STEFANO BABIC: l’ io di-viso

 

4 GIUGNO 2018

 

 

 

Nella settimana della Milano Photo Week, “L’Io di-viso –  la metamorfosi del contemporaneo” è la mostra di Stefano Babic ispirata dall’opera del filosofo e psichiatra scozzese Ronald Laing, un importante testo sulla schizofrenia.
E’ un lungo percorso creativo ed umano quello di Stefano Babic. Fotografo di moda e sensibile ritrattista, ha iniziato a Roma, sua città natale, fotografando attori e attrici, ed è questo cercare dietro ai volti e la sua grande passione per il cinema, che ha caratterizzato il suo modo di fotografare, esprimendo un linguaggio dinamico, cinematografico, cercando “la storia“. Trasferitosi poi a Londra, ha lavorato in pubblicità e per le maggiori case discografiche, facendo ritratti a musicisti e band, e in seguito a Milano, dove attualmente vive, è iniziato il suo lungo sodalizio con la moda. Qui ha creato l’immagine senza tempo che portato Moschino nel mondo, collaborato con altre grandi firme, da Gianfranco Ferrè a Capucci, Dolce & Gabbana, le sue foto sono apparse su Vogue Italia , Uomo Vogue, Vanity, Amica, tanto per fare qualche esempio. Professionalità, stile, ricerca,
e nell’ambito della sua ricerca personale su volti ed emozioni, ha preso forma il progetto che espone in questi giorni:

“La mia riflessione artistica trae spunto da Laing e, con lo strumento che più mi appartiene, la fotografia, prende forma in un percorso teso a mostrare come la schizofrenia, non rappresenti semplicemente e solo un disturbo psichico, ma sia la malattia del nostro tempo. Secondo Laing, il concetto di normalità non esiste, perché molti uomini cosiddetti “normali” costruiscono falsi io per difendersi dalla realtà. I confini tra normalità e psicosi si mostrano in tutta la loro labilità, facendo intravedere la potenzialità psicotiche insite in ogni esistenza umana, facendoci scoprire quanto sia sottile il confine tra sanità e psicosi, e come l’insicurezza e la precarietà siano insite nell’esistenza umana.
Dare forma a questo dualismo e contrasto è alla base del lavoro del fotografo che si confronta con il linguaggio del ritratto. In camera oscura, prima dell’avvento del digitale, sono rimasto spesso intrappolato dalla magia della carta fotografica nella bacinella di stampa, quando i contorni del ritratto cominciavano a prendere vita, raccontando, nel loro graduale sviluppo, storie complesse del soggetto ritratto.
E’ capitato che fossi rimasto molto colpito in particolare da un ritratto che feci a Klaus Kinski, il bene e il male chiaro e definito nel volto di quell’attore grande ed inquieto. Pensai il bene ed il male esistono davvero.. o forse sono solo un punto di vista. Un po’ come quando un fotografo cerca il profilo migliore del soggetto che ha davanti. Pretende di riconoscerlo.. ed il soggetto gli si affida. Ma il profilo migliore, la metà migliore del viso, esiste solo in relazione all’altro profilo, il peggiore. Come se il bene esistesse solo in relazione con il male. Ecco, mettiamo insieme le due metà migliori e otterremo qualcosa di decisamente peggiore del nostro intero, fatto di bene e di male. Questa è una ricerca che mi ha sempre affascinato come fotografo. “

In mostra una serie di ritratti in bianco e nero di personaggi della cultura, del design, della pubblicità della musica e della moda, e una sezione dedicata ai fotografi amici: Maria Vittoria Backhaus, Gian Paolo Barbieri, Giovanni Gastel, Piero Gemelli, Toni Meneguzzo, Toni Thorimbert, Oliviero Toscani e Fabrizio Ferri.
Le opere di Babic saranno in mostra per sensibilizzare sul progetto pediatrico Vidas, assistenza completa e gratuita a bambini e ragazzi malati inguaribili, che, dalla prossima primavera, sarà completato nei tre setting, domicilio, degenza, day hospice, con l’apertura di Casa Sollievo Bimbi, la prima struttura che potrà accogliere i piccoli pazienti sin dall’esordio delle loro patologie.
L’evento si svolge in uno dei Caselli Daziari in piazza Sempione (Arco della Pace), da poco riaperto e restituito alla città, dal 7 al 9 giugno, dalle 10 alle 20.

 

 

MILANO PHOTO WEEK

 

4 GIUGNO 2018

 

  • WORLD PRESS PHOTOGALLERIA CARLA SOZZANI
  • LA PRIMAVERA DI PRAGA '68 - 69'PALAZZO REALE
  • LIFE IN THE CITIES ARCHITECTURE OF DENSITY HONG KONG 2003 2014 MICHAEL WOLFFONDAZIONE STELLINE
  • URBAN TRANSFORMATION TRIENNALE DI MILANO
  • ABITANTI- SETTE SGUARDI SULL'ITALIA DI OGGILA TRIENNALE DI MILANO
  • MAPPE- GEOGRAFIE DEL CONTEMPORANEOPALAZZO LITTA
  • CASA CORONA
  • CASA CORONA
  • Genesi nello spazio ph.Giovanni GastelBASE MILANO

 

Inizia Milano Photo week 2018. Dal 4 al 10 giugno il meglio della fotografia è qui. Arte contemporanea, reportage di guerra, architettura, moda, ritratti, natura, paesaggi e città, grandi fotografi e nuovi talenti. Grandi classici e avanguardia. Proprio tutto. Sono circa 170 gli appuntamenti, tra eventi e mostre, conferenze, laboratori, proiezioni, visite guidate, progetti didattici ed editoriali disseminati in tutta la città, quartiere per quartiere, per diffondere, condividere, vedere e capire la fotografia. Qualche segnalazione.

PALAZZO REALE:

LA PRIMAVERA DI PRAGA 1968 – 69 dal 5 al 24 giugno
Mostra sull’occupazione sovietica che spense le speranze Cecoslovacche nate con le riforme dei primi mesi di quell’anno. Ampia sezione dedicata ai funerali di Jan Palach, lo studente che si dette fuoco per protesta e che divenne il simbolo della protesta.

WORD PRESS PHOTO 2018 8 – 10 giugno
In concomitanza con la Galleria Carla Sozzani, verranno proiettati, per tutta la durata del festival, 12 video selezionati da una giuria internazionale, scelti tra le migliori forme di giornalismo visuale per il Premio Digital Storytelling di World Press alla sua ottava edizione.
World Press Photo Digital Storytelling Contest, Sala delle Cariatidi Piazza del Duomo 12. www.palazzoreale.it

PALAZZO LITTA: MAPPE, GEOGRAFIE DEL CONTEMPORANEO 7- 10 giugno
Un percorso di indagine sulle condizioni di vita in Ucraina, USA/ Messico, Iran, e Turchia, Paesi segnati da eventi e problematiche socio- culturali, politiche e forti disuguaglianze sociali, attraverso le opere di quattro artisti.
Palazzo Litta, Corso Magenta 24 www.palazzolittacultura.org

SAMSUNG ITALIA: DAL TRAMONTO ALL’ALBA 6 giugno
10 progetti fotografici dei migliori talenti dei corsi dei fotografia e arti visive delle scuole di fotografia milanesi, ( uno per scuola ) racconteranno le notti di Milano con il supporto del fotogiornalista americano Christopher Morris in un workshop di tre giorni organizzato da Samsung con la fotocamera Samsung Galaxy S9+
Samsung District Via Mike Bongiorno 9 ore 18,30

TRIENNALE: I GIOVANI VINCITORI DELLA MASTERCLASS DI MAGNUM
PHOTOS 7 giugno
Progetti fotografici realizzati da giovani fotografi dai 18 ai 30 anni, selezionati da Magnum Photos per la masterclass Urban Transformation condotta da Alex Majoli. Dal lavoro di questa masterclass, 100 scatti racconteranno attraverso una proiezione speciale, la trasformazione urbana di Milano.
La Triennale, Viale Emilio Alemagna 6 ore 18,30 www.triennale.org

BASE MILANO: UN PALINSESTO DI INIZIATIVE:
PARATISSIMA MILANO 6 – 10 giugno
Artisti e gallerie d’arte a tema fotografico. Incontri, workshop e dibattiti nella sezione Ph.ocus About Photography.Nei progetti speciali, Genesi nello spazio, di Giovanni Gastel e Franco Curletto.
VANDALS una settimana per la promozione della fotografia emergente e di settori correlati con i lavori di photo editor, grafici, curatori, editori indipendenti.
MOSTRE a ingresso libero
SHOT! GRANDI FOTOGRAFI SU GRANDI SCHERMI una rassegna dedicata ad alcuni tra i piu’ grandi fotografi tra ritratti , reportage e analisi socio culturale.
EVENTI live performance, DJ set, proiezioni parteI e parte II ( punti di vista di giovani fotografi internazionali ) letture portfolio gratuite, e Closing party, il 9 giugno. Base Milano, Via Bergognone 34 www.basemilano.it

FONDAZIONE STELLINE : LIFE IN CITIES- MICHAEL WOLF
La prima grande mostra dedicata all’artista e fotografo tedesco con 150 opere che evidenziano la relazione tra densità umana e architettura urbana, fino ai primi lavori come fotografo documentarista.
6 giugno ore 19 Michael Nyman, Tre partiture urbane. Immagini e musica.
7 giugno ore 19 Life in cities. Lecture di Michael Wolf. Fondazione Stelline, Corso Magenta 61 https://stelline.it

CASA CORONA: VIAGGI E RACCONTI DAL MONDO 4 -10 giugno
Al nuovo temporary bar Birra Corona aperto fino al 24 giugno, una settimana tra workshop, fotografie e proiezioni da tutto il mondo e incontri con i fotografi di Parallelozero sul tema del viaggio con una selezione dei migliori reportage selezionati dall’archivio dell’agenzia Parallelozero. Le proiezioni sono dedicate ai punti cardinali: Nord, Sud, Ovest ed Est. Più una ricca libreria di consultazione viaggi aperta a tutti.
Casa Corona, Via Maroncelli 14 www.casacorona.it

Trovate l’agenda di tutta la settimana sul sito Yesmilano, la piattaforma degli eventi della città a cura del Comune di Milano.

 

 

 

INTERWIEW magazine: chiude un’icona

 

22 MAGGIO 2018

 

  • NAOMI CAMPBELL - MADONNA
  • BILL SKARSGARD -  ANNA CLEVELAND
  • LEONARDO DI CAPRIO - BEYONCE'
  • UMA THURMAN  -  LANA DEL REY
  • LINDA EVANGELISTA -  JOAQUIN PHOENIX
  • INTERWIEW MAGAZINE PARTY ALLO STUDIO 54 DI N.Y.L' EDITORE BOB COLACELLO, JERRY HALL, ANDY WARHOL, DEBBIE HARRY,TRUMAN CAPOTE, PALOMA PICASSO.

 

Interwiew Magazine chiuderà entro la fine di quest’anno. Fondato nel 1969 da Andy Wharhol, ha segnato un’epoca ed è stata una delle riviste di arte, pop culture, moda e way of life più famosa e seguita, un’icona, un punto di riferimento per le generazioni underground newyorkesi e non solo.  Star del cinema, dell’arte, della musica, della letteratura, centinaia dei nomi più celebri della scena internazionale sono stati immortalati in servizi e copertine che hanno fatto storia, da fotografi come Robert Mapplethorpe, Herb Ritts, Peter Beard, Bruce Weber, e che ne hanno lanciato altri come David LaChapelle e Mattew Rolston. In tanti sono cresciuti con Interwiew, le sue  pagine hanno cambiato in maniera trasversale il concetto classico di fare un giornale, a partire da una grafica ai tempi rivoluzionaria, alle foto, al  modo di intervistare i personaggi  che ha influenzato lo stile di molte delle riviste che conosciamo. Quasi 50 anni di storia attraverso una rivista che fa parte della storia e dell’epoca che ha rappresentato.

 

 

 

 

 

 

THIS is america di childish gambino

9 MAGGIO 2018

 

 

Donald Glover, aka Chidish Gambino, sta facendo parlare molto del suo nuovo video “ This is America “ . La musica è più un collage artistico che un pezzo, e viene il sospetto che l’orecchiabilità sia usata come un mezzo. Il vero soggetto qui è il video, che si fa portavoce di un messaggio chiaro e forte fin dalle prime scene: una serie di sparatorie, inseguimenti, il caos. Certo, non ci racconta niente di nuovo, la faccia violenta dell’America continua ad essere uno dei temi più dibattuti in tutte le arti e in politica, ma qui la presa di posizione contro il possesso delle armi negli Stati Uniti colpisce allo stomaco, e non per la rappresentazione della violenza in sé, siamo “ abituati” a morti ammazzati e peggio, sia nella finzione, che nella realtà infarcita di bad news del nostro presente, ma la crudezza del messaggio e la sua virulenza, è tutta nella danza scatenata che esegue a torso nudo con una coreografia che comprende un gruppo di ragazzi in divisa da scolari, e che è intervallata da Glover che abbatte a colpi di mitra il coro di una chiesa o sparando un colpo di pistola alla testa di un uomo seduto di spalle come se tutto fosse normalità, con una leggerezza e un’indifferenza agghiaccianti. L’uso degli spazi vuoti, la performance di Glover, e la fotografia di Hiro Murai, ( che lavora con Glover alla famosissima serie Atlanta, della quale Glover è creatore e regista) rendono tutto così surreale ed elegante, che il significato emerge con una forza e un’ originalità alla quale è impossibile restare indifferenti. 

 

 

l’isola dei cani di WES ANDERSON

 

28 APRILE 2018

 

 

E’una storia che tocca le corde dell’emozione, quella di questo ragazzino alla ricerca del suo cane, ma non pensate al solito film strappalacrime di dickensiana memoria, perché questo è Wes Anderson, ragazzi, e un film di Anderson non perde mai in contemporaneità e leggerezza. La storia ha la struttura della fiaba e si svolge in un ipotetico Giappone del futuro, dove Atari, un ragazzino di 12 anni, scortato da 4 amici cani, va alla ricerca del suo adorato Spots, esiliato come moltissimi suoi simili, dallo zio malvagio di Atari, che cerca di liberarsi della da lui odiata razza canina, spedendo i poveri animali tra le lande fredde e desolate di un’immensa isola di rifiuti e ruderi industriali.
E’ un film di animazione, girato con una tecnica che lo rende sorprendente e innovativo, dove l’arte, il cinema e i cartoni della cultura giapponese sommati da Anderson nella cifra totale della costruzione del film, ne fanno un racconto affascinante anche solo dal punto di vista della forma. Ma no, c’è molto altro. Come in tutte le fiabe, la storia ha una morale che spinge alla riflessione sul dove ci si sta spingendo, sul chi dovremmo – vorremmo essere o siamo, e ci mette davanti ad una realtà che non è futura, ma vive già in un presente dove l’umanità, nel senso più alto del termine, non è più specifica degli esseri umani, ma dei cani, che sono spesso più umani degli umani. E come in tutte le favole che si rispettino, ci sono i buoni e ci sono i cattivi, ci sono i cambiamenti determinati dalle azioni, dalle intenzioni e dalla volontà di produrre cambiamenti in nome della pacifica convivenza, della tolleranza e dell’amore, tema centrale di un film che non manca anche di quell’umorismo e quella complessità, quella profondità mascherata, che contraddistingue l’intera filmografia di Anderson.

 

MGP

 

 

 

milano DESIGN WEEK

15 APRILE 2018

 

 

  • MARNI, LA VEREDALA VEREDA DI MARNI, VIALE UMBRIA 42
  • FERROLUCE RETRO' IBISPACE DESIGN, RAINBOW DISTRICT, PORTA VENEZIA.
  • A SINISTRA : 5X5 BY KUNIHIRO KOBAYASH , A DESTRA: HORGENGLARUSVENTURA FUTURE, FUTURDOME.- VENTURA CENTRALE. VENTURA - LAMBRATE
  • CC- TAPIS RHO FIERA
  • ELENA RURUA. DISCOVERING. SUPERDESIGNSHOW, VIA TORTONA 27
  •  MAURO MORI  New LongDESIGN + SENSIBILE. SPAZIO MAURO MORI, MUNICIPIO 5 DISTRICT
  • A SINISTRA JAPAN DESIGN WEEK,  A DESTRA : MELOGRANO BLU SUPERDESIGNSHOW . VIA TORTONA 27
  • MILLIM STUDIO. S.U.P. SPORT UTILITY PRODUCT VENTURA FUTURE. LAMBRATE - VENTURA
  • FAS PENDEZZA: FLAMINGO CALCIOBALILLA IN LEGNO LACCATO. DA VIVIENNE WESTWOOD, CORSO VENEZIA 25
  • RAINBOW DISTRICT
  • A SINISTRA: VASI DI VISI , VALERIA PETRONE. A DESTRA: CORALLA MAIURI, PIAZZA DEL POPOLOVALERIA PETRONE,DESIGN + SOLIDALE, PACTA SALONE, MUNICIPIO 5 DISTRICT. CORALLA MAIURI, PALAZZO VISCONTI, VIA CINO DEL DUCA 8. MILANO DURINI DESIGN.
  • Lavazza-Tiny -  ToiletPaperTEMPORARY" POP" BAR. FOOD MUSICA E DESIGN. MEDIATECA SANTA TERESA, VIA DELLA MOSCOVA 28.
  • CAKE  KALK. MOTOCICLO ELETTRICO. HEMMA- STORIES OF HOME, VIA BALZAN 4. BRERA DISTRICT
  •  FRANCESCA CESTER risciòsolidaleDESIGN + SENSIBILE.. CASCINA CHIESA ROSSA, MUNICIPIO 5 DISTRICT.
  • ARCHITETTURA IN CORTO CICLO DI CORTOMETRAGGI SULL'INNOVAZIONE E LE TENDENZE DELL'ARCHITETTURA CONTEMPORANEA. XPERIENCE HUB, VIA GASPARE BUGATTI 16/ 18. ZONA TORTONA.
  • RAINBOW DISTRICT

 

Al via la Design Week, attesissimo appuntamento internazionale in onda a Fieramilanocity con il Salone del Mobile e il collaudatissimo Fuorisalone diviso in 11 zone della città. Lunedi’ 16, ad aprire la grande festa, la mostra evento nei cortili dell’Università Statale, dove il tema, a cura di Interni è House- in – motion, rapporto tra uomo e tecnologia con uno sguardo al futuro dell’abitare. Nel cortile principale l’installazione di Piero Lissoni è un assemblaggio di dodici container sovrapposti dai colori accesi che ricordano le abitazioni caraibiche. All’interno dei tre container alla base, una mostra fotografica dedicata ad Haiti, racconta la realtà della vita tra gli slums in uno degli stati più poveri del mondo. Il ricavato delle fotografie in vendita, sarà devoluto alla fondazione Francesca Rava per la costruzione di nuove case sull’isola. Cells, installazione di Filippo Taidelli, proietta lo spettatore ad uno sguardo sul futuro della sanità e la cura alla persona. Sono due cellule di vetro di eguali dimensioni: la prima è pensata per amplificare il rapporto con l’ambiente come elemento terapeutico, mentre la seconda sarà in grado di riprodurre la luce solare in tutto l’arco delle 24 ore. Visionair, una moderna struttura a prisma composta di moduli di acciaio riflettenti, offre al suo interno una dimensione surreale e capovolta della realtà: da casa che accoglie e protegge a metafora di una grande porta per accedere all’universo dell’innovazione. All’interno, una video installazione con un gioco di specchi che crea un’immagine astratta dall’esterno e immersiva dall’interno. L’installazione è visitabile gratuitamente e sarà anche palcoscenico di performance ed eventi speciali. Martedì 17 il primo giorno ufficiale della Design Week, si festeggia invece in Triennale, con un’opening dalle 20 alle 24, con la performance musicale a cura di Paquita Gordon:  suoni della natura, percussioni dal vivo e musiche in vinile di varie epoche ed origini geografiche. Da vedere in Triennale, Storie. Il design Italiano. La storia e le storie del design italiano attraverso 180 pezzi iconici del Novecento, con 5 focus tematici: Geografia, Comunicazione, Politica,Tecnologia ed Economia, e una lettura del contemporaneo. E questo è solo l’inizio. In programma più di mille eventi, ( 1.300 )  con un’attenzione speciale ai giovani talenti el design e alla manifattura digitale, attraverso tutti i distretti del Fuorisalone. CHIUNQUE PENSI DI RIUSCIRE A VEDERE QUASI TUTTO, SI ILLUDE DI ESSERE UN SUPEREROE. Anche se le guide sono tante e dettagliatissime, solo Lambrate e Tortona prendono un intero giorno ciascuno, se non ci si sofferma troppo, quindi l’unico modo possibile per destreggiarsi in mezzo a questa fantastica babele, è focalizzarsi sui temi che interessano di più e, naturalmente, farsi una scaletta a zone. Qui un piccolo riassunto, e buona Week Design !

TORTONA – PORTA GENOVA da quest’anno ha apposita web app dedicata alla zona.

SuperDesignShow al Supersudio Più  quest’anno si concentrerà sul tema Only the best, con tutte le novità in fatto di design. Quattro gli highlight più attesi: la mostra personale di Nendo, il marchio ad alto tasso di tecnologia e sostenibilità Dassault Systèmes con un progetto di Kengo Kuma, la mostra Smart City (fino a metà maggio) e il Superloft, ovvero la casa realizzata con i nomi top brand del design made in Italy. Protagoniste le novità di settore e le proposte firmate sia da talenti emergenti sia da nomi celebri, che si concentreranno su temi quali la ricerca dei materiali, le smart city, il city making e le nuove forme di progettazione e di rigenerazione urbana. Architour gratuiti del distretto, organizzati dall’Associazione Tortona Area Lab: esplorare il quartiere, guidati da esperti architetti. Organizzati in collaborazione con Aim – Associazione Interessi Metropolitani, i tour durano circa due ore e si svolgono solo su prenotazione, toccando tre location che siglano il rapporto tra moda e design: Armani Silos, Labirinto di Arnaldo Pomodoro e Tortona 37 (mercoledì 18 e venerdì 20 aprile, posti limitati; per info e prenotazioni eventi@aim.milano.it. La mostra Trouble Making. Who’s making the city? commissionata da Base Milano e curata da Raumplan è un’indagine sui fenomeni di massa e le reti virtuali che stanno modificando le nostre città. Fenomeni come la sharing economy, l’home sharing e l’informazione online fai-da- te saranno analizzati nel corso dell’esposizione, con lavori di artisti, designer e videomaker  durante il Fuorisalone 2018 Base Milano ospiterà un programma di serate musicali dall’ora dell’aperitivo a notte, con una programmazione a cura di Radio Raheem – la web radio indipendente di Milano – che proporrà brani e interviste agli attori del design. In via Tortona 5 Tortona Rocks, Il meglio del design internazionale e dell’interazione tra Europa e Asia, tra contaminazioni, tecnologia e nuovi scenari dell’abitare.

LAMBRATE  –  VENTURA

Per il sesto anno consecutivo  Din – Design In, l’evento organizzato da Promotedesign.it, in via Massimiano 6 : un capannone industriale di 2 mila metri quadrati di design internazionale; talento e  prodotti di designer, accademie e architetti da ogni parte di mondo. Tra le scuole presenti, NID, Nuovo Istituto di Design, Accademia Umprum delle arti, dell’architettura e del design di Praga e Academie Artemis di Amsterdam. Street Food Experience nel Giardino Ventura, in via Ventura 12. Qui, a ogni ora del giorno cibo di strada italiano (e non solo), e  ultime tendenze in tema di sapori e design, tra show cooking e lezioni di chef. Dall’ora dell’aperitivo fino a tarda sera, dj-set .Negli spazi di via Ventura 3, la programmazione di Shared House: Architettura Co-Individuale, che approfondirà con incontri e dibattiti il tema contemporaneo delle case con ambienti condivisi. Allo Spazio Donno di via Conte Rosso 36,  esposti in anteprima progetti legati alla domotica.

5 VIE

Via Santa Marta, Via Santa Maria Podone, Via Santa Maria Fulcorina, Via Bocchetto e Via del Bollo. lI focus del distretto delle 5vie quest’anno è sul connubio tra ricerca, arte e savoir faire.  La mostra Unsighted a cura di Nicolas Bellavance-Lecompte è allestita in via Cesare Correnti 14: vengono esposti i lavori di designer da tutto il mondo, a cui è stato chiesto di concepire dei pezzi senza conoscere la contestualizzazione o la destinazione finale. Sempre in via Cesare Correnti 14,  Arcadia, un’installazione immersiva e sensoriale a cura di Alice Stori Liechtenstein. Protagonista Sara Ricciardi, giovane promessa del design, finalista dell’Officine Panerai Next Generation Designer Award..

ZONA SANTAMBROGIO

A DOUTDESign, negli spazi dell’ex convento di via San Vittore 49, protagonista è  la creatività di progettisti under 35. Mostra incentrata su start-up e progetti emergenti dedicati all’arredamento,  accessori, Interni e studio del prodotto, con un occhio di riguardo alla sostenibilità, ai materiali usati e al loro impatto ambientale. In via Olona 25 l’appuntamento è con Avanzamento Progressivo – Altrove Festival: dalle 11.00 alle 21.00, un laboratorio aperto dove poter incontrare artisti e prendere parte ad eventi multidisciplinari come live painting, laboratori di rilegatoria, sfilate, talk sullo stato dell’arte contemporanea, proiezioni di video e documentari, e selezione di musica in vinile.

ISOLA DESIGN DISTRIC

Coinvolgimento, per la prima volta, del Palazzo della Regione Lombardia, che accoglie, all’interno dei 4 mila metri quadrati di piazza Città di Lombardia, Milan col coeur in man: le installazioni di arredo urbano in alluminio riciclato ispirate all’amore della città e delle sue istituzioni per il design, firmate dal designer e artista Stefano Rossetti  Il panoramico 39° piano del Palazzo della Regione Lombardia è eccezionalmente aperto per tutta la settimana e ospita la mostra Design Answers, con una selezione di oggetti. premiati nelle varie edizioni del Compasso d’Oro. Botteghe artigianali, cortili privati e location nascoste si aprono al pubblico per ospitare le opere di giovani designer, brand emergenti, installazioni, workshop ed eventi. Grandi presenze internazionali con esposizioni che corrono lungo il fil rouge del tema Rethinking Materials, con un focus sui materiali ecosostenibili.Tutti i giorni fino a mezzanotte, eventi, esposizioni collettive, installazioni. Latinoamerican Contemporary Design, esposizione organizzata da eiDesign, con un collettivo di 9 designer sudamericani che fondono oggetti di design con l’attualità e l’identità di ogni paese.

PORTA NUOVA : INNOVATION DISTRICT

Immaginare il percorso che ci condurrà verso la città ideale: una città fatta di strade, edifici, servizi, oggetti ma anche di intrattenimento e, soprattutto, una città sempre più a misura d’uomo, che stimoli uno stile di vita sostenibile. Tra gli eventi di punta di iDD Innovation Design District sono gli Icon Design Talks, che offrono al pubblico la possibilità di ascoltare la voce dei protagonisti dell’architettura e del design presso la Microsoft House, l’Anteo Palazzo del Cinema e il Volvo Studio. Tra gli ospiti David Adjaye, Michael Anastassiades, Guido Canali, Hans Ulrich Obrist, Stefano Boeri, Formafantasma, Konstantin Grcic, Studio Swine, Jan Boelen Liu Xiaodu, Atelier Biagetti, Andrea Boschetti, Giulio Cappellini, Stefan Diez. Edison LightHenge, un’opera luminosa curata da Stefano Boeri Architetti, è una piazza nella piazza, di giorno pensata per ricaricarsi, e una vera e propria scultura luminosa dopo il tramonto.

PORTA VENEZIA: RAINBOW DISTRICT

Il distretto arcobaleno e la libertà di espressione: dal genio artistico di Elio Fiorucci, creativo, viaggiatore  alla ricerca costante di colori, luci, simboli e oggetti da lui poi trasformati in pezzi iconici e cult, .per arrivare al tropicalismo dell’urban artist spagnolo Antonyo Marest

BRERA DESIGN DISTRICT

MILANO DURINI DESIGN

AREA PORTA ROMANA

IN BOVISA

e segnaliamo :

MARNI –  Le veredas della Colombia, piccolissimi insediamenti urbani che si sviluppano intorno a una o due strade o a degli agglomerati di case dove ognuno, con il suo saper fare, è un pilastro della comunità, sono i protagonisti de La Vereda di Marni, installazione che presenta la nuova collezione di arredi e accessori del brand. Come per le edizioni passate, l’evento del Salone del Mobile, sostiene un progetto benefico rivolto all’infanzia; parte del ricavato proveniente dalle vendite dei prodotti finanzierà il progetto “La casa sull’albero”, promosso da Piccolo Principe S.C.S Onlus, per dare sostegno ai minori e alle famiglie che intraprendono il cammino dell’adozione e dell’affidamento nella provincia di Milano. 

La Vereda di Marni  Viale Umbria 42, Milano
dal 19 al 22 aprile

LAVAZZA – Inaugura insieme a TOILETPAPER uno speciale temporary bar: atmosfere pop ispirate alla nuova macchina per l’espresso Tiny  e una serie di eventi unici che coniugano food, musica e design con eventi a cura di Rollover Milano.

OH, MY POP! LAVAZZA TINY BAR DREAMED BY TOILETPAPER
Mediateca Santa Teresa
Via della Moscova, 28
17-22 aprile

DESIGN PRIDE + PARTY PIAZZA AFFARI 2018 – Il design brand italiano Seletti, in collaborazione con l’agenzia Paridevitale, anche quest’anno invade le 5VIE con il pop-party della Design Week: il DESIGN PRIDE. Per il terzo anno consecutivo la street parade del design attraverserà la città invitando tutti a celebrare la creatività unendosi al corteo di carri, musica, balli, performance. Il Design Pride prenil derà il via 18 aprile 2018 da piazza Castello (angolo via Minghetti) alle ore 18.00, e arriverà in Piazza Affari dove la festa continuerà per tutta la serata. Oltre ai marchi (Seletti, Gufram, Toiletpaper, Heineken, Saviola, Hospitality Truck), in questa edizione saranno tanti i designer che sfileranno condividendo i propri progetti più rappresentativi, come il duo olandese Studio Job e Marcantonio, e gli studenti dello IED – Istituto Europeo di Design di Milano.

Design Pride + Party
Mercoledì 18 aprile 2018,
dalle 18.00 alle 24.00
Partenza: Piazza Castello (angolo via Minghetti)
Party Piazza Affari

KARTELL  trasforma il flasgship store di Via Turati in una galleria d’arte ospitando i contributi di artisti provenienti da mondi (e generazioni) differenti tutti dedicati all’X Generation

Kartell Crossing Generation
c/o Kartell Flagship Store
Via Turati, angolo Via Carlo Porta 1
17-22 aprile

GUFRAM ricrea per la Milano Design Week una discoteca immaginifica e surrerale. Nello uno spazio überpop di Disco Gufram si incontreranno i progetti degli italiani Atelier Biagetti , degli olandesi ROTGANZEN e dei francesi GGSV.
Disco Gufram
Mediateca Santa Teresa
Via della Moscova 28, Milano
17 – 21 aprile 2018

EATALY MILANO SMERALDO – Un progetto di agricoltura urbana fuori-suolo, promosso e ideato da Eataly Milano Smeraldo che nasce dalla collaborazione tra Liveinslums Onlus e una serie di associazioni e gruppi attivi nel campo della pratica dell’agricoltura urbana e del design ecologico e sociale. MI-ORTO sarà l’occasione per avvicinare l’agricoltura alla città grazie a un’installazione di orti-mobili e sedute incorporate che trasformerà la piazza. MI–ORTO
c/o Eataly Smeraldo
Piazza XXV Aprile, 10, Milano
17-22 aprile

NAPAPIJRI presenta la sua nuova linea avant-garde Ze-Nit con l’installazione #Futurehood che racconta il futuro della città e la sua dimensione più local: il neighborhood, il vicinato. #Futurehood, vero e proprio incubatore di installazioni, interazioni, workshop, performance, talk, ologrammi sul futuro delle città a partire da Milano. Tanti gli ospiti tra cui Stefano Boeri, Alessandro Guerriero, Rachaporn Choochuey, Stefano Mirti e Bruce Sterling

Ze-Knit #Futurehood exhibition
via Tortona 31, Milano
17 – 22 Aprile

MILAN DESIGN MARKET – l’Isola Design District ospiterà la terza edizione di Milan Design Market, mostra mercato che dal 17 al 22 aprile metterà in scena il meglio del design proveniente dalle più interessanti realtà emergenti del panorama internazionale. Tra il Pop-Up Store in cui si potranno acquistare i lavori e le opere di numerosi designer emergenti selezionate tra più di 1000 candidati, le aree dedicate a startup e studi di design e future food con il Design Bar allestito dalla designer Federica Cristaudo, gestito in collaborazione con Momento, nuovissima realtà culinaria milanese specializzata in piccole porzioni di piatti gourmet e cocktail da sogno, il Birrificio La Ribalta e INK EAT, che stamperà su torte e milkshake immagini a scelta, il Milan Design Market si riconferma uno dei must-place del Fuorisalone.

Milan Design Market
c/o Studio Fotografico Gianni Rizzotti
Via Pastrengo, 14, Milano
dal 17 al 22 aprile 2018

CARACOL STUDIO al Bosco Verticale sarà protagonista di una “performance” incredibile: durante il Fuorisalone 2018, un braccio meccanico realizzerà live un parco giochi per bambini grazie a una serie di stampanti 3D e con materiali riciclati e riciclabili al 100%.

3D Printed Playground
Bosco Verticale, qrte Isola, Milano
dal 17 al 22 aprile 2018

ABLE TO design + art – Designer, artisti e aziende si incontrano nello storico chiostro di San Marco che diviene una agorà sospesa tra saper-fare artigianale e tecnologia, celebrando l’incontro tra tradizione dei mestieri, sperimentazione del design e ricerca artistica.

ABLE TO design + art
p.za San Marco, Milano
17-22 aprile 2018

SOURCE  è presente alla Design Week con l’evento/esposizione Lovely Waste: 43 designer e 12 aziende si confronteranno sul tema dell’economia circolare attraverso una serie di progetti, eventi ed esposizioni. Come Oxygen-18 installazione collocata all’esterno della location e realizzata da Luca Alessandrini e Giacomo Garziano e il progetto n. zero sul tema del recupero degli scarti di produzione sviluppato dai designer Francesco Fusillo, Alberto Ghirardello, Filippo Protasoni e Sebastiano Tonelli e con il supporto dell’azienda toscana WooClass. A questi si affiancheranno tutti i progetti, divisi in cinque macro categorie, dei giovani designer che hanno aderito alla call di Source.
Lovely Waste
via Spalato 11, Milano
17-22 aprile

SOUNDSCAPE – In anteprima mondiale alla Milano Design Week di quest’anno, AGC Asahi Glass insieme all’architetto giapponese Motosuke Mandai presenta “Soundscape”: una sorprendente installazione realizzata con un vetro di ultima generazione in grado di produrre effetti sonori del tutto inediti.

Ventura Centrale, Via Ferrante Aporti 13, Milano
17-22 aprile

 

 

 

MILANO ART WEEK

 

9 APRILE 2018

 

  • ESTABLISHED:  CONT, MAI 36, MULLICAN
  • EMERGENT: GIANNI MANHATTAN, Faust
  • EMERGENT: Bonny Poon, BARCZA
  • DECADES:  Richard Saltoun, SPENCE
  • DECADES: Richard Saltoun, SPENCE
  • ESTABLISHED:  MASTERS, Gian Enzo Sperone, SCHNABEL
  • ESTABLISHED:  CONT, DE CARLO, Holler
  • ESTABLISHED:  CONT, Riegger, KOTAKTOVA
  • ESTABLISHED: CONT, Dvir Gallery, CANTOR
  • ESTABLISHED:  MASTERS, MAAB, Bruno Munari
  • ESTABLISHED:  MASTERS, Frittelli, MARCUCCI
  • ESTABLISHED:  CONT, Meyer Riegger, KOTAKTOVA
  • ESTABLISHED:  CONT, P420, CRESPO
  • ESTABLISHED:  MASTERS, OSART, Autotelefonata
  • ESTABLISHED: CONT, Kilchmann, MARGOLLES
  • ESTABLISHED: MASTERS, MAZZOLENI, Lucio Fontana
  • OBJECT: MATTER OF STUFF, Belfiore
  • ESTABLISHED; CONT, Lia Rumma, KOSUTH
  • OBJECT: CIPRIANI, kounellis
  • GENERATIONS: Martini & Ronchetti, CARMI
  • GENERATIONS:  CAR DRE, Montgomery
  • ESTABLISHED:  FS, HAGIWARA PROJECTS, DOHI

Courtesy  MIART

 

Se ami l’arte ci devi essere: a Milano dal 9 al 15 la Milano Art Week è una full immersion di inaugurazioni , eventi speciali , performance e mostre imperdibili, opening serali e notturni, e aperture straordinarie di musei, un’intensissima settimana di creatività e di cultura che coinvolge fondazioni, gallerie, enti pubblici e privati e artisti di tutto il mondo. Un programma che lascerà senza fiato. Letteralmente, e in tutti i sensi. Difficile dare delle priorità, ma sicuramente da non perdere TERESA MARGOLLES al PAC, WILL  BENEDICT alla Chiesa San Paolo in Converso, Christian Marclay per Fondazione Furla al Museo del Novecento nell’ambito di Furla Series #01, Guido van der Werve presso FuturDome, e MARCELLO MALOBERTI alla GAM per quanto riguarda le performance. Altre segnalazioni : MATT MULLICAN ed EVA KOT’A’TKOVA’ presso Pirelli HangarBicocca, Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943 alla Fondazione Prada Milano, Torbjørn Rødland alla Fondazione Prada Osservatorio, Guggenheim UBS MAP Global Art Initiative. But a Storm is Blowing from Paradise: Contemporary Art of the Middle East and North Africa alla GAM Galleria d’Arte Moderna, la XI edizione del Triennale Design Museum, Italiana. L’Italia vista dalla moda 1971-2001 a Palazzo Reale, Frida Kahlo al Mudec, GIOSETTA FIORONI e il Premio Acacia al Museo del Novecento, SOL LEWiITT alla Fondazione Carriero, JIMMIE DURHAM alla Fondazione Adolfo Pini, Kimsooja alla Basilica di Sant’Eustorgio, The Sichuan Tale. China, Teatro e Storia a FM Centro per l’Arte Contemporanea, Barry X Ball al Castello Sforzesco e a Villa Panza, Project Room #7 alla Fondazione Arnaldo Pomodoro

Al centro di tutto, al padiglione 3 di Fieramilanocity, la ventitreesima edizione di MIART, la prestigiosa fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea con 186 Gallerie declinate in 6 sezioni : : ESTABLISHED, con 126 espositori divisi tra gallerie specializzate in arte contemporanea e gallerie che proporranno opere dai primi del Novecento agli anni Novanta; EMERGENT, dedicata alle gallerie che fanno ricerca sui nuovi talenti; GENERATIONS, con 8 coppie di gallerie che metteranno a confronto due artisti appartenenti a generazioni diverse; DECADES, con un vero e proprio percorso attraverso 9 gallerie che tracceranno la storia del ventesimo secolo, scandita per decenni, con focus sul dopoguerra; ON DEMAND, ossia il segmento dedicato a opere site-specific e context-based, tra performance, installazioni e wall painting; OBJECT, con 14 gallerie che esporranno oggetti di design prodotti in edizione limitata e concepiti come vere e proprie opere d’arte. Una tre giorni di talk show con un’alta coerenza tematica avrà come leit motiv il tema dell’immaginazione. Intesa non tanto come una fuga dalla realtà, ma come uno strumento sociale e politico per ripensare il mondo. Al programma di talk interverranno 60 curatori, direttori di museo coinvolgeranno 40 protagonisti, tra direttori di museo e personalità del mondo dell’arte provenienti da ogni parte del pianeta.

Da non perdere l’ART NIGHT NO PROFIT SPACES, sabato 14 aprile, performance ed eventi organizzati da enti non profit: Assab One, [.BOX] Videoart Project Space, Cabinet, Dimora Artica, Edicola Radetzky, FuturDome, Mars-Milan Artist Run Space, Marsèlleria, Mega, Standards e t-space. e l’APERTURA STRAORDINARIA  delle gallerie milanesi, domenica 15 aprile.

Qui il calendario completo dell’Art Week

 

Eva Kot’àkovà all’Hangar Bicocca ,Teresa Margolles al Pac ,Torbjørn Rødland alla Fondazione Prada Osservatorio

 

 

 

MIA PHOTO FAIR: foto d’arte a milano

 

9 MARZO 2018

 

  • ELLE DECOR - HOPPER, Giovanni Gastel
  • HUMANIMAL 2016 , Phil Van Duynen
  • Benno Graziani, Jackie Kennedynet les paparazzi,  Amalfi août 1962
  • Spicchi di Luna, ANTONELLA SACCONI
  • DOUBLEFACED, Sebastian Bieniek
  • Elena Helfrecht,The Seeds Of The Pas tAre Blossoming
  • fifty Dots, ASHIMOTO ©CesarOrdonez
  • FINNYCARS, 2018, Finanno Fenno
  • Gohar Dashti, HOME,2017
  • LA ISLA QUE APRENDE A VOLAR, 2016,  GABRIEL GUERRA BIANCHINI
  • Angelo Marinelli, Leaves of grass, 2017
  • JOY DE VIVRE, 2017,  letizia cariello
  • IMPERFECTIONS 1, 2016.2017, Regina Anzenberger
  • LOUISE BOURGEOIS, 1995 , Annie Leibovitz
  • Luca Izzo, Desformes, 2013
  • NEW YORK, 1979, Franco Fontana
  • UNTITLED, Bergamini, Cina, 2015
  • MORGAN, 2014, Tomeu
  • MUSEO GUATELLI, OZZANO TARO (PR) 2017, Silvia-Camporesi
  • NET, 2014,  Katie Kalkstein
  • TOKYO COMEDY, TATOO IN COLOUR,1997,  Nobuyoshi Araki
  • NO MAN S LAND, 2017, Stefan Badulescu
  • UNTITLED 2017, Andrea Boyer
  • THE SCREAM, YAKI YASKLOVSKI

 

 

Da oggi a Milano, un appuntamento imperdibile per gli appassionati di fotografia e immagini in movimento:  il Mia Photo Fair, un’occasione per vedere un  numero impressionante di opere, tra autori italiani e internazionali, da quelle dei grandi maestri che non hanno bisogno di presentazioni:  Elliot Erwitt, GabrieleBasilico ,LuigiGhirri, Sebastiao Salgado, Ferdinando Scianna, Giovanni Gastel, Alfa Castaldi, Margaret Bourke –White, Mimmo Jodice, Nan Goldin  per citarne qualcuno, a giovani artisti emergenti. L’offerta è davvero vastissima,  con 130 espositori, tra i quali 90 gallerie, di cui 37 provenienti da molti Paesi Europei e oltreoceano ( USA, Argentina, Singapore, Cina ) un numero raddoppiato rispetto all’edizione precedente, che dimostra come Milano continui a crescere sulla scena internazionale. Da segnalare la bella iniziativa della galleria Still Young di Milano, che offre sostegno ai giovani artisti tra i 18 e i 25 anni, operando anche come incubatore culturale. Presenti quattro focus fotografici sull’Ucraina, Cuba, Africa e Isole Baleari, con artisti provenienti dai rispettivi Paesi, e il ritorno di Graziella Vigo, da tempo assente dall’Italia, che espone con due progetti : “Portrait”, ritratti di personaggi famosi, e “Verdi on Stage “, foto scattate durante le rappresentazioni verdiane nei più grandi teatri del mondo a partire dalla Scala di Milano. Un programma particolarmente ricco di eventi quest’anno, con incontri su psicanalisi e collezionismo, che vede la partecipazione di docenti, ricercatori e critici,  focus sul fotogiornalismo, analisi di libri fotografici, approfondimenti della storia della fotografia,  interviste a coppie di collezionisti unite dall’amore e dalla passione per la fotografia.

Al The Mall,, Piazza Lina Bo Bardi, 1. Milano.  Dal 9 al 12 Marzo.

 

movie: LADY BIRD

 

2  MARZO 2018

 

 

 

Christine odia Sacramento e sogna New York. Odia la routine provinciale del  Midwest della California, dove si sente prigioniera, non vede l’ora di finire la scuola cattolica che è obbligata a frequentare,( scelta tra mille sacrifici, dalla madre per evitare la pericolosità di quella pubblica ) è insoddisfatta di amicizie che non sono all’altezza delle sue aspirazioni, delle prime deludenti relazioni sentimentali ed ha un difficile rapporto con la madre. E odia il suo nome, così convenzionale. Lady Bird è il nome d’arte che si sceglie per prendere le distanze dall’opaca vita che rifiuta, e che rappresenta  la ricerca di un altro sé, l’aspirazione a esprimere la vera se stessa che sente non coincidere con la Christine del mondo in cui vive,  la voglia e la determinazione di volare lontano da quel territorio socio-culturale che le sta troppo stretto per vivere i suoi sogni di grandezza, cultura e indipendenza, per fuggire dalle ristrettezze e andare a studiare in una prestigiosa università della grande mela, nella metropoli più ambita d’America. Il padre, disoccupato in crisi per aver perso il lavoro, la asseconda nella lotta per affermare le proprie scelte, mentre la madre, infermiera, è preoccupata per il suo futuro, e cercando di convincerla a studiare in un college più vicino, scatena, ovviamente, con le sue attenzioni iper protettive, un contraddittorio rapporto di amore-odio. che  è il centro nevralgico ed emotivo del film. Detta così, sembrerebbe di trovarsi di fronte all’ennesimo film su un coming of age dal sapore trito e ritrito, invece Greta Gerwig, al suo debutto da regista, ne fa un film generazionale e universale capace di comunicare oltre le barriere culturali, ribaltando gli stereotipi senza retorica e sentimentalismi di contorno, con una scrittura pulita che rischia spesso di perdere la visceralità di certe passioni con un punto di vista femminile, una versione nuova e dissacrante del lessico del coming of age. 

 

MGP

 

 

MOSTRE: italiana. L’Italia vista dalla moda

22 FEBBRAIO 2018

 

F

Ph. Fabrizio Ferri per Vogue Italia. Courtesy Archivio Condè Nast Italia.

 

Trent’anni di storia della moda italiana raccontati attraverso quel movimento sinergico che scuote i grandi cambiamenti e si rispecchia nella cultura, estesa in tutte le sue forme. Si inaugura oggi, nel cuore della fashion week milanese, al Palazzo Reale di Milano, ITALIANA. L’ITALIA VISTA DALLA MODA.1971 – 2001. Non solo abiti e accessori, ma oggetti, personaggi, commistioni culturali, politiche, artistiche. Movimenti che hanno influenzato la moda e che ne sono stati influenzati. Creatività e nuove scuole di pensiero, innovazione e diversificazione, un grande lavoro su immagine e sperimentazione creato anche da fotografi come Oliviero Toscani, Paolo Roversi, Alfa Castaldi, e icone della moda, da Armani a Romeo Gigli. Comunicazione e marketing si sono poi aggiunti alla creatività supportando la crescita esponenziale di un fenomeno che ha fatto un pezzo dela storia del nostro Paese. La mostra segue un ordine tematico: Identità, Democrazia, In forma di logo, Diorama, Project Room, Bazaar, Postproduzione, Glocal, L’Italia degli oggetti. Il periodo storico va dal 1971 al 2001, cioè dalla nascita del pret a porter all’anno in cui la moda italiana diventa internazionale. 

Dal  22 Febbraio al 6 Maggio 2018. Palazzo Reale, Milano. Piazza Duomo 12.

 

http://www.cameramoda.it/it/italiana/ 

VALENTINE’S day

 

14  FEBBRAIO 2018

PH. Astrid Sterner

 

Dal celebre bacio di “Via col vento”,  alla pista d’aeroporto di  “Casablanca”, alla piattaforma del “Titanic”, il cinema, come la letteratura, l’arte, la musica, ha alimentato e raccontato passioni e mitologia del sentimento più discusso, dalle coppie storiche:  Antonio e Cleopatra, Bonaparte e Josephine De Beauharnais, Edward VIII e Wallis Simpson, alla letteratura: John Keats e Fanny Brawne, Arthur Rimbaud e Paul Verlaine, Sartre e Simone De Beauvoir, Sibilla Aleramo e Dino Campana e la splendida storia di Shakespeare, Romeo and Juliet, al cinema: Brigitte Bardot e Roger Vadim, Richard Burton ed Elisabeth Taylor, Paul Newmann e Joanne Woodward, Katharine Hepburn e Spencer Tracy, all’arte:  Rodin e Camille Clodel, Monet e Camille Leonie Doncieux, Frida Kahlo e Diego Rivera, alla musica: Jonny Cash e June Carter, Lou Reed e Laurie Anderson, John Lennon e Yoko Ono. Solo per fare qualche fulgido esempio. Amori mitici che hanno sfidato la storia, resistito al tempo, navigato nella tempesta; teneri o passionali, saldi esempi di continuità o veloci come meteore, consumati da crudeli destini. Consegnato alla storia, vissuto in clandestinità o nella realtà di un’ eroica quotidianità, comunque, l’Amore si merita una maiuscola.

 

  • PATTY SMITH E ROBERT MAPPLETHORPE  by norman seeff
  • john lennon E yoko ono by annie liebovitz
  • JONNY CASH E JUNE CARTER
  • Frida Kahlo E Diego Rivera  by Nickolas Muray
  • Laurie Anderson E Lou Reed by Guido Harari

 

Amore. Un termine con il quale ogni essere vivente deve fare conti che spesso non tornano, ma che è innegabilmente indispensabile ad un ‘idea di felicità radicata nel nostro immaginario e in un’anima che anela al sogno immortale della gemella. All’amore si dedica un giorno all’anno sul calendario, ma ogni secondo del nostro tempo ne è segnato. Amore non è “solo” quello stordimento impossibile da definire che rende pazzi di gioia o di disperazione, quella sensazione di completamento e di pace che illumina gli occhi di ogni coppia felice, è anche  il motore e il senso della vita, la spinta dell’umanità alla ricerca del tutto. L’amore è universale. E’ Gandhi, è Madre Teresa di Calcutta, è Martin Luther King, sono  centinaia di migliaia di donne e uomini che hanno dato se stessi per una causa chiamata umanità. Amore è  il seme più prezioso e nobile del genere umano e non solo umano, sta a noi farlo germogliare e renderlo invincibile.

 

 

Il cult movie del 1996 ROMEO + JULIET, dal capolavoro di Shakespeare, in chiave postmoderna diretto da Baz Luhmann. Uno dei film che bisogna avere visto nella vita.

 

 

in mostra: ARTICO. ultima frontiera

31 GENNAIO 2018

 

  • Paolo Solari Bozzi© - Tiniteqilaaq, Groenlandia 2016
  • Ragnar Axelsson© - Nenets, Siberia, 2016
  • Paolo Solari Bozzi© - Sermilik Fjord, Groenlandia 2016
  • Ragnar Axelsson© - Thule, Mikide sull'Inglefield Fjord, Groenlandia, 1999
  • Paolo Solari Bozzi© - Ammassalik Island, Groenlandia, 2016
  • Carsten Egevang© - Scoresbysund, Groenlandia, 2012
  • Carsten Egevang© - Thule, Groenlandia3, 2013
  • Ragnar Axelsson© - Islanda, 1995
  • Carsten Egevang© - Thule, Groenlandia, 2014

 

 

LA DIFESA DI UNO DEGLI ULTIMI AMBIENTI NATURALI  non ancora sfruttati dall’uomo, il pericolo incombente del riscaldamento globale, la sensibilizzazione verso i temi della sostenibilità ambientale e del cambiamento climatico, la dialettica tra natura e civiltà. Sono questi gli argomenti attorno a cui ruota la mostra ARTICO.ULTIMA FRONTIERA in programma dall’8 febbraio al 25 marzo 2018 alla Triennale di Milano. L’esposizione, curata da Denis Curti e Marina Aliverti, presenta circa 60 immagini, rigorosamente in bianco e nero e di grande formato, di tre maestri della fotografia di reportage: Ragnar Axelsson Carsten Egevang e Paolo Solari Bozzi. E’ un’indagine approfondita, attraverso tre angolazioni diverse, su un’ampia regione del Pianeta che comprende la Groenlandia, la Siberia e l’Islanda, e sulla vita della popolazione Inuit, 150.000 individui, costretti ad affrontare le difficoltà di un ambiente ostile.
“In queste immagini – afferma Denis Curti – l’imminenza del riscaldamento globale si fa urgenza, mentre si apre un confronto doloroso in cui l’uomo e le sue opere vengono inghiottiti dall’immensa potenza della natura. Bellezza e avversità sono i concetti su cui si fonda questo progetto, con una mostra che intende riportare l’attenzione sui paesaggi naturali e le tematiche ambientali dei nostri giorni”. La lotta con le difficoltà dell’ambiente, il passaggio, lento ma inesorabile, dallo stile di vita di una cultura millenaria a quella della civilizzazione contemporanea, a cui si aggiunge il drammatico scenario del cambiamento climatico, figlio del surriscaldamento ambientale: sono questi i punti su cui s’incentrano le esplorazioni dei tre fotografi.
Le popolazioni Inuit sono al centro della ricerca di Ragnar Axelsson che, fin dai primi anni Ottanta, ha viaggiato fino ai confini del mondo abitato per documentare e condividere le vite dei cacciatori nell’estremo nord della Groenlandia, degli agricoltori e dei pescatori della regione dell’Atlantico del nord e degli indigeni della Siberia e racconta di villaggi ormai scomparsi, di intere comunità ridotte a due soli anziani che resistono in una grande casa scaldando una sola stanza; racconta di mestieri che nessuno fa più e di uomini che lottano per la sopravvivenza quotidiana. Ma dalle foto di Axelsson emerge soprattutto l’umanità che ha incontrato sulle lunghe piste delle regioni artiche.
Carsten Egevang, partendo da una formazione accademica in biologia che lo ha portato dal 2002 al 2008 a vivere in Groenlandia e a studiare la fauna ovipara della regione artica, ha saputo documentare la natura selvaggia e la tradizionale vita delle popolazioni Inuit.
Paolo Solari Bozzi presenta un progetto inedito, frutto del suo viaggio, tra febbraio e aprile 2016, sulla costa orientale della Groenlandia, nel quale ha visitato i pochi villaggi, riportando la quotidianità di una popolazione che ha scelto di vivere in un ambiente difficile.
Accanto alle potenti immagini di una natura sofferente e affascinante, TRE DOCUMENTARI arricchiscono la narrazione delle regioni del Nord: SILA and the Gatekeepers of the Arctic, realizzato dalla regista e fotografa svizzera Corina Gamma; Chasing Ice, diretto dal fotografo e film-maker americano James Balog; The Last Ice Hunters, dei registi sloveni Jure Breceljnik e Rožle Bregar.
La terza componente di ARTICO. ULTIMA FRONTIERA  consiste in UNA GIORNATA DI SUMMIT SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO,CHE SI TERRA’ IN TRIENNALE IL 27 FEBBRAIO 2018 . Saranno presenti scienziati, professori, imprenditori e politici per riferire sulle tematiche ambientali viste da diverse angolazioni. Una delle rare occasioni di dibattito su questi temi così attuali.

ARTICO. ULTIMA FRONTIERA
Fotografie di Ragnar Axelsson / Carsten Egevang / Paolo Solari Bozzi
a cura di Denis Curti e Marina Aliverti
8 febbraio – 25 marzo 2018 Triennale di Milano Viale Alemagna 6 20121 Milano?T. +39 02 724341 www,triennale.org
Ingresso libero.

 

 

FRIDA KAHLO al mudec di milano

 

30 GENNAIO 2018

 

  • Kahlo Frida Titolo: Diego nella mia mente Anno: 1943 Tecnica: Olio su masonite Dim SC: 76 x 61 cms. Dim CC: 97 x 81 x 8 cms. Prestatore: The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20th Century Mexican Art and The Vergel Foundation. Crediti: © Gerardo Suter © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, México, D.F. by SIAE 2018
  • Frida Kahlo Titolo: Natura morta con pappagallo e frutta Anno: 1951 Tecnica: Painting Dim: SC: 25,7 x 28,2 cm Prestatore e Crediti: Nickolas Muray Collection of Mexican Art, Harry Ransom Center. The University of Texas at Austin © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, Mexico, D.F. by SIAE 2018
  • Frida Kahlo Titolo: La colonna spezzata Anno: 1944 Tecnica: olio su tela Dim SC: 39.8 x 30.5 cm Prestatore: Museo Dolores Olmedo Crediti: © Foto Erik Meza / Xavier Otaola - © Archivo Museo Dolores Olmedo © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, México, D.F. by SIAE 2018
  • Frida Kahlo Titolo: Autoritratto Anno: 1940 Tecnica: olio su alluminio Dim SC: 63,5 x 49,5 cm Prestatore: Harry Ransom Center - The University of Texas, Austin Credito: © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, México, D.F. by SIAE 2018
  • Kahlo Frida Bimba tehuacana, Lucha María (Sole e luna) Anno: 1942 Tecnica: oil on masonite Dim SC: 85,6 x 43,3 cm Dim CC: 85,6 x 43,3 x 6 cm Prestatore: Juan Antonio Péréz Simon Crediti: © Rafael Doniz © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, México, D.F. by SIAE 2018
  • Kahlo Frida Titolo: L’amoroso abbraccio dell’Universo, la Terra (Messico), Diego, io e il Signor Xólotl Anno: 1949 Tecnica: Olio su masonite Dim SC: 70 x 60.5 cms Dim CC: 79 x 69 x 6.5 Prestatore: The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20th Century Mexican Art and The Vergel Foundation. Crediti: © Gerardo Suter © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, México, D.F. by SIAE 2018
  • FRIDA E DIEGO RIVERA
  • Kahlo Frida Titolo: Natura morta (Sole di Samuel Fastlicht) Anno: 1951 Tecnica: olio su masonite Dim SC: 28.6 x 35.9 cm Dim CC: 53 x 61 x 3.5 cm Prestatore: Galeria Arvil – USA CREDITI: © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, México, D.F. by SIAE 2018
  • Frida Kahlo Titolo: Autoritratto con scimmietta Anno: 1945 Tecnica: olio su masonite Dim SC: 56 x 41,5 cm Prestatore: Museo Dolores Olmedo Crediti: © Foto Erik Meza / Xavier Otaola - © Archivo Museo Dolores Olmedo ©Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, México, D.F. by SIAE 2018
  • FRIDA, LEV TROTSKIJ E LA MOGLIE NATALIA
  • Kahlo Frida Titolo: Henry Ford Hospital Anno: 1932 Tecnica: olio su metallo Dim SC: 31 x 38.5 Dim CC: 55,5x63,5x8,2 cm Prestatore: Museo Dolores Olmedo Crediti: © Foto Erik Meza / Xavier Otaola - © Archivo Museo Dolores Olmedo © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, México, D.F. by SIAE 2018
  • Frida Kahlo Titolo: Il suicidio di Dorothy Hale Anno: 1938-39 Tecnica: olio su masonite, con cornice dipinta Dim: cm 59,7 x 49,5 cm Prestatore: Phoenix Art Museum Inv. N. 1960.20, Gift of an anonymous donor Crediti: Collection of Phoenix Art Museum © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, Mexico, D.F. by SIAE 2018
  • FRIDA E DIEGO RIVERA

 

La grande mostra- evento su Frida Khalo, l’artista messicana più famosa e acclamata al mondo, una delle icone del nostro tempo, sta per arrivare al MUDEC Museo delle Culture di Milano “FRIDA KAHLO.OLTRE IL MITO” è un progetto espositivo frutto di SEI ANNI DI STUDI E RICERCHE, che si propone di delineare una nuova chiave di lettura attorno alla figura dell’artista, evitando ricostruzioni forzate, interpretazioni sistematiche o letture biografiche troppo comode, e con la registrazione di INEDITI E SORPRENDENTI MATERIALI D’ARCHIVIO. La mostra riunirà in un’unica sede espositiva PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA e dopo quindici anni dall’ultima volta TUTTE LE OPERE  PROVENIENTI DAL MUSEO DOLORES OLMEDO di Città del Messico E DALLA JAQUES AND  e NATASHA GELMAN COLLECTION, le due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo, e con la partecipazione di autorevoli musei internazionali che presteranno alcuni dei CAPOLAVORI dell’artista messicana MAI VISTI NEL NOSTRO PAESE (tra i quali, il Phoenix Art Museum, il Madison Museum of Contemporary Art e la Buffalo Albright-Knox Art Gallery).
 “Per quanto possa sembrare paradossale, è proprio il gran numero di eventi espositivi dedicati a Frida Kahlo che ha portato ad ideare questo nuovo progetto”, spiega il curatore della mostra, Diego Sileo, “perché – contrariamente a quanto appare – la leggenda che si è creata attorno alla vita dell’artista è spesso servita solo ad offuscare l’effettiva conoscenza della sua poetica.” Fino ad oggi la maggior parte delle mostre su Frida Kahlo si sono limitate ad analizzare, con una certa morbosità, i suoi oscuri traumi familiari, la sua tormentata relazione con Diego Rivera, il suo desiderio frustrato di essere madre, e la sua tragica lotta contro la malattia. “Nel migliore dei casi la sua pittura è stata interpretata come un semplice riflesso delle sue vicissitudini personali o, nell’ambito di una sorta di psicoanalisi amatoriale, come un sintomo dei suoi conflitti e disequilibri interni. L’opera si è vista quindi radicalmente rimpiazzata dalla vita e l’artista irrimediabilmente ingoiata dal mito.”
La mostra intende andare oltre la visione semplicistica della relazione tra la vita e l’opera dell’artista messicana, dimostrando che per un’analisi seria e approfondita della sua poetica è necessario spingersi al di là degli angusti limiti di una biografia e andare oltre quel mito consolidato e alimentato dalle mode degli ultimi decenni. La mostra evidenzierà come Frida Kahlo nasconda ancora molti segreti e racconterà, attraverso FONTI E DOCUMENTI INEDITI SVELATI NEL 2007 DALL’ARCHIVIO RITROVATO DI CASA AZUL (dimora dell’artista a Città del Messico), E DA ALTRI IMPORTANTI ARCHIVI QUI PRESENTI PER LA PRIMA VOLTA CON MATERIALI SORPRENDENTI E RIVOLUZIONARI  (archivio di Isolda Kahlo, archivio di Miguel N. Lira, archivio di Alejandro Gomez Arias) – nuove chiavi di lettura della sua produzione.
Dalle indagini realizzate in Messico in prima persona dal curatore sono emersi alcuni temi e tematiche principali – come l’espressione della sofferenza vitale, la ricerca cosciente dell’Io, l’affermazione della “messicanità”, la sua leggendaria forma di resilienza – che permetteranno ai visitatori di percepire la coerenza profonda che esiste, molto più in là delle sue apparenti contraddizioni, nell’opera di Frida Kahlo. Gli stessi temi si rifletteranno nel progetto d’allestimento della mostra, che si svilupperà – secondo un CRITERIO ANALITICO DELLE OPERE-  attraverso quattro sezioni: DONNA ,TERRA, POLITICA E DOLORE

Promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, che ne è anche il produttore, e curata da Diego Sileo, Frida Kahlo. Oltre il mito porterà in Italia PIU’ DI CENTO OPERE tra dipinti (una cinquantina), disegni e fotografie.

MUDEC – Museo delle Culture di Milano (Via Tortona, 56)
Dal 1 febbraio al 3 giugno 2018.

 

 

 

 

chiamami con il tuo nome

 

25 GENNAIO 2018

 

A un anno dalla presentazione a Berlino, candidato con 4 nomination agli Oscar, tra cui miglior film, è da oggi nelle sale “ Chiamami col tuo nome “ di Luca Guadagnino. Bel film, esteticamente impeccabiile, racconta con uno stile un po’affettato, della passione che irrompe nella vita di un diciassettenne all’interno di una famiglia alto borghese, impegnata a passare il tempo tra saggi e poesie, musica classica, e qualche dissertazione politica. In questo piccolo mondo un po’decadente e francamente insopportabile, che ci ricorda le atmosfere viscontian – bertolucciane ( Io ballo da sola ) di una borghesia affacciata sul nulla alle prese con quell’autocompiacimento che la lascia fuori dalla partita per stare alla finestra, compare Oliver, uno studente che sta lavorando al dottorato con il padre di Elio, docente universitario. L’amore che sboccia tra Oliver ed Elio sconvolge il mondo mollemente adagiato degli antipatici personaggi del film, e riscatta un’atmosfera fasulla e un po’ fastidiosa, mettendo in scena con sapienza e delicatezza, passione e sentimenti, veri , sul tema universale dell’amore, con i suoi patimenti e il suo carico di dolore. Chiude la storia  un monologo del padre di Elio, fino a quel momento personaggio a dire poco superfluo, che per toni e sincerità, vale il film intero.

 

MGP

tre manifesti a EBBING, missouri

 

11 GENNAIO 2018

 

Dopo il trionfo ai Golden Globe, ( tutti premi meritatissimi ) arriva in Italia Tre manifesti a Ebbing, Missouri.

L’interprete principale è la bravissima Frances Mc Dormand, premiata come miglior attrice protagonista di un film scritto con i controfiocchi, miglior sceneggiatura a Venezia e ai Golden Globe, drammatico e divertente, intelligente, impegnato senza essere bacchettone, indipendente, profondo e spettacolare, con battute e svolte di narrazione continue. Una commedia nera dove dolore, rabbia e tensione, si mescolano raccontando l’America della provincia più profonda, quella tante volte rappresentata, del razzismo e della misoginia, ma da un punto di vista   diverso  e con un’ umorismo sorprendente dal regista angloirlandese Martin McDonagh. Il cuore del film, è la storia di una madre che lotta perché a sette mesi dalla morte della figlia, violentata e uccisa, sia fatta giustizia e siano catturati i colpevoli, e lo fa con rabbia, con dolore, rancore, determinazione, rivolgendo la sua furia spietata allo sceriffo e al suo aiutante, accusandoli di non aver fatto abbastanza per trovare gli assassini e affittando tre spazi pubblicitari giganti sulla strada che porta fuori dalla cittadina per scuotere dalla palude dell’immobilismo:   “Violentata mentre moriva, ancora nessun arresto, come mai capo Willoughby?”. Mano a mano che la storia si sviluppa si comprendono le ragioni di tanto furore: Mildred è una donna divorziata da un marito violento, madre in rapporto conflittuale e insieme tenero con il figlio adolescente; dentro al suo dramma c’è tutta la ribellione ad anni, secoli di oppressione maschile, alla grettezza, all’ottusità, all’indolenza della polizia e forse anche alla corruzione. E’, in un certo modo, un film politico, nella misura in cui parla della nostra società, in un periodo storico in cui la lotta alla sopraffazione e al femminicidio sono nelle cronache di tutti i giorni, il personaggio forte, è femminile.Tutti i personaggi, anche il piu’ piccolo, sono stati curati nei dialoghi nei minimi dettagli, con un linguaggio sempre spiritoso e acuto senza mai sembrare finto, che non perde mai in intensità. Merito del regista e commediografo McDonagh, che riesce a creare una storia  in cui il comico e il drammatico sembrano scaturire l’ uno dall’altro, in un crescendo di violenza, rabbia, irrazionalità, che sfocia nell’inverosimile, senza che ne risenta la verità dolorosa della storia e dei personaggi, un film “ruvido” e al tempo stesso poetico che lancia la sfida di un cinema umanistico, senza retorica, e contiene un messaggio, un invito a non arrendersi mai. Ebbing, riflusso. Da una situazione tragicomica che sfiora il surreale e mette in crisi di coscienza un’intera comunità costringendola a guardarsi dentro, nasce un segno positivo, un potenziale rinnovamento, l’uscita dalla stagnazione, dall’ottusità, dagli egoismi.

MGP

 

BjORK blissing me

5 DICEMBRE 2017

 

 

Fa parte dell’abum Utopia, uscito il 24 novembre, questo singolo minimalista, che parla dell’amore telematico tra due “music nerd”. Un brano delicato e un po’ malinconico che acquista potenza grazie ad un ‘intreccio di vocalità che sottolineano la tensione drammatica e la speranza di un amore che duri. La voce è accompagnata da un’arpa che fa da base alle incursioni elettroniche. La regia del video è di Tim Walker.

 

 

REVOLUTION: musica e ribelli

2 DICEMBRE 2017

 

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1 ‘Revolution’, Alan Aldridge/Harry Willock/Iconic Images, 1968.  2  a sinistra: Poster di The Crazy World of Arthur Brown at UFO, 16 and 23 Giugno 1967, Hapshash and the Coloured Coat(Michael English & Nigel Waymouth)© Victoria and Albert Museum, London. A destra: Lennon, Kaleidoscope Eyes, 1967, ideato da Larry Smart © Private Collection/Bridgeman Images. Beatles a casa di Brian Epstein, Linda McCartney, 1967 © MPL Communication. Riprodotta con ilpermesso di Paul McCartney. 4 John Lennon e Yoko Ono a letto nella Presidential Suite dell’Amsterdam Hilton Hotel, 25 marzo 1969 © Bettmann. 5 Poster di Che Guevara da una fotografia di Alberto Konda, ideato da Osiris Visions Ltd, fineanni ’60
© Victoria and Albert Museum, London. 6 Rev. Dr. Martin Luther King Jr. a United Nations Plaza, 15Aprile 1967, Christian Science Monitor © Christian Science Monitor. a sinistra: Poster di Jimi Hendrix, 1967, ideato da Larry Smart © Victoria and Albert Museum, London. A destra : Lato  B dell’album Cheap Thrillsdei Big Brother and The Holding Company, 1968. 8 Preparativi dei MerryPranksters per la festa Acid Test Graduation, San Francisco, California, ottobre 1966.(Photo by © Ted Streshinsky/CORBIS/ Corbis via Getty Images). 9 Iggy Pop durante un concerto a Crosley Field, Cincinnati, Ohio, 23 giugno 1970 (Photo by Tom Copi/Michael Ochs Archive/Getty Images). 10 a sinistra: Lato A dell’album DisraeliGears dei Cream, 1967. A destra : Lato A dell’albumUnderground con i Pink Floyd/Chocolate Watchband/Jake Holmes/ Kim Fowley, 1969. 11 Manifestazione per l’uguaglianza dei diritti fra uomini e donne, New York, August 26, 1970(Photo by Michael Abramson/The LIFE Images Collection/Getty Images). 12 Pompieri in azione per spegnere un incendio scoppiato a causadei disordini a Detroit, Michigan, luglio 1967 (Photo by Declan Haun/The LIFE Picture Collection/Getty Images). 13 Fotografia della sezione ‘SwingingLondon’ dalla mostra al V&A © Victoria and Albert Museum, London. 14 Fotografia della sezione ‘SwingingLondon’ dalla mostra al V&A © Victoria and Albert Museum, London.

REVOLUTION è alla Fabbrica del Vapore, a Milano. La mostra è “partita” da Londra, fatto scalo a Montreal e approdata a Milano, per rivivere e documentare l’epoca della rivoluzione culturale che ha cambiato il DNA della nostra storia, nella quale la musica ha avuto un ruolo fondamentale, unendo sogni e speranze di tutta una generazione. Da Londra Beatles, Rolling Stones, Jimi Hendrix, Pink Floyd e una lunga serie di band eccezionali, e negli Stati Uniti Bob Dylan, i Buffalo Springfield e un’altra lunga serie di artisti altrettanto eccezionali .
La politica sembra voler cambiare davvero il mondo: Che Guevara, Mao Tse Tung, Martin Luther King, Malcom X, Bob Kennedy.
La poesia e la letteratura aprono strade fino ad allora impensabili: Allen Ginsberg, Jack Kerouac, Norman Mailer su tutti.
L’arte e la grafica mai così prolifiche e innovative: da Andy Wahrol a Hipgnosis, da Jasper Johns a Milton Glaser e tanti altri.
La moda e le sue famose modelle: la minigonna di Mary Quant, gli stivaletti,Twiggy e Jean Shrimpton. Ma dietro e dentro a questi “ simboli” sono nati i movimenti che hanno dato vita a molte delle battaglie per i diritti che hanno modificato la nostra civiltà, e nella rivoluzione delle coscienze la musica diviene lo strumento di emancipazione dei vecchi costumi, si diffonde un desiderio di libertà e di uguaglianza, i ragazzi si trasformano in “cittadini del mondo”.
“L’Uomo a una Dimensione” di H. Marcuse diventa la “bibbia” di tutti i movimenti.
In tutto il mondo, a partire dagli USA, i movimenti studenteschi contestano i metodi di insegnamento nelle scuole e nelle università e chiedono libertà di parola con lo strumento dell’ assemblea, e presto la protesta si orienta verso temi che riguardano la politica, i diritti civili e la segregazione razziale.In mostra documenti originali che testimoniano le grandi manifestazioni contro la guerra in Vietnam, la lotta dei neri e del movimento femminista.
Anche nell’Italia del “boom economico”, la protesta sorge nelle università, prevalentemente, contro i valori borghesi dominanti: l’individualismo, l’esaltazione della famiglia, il paternalismo, i pregiudizi di classe.

 

REVOLUTION
Musica e ribelli 1966-1970
Dai Beatles a Woodstock

Curatori Victoria Broackes – Victoria and Albert Museum di Londra
Geoffrey Marsh – Victoria and Albert Museum di Londra
Fran Tomasi
Clara Tosi Pamphili
Alberto Tonti

FABBRICA DEL VAPORE
Via Cesare Procaccini, 4 – 20154 Milano
dal 2 dicembre 2017 al 4 aprile 2018

www.mostrarevolution.it 

 

RICK OWENS in TRIENNALE

 

1  DICEMBRE 2017

 

 

“ I VESTITI CHE CREO SONO LA MIA AUTOBIOGRAFIA. RAPPRESENTANO LA CALMA ELEGANTE A CUI ASPIRO E I DANNI CHE HO FATTO LUNGO LA SUA STRADA. SONO UN’ ESPRESSIONE DI TENEREZZA E DI UN ANIMO FURENTE. SONO UN’ IDEALIZZAZIONE ADOLESCENTE E LA SUA INEVITABILE SCONFITTA.”
RICK OWENS

Sarà alla Triennale di Milano Subhuman Inhuman Superhuman, la prima retrospettiva dedicata alla creatività anarchica di Rick Owens, eclettico designer californiano scoperto da Anna Wintour, una delle voci più autorevoli del giornalismo di moda, per anni direttrice di Vogue America. Owens fonda il suo brand nel 1994 e si trasferisce a Parigi nel 2003, dove ha sede il suo quartier generale. La sua prima collezione di arredi, realizzata in compensato grezzo, marmo e corna di alce americano, è stata esposta al Musée d’Art Moderne di Parigi e al Museum of Contemporary Art di Los Angeles, ed altri importanti riconoscimenti sono stati attribuiti nel corso degli anni al suo talento visionario ispirato da poeti ed artisti.
La mostra, proposta dalla curatrice del settore moda della Triennale Eleonora Fiorani, e concepita nella sua interezza come un’opera d’arte, porta all’interno del processo creativo ed espressivo dell’universo di Owens, con pezzi provenienti dai suoi archivi di moda e arredo, con fashion film, art work, opere grafiche, pubblicazioni, e un’istallazione site-specific che sarà possibile vedere solo alla Triennale di Milano. L’obiettivo della mostra è l’indagine e la riflessione su ciò che è generalmente definito “bello”secondo i canoni tradizionali dell’estetica riconosciuta e  accettata. La cifra creativa e la continua ricerca di Owens stravolge i parametri di dogmi e moralismi, mettendo in evidenza diversità ed accettazione di diversi concetti di bellezza, raccontati con sofisticata raffinatezza dalle passerelle delle sue sconcertanti, spettacolari e provocatorie sfilate, a tutte le altre forme della sua espressione artistica.

Dal 15 dicembre 2017 al 25 marzo 2018
Palazzo della Triennale
Viale Alemagna 6 Milano

 

 

S.O.S dal PIANETA TERRA

 

20 NOVEMBRE 2017

 

 

Abbiamo bisogno di vedere altro ancora?
Che non c’ è più tempo da perdere è ormai chiaro anche per i più scettici. La terra chiama, è un grido disperato che dovrebbe già averci scosso parecchio tempo fa, e adesso è diventato assordante, tanto che perfino il presidente americano Trump, in un primo momento deciso a rompere il trattato di Kyoto, sembra essersi arreso all’evidenza dopo la devastazione di Harvey, e oltre 160 miliardi di dollari di danni. Se nulla poteva un minimo di responsabilità e di amore per il pianeta dove anche i suoi figli vivono, e le migliaia di vittime causate dai disastri ambientali, il salato conto in dollari presentato dagli ultimi accadimenti, incendi compresi, ha aperto la strada ai ripensamenti.
Purtroppo gli interessi economici hanno sempre avuto un peso determinante sulle decisioni, e perfino sulle iniziative da prendere, anche solo per incominciare a tamponare i problemi della crescita esponenziale dell’inquinamento del Pianeta, con le drammatiche conseguenze che oggi vediamo sempre più spesso.
E’ di questi giorni l’annuncio della nuova campagna di sensibilizzazione del WWF “ PLANET IS CALLING” .
«È necessaria una grande pressione pubblica sui governi e sulle autorità politiche, e il WWF si batte per realizzare concretamente l’Accordo di Parigi sul clima e l’Agenda 2030 con i suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, documenti sottoscritti da tutti i paesi del mondo in sede Nazioni Unite, e salvaguardare i sistemi naturali di tutto il mondo che costituiscono la base fondamentale del nostro sviluppo e del nostro benessere» ha dichiarato Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia. «Al fianco di questa opera di pressione tutti possiamo fare qualcosa ogni giorno, con azioni concrete, per ridurre il nostro impatto sulla natura. E già oggi sono tanti gli esempi di soluzioni adottate da comunità in tante parti del mondo che stanno facendo la differenza». Il Wwf ha anche realizzato l’album 2017, sette segnali, lanciati in diverse parti del Pianeta, che mostrano l’impressionante effetto del crescente cambiamento climatico e di altre nostre irresponsabili, deprecabili azioni.
L’arretramento delle banchise polari e lo scioglimento dei ghiacciai, la desertificazione che con la conseguente crisi dell’habitat costringe un numero sempre più ampio di persone all’immigrazione di massa, mari e oceani invasi dalla plastica, incendi, degrado degli ambienti naturali e perdita continua di specie viventi. Una visione apocalittica? No, purtroppo questa è la realtà’, il momento di agire è già qui. ADESSO.

 

 

PHOTO VOGUE FESTIVAL

 

16 NOVEMBRE  2017

 

  • Photo by Bruce Weber,
  • Photo by Bruce Weber,
  • Photo by Bruce Weber,
  • Photo by David LaChapelle, Vogue Italia
October 2005
  • Photo by Peter Lindbergh, Vogue Italia
February 2007, Tomorrow Vision
  • Photo by Peter Lindbergh, Vogue Unique,
September 2012 h.c.experimental milla
jovovich art work by jenny holzer truisms ©
1977-79 jenny holzer member artists rights
society (ars) ny
  • Photo by Tim Walker, Vogue Italia June
2001, LOVE
  • Photo by Tim Walker, Vogue Italia July
2016, boy/girl/boy
  • Photo by Ellen von Unwerth, Vogue Italia
February 2001, The Vagaries of Fashion
  • Photo by Steven Meisel, Vogue Italia
August 2010, Water and Oil
  • Photo by Steven Meisel, Vogue Italia
August 2010, Water and Oil
  • Photo by Steven Meisel, Vogue Italia July
2005, Makeover Madness, Cover
  • 1Photo by Steven Meisel, Vogue Italia July
2005, Makeover Madness
  • Photo by Steven Meisel, Vogue Italia July
2007, Super Mods Enter Rehab
  • Photo by Steven Meisel, Vogue Italia
September 2006, State of Emergency
  • Photo by Steven Meisel, Vogue Italia
September 2007, Make Love, Not War

 

Inizia oggi, al BASE, attivissimo centro culturale  di Milano, la seconda attesa edizione di  Photo Vogue Festival, il primo festival internazionale della fotografia di moda legato ad un magazine. La moda, spesso etichettata come frivola, è invece l’espressione di chi siamo, chi vogliamo o vorremmo essere, di come ci poniamo al mondo, e in ogni caso, la prima impressione che diamo al prossimo. Gli abiti ci rappresentano, fanno antropologicamente parte della nostra storia, declinata in tutte le sue espressioni: fotografia, cinema, letteratura, arte, musica. Al di là dell’importanza economica del settore, la moda è un fenomeno socio-culturale ineluttabile, nato con la specie umana, che si evolve e si trasforma continuamente, seguendo e a volte anticipando, cambiamenti e rivoluzioni sociali che vengono anche racccontate, come storie, negli editoriali di moda che  si sono succeduti negli anni, attraverso le interpretazioni di grandi fotografi. Vogue Italia presenta, in questa edizione, una collettiva dal titolo FASHION & POLITICS IN VOGUE ITALIA che ripercorre gli argomenti della nostra storia più recente : guerre, catastrofi ambientali, differenze di genere, discriminazioni razziali, violenza, ossessione per la chirurgia plastica, attraverso le immagini di Steven Meisel, David Lachapelle, Bruce Weber, Tim Walker,Peter Lindbergh, Miles Alridge, Mert & Marcus, Ethan James Green e Elen Von Unwerth, a riprova del fatto di come, spesso, la fotografia di moda abbia sfumature politiche e rifletta i nostri tempi.  
Ma l’obbiettivo principale del festival organizzato da Vogue è lo scouting, la presentazione e la premiazione dei più promettenti talenti della fotografia che potrebbero essere i protagonisti delle storie di moda di domani. In PHOTOVOGUE / VISION sono in mostra le opere di 18 giovani fotografi giunti attraverso l’autocandidatura sulla piattaforma fotografica di Vogue.it e selezionati da una giuria internazionale.
Completano il programma delle quattro intense giornate, diretto da Alessia Glaviano, photo editor di Vogue Italia, una serie di talk con esperti del panorama fotografico mondiale, proiezioni, e la presenza di curatori di fama, editori e photo editor. Sabato 18 novembre si terrà una Portfolio Rewiew  dedicata ad alcuni talentuosi fotografi selezionati, che avranno la possibilità di sottoporre il loro portfolio ai più accreditati professionisti del settore.

 

16 – 19 Novembre 2017
BASE MILANO
Via Bergognone 34
Milano

#PHOTOVOGUEFESTIVAL2017

 

 

PAOLO ROVERSI: storie al palazzo reale di milano

 

16 NOVEMBRE 2017

 

  • Kate.London 2015
© Paolo Roversi
  • Stella.Paris 2011 © Paolo Roversi
  • Guinevere.Studio 9 rue Paul Fort
Paris, November 22nd 2004
© Paolo Roversi
  • Molly.Paris 2015 © Paolo Roversi
  • Anna.Paris 2015 © Paolo Roversi
  • Molly.Paris 2017 © Paolo Roversi
  • Natalia.Studio 9 rue Paul Fort
Paris, November 23rd 2003
© Paolo Roversi
  • Clementine.Studio 9 rue Paul Fort
Paris, July 15th 2015
© Paolo Roversi
  • Gemma.New York 2004
© Paolo Roversi
  • Freja At Mme Simon
Raincy, January 25th 2008
© Paolo Roversi
  • Self portrait.Studio 9 rue Paul Fort
Paris, May 25th 2011
© Paolo Roversi

 

Storie è la grande mostra monografica dedicata a Paolo Roversi , un maestro della fotografia di moda tra i piu grandi e celebrati, promossa e  organizzata da Vogue Italia, in  occasione di Photo Vogue Festival, curata da Alessia Glaviano, photo editor di Vogue Italia, e ospitata nello spazio espositivo delle 9 stanze degli Appartamenti del Principe al Palazzo Reale di Milano. Nove stanze per nove storie.
Le fotografie di Paolo Roversi,non sono “ solo “ foto di moda, sono viaggi intimisti alla ricerca di una poesia, sono dipinti alla ricerca del sentimento della luce. Ritratti, nudi, still life, tutte le sue foto esprimono  un’ anima, dalla più intima alla più glamour, alla continua ricerca della bellezza, una bellezza fragile, eterea,di un’intensità deflagrante, magica come un sogno. La sua “ firma”, la cifra stilistica che è l’impronta inconfondibile dei suoi lavori, è nata con la sperimentazione della Polaroid 20 x 25 della quale è stato uno dei pionieri.

PAQOLO ROVERSI, STORIE
16 Novembre- 17 Dicembre

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12
Milano

Ingresso gratuito

 

 

il fim:THE SQUARE. il caustico sarcasmo di ostlund

7 NOVEMBRE 2017

 

The Square è il perimetro di un quadrato situato a terra, un’opera la cui didascalia dice : “Il Quadrato è un santuario di fiducia e altruismo. Al suo interno tutti dividiamo gli stessi diritti e doveri.
Il protagonista del film è il curatore di un museo d’arte moderna che perde il suo aplomb di ingessato intellettuale quando un imprevisto mette in crisi la sua vita costruita su comode ipocrisie, rivelando un uomo sgradevole e confuso. Commedia satirica dove la presa in giro del mondo elitario dell’arte contemporanea sembra l’ovvio bersaglio, The Square è in realtà una fotografia per niente confortante del mondo odierno, che mette a nudo attraverso la pochezza vanesia del suo protagonista, la cinica immaturità di una società che non ha voglia di fare i conti con se stessa, e una certa illuminata intellighenzia tronfia di buonismo che al momento opportuno si volta elegantemente dall’altra parte. Due ore e venti di comicità e situazioni paradossali, silenzi e piccoli movimenti.

 

 

TAKE ME ( I’M YOURS ) come l’arte diventa interattiva

1 NOVEMBRE 2017

 

 

All’Hangar Bicocca di Milano “ Take Me ( I’m Yours ) “ una collettiva che rompe i canoni di ogni regola con la partecipazione attiva dei visitatori, invitati ad intervenire. Le opere si possono toccare, usare, modificare, consumare, se ne possono prendere pezzi  e lasciare qualcosa di proprio. Si possono prendere copie del poster che Maurizio Cattelan ricevette in dono da Alighiero Boetti, mangiare i cioccolatini di Carsten Hoeller con la scritta “Future” sull’involucro, scattarsi un selfie e aggiungerlo alle foto di Franco Vaccari, farsi ritrarre da un disegnatore o disegnare un modello in posa nello spazio performativo di Francesco Vezzoli, o appendere agli alberi di limone Wish Trees di Yoko Ono, dei biglietti con i propri desideri. Scambio attivo del prendere/dare quindi, dove l’intervento individuale diventa espressione di massa modificando l’oggetto e l’idea che lo esprime, in una trasformazione continua e libera da dogmi che si evolve e si rigenera nel tempo. L’idea è quella della  continuità dello scenario globale della storia e della società contemporanea.
La mostra è stata allestita per la prima volta nel 1995 alla Serpentine Gallery di Londra e poi ripresa a partire dal 2015 in molteplici versioni, passando da Parigi, Copenhagen, New york e Buenos Aires, nata da una serie di conversazioni e riflessioni tra il curatore Hans Ulrich Obrist e l’artista Christian Boltanski, sulla necessità di ripensare al modo di esporre un ‘opera d’arte. L’idea del progetto è partita da un lavoro dello stesso Boltanski, “ Quai de la Gare “ nel quale mucchi di vestiti venivano modificati nel corso della mostra permettendo al pubblico di prenderli e portarseli via in una busta marchiata con la scritta “ Dispersion “ e rendendo effettivo il significato e il titolo dell’opera, destinata a disperdersi e scomparire.
L’opera è presente a Milano, insieme a quelle di circa cinquanta artisti, tra i quali 15 italiani, allestite nei mille metri quadri dello Shed di Pirelli HangarBicocca. Workshop, performance ed eventi speciali completano la mostra, che è visitabile fino alle 21,15 ( ultimo ingresso ) ma è consigliata, e durante i weekend necessaria, la prenotazione.

 

Hangar Bicocca Via Chiese 2. Milano.
Dal 1 Novembre 2017 al 14 Gennaio 2018
Curatori: Chiara Parisi,Roberta Tenconi,Hans Ulrich Obrist,Christian Boltanski