto di vista. Un po’ come quando un fotografo cerca il profilo migliore del soggetto che ha davanti. Pretende di riconoscerlo.. ed il soggetto gli si affida. Ma il profilo migliore, la metà migliore del viso, esiste solo in relazione all’altro profilo, il peggiore. Come se il bene esistesse solo in relazione con il male. Ecco, mettiamo insieme le due metà migliori e otterremo qualcosa di decisamente peggiore del nostro intero, fatto di bene e di male. Questa è una ricerca che mi ha sempre affascinato come fotografo. “

In mostra una serie di ritratti in bianco e nero di personaggi della cultura, del design, della pubblicità della musica e della moda, e una sezione dedicata ai fotografi amici: Maria Vittoria Backhaus, Gian Paolo Barbieri, Giovanni Gastel, Piero Gemelli, Toni Meneguzzo, Toni Thorimbert, Oliviero Toscani e Fabrizio Ferri.
Le opere di Babic saranno in mostra per sensibilizzare sul progetto pediatrico Vidas, assistenza completa e gratuita a bambini e ragazzi malati inguaribili, che, dalla prossima primavera, sarà completato nei tre setting, domicilio, degenza, day hospice, con l’apertura di Casa Sollievo Bimbi, la prima struttura che potrà accogliere i piccoli pazienti sin dall’esordio delle loro patologie.
L’evento si svolge in uno dei Caselli Daziari in piazza Sempione (Arco della Pace), da poco riaperto e restituito alla città, dal 7 al 9 giugno, dalle 10 alle 20.

 

 

MILANO PHOTO WEEK

 

4 GIUGNO 2018

 

  • WORLD PRESS PHOTOGALLERIA CARLA SOZZANI
  • LA PRIMAVERA DI PRAGA '68 - 69'PALAZZO REALE
  • LIFE IN THE CITIES ARCHITECTURE OF DENSITY HONG KONG 2003 2014 MICHAEL WOLFFONDAZIONE STELLINE
  • URBAN TRANSFORMATION TRIENNALE DI MILANO
  • ABITANTI- SETTE SGUARDI SULL'ITALIA DI OGGILA TRIENNALE DI MILANO
  • MAPPE- GEOGRAFIE DEL CONTEMPORANEOPALAZZO LITTA
  • CASA CORONA
  • CASA CORONA
  • Genesi nello spazio ph.Giovanni GastelBASE MILANO

 

Inizia Milano Photo week 2018. Dal 4 al 10 giugno il meglio della fotografia è qui. Arte contemporanea, reportage di guerra, architettura, moda, ritratti, natura, paesaggi e città, grandi fotografi e nuovi talenti. Grandi classici e avanguardia. Proprio tutto. Sono circa 170 gli appuntamenti, tra eventi e mostre, conferenze, laboratori, proiezioni, visite guidate, progetti didattici ed editoriali disseminati in tutta la città, quartiere per quartiere, per diffondere, condividere, vedere e capire la fotografia. Qualche segnalazione.

PALAZZO REALE:

LA PRIMAVERA DI PRAGA 1968 – 69 dal 5 al 24 giugno
Mostra sull’occupazione sovietica che spense le speranze Cecoslovacche nate con le riforme dei primi mesi di quell’anno. Ampia sezione dedicata ai funerali di Jan Palach, lo studente che si dette fuoco per protesta e che divenne il simbolo della protesta.

WORD PRESS PHOTO 2018 8 – 10 giugno
In concomitanza con la Galleria Carla Sozzani, verranno proiettati, per tutta la durata del festival, 12 video selezionati da una giuria internazionale, scelti tra le migliori forme di giornalismo visuale per il Premio Digital Storytelling di World Press alla sua ottava edizione.
World Press Photo Digital Storytelling Contest, Sala delle Cariatidi Piazza del Duomo 12. www.palazzoreale.it

PALAZZO LITTA: MAPPE, GEOGRAFIE DEL CONTEMPORANEO 7- 10 giugno
Un percorso di indagine sulle condizioni di vita in Ucraina, USA/ Messico, Iran, e Turchia, Paesi segnati da eventi e problematiche socio- culturali, politiche e forti disuguaglianze sociali, attraverso le opere di quattro artisti.
Palazzo Litta, Corso Magenta 24 www.palazzolittacultura.org

SAMSUNG ITALIA: DAL TRAMONTO ALL’ALBA 6 giugno
10 progetti fotografici dei migliori talenti dei corsi dei fotografia e arti visive delle scuole di fotografia milanesi, ( uno per scuola ) racconteranno le notti di Milano con il supporto del fotogiornalista americano Christopher Morris in un workshop di tre giorni organizzato da Samsung con la fotocamera Samsung Galaxy S9+
Samsung District Via Mike Bongiorno 9 ore 18,30

TRIENNALE: I GIOVANI VINCITORI DELLA MASTERCLASS DI MAGNUM
PHOTOS 7 giugno
Progetti fotografici realizzati da giovani fotografi dai 18 ai 30 anni, selezionati da Magnum Photos per la masterclass Urban Transformation condotta da Alex Majoli. Dal lavoro di questa masterclass, 100 scatti racconteranno attraverso una proiezione speciale, la trasformazione urbana di Milano.
La Triennale, Viale Emilio Alemagna 6 ore 18,30 www.triennale.org

BASE MILANO: UN PALINSESTO DI INIZIATIVE:
PARATISSIMA MILANO 6 – 10 giugno
Artisti e gallerie d’arte a tema fotografico. Incontri, workshop e dibattiti nella sezione Ph.ocus About Photography.Nei progetti speciali, Genesi nello spazio, di Giovanni Gastel e Franco Curletto.
VANDALS una settimana per la promozione della fotografia emergente e di settori correlati con i lavori di photo editor, grafici, curatori, editori indipendenti.
MOSTRE a ingresso libero
SHOT! GRANDI FOTOGRAFI SU GRANDI SCHERMI una rassegna dedicata ad alcuni tra i piu’ grandi fotografi tra ritratti , reportage e analisi socio culturale.
EVENTI live performance, DJ set, proiezioni parteI e parte II ( punti di vista di giovani fotografi internazionali ) letture portfolio gratuite, e Closing party, il 9 giugno. Base Milano, Via Bergognone 34 www.basemilano.it

FONDAZIONE STELLINE : LIFE IN CITIES- MICHAEL WOLF
La prima grande mostra dedicata all’artista e fotografo tedesco con 150 opere che evidenziano la relazione tra densità umana e architettura urbana, fino ai primi lavori come fotografo documentarista.
6 giugno ore 19 Michael Nyman, Tre partiture urbane. Immagini e musica.
7 giugno ore 19 Life in cities. Lecture di Michael Wolf. Fondazione Stelline, Corso Magenta 61 https://stelline.it

CASA CORONA: VIAGGI E RACCONTI DAL MONDO 4 -10 giugno
Al nuovo temporary bar Birra Corona aperto fino al 24 giugno, una settimana tra workshop, fotografie e proiezioni da tutto il mondo e incontri con i fotografi di Parallelozero sul tema del viaggio con una selezione dei migliori reportage selezionati dall’archivio dell’agenzia Parallelozero. Le proiezioni sono dedicate ai punti cardinali: Nord, Sud, Ovest ed Est. Più una ricca libreria di consultazione viaggi aperta a tutti.
Casa Corona, Via Maroncelli 14 www.casacorona.it

Trovate l’agenda di tutta la settimana sul sito Yesmilano, la piattaforma degli eventi della città a cura del Comune di Milano.

 

 

 

INTERWIEW magazine: chiude un’icona

 

22 MAGGIO 2018

 

  • NAOMI CAMPBELL - MADONNA
  • BILL SKARSGARD -  ANNA CLEVELAND
  • LEONARDO DI CAPRIO - BEYONCE'
  • UMA THURMAN  -  LANA DEL REY
  • LINDA EVANGELISTA -  JOAQUIN PHOENIX
  • INTERWIEW MAGAZINE PARTY ALLO STUDIO 54 DI N.Y.L' EDITORE BOB COLACELLO, JERRY HALL, ANDY WARHOL, DEBBIE HARRY,TRUMAN CAPOTE, PALOMA PICASSO.

 

Interwiew Magazine chiuderà entro la fine di quest’anno. Fondato nel 1969 da Andy Wharhol, ha segnato un’epoca ed è stata una delle riviste di arte, pop culture, moda e way of life più famosa e seguita, un’icona, un punto di riferimento per le generazioni underground newyorkesi e non solo.  Star del cinema, dell’arte, della musica, della letteratura, centinaia dei nomi più celebri della scena internazionale sono stati immortalati in servizi e copertine che hanno fatto storia, da fotografi come Robert Mapplethorpe, Herb Ritts, Peter Beard, Bruce Weber, e che ne hanno lanciato altri come David LaChapelle e Mattew Rolston. In tanti sono cresciuti con Interwiew, le sue  pagine hanno cambiato in maniera trasversale il concetto classico di fare un giornale, a partire da una grafica ai tempi rivoluzionaria, alle foto, al  modo di intervistare i personaggi  che ha influenzato lo stile di molte delle riviste che conosciamo. Quasi 50 anni di storia attraverso una rivista che fa parte della storia e dell’epoca che ha rappresentato.

 

 

 

 

 

 

THIS is america di childish gambino

9 MAGGIO 2018

 

 

Donald Glover, aka Chidish Gambino, sta facendo parlare molto del suo nuovo video “ This is America “ . La musica è più un collage artistico che un pezzo, e viene il sospetto che l’orecchiabilità sia usata come un mezzo. Il vero soggetto qui è il video, che si fa portavoce di un messaggio chiaro e forte fin dalle prime scene: una serie di sparatorie, inseguimenti, il caos. Certo, non ci racconta niente di nuovo, la faccia violenta dell’America continua ad essere uno dei temi più dibattuti in tutte le arti e in politica, ma qui la presa di posizione contro il possesso delle armi negli Stati Uniti colpisce allo stomaco, e non per la rappresentazione della violenza in sé, siamo “ abituati” a morti ammazzati e peggio, sia nella finzione, che nella realtà infarcita di bad news del nostro presente, ma la crudezza del messaggio e la sua virulenza, è tutta nella danza scatenata che esegue a torso nudo con una coreografia che comprende un gruppo di ragazzi in divisa da scolari, e che è intervallata da Glover che abbatte a colpi di mitra il coro di una chiesa o sparando un colpo di pistola alla testa di un uomo seduto di spalle come se tutto fosse normalità, con una leggerezza e un’indifferenza agghiaccianti. L’uso degli spazi vuoti, la performance di Glover, e la fotografia di Hiro Murai, ( che lavora con Glover alla famosissima serie Atlanta, della quale Glover è creatore e regista) rendono tutto così surreale ed elegante, che il significato emerge con una forza e un’ originalità alla quale è impossibile restare indifferenti. 

 

 

l’isola dei cani di WES ANDERSON

 

28 APRILE 2018

 

 

E’una storia che tocca le corde dell’emozione, quella di questo ragazzino alla ricerca del suo cane, ma non pensate al solito film strappalacrime di dickensiana memoria, perché questo è Wes Anderson, ragazzi, e un film di Anderson non perde mai in contemporaneità e leggerezza. La storia ha la struttura della fiaba e si svolge in un ipotetico Giappone del futuro, dove Atari, un ragazzino di 12 anni, scortato da 4 amici cani, va alla ricerca del suo adorato Spots, esiliato come moltissimi suoi simili, dallo zio malvagio di Atari, che cerca di liberarsi della da lui odiata razza canina, spedendo i poveri animali tra le lande fredde e desolate di un’immensa isola di rifiuti e ruderi industriali.
E’ un film di animazione, girato con una tecnica che lo rende sorprendente e innovativo, dove l’arte, il cinema e i cartoni della cultura giapponese sommati da Anderson nella cifra totale della costruzione del film, ne fanno un racconto affascinante anche solo dal punto di vista della forma. Ma no, c’è molto altro. Come in tutte le fiabe, la storia ha una morale che spinge alla riflessione sul dove ci si sta spingendo, sul chi dovremmo – vorremmo essere o siamo, e ci mette davanti ad una realtà che non è futura, ma vive già in un presente dove l’umanità, nel senso più alto del termine, non è più specifica degli esseri umani, ma dei cani, che sono spesso più umani degli umani. E come in tutte le favole che si rispettino, ci sono i buoni e ci sono i cattivi, ci sono i cambiamenti determinati dalle azioni, dalle intenzioni e dalla volontà di produrre cambiamenti in nome della pacifica convivenza, della tolleranza e dell’amore, tema centrale di un film che non manca anche di quell’umorismo e quella complessità, quella profondità mascherata, che contraddistingue l’intera filmografia di Anderson.

 

MGP

 

 

 

milano DESIGN WEEK

15 APRILE 2018

 

 

  • MARNI, LA VEREDALA VEREDA DI MARNI, VIALE UMBRIA 42
  • FERROLUCE RETRO' IBISPACE DESIGN, RAINBOW DISTRICT, PORTA VENEZIA.
  • A SINISTRA : 5X5 BY KUNIHIRO KOBAYASH , A DESTRA: HORGENGLARUSVENTURA FUTURE, FUTURDOME.- VENTURA CENTRALE. VENTURA - LAMBRATE
  • CC- TAPIS RHO FIERA
  • ELENA RURUA. DISCOVERING. SUPERDESIGNSHOW, VIA TORTONA 27
  •  MAURO MORI  New LongDESIGN + SENSIBILE. SPAZIO MAURO MORI, MUNICIPIO 5 DISTRICT
  • A SINISTRA JAPAN DESIGN WEEK,  A DESTRA : MELOGRANO BLU SUPERDESIGNSHOW . VIA TORTONA 27
  • MILLIM STUDIO. S.U.P. SPORT UTILITY PRODUCT VENTURA FUTURE. LAMBRATE - VENTURA
  • FAS PENDEZZA: FLAMINGO CALCIOBALILLA IN LEGNO LACCATO. DA VIVIENNE WESTWOOD, CORSO VENEZIA 25
  • RAINBOW DISTRICT
  • A SINISTRA: VASI DI VISI , VALERIA PETRONE. A DESTRA: CORALLA MAIURI, PIAZZA DEL POPOLOVALERIA PETRONE,DESIGN + SOLIDALE, PACTA SALONE, MUNICIPIO 5 DISTRICT. CORALLA MAIURI, PALAZZO VISCONTI, VIA CINO DEL DUCA 8. MILANO DURINI DESIGN.
  • Lavazza-Tiny -  ToiletPaperTEMPORARY" POP" BAR. FOOD MUSICA E DESIGN. MEDIATECA SANTA TERESA, VIA DELLA MOSCOVA 28.
  • CAKE  KALK. MOTOCICLO ELETTRICO. HEMMA- STORIES OF HOME, VIA BALZAN 4. BRERA DISTRICT
  •  FRANCESCA CESTER risciòsolidaleDESIGN + SENSIBILE.. CASCINA CHIESA ROSSA, MUNICIPIO 5 DISTRICT.
  • ARCHITETTURA IN CORTO CICLO DI CORTOMETRAGGI SULL'INNOVAZIONE E LE TENDENZE DELL'ARCHITETTURA CONTEMPORANEA. XPERIENCE HUB, VIA GASPARE BUGATTI 16/ 18. ZONA TORTONA.
  • RAINBOW DISTRICT

 

Al via la Design Week, attesissimo appuntamento internazionale in onda a Fieramilanocity con il Salone del Mobile e il collaudatissimo Fuorisalone diviso in 11 zone della città. Lunedi’ 16, ad aprire la grande festa, la mostra evento nei cortili dell’Università Statale, dove il tema, a cura di Interni è House- in – motion, rapporto tra uomo e tecnologia con uno sguardo al futuro dell’abitare. Nel cortile principale l’installazione di Piero Lissoni è un assemblaggio di dodici container sovrapposti dai colori accesi che ricordano le abitazioni caraibiche. All’interno dei tre container alla base, una mostra fotografica dedicata ad Haiti, racconta la realtà della vita tra gli slums in uno degli stati più poveri del mondo. Il ricavato delle fotografie in vendita, sarà devoluto alla fondazione Francesca Rava per la costruzione di nuove case sull’isola. Cells, installazione di Filippo Taidelli, proietta lo spettatore ad uno sguardo sul futuro della sanità e la cura alla persona. Sono due cellule di vetro di eguali dimensioni: la prima è pensata per amplificare il rapporto con l’ambiente come elemento terapeutico, mentre la seconda sarà in grado di riprodurre la luce solare in tutto l’arco delle 24 ore. Visionair, una moderna struttura a prisma composta di moduli di acciaio riflettenti, offre al suo interno una dimensione surreale e capovolta della realtà: da casa che accoglie e protegge a metafora di una grande porta per accedere all’universo dell’innovazione. All’interno, una video installazione con un gioco di specchi che crea un’immagine astratta dall’esterno e immersiva dall’interno. L’installazione è visitabile gratuitamente e sarà anche palcoscenico di performance ed eventi speciali. Martedì 17 il primo giorno ufficiale della Design Week, si festeggia invece in Triennale, con un’opening dalle 20 alle 24, con la performance musicale a cura di Paquita Gordon:  suoni della natura, percussioni dal vivo e musiche in vinile di varie epoche ed origini geografiche. Da vedere in Triennale, Storie. Il design Italiano. La storia e le storie del design italiano attraverso 180 pezzi iconici del Novecento, con 5 focus tematici: Geografia, Comunicazione, Politica,Tecnologia ed Economia, e una lettura del contemporaneo. E questo è solo l’inizio. In programma più di mille eventi, ( 1.300 )  con un’attenzione speciale ai giovani talenti el design e alla manifattura digitale, attraverso tutti i distretti del Fuorisalone. CHIUNQUE PENSI DI RIUSCIRE A VEDERE QUASI TUTTO, SI ILLUDE DI ESSERE UN SUPEREROE. Anche se le guide sono tante e dettagliatissime, solo Lambrate e Tortona prendono un intero giorno ciascuno, se non ci si sofferma troppo, quindi l’unico modo possibile per destreggiarsi in mezzo a questa fantastica babele, è focalizzarsi sui temi che interessano di più e, naturalmente, farsi una scaletta a zone. Qui un piccolo riassunto, e buona Week Design !

TORTONA – PORTA GENOVA da quest’anno ha apposita web app dedicata alla zona.

SuperDesignShow al Supersudio Più  quest’anno si concentrerà sul tema Only the best, con tutte le novità in fatto di design. Quattro gli highlight più attesi: la mostra personale di Nendo, il marchio ad alto tasso di tecnologia e sostenibilità Dassault Systèmes con un progetto di Kengo Kuma, la mostra Smart City (fino a metà maggio) e il Superloft, ovvero la casa realizzata con i nomi top brand del design made in Italy. Protagoniste le novità di settore e le proposte firmate sia da talenti emergenti sia da nomi celebri, che si concentreranno su temi quali la ricerca dei materiali, le smart city, il city making e le nuove forme di progettazione e di rigenerazione urbana. Architour gratuiti del distretto, organizzati dall’Associazione Tortona Area Lab: esplorare il quartiere, guidati da esperti architetti. Organizzati in collaborazione con Aim – Associazione Interessi Metropolitani, i tour durano circa due ore e si svolgono solo su prenotazione, toccando tre location che siglano il rapporto tra moda e design: Armani Silos, Labirinto di Arnaldo Pomodoro e Tortona 37 (mercoledì 18 e venerdì 20 aprile, posti limitati; per info e prenotazioni eventi@aim.milano.it. La mostra Trouble Making. Who’s making the city? commissionata da Base Milano e curata da Raumplan è un’indagine sui fenomeni di massa e le reti virtuali che stanno modificando le nostre città. Fenomeni come la sharing economy, l’home sharing e l’informazione online fai-da- te saranno analizzati nel corso dell’esposizione, con lavori di artisti, designer e videomaker  durante il Fuorisalone 2018 Base Milano ospiterà un programma di serate musicali dall’ora dell’aperitivo a notte, con una programmazione a cura di Radio Raheem – la web radio indipendente di Milano – che proporrà brani e interviste agli attori del design. In via Tortona 5 Tortona Rocks, Il meglio del design internazionale e dell’interazione tra Europa e Asia, tra contaminazioni, tecnologia e nuovi scenari dell’abitare.

LAMBRATE  –  VENTURA

Per il sesto anno consecutivo  Din – Design In, l’evento organizzato da Promotedesign.it, in via Massimiano 6 : un capannone industriale di 2 mila metri quadrati di design internazionale; talento e  prodotti di designer, accademie e architetti da ogni parte di mondo. Tra le scuole presenti, NID, Nuovo Istituto di Design, Accademia Umprum delle arti, dell’architettura e del design di Praga e Academie Artemis di Amsterdam. Street Food Experience nel Giardino Ventura, in via Ventura 12. Qui, a ogni ora del giorno cibo di strada italiano (e non solo), e  ultime tendenze in tema di sapori e design, tra show cooking e lezioni di chef. Dall’ora dell’aperitivo fino a tarda sera, dj-set .Negli spazi di via Ventura 3, la programmazione di Shared House: Architettura Co-Individuale, che approfondirà con incontri e dibattiti il tema contemporaneo delle case con ambienti condivisi. Allo Spazio Donno di via Conte Rosso 36,  esposti in anteprima progetti legati alla domotica.

5 VIE

Via Santa Marta, Via Santa Maria Podone, Via Santa Maria Fulcorina, Via Bocchetto e Via del Bollo. lI focus del distretto delle 5vie quest’anno è sul connubio tra ricerca, arte e savoir faire.  La mostra Unsighted a cura di Nicolas Bellavance-Lecompte è allestita in via Cesare Correnti 14: vengono esposti i lavori di designer da tutto il mondo, a cui è stato chiesto di concepire dei pezzi senza conoscere la contestualizzazione o la destinazione finale. Sempre in via Cesare Correnti 14,  Arcadia, un’installazione immersiva e sensoriale a cura di Alice Stori Liechtenstein. Protagonista Sara Ricciardi, giovane promessa del design, finalista dell’Officine Panerai Next Generation Designer Award..

ZONA SANTAMBROGIO

A DOUTDESign, negli spazi dell’ex convento di via San Vittore 49, protagonista è  la creatività di progettisti under 35. Mostra incentrata su start-up e progetti emergenti dedicati all’arredamento,  accessori, Interni e studio del prodotto, con un occhio di riguardo alla sostenibilità, ai materiali usati e al loro impatto ambientale. In via Olona 25 l’appuntamento è con Avanzamento Progressivo – Altrove Festival: dalle 11.00 alle 21.00, un laboratorio aperto dove poter incontrare artisti e prendere parte ad eventi multidisciplinari come live painting, laboratori di rilegatoria, sfilate, talk sullo stato dell’arte contemporanea, proiezioni di video e documentari, e selezione di musica in vinile.

ISOLA DESIGN DISTRIC

Coinvolgimento, per la prima volta, del Palazzo della Regione Lombardia, che accoglie, all’interno dei 4 mila metri quadrati di piazza Città di Lombardia, Milan col coeur in man: le installazioni di arredo urbano in alluminio riciclato ispirate all’amore della città e delle sue istituzioni per il design, firmate dal designer e artista Stefano Rossetti  Il panoramico 39° piano del Palazzo della Regione Lombardia è eccezionalmente aperto per tutta la settimana e ospita la mostra Design Answers, con una selezione di oggetti. premiati nelle varie edizioni del Compasso d’Oro. Botteghe artigianali, cortili privati e location nascoste si aprono al pubblico per ospitare le opere di giovani designer, brand emergenti, installazioni, workshop ed eventi. Grandi presenze internazionali con esposizioni che corrono lungo il fil rouge del tema Rethinking Materials, con un focus sui materiali ecosostenibili.Tutti i giorni fino a mezzanotte, eventi, esposizioni collettive, installazioni. Latinoamerican Contemporary Design, esposizione organizzata da eiDesign, con un collettivo di 9 designer sudamericani che fondono oggetti di design con l’attualità e l’identità di ogni paese.

PORTA NUOVA : INNOVATION DISTRICT

Immaginare il percorso che ci condurrà verso la città ideale: una città fatta di strade, edifici, servizi, oggetti ma anche di intrattenimento e, soprattutto, una città sempre più a misura d’uomo, che stimoli uno stile di vita sostenibile. Tra gli eventi di punta di iDD Innovation Design District sono gli Icon Design Talks, che offrono al pubblico la possibilità di ascoltare la voce dei protagonisti dell’architettura e del design presso la Microsoft House, l’Anteo Palazzo del Cinema e il Volvo Studio. Tra gli ospiti David Adjaye, Michael Anastassiades, Guido Canali, Hans Ulrich Obrist, Stefano Boeri, Formafantasma, Konstantin Grcic, Studio Swine, Jan Boelen Liu Xiaodu, Atelier Biagetti, Andrea Boschetti, Giulio Cappellini, Stefan Diez. Edison LightHenge, un’opera luminosa curata da Stefano Boeri Architetti, è una piazza nella piazza, di giorno pensata per ricaricarsi, e una vera e propria scultura luminosa dopo il tramonto.

PORTA VENEZIA: RAINBOW DISTRICT

Il distretto arcobaleno e la libertà di espressione: dal genio artistico di Elio Fiorucci, creativo, viaggiatore  alla ricerca costante di colori, luci, simboli e oggetti da lui poi trasformati in pezzi iconici e cult, .per arrivare al tropicalismo dell’urban artist spagnolo Antonyo Marest

BRERA DESIGN DISTRICT

MILANO DURINI DESIGN

AREA PORTA ROMANA

IN BOVISA

e segnaliamo :

MARNI –  Le veredas della Colombia, piccolissimi insediamenti urbani che si sviluppano intorno a una o due strade o a degli agglomerati di case dove ognuno, con il suo saper fare, è un pilastro della comunità, sono i protagonisti de La Vereda di Marni, installazione che presenta la nuova collezione di arredi e accessori del brand. Come per le edizioni passate, l’evento del Salone del Mobile, sostiene un progetto benefico rivolto all’infanzia; parte del ricavato proveniente dalle vendite dei prodotti finanzierà il progetto “La casa sull’albero”, promosso da Piccolo Principe S.C.S Onlus, per dare sostegno ai minori e alle famiglie che intraprendono il cammino dell’adozione e dell’affidamento nella provincia di Milano. 

La Vereda di Marni  Viale Umbria 42, Milano
dal 19 al 22 aprile

LAVAZZA – Inaugura insieme a TOILETPAPER uno speciale temporary bar: atmosfere pop ispirate alla nuova macchina per l’espresso Tiny  e una serie di eventi unici che coniugano food, musica e design con eventi a cura di Rollover Milano.

OH, MY POP! LAVAZZA TINY BAR DREAMED BY TOILETPAPER
Mediateca Santa Teresa
Via della Moscova, 28
17-22 aprile

DESIGN PRIDE + PARTY PIAZZA AFFARI 2018 – Il design brand italiano Seletti, in collaborazione con l’agenzia Paridevitale, anche quest’anno invade le 5VIE con il pop-party della Design Week: il DESIGN PRIDE. Per il terzo anno consecutivo la street parade del design attraverserà la città invitando tutti a celebrare la creatività unendosi al corteo di carri, musica, balli, performance. Il Design Pride prenil derà il via 18 aprile 2018 da piazza Castello (angolo via Minghetti) alle ore 18.00, e arriverà in Piazza Affari dove la festa continuerà per tutta la serata. Oltre ai marchi (Seletti, Gufram, Toiletpaper, Heineken, Saviola, Hospitality Truck), in questa edizione saranno tanti i designer che sfileranno condividendo i propri progetti più rappresentativi, come il duo olandese Studio Job e Marcantonio, e gli studenti dello IED – Istituto Europeo di Design di Milano.

Design Pride + Party
Mercoledì 18 aprile 2018,
dalle 18.00 alle 24.00
Partenza: Piazza Castello (angolo via Minghetti)
Party Piazza Affari

KARTELL  trasforma il flasgship store di Via Turati in una galleria d’arte ospitando i contributi di artisti provenienti da mondi (e generazioni) differenti tutti dedicati all’X Generation

Kartell Crossing Generation
c/o Kartell Flagship Store
Via Turati, angolo Via Carlo Porta 1
17-22 aprile

GUFRAM ricrea per la Milano Design Week una discoteca immaginifica e surrerale. Nello uno spazio überpop di Disco Gufram si incontreranno i progetti degli italiani Atelier Biagetti , degli olandesi ROTGANZEN e dei francesi GGSV.
Disco Gufram
Mediateca Santa Teresa
Via della Moscova 28, Milano
17 – 21 aprile 2018

EATALY MILANO SMERALDO – Un progetto di agricoltura urbana fuori-suolo, promosso e ideato da Eataly Milano Smeraldo che nasce dalla collaborazione tra Liveinslums Onlus e una serie di associazioni e gruppi attivi nel campo della pratica dell’agricoltura urbana e del design ecologico e sociale. MI-ORTO sarà l’occasione per avvicinare l’agricoltura alla città grazie a un’installazione di orti-mobili e sedute incorporate che trasformerà la piazza. MI–ORTO
c/o Eataly Smeraldo
Piazza XXV Aprile, 10, Milano
17-22 aprile

NAPAPIJRI presenta la sua nuova linea avant-garde Ze-Nit con l’installazione #Futurehood che racconta il futuro della città e la sua dimensione più local: il neighborhood, il vicinato. #Futurehood, vero e proprio incubatore di installazioni, interazioni, workshop, performance, talk, ologrammi sul futuro delle città a partire da Milano. Tanti gli ospiti tra cui Stefano Boeri, Alessandro Guerriero, Rachaporn Choochuey, Stefano Mirti e Bruce Sterling

Ze-Knit #Futurehood exhibition
via Tortona 31, Milano
17 – 22 Aprile

MILAN DESIGN MARKET – l’Isola Design District ospiterà la terza edizione di Milan Design Market, mostra mercato che dal 17 al 22 aprile metterà in scena il meglio del design proveniente dalle più interessanti realtà emergenti del panorama internazionale. Tra il Pop-Up Store in cui si potranno acquistare i lavori e le opere di numerosi designer emergenti selezionate tra più di 1000 candidati, le aree dedicate a startup e studi di design e future food con il Design Bar allestito dalla designer Federica Cristaudo, gestito in collaborazione con Momento, nuovissima realtà culinaria milanese specializzata in piccole porzioni di piatti gourmet e cocktail da sogno, il Birrificio La Ribalta e INK EAT, che stamperà su torte e milkshake immagini a scelta, il Milan Design Market si riconferma uno dei must-place del Fuorisalone.

Milan Design Market
c/o Studio Fotografico Gianni Rizzotti
Via Pastrengo, 14, Milano
dal 17 al 22 aprile 2018

CARACOL STUDIO al Bosco Verticale sarà protagonista di una “performance” incredibile: durante il Fuorisalone 2018, un braccio meccanico realizzerà live un parco giochi per bambini grazie a una serie di stampanti 3D e con materiali riciclati e riciclabili al 100%.

3D Printed Playground
Bosco Verticale, qrte Isola, Milano
dal 17 al 22 aprile 2018

ABLE TO design + art – Designer, artisti e aziende si incontrano nello storico chiostro di San Marco che diviene una agorà sospesa tra saper-fare artigianale e tecnologia, celebrando l’incontro tra tradizione dei mestieri, sperimentazione del design e ricerca artistica.

ABLE TO design + art
p.za San Marco, Milano
17-22 aprile 2018

SOURCE  è presente alla Design Week con l’evento/esposizione Lovely Waste: 43 designer e 12 aziende si confronteranno sul tema dell’economia circolare attraverso una serie di progetti, eventi ed esposizioni. Come Oxygen-18 installazione collocata all’esterno della location e realizzata da Luca Alessandrini e Giacomo Garziano e il progetto n. zero sul tema del recupero degli scarti di produzione sviluppato dai designer Francesco Fusillo, Alberto Ghirardello, Filippo Protasoni e Sebastiano Tonelli e con il supporto dell’azienda toscana WooClass. A questi si affiancheranno tutti i progetti, divisi in cinque macro categorie, dei giovani designer che hanno aderito alla call di Source.
Lovely Waste
via Spalato 11, Milano
17-22 aprile

SOUNDSCAPE – In anteprima mondiale alla Milano Design Week di quest’anno, AGC Asahi Glass insieme all’architetto giapponese Motosuke Mandai presenta “Soundscape”: una sorprendente installazione realizzata con un vetro di ultima generazione in grado di produrre effetti sonori del tutto inediti.

Ventura Centrale, Via Ferrante Aporti 13, Milano
17-22 aprile

 

 

 

MILANO ART WEEK

 

9 APRILE 2018

 

  • ESTABLISHED:  CONT, MAI 36, MULLICAN
  • EMERGENT: GIANNI MANHATTAN, Faust
  • EMERGENT: Bonny Poon, BARCZA
  • DECADES:  Richard Saltoun, SPENCE
  • DECADES: Richard Saltoun, SPENCE
  • ESTABLISHED:  MASTERS, Gian Enzo Sperone, SCHNABEL
  • ESTABLISHED:  CONT, DE CARLO, Holler
  • ESTABLISHED:  CONT, Riegger, KOTAKTOVA
  • ESTABLISHED: CONT, Dvir Gallery, CANTOR
  • ESTABLISHED:  MASTERS, MAAB, Bruno Munari
  • ESTABLISHED:  MASTERS, Frittelli, MARCUCCI
  • ESTABLISHED:  CONT, Meyer Riegger, KOTAKTOVA
  • ESTABLISHED:  CONT, P420, CRESPO
  • ESTABLISHED:  MASTERS, OSART, Autotelefonata
  • ESTABLISHED: CONT, Kilchmann, MARGOLLES
  • ESTABLISHED: MASTERS, MAZZOLENI, Lucio Fontana
  • OBJECT: MATTER OF STUFF, Belfiore
  • ESTABLISHED; CONT, Lia Rumma, KOSUTH
  • OBJECT: CIPRIANI, kounellis
  • GENERATIONS: Martini & Ronchetti, CARMI
  • GENERATIONS:  CAR DRE, Montgomery
  • ESTABLISHED:  FS, HAGIWARA PROJECTS, DOHI

Courtesy  MIART

 

Se ami l’arte ci devi essere: a Milano dal 9 al 15 la Milano Art Week è una full immersion di inaugurazioni , eventi speciali , performance e mostre imperdibili, opening serali e notturni, e aperture straordinarie di musei, un’intensissima settimana di creatività e di cultura che coinvolge fondazioni, gallerie, enti pubblici e privati e artisti di tutto il mondo. Un programma che lascerà senza fiato. Letteralmente, e in tutti i sensi. Difficile dare delle priorità, ma sicuramente da non perdere TERESA MARGOLLES al PAC, WILL  BENEDICT alla Chiesa San Paolo in Converso, Christian Marclay per Fondazione Furla al Museo del Novecento nell’ambito di Furla Series #01, Guido van der Werve presso FuturDome, e MARCELLO MALOBERTI alla GAM per quanto riguarda le performance. Altre segnalazioni : MATT MULLICAN ed EVA KOT’A’TKOVA’ presso Pirelli HangarBicocca, Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943 alla Fondazione Prada Milano, Torbjørn Rødland alla Fondazione Prada Osservatorio, Guggenheim UBS MAP Global Art Initiative. But a Storm is Blowing from Paradise: Contemporary Art of the Middle East and North Africa alla GAM Galleria d’Arte Moderna, la XI edizione del Triennale Design Museum, Italiana. L’Italia vista dalla moda 1971-2001 a Palazzo Reale, Frida Kahlo al Mudec, GIOSETTA FIORONI e il Premio Acacia al Museo del Novecento, SOL LEWiITT alla Fondazione Carriero, JIMMIE DURHAM alla Fondazione Adolfo Pini, Kimsooja alla Basilica di Sant’Eustorgio, The Sichuan Tale. China, Teatro e Storia a FM Centro per l’Arte Contemporanea, Barry X Ball al Castello Sforzesco e a Villa Panza, Project Room #7 alla Fondazione Arnaldo Pomodoro

Al centro di tutto, al padiglione 3 di Fieramilanocity, la ventitreesima edizione di MIART, la prestigiosa fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea con 186 Gallerie declinate in 6 sezioni : : ESTABLISHED, con 126 espositori divisi tra gallerie specializzate in arte contemporanea e gallerie che proporranno opere dai primi del Novecento agli anni Novanta; EMERGENT, dedicata alle gallerie che fanno ricerca sui nuovi talenti; GENERATIONS, con 8 coppie di gallerie che metteranno a confronto due artisti appartenenti a generazioni diverse; DECADES, con un vero e proprio percorso attraverso 9 gallerie che tracceranno la storia del ventesimo secolo, scandita per decenni, con focus sul dopoguerra; ON DEMAND, ossia il segmento dedicato a opere site-specific e context-based, tra performance, installazioni e wall painting; OBJECT, con 14 gallerie che esporranno oggetti di design prodotti in edizione limitata e concepiti come vere e proprie opere d’arte. Una tre giorni di talk show con un’alta coerenza tematica avrà come leit motiv il tema dell’immaginazione. Intesa non tanto come una fuga dalla realtà, ma come uno strumento sociale e politico per ripensare il mondo. Al programma di talk interverranno 60 curatori, direttori di museo coinvolgeranno 40 protagonisti, tra direttori di museo e personalità del mondo dell’arte provenienti da ogni parte del pianeta.

Da non perdere l’ART NIGHT NO PROFIT SPACES, sabato 14 aprile, performance ed eventi organizzati da enti non profit: Assab One, [.BOX] Videoart Project Space, Cabinet, Dimora Artica, Edicola Radetzky, FuturDome, Mars-Milan Artist Run Space, Marsèlleria, Mega, Standards e t-space. e l’APERTURA STRAORDINARIA  delle gallerie milanesi, domenica 15 aprile.

Qui il calendario completo dell’Art Week

 

Eva Kot’àkovà all’Hangar Bicocca ,Teresa Margolles al Pac ,Torbjørn Rødland alla Fondazione Prada Osservatorio

 

 

 

MIA PHOTO FAIR: foto d’arte a milano

 

9 MARZO 2018

 

  • ELLE DECOR - HOPPER, Giovanni Gastel
  • HUMANIMAL 2016 , Phil Van Duynen
  • Benno Graziani, Jackie Kennedynet les paparazzi,  Amalfi août 1962
  • Spicchi di Luna, ANTONELLA SACCONI
  • DOUBLEFACED, Sebastian Bieniek
  • Elena Helfrecht,The Seeds Of The Pas tAre Blossoming
  • fifty Dots, ASHIMOTO ©CesarOrdonez
  • FINNYCARS, 2018, Finanno Fenno
  • Gohar Dashti, HOME,2017
  • LA ISLA QUE APRENDE A VOLAR, 2016,  GABRIEL GUERRA BIANCHINI
  • Angelo Marinelli, Leaves of grass, 2017
  • JOY DE VIVRE, 2017,  letizia cariello
  • IMPERFECTIONS 1, 2016.2017, Regina Anzenberger
  • LOUISE BOURGEOIS, 1995 , Annie Leibovitz
  • Luca Izzo, Desformes, 2013
  • NEW YORK, 1979, Franco Fontana
  • UNTITLED, Bergamini, Cina, 2015
  • MORGAN, 2014, Tomeu
  • MUSEO GUATELLI, OZZANO TARO (PR) 2017, Silvia-Camporesi
  • NET, 2014,  Katie Kalkstein
  • TOKYO COMEDY, TATOO IN COLOUR,1997,  Nobuyoshi Araki
  • NO MAN S LAND, 2017, Stefan Badulescu
  • UNTITLED 2017, Andrea Boyer
  • THE SCREAM, YAKI YASKLOVSKI

 

 

Da oggi a Milano, un appuntamento imperdibile per gli appassionati di fotografia e immagini in movimento:  il Mia Photo Fair, un’occasione per vedere un  numero impressionante di opere, tra autori italiani e internazionali, da quelle dei grandi maestri che non hanno bisogno di presentazioni:  Elliot Erwitt, GabrieleBasilico ,LuigiGhirri, Sebastiao Salgado, Ferdinando Scianna, Giovanni Gastel, Alfa Castaldi, Margaret Bourke –White, Mimmo Jodice, Nan Goldin  per citarne qualcuno, a giovani artisti emergenti. L’offerta è davvero vastissima,  con 130 espositori, tra i quali 90 gallerie, di cui 37 provenienti da molti Paesi Europei e oltreoceano ( USA, Argentina, Singapore, Cina ) un numero raddoppiato rispetto all’edizione precedente, che dimostra come Milano continui a crescere sulla scena internazionale. Da segnalare la bella iniziativa della galleria Still Young di Milano, che offre sostegno ai giovani artisti tra i 18 e i 25 anni, operando anche come incubatore culturale. Presenti quattro focus fotografici sull’Ucraina, Cuba, Africa e Isole Baleari, con artisti provenienti dai rispettivi Paesi, e il ritorno di Graziella Vigo, da tempo assente dall’Italia, che espone con due progetti : “Portrait”, ritratti di personaggi famosi, e “Verdi on Stage “, foto scattate durante le rappresentazioni verdiane nei più grandi teatri del mondo a partire dalla Scala di Milano. Un programma particolarmente ricco di eventi quest’anno, con incontri su psicanalisi e collezionismo, che vede la partecipazione di docenti, ricercatori e critici,  focus sul fotogiornalismo, analisi di libri fotografici, approfondimenti della storia della fotografia,  interviste a coppie di collezionisti unite dall’amore e dalla passione per la fotografia.

Al The Mall,, Piazza Lina Bo Bardi, 1. Milano.  Dal 9 al 12 Marzo.

 

movie: LADY BIRD

 

2  MARZO 2018

 

 

 

Christine odia Sacramento e sogna New York. Odia la routine provinciale del  Midwest della California, dove si sente prigioniera, non vede l’ora di finire la scuola cattolica che è obbligata a frequentare,( scelta tra mille sacrifici, dalla madre per evitare la pericolosità di quella pubblica ) è insoddisfatta di amicizie che non sono all’altezza delle sue aspirazioni, delle prime deludenti relazioni sentimentali ed ha un difficile rapporto con la madre. E odia il suo nome, così convenzionale. Lady Bird è il nome d’arte che si sceglie per prendere le distanze dall’opaca vita che rifiuta, e che rappresenta  la ricerca di un altro sé, l’aspirazione a esprimere la vera se stessa che sente non coincidere con la Christine del mondo in cui vive,  la voglia e la determinazione di volare lontano da quel territorio socio-culturale che le sta troppo stretto per vivere i suoi sogni di grandezza, cultura e indipendenza, per fuggire dalle ristrettezze e andare a studiare in una prestigiosa università della grande mela, nella metropoli più ambita d’America. Il padre, disoccupato in crisi per aver perso il lavoro, la asseconda nella lotta per affermare le proprie scelte, mentre la madre, infermiera, è preoccupata per il suo futuro, e cercando di convincerla a studiare in un college più vicino, scatena, ovviamente, con le sue attenzioni iper protettive, un contraddittorio rapporto di amore-odio. che  è il centro nevralgico ed emotivo del film. Detta così, sembrerebbe di trovarsi di fronte all’ennesimo film su un coming of age dal sapore trito e ritrito, invece Greta Gerwig, al suo debutto da regista, ne fa un film generazionale e universale capace di comunicare oltre le barriere culturali, ribaltando gli stereotipi senza retorica e sentimentalismi di contorno, con una scrittura pulita che rischia spesso di perdere la visceralità di certe passioni con un punto di vista femminile, una versione nuova e dissacrante del lessico del coming of age. 

 

MGP