PHOTO VOGUE FESTIVAL

 

16 NOVEMBRE  2017

 

  • Photo by Bruce Weber,
  • Photo by Bruce Weber,
  • Photo by Bruce Weber,
  • Photo by David LaChapelle, Vogue Italia
October 2005
  • Photo by Peter Lindbergh, Vogue Italia
February 2007, Tomorrow Vision
  • Photo by Peter Lindbergh, Vogue Unique,
September 2012 h.c.experimental milla
jovovich art work by jenny holzer truisms ©
1977-79 jenny holzer member artists rights
society (ars) ny
  • Photo by Tim Walker, Vogue Italia June
2001, LOVE
  • Photo by Tim Walker, Vogue Italia July
2016, boy/girl/boy
  • Photo by Ellen von Unwerth, Vogue Italia
February 2001, The Vagaries of Fashion
  • Photo by Steven Meisel, Vogue Italia
August 2010, Water and Oil
  • Photo by Steven Meisel, Vogue Italia
August 2010, Water and Oil
  • Photo by Steven Meisel, Vogue Italia July
2005, Makeover Madness, Cover
  • 1Photo by Steven Meisel, Vogue Italia July
2005, Makeover Madness
  • Photo by Steven Meisel, Vogue Italia July
2007, Super Mods Enter Rehab
  • Photo by Steven Meisel, Vogue Italia
September 2006, State of Emergency
  • Photo by Steven Meisel, Vogue Italia
September 2007, Make Love, Not War

 

Inizia oggi, al BASE, attivissimo centro culturale  di Milano, la seconda attesa edizione di  Photo Vogue Festival, il primo festival internazionale della fotografia di moda legato ad un magazine. La moda, spesso etichettata come frivola, è invece l’espressione di chi siamo, chi vogliamo o vorremmo essere, di come ci poniamo al mondo, e in ogni caso, la prima impressione che diamo al prossimo. Gli abiti ci rappresentano, fanno antropologicamente parte della nostra storia, declinata in tutte le sue espressioni: fotografia, cinema, letteratura, arte, musica. Al di là dell’importanza economica del settore, la moda è un fenomeno socio-culturale ineluttabile, nato con la specie umana, che si evolve e si trasforma continuamente, seguendo e a volte anticipando, cambiamenti e rivoluzioni sociali che vengono anche racccontate, come storie, negli editoriali di moda che  si sono succeduti negli anni, attraverso le interpretazioni di grandi fotografi. Vogue Italia presenta, in questa edizione, una collettiva dal titolo FASHION & POLITICS IN VOGUE ITALIA che ripercorre gli argomenti della nostra storia più recente : guerre, catastrofi ambientali, differenze di genere, discriminazioni razziali, violenza, ossessione per la chirurgia plastica, attraverso le immagini di Steven Meisel, David Lachapelle, Bruce Weber, Tim Walker,Peter Lindbergh, Miles Alridge, Mert & Marcus, Ethan James Green e Elen Von Unwerth, a riprova del fatto di come, spesso, la fotografia di moda abbia sfumature politiche e rifletta i nostri tempi.  
Ma l’obbiettivo principale del festival organizzato da Vogue è lo scouting, la presentazione e la premiazione dei più promettenti talenti della fotografia che potrebbero essere i protagonisti delle storie di moda di domani. In PHOTOVOGUE / VISION sono in mostra le opere di 18 giovani fotografi giunti attraverso l’autocandidatura sulla piattaforma fotografica di Vogue.it e selezionati da una giuria internazionale.
Completano il programma delle quattro intense giornate, diretto da Alessia Glaviano, photo editor di Vogue Italia, una serie di talk con esperti del panorama fotografico mondiale, proiezioni, e la presenza di curatori di fama, editori e photo editor. Sabato 18 novembre si terrà una Portfolio Rewiew  dedicata ad alcuni talentuosi fotografi selezionati, che avranno la possibilità di sottoporre il loro portfolio ai più accreditati professionisti del settore.

 

16 – 19 Novembre 2017
BASE MILANO
Via Bergognone 34
Milano

#PHOTOVOGUEFESTIVAL2017

 

 

PAOLO ROVERSI: storie al palazzo reale di milano

 

16 NOVEMBRE 2017

 

  • Kate.London 2015
© Paolo Roversi
  • Stella.Paris 2011 © Paolo Roversi
  • Guinevere.Studio 9 rue Paul Fort
Paris, November 22nd 2004
© Paolo Roversi
  • Molly.Paris 2015 © Paolo Roversi
  • Anna.Paris 2015 © Paolo Roversi
  • Molly.Paris 2017 © Paolo Roversi
  • Natalia.Studio 9 rue Paul Fort
Paris, November 23rd 2003
© Paolo Roversi
  • Clementine.Studio 9 rue Paul Fort
Paris, July 15th 2015
© Paolo Roversi
  • Gemma.New York 2004
© Paolo Roversi
  • Freja At Mme Simon
Raincy, January 25th 2008
© Paolo Roversi
  • Self portrait.Studio 9 rue Paul Fort
Paris, May 25th 2011
© Paolo Roversi

 

Storie è la grande mostra monografica dedicata a Paolo Roversi , un maestro della fotografia di moda tra i piu grandi e celebrati, promossa e  organizzata da Vogue Italia, in  occasione di Photo Vogue Festival, curata da Alessia Glaviano, photo editor di Vogue Italia, e ospitata nello spazio espositivo delle 9 stanze degli Appartamenti del Principe al Palazzo Reale di Milano. Nove stanze per nove storie.
Le fotografie di Paolo Roversi,non sono “ solo “ foto di moda, sono viaggi intimisti alla ricerca di una poesia, sono dipinti alla ricerca del sentimento della luce. Ritratti, nudi, still life, tutte le sue foto esprimono  un’ anima, dalla più intima alla più glamour, alla continua ricerca della bellezza, una bellezza fragile, eterea,di un’intensità deflagrante, magica come un sogno. La sua “ firma”, la cifra stilistica che è l’impronta inconfondibile dei suoi lavori, è nata con la sperimentazione della Polaroid 20 x 25 della quale è stato uno dei pionieri.

PAQOLO ROVERSI, STORIE
16 Novembre- 17 Dicembre

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12
Milano

Ingresso gratuito

 

 

MILANO photo WEEK

                                                          

                                                                                                                      3 GIUGNO 2017

 

  • Cesare Fabbri
  • deanna templeton
  • Fotolia
  • FRANCIS ALŸS
  • sandra mehl
  • manu brabo
  • roberto polillo
  • gianni berengo gardin
  • stefano marco carloni
  • alessandro trovati
  • trambustilineari

 

Una settimana full immersion con circa 150 tra eventi, laboratori, incontri, archivi e mostre, musei, scuole, agenzie, progetti editoriali, opening e proiezioni urbane. Tutto questo è Milano PhotoWeek,, alla sua prima edizione, dal 5 all’11 giugno. Dalle immagini di moda e architettura, nelle quali Milano è tra le città leader, ai grandi autori, ai reportage, agli archivi della nostra memoria storica, la grande settimana della fotografia si propone sia ai cultori che ad un pubblico più ampio con nomi di richiamo come Robert Mapplethorpe, Vivien Maier, Robert Doisneau, e tantissimi altri  autori per scoprire in tutte le declinazioni questo irrinunciabile linguaggio dell’arte contemporanea.

La rassegna si apre LUNEDI’ 5 con il progetto 365+1 Ritratti a Milano ideato da Leica Camera Italia. Durante la settimana 30 fotografi milanesi,si alterneranno in un set fotografico davanti a Leica Galerie in Piazza Duomo, all’interno del quale sarà possibile essere fotografati, diventando i soggetti di una pubblicazione tra questa e la prossima edizione di  Photo  Week.  Al BASE Milano, alle 21 si aprirà con Notte IndieCommon Thinking + Transizioni una serata di musica e proiezioni dedicata ai collettivi di giovani fotografi provenienti da diverse parti del mondo e una retrospettiva di Transizioni | Rassegna Internazionale del Film Fotografico a cura di Officine Fotografiche Milano.

MARTEDI’ 6 alle 21 ai Frigoriferi Milanesi, Snapshots, una proiezione dedicata ai  lavori realizzati dai più rappresentativi autori della fotografia africana contemporanea. A seguire la proiezione del documentario African Photo. Mama Casset di Elisa Mereghetti.

MERCOLEDI’ 7 alle 21 alla Fondazione Stelline, il documentario: “Robert Doisneau: Through the Lens”.apre   una maratona cinematografica per approfondire la storia del mezzo artistico.

GIOVEDI’ 8 dalle ore 16 visita guidata alla mostra “La Terra Inquieta” presso la Triennale di Milano, seguita da una conferenza di rilievo contemporaneo dedicata al tema “Fotografia e società: documento o espressione artistica?” a cura del MiBACT per la fotografia: nuove strategie e nuovi sguardi sul territorio. Alle 21 sempre alla Fondazione Stelline, la presentazione del prossimo Photo Vogue Festival 2017,che si terà in novembre, a Milano, e alle 21. 30 la proiezione del film documentario Bill Cunningham. New York (di Richard Press) a cura di CineWanted in collaborazione con la Fondazione Stelline. Un omaggio al noto fotografo del New York Times scomparso lo scorso anno.

Da VENERDI’ 9  pomeriggio a DOMENICA 11 giugno in Piazza Gae Aulenti  Wide Photo Fest 1 , promosso da AIF – Associazione Italiana Foto & Digital, con un palinsesto di eventi e contest dedicati sia ai professionisti che agli appassionati di fotografia per conoscere e sperimentare le nuove tecnologie messe a disposizione dai principali marchi del settore.

DOMENICA 11 , nell’area di Porta Nuova, il progetto ‘ponte’ tra la Milano Photo Week e la Milano ArchWeek dal titolo Milano Open Portrait, installazione  che coniuga fotografia e architettura.

E ancora : Archivi Aperti Una settimana alla scoperta del patrimonio fotografico di Milano e della Lombardia: gli archivi fotografici saranno aperti al pubblico che potrà conoscere la ricchezza delle collezioni di musei, fondazioni e associazioni

Deanna & Ed Templeton. Last Day Of Magic. Micamera

L’iniziativa è promossa e coordinata dall’Assessorato alla Cultura di Milano con la collaborazione di Arts For e il supporto di Foundation Carmignac e Leica.

QUI il programma completo

 

BESIDE THORIMBERT

 

                                                                                                                                    28 MARZO 2017

 

Beside Thorimbert è una mostra da vedere, e da leggere. Ogni foto è un racconto del cuore che prende forma nell’oggetto o soggetto, e fin qui… ma in questa mostra così intima,Thorimbert si mette a nudo e si racconta non solo attraverso le immagini, ma anche attraverso piccoli racconti che è troppo riduttivo definire didascalie :

Zurigo, 2007

“Lui è dentro di me. Lo amo. Amo la sua fragilità, la sua fredda, glaciale, dignitosa malinconia. L’ho incontrato girando l’angolo per andare a pisciare. La pubblicità di quest’auto metteva in scena una finta manifestazione di protesta con decine di comparse, i cartelli e tutto. Grossa produzione, divertente. Era freddino però, e nessun cesso, a pagarlo.  Dico: “raga, vado un attimo” E l’ ho visto. Sono tornato di corsa, a prendere una macchina per fotografarlo. Mi sembrava fragilissimo, come se potesse crollare da un momento all’altro. A lato di una campagna pubblicitaria Peugeot.”

24x30cm. Stampa da archivio Inkjet..

 

 

BESIDE THORIMBERT

Stanno lì, da una parte, spesso non so neanche come archiviarle. Sono le fotografie che ho scattato senza un vero motivo, senza un progetto.

Figlie di uno sguardo laterale, periferico, non amano essere definite, il loro senso è vago, o forse il loro senso mi vaga intorno e cambia con il tempo, cambia con me.

Sono frutto di un gesto legato al piacere più che al desiderio: quanta pressione serve al dito per premere il pulsante di scatto?, assorbire il rumore dell’otturatore, calcolare la forza che serve al pollice per trascinare la pellicola. Lussuria, accidia.

Queste fotografie raccontano la necessità compulsiva di possedere fotograficamente una scena, una persona, un paesaggio. Non sono per forza istantanee, anzi. Ci sono foto compulsive molto complesse, che richiedono impegno, a volte vera e propria fatica fisica, per essere realizzate.

Questa fotografia è un piacere che vuole essere assaporato, consumato, goduto qui e ora; è un’urgenza assoluta, improvvisa, imprevista, che mette in secondo piano tutto quello che consideravi il vero motivo della tua presenza in un posto o in una situazione.

Ma Beside è anche “B-side”, l’altra faccia di ciò che già conosco e accetto come faccia. Meno orecchiabile, scomoda, qualche volta imprecisa, è la fotografia che non è stata scelta, quella rifiutata, abbandonata. Annaspa controcorrente, attonita, parla di un me più insicuro, disorientato, annoiato, dubbioso.

Beside sono le orme lasciate ai lati della strada maestra, incerte, labirintiche tracce che portano in vicoli senza uscita, a storie che potevano essere e non sono state, immagini che mi parlano di come sono se mi vedessi veramente.

Toni Thorimbert

 

BESIDE THORIMBERT  è alla LEICA GALERIE in Via Mengoni 4 | angolo Piazza Duomo – Milano. 

dal 23 Marzo  al  13 Maggio 2017

 

 

TONI THORIMBERT point of wiew

 

                                                                                                                                      17 GENNAIO 2017

 

E’ andata così: Chiamo Toni Thorimbert e gli domando se mi scatta una cover per Mish. Mi dice subito di sì e aggiunge “ guarda che però ho poco tempo .. “ . Al volo organizziamo lo shooting e in due giorni weekend compreso ci troviamo nel suo studio. Arrivo insieme ad un amico comune, non ci si incontrava tutti e tre insieme, da anni…ma quando abbiamo fatto le ultime foto per ..? Ma dai ! .. E Toni “ Ma te pensa che proprio l’altro ieri le ho ritrovate, quelle foto, in mezzo ad un mucchio di altro materiale .. belle foto però eh? “ poi loro, incominciano a parlare di moto. Eggià.. per cui ad un certo punto mi tocca fare la partaccia di quella che rompe il gioco e tocca il tempo: “ ehi, ragazzi, dobbiamo lavorare  .. “ e iniziamo. E’ sempre un grande piacere vedere lavorare Toni, perché lui si appassiona, lo vedi che si accanisce sul tirare fuori la sua visione, il personaggio, l’immagine. E ci gira intorno, con la macchina in mano, e cerca, e , naturalmente trova. La foto, e la sua cifra. C’è. Modelli ne abbiamo due, Ben, arriva già perfetto, stavolta lo fa sedere su una poltrona, qualche foto e tutto è finito. Già finito ? Si, e non mi stupisco. Ci ha messo un’ora in tutto, il tempo che ci eravamo dati, mezz’ora per gli amici e mezz’ora per le foto. Visto ? In tempo, mi dice, poi.

Ho solo un problema: e adesso, che cover uso ? Ne ho 5 o 6 e tutte bellissime.

Che dire ? Toni è Toni, non ce n’è altri.

..

  • MAX SAWARD  @NOLOGO
  • BEN  ARCHER @INDEPENDENTMGMT

 

Toni Thorimbert inizia giovanissimo a comunicare emozioni. Reporter nell’Italia degli anni di piombo, ritrattista, e fotografo di moda sempre alla ricerca del momento, dell’introspezione, del gioco, in un’ ideale scambio sinergico con il soggetto. La sua vivace cifra artistica e la personalità schietta, sono tese alla ricerca del reale, di una semplicità o una semplificazione che si distacchi dall’enfasi della moda e diventi gioco ironico, sensuale, o concetto rivolto al sociale. Toni è un fotografo, prima di tutto. Dalle foto dei bambini di Pioltello, ai ritratti di Keith Hearing, e molti altri personaggi del mondo dell’arte, della musica, della letteratura, del cinema, alle foto di moda in collaborazione con le più importanti riviste, anche internazionali, da Details, a Mademoiselle, a Wallpaper, il suo lavoro è la sua visione, mai asservita alla moda del momento, ed è anche questo che ne definisce una maturità umana e professionale di grande spessore. Il suo ultimo libro “ Seduction of Photography è una lettera d’amore all’atto del fotografare, al momento dello scatto che è l’attimo dell’innamoramento tra macchina, soggetto, fotografo, in quel momento, unico, in cui tutto si sospende e da quel clic nasce qualcosa che poi rimarrà nel tempo e definisce, racconta, suggerisce, e se ti tocca, ti porta via, lontano. Nel  libro ci sono le donne che Toni fotografa, e c’è lui, nell’atto di fotografare, un doppio set. Un rapporto a due. Sinergia, appunto.

L’ultimo progetto di Toni Thorimbert , in collaborazione con Leica, è un laboratorio sperimentale : Thorimbert Fashion Experience For Leica Akademie, dal  14 marzo al 20 giugno nel suo studio, dove Toni insegnerà tutto il suo sapere a chi ama la fotografia e la moda, quindi non solo a fotografi, ma a chiunque ami e sia interessato a questo mondo, da lui così ben definito sul sito di Leica

http://www.akademie.leica-camera.it/portfolio-articoli/toni-thorimbert-fashion-experience/

con quel suo modo di vedere, con quel suo specialissimo modo di appassionarsi e appassionare, perché oltre ai cavalli, ai gatti, alle moto, alla musica, alla vita, ama anche insegnare. Scusate se è poco.

 

MariaGrazia Pase

 

www.tonithorimbert.com      www.tonithorimbert.blogspot.com

 

 

 

PHOTO VOGUE festival

 

                                                                                                                        24  NOVEMBRE 2016

 

  • FORMENTO + FORMENTO
  • ANDREW TARNAWCZYK
  • CRISTINA CORAL
  • CARMEN MITROTTA
  • SIMONE STEENBERG
  • JUSTINE TJALLINKS
  • CLARA GIAMINARDI
  • GUOMAN LIAO
  • LOUIS PHILIPPE DE GAGOUE.
  • ULDUS
  • KIKI XUE
  • KIKI XUE
  • KIKI XUE
  • KIKI XUE
  • KIKI XUE

 

Si svolge a Milano, in questi giorni, il PHOTO VOGUE FESTIVAL, il primo appuntamento internazionale interamente dedicato alla fotografia di moda fondato da Vogue Italia e patrocinato del Comune di Milano, con l’obiettivo di diventare un appuntamento annuale. Sono molti gli appuntamenti in città che partecipano al il Festival, ma  in questo ricchissimo contesto, è al BASE, nella sezione PHOTOVOGUE IN FASHION, che si esprime il meglio dei new talents più  interessanti.  L’iniziativa presa da Vogue già dal 2011 con PhotoVogue,  il canale di Vogue.it dedicato ai  nuovi talenti della fotografia e che conta più di 125.000 utenti, è una piattaforma internazionale, che ha supportato talenti che hanno collezionato negli anni importanti riconoscimenti a livello mondiale e scattato editoriali per riviste autorevoli, con la  partnership dell’agenzia newyorkese Art+Commerce (che rappresenta alcuni tra i più grandi fotografi contemporanei, tra cui i veterani contributors di Vogue Italia: Steven Meisel, Craig McDean, Sølve Sundsbø e Paolo Roversi).  La mostra in occasione del Photo Vogue Festival è il risultato di uno scouting per individuare i migliori talenti nella fotografia di moda e della valutazione di una giuria di fama internazionale composta da Franca Sozzani, Alessia Glaviano, Paolo Roversi, Jimmy Moffat (fondatore e managing director di Art + Commerce) Michael Van Horne (Art + Commerce), i galleristi Peter MacGill e Michael Hoppen, Azu Nwagbogu (fondatore e direttore del Lagos Photo Festival), Florence Bourgeois (direttore di Paris Photo) e Charlotte Cotton, (autrice e curatrice). Degli oltre 125.000 iscritti a PhotoVogue, l’artista che ha incontrato maggiori consensi tra la giuria e che firmerà quindi un editoriale per Vogue Italia è Kiki Xue, cinese, classe 1987. La giuria ha selezionato inoltre i 30 fotografi migliori che sono esposti in mostra.

 

  • YELENA YEMCHUK
  • DONNA TROPE
  • ARVIDA BYSTROM
  • CASS BIRD
  • AIDA MULUNEH
  • ELAINE CONSTANTINE
  • ELLEN VON UNWERTH
  • EMMA SUMMERTON
  • ISABELLE WENZEL
  • JULIA NONI
  • JUNO CALYPSO
  • LISE SARFATI
  • MAISE COUSINS
  • VANESSA BEECROFT

 

Sempre al BASE MILANO,  THE FEMALE GAZE è la mostra dedicata alla riappropriazione dello sguardo femminile di una donna nei confronti di un’altra donna. Un’atto sovversivo, carico di implicazioni socio-politiche, una delle più importanti rivoluzioni nel campo della fotografia di moda dell’ultimo decennio. Il female gaze è una riaffermazione della propria identità, di un’idea di bellezza diversa, meno artificiale, di una femminilità più complessa e sfaccettata e del diritto all’autorappresentazione del proprio corpo: insomma, una radicale ridefinizione del concetto stesso di desiderio. Il lavoro di queste fotografe che mostra il corpo femminile così com’è – sensuale, vulnerabile, idealizzato o nella sua imperfezione – si inserisce quindi in un solco più ampio che vuole arricchire il modo di vedere il mondo, liberandolo dagli stereotipi e aggiungendo un altro punto
di vista, un punto di vista che per secoli è stato trascurato, censurato, sminuito, dimenticato: quello dello sguardo femminile. A PALAZZO REALE, infine, VANESSA BEECROFT POLAROIDS 1993.2016. L’ artista, che vive e lavora a Los Angeles ed è nota per le sue performance innovative, espone rare polaroid e sculture, frutto di un approccio non convenzionale nella creazione di immagini. Il suo lavoro, esposto a livello internazionale sin dal 1993, è spesso testimonianza provocatoria e
critica sociale.

 

BASE MILANO 22-26 NOVEMBRE 2016.      
THE FEMALE GAZE
E PHOTOVOGUE/inFASHION
VIA BERGOGNONE 34 MILANO.
BASE.MILANO.IT
orari di apertura:
martedì e sabato: 11:00 – 22:00
da mercoledì a venerdì: 11:00 – 20:00
ingresso gratuito

*****

PALAZZO REALE
24-29 NOVEMBRE 2016
VANESSA BEECROFT POLAROIDS
1993.2016
PIAZZA DUOMO, 12
MILANO
WWW.PALAZZOREALEMILANO.IT
orari di apertura:
giovedì e sabato 9.30 – 22.30
martedì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30
lunedì 14.30-19.30
ingresso gratuito

Per Info su eventi collaterali, il programma in dettagli su VOGUE.IT

 

 

 

 

PIERO GEMELLI : Vintage Prints

 

                                                                                                                         13 NOVEMBRE 2016

 

 

Alla Galleria STILL di Milano, inaugura Vintage Prints, una serie di mini mostre di stampe originali dedicate ad alcuni dei grandi maestri della fotografia italiana, il lavoro di Piero Gemelli, sensibile e raffinato fotografo, scultore, architetto e direttore artistico. Romano di nascita e milanese di adozione, ha collaborato per anni con Vogue Italia con le sue immagini perfette, che rivelano una personale, colta ricerca, tra le  sfaccettature della bellezza, in equilibrio tra estetica ed arte.

Ho sempre cercato un punto di equilibrio tra la libertà creativa e i limiti racchiusi nelle richieste dei clienti. In questa continua ricerca tra la progettualità dell’architetto e l’anarchia emotiva del creativo, ho sempre trovato il modo di raccontarmi; per fortuna, senza avere mai avuto la sensazione di esserci riuscito fino in fondo, altrimenti il gioco sarebbe già finito».

«Il dualismo, la contrapposizione di forze, gli opposti in contrasto sono il motore della creatività, ma soprattutto del mio sentire sempre alla ricerca di quel punto di equilibrio tra desiderare e avere. Ne ho fatto la mia cifra creativa portando avanti una scelta che metto in continua di-scussione per verificarne la validità, cercando di darle più forza indagando le ragioni della sua corrispondente opposta. Vivo immerso nella tensione tra essere e divenire che cerco di fotografare, per far mio quell’attimo esistito solo per me e in quel preciso momento, forse illusorio, di una realtà immaginata e mai realmente esistita. Quel che resta fissato nella pellicola già senso-re è un’immagine che racconta solo parzialmente una visione, lasciando a chi guarda il compito di offrire la sua personale interpretazione, guardandola con gli occhi della propria emotività e della sua memoria intima».

25 scatti d’autore a cura di Denis Curti .

STILL Via Balilla 36 Milano dal 16 Novembre 2016 al 06 Dicembre 2016I

Ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 02 36744528

E-Mail info: press@stillfotografia.it   Sito ufficiale: www.stillfotografia.it

www.pierogemelli.com  

#pierogemelli

SARAH MOON Qui e Adesso, Ici et Maintenant

 

                                                                                                                       15 SETTEMBRE 2016

 

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E’ certo che Sarah Moon non ha bisogno di presentazioni, negli anni settanta la celebre e schiva fotografa francese era onnipresente sulle pagine e le copertine delle riviste più importanti a livello mondiale. Le sue foto prestate alla moda erano opere di poesia ammantate di mistero in un mondo intimo, lunare. Chi non ricorda le sognanti adolescenti fotografate e filmate da lei per Cacharel ? Ma la sua vena artistica la spinge alla ricerca di nuove strade e il 1985 segna l’inizio di una ricerca personale sulla fugacità della bellezza, l’evanescenza delle cose e il passaggio del tempo. Le sue opere sono state esposte nelle più prestigiose Gallerie internazionali, dal 1980 al 2016 ha pubblicato 20 libri, girato film pubblicitari, documentari, film d’arte, e collezionato un bel numero di riconoscimenti, da New York a Mosca.

Tra  gli affreschi rinascimentali e le sculture di Palazzetto Eucherio Sanvitale nel Parco Ducale di Parma, si inaugura domani, nella nuova sede dedicata alla fotografia, la mostra curata da Carla Sozzani.

“Sin dall’inizio ho sempre voluto sfuggire al linguaggio codificato del glamour. Quello che cercavo era più intimo, erano le quinte ad interessarmi, un diaframma sospeso prima che il gesto si compia, un movimento al rallentatore…come quello delle donne che si allontanano di spalle.”  Dal libro Coincidences  di Sarah Moon

 

SARAH MOON. QUI E ORA – ICI ET MAINTENANT

Inaugurazione venerdì 16 settembre 2016, ore 18.00 Palazzetto Eucherio Sanvitale, Parco Ducale di Parma

In mostra da sabato 17 settembre fino a sabato 15 ottobre 2016

 

 

PUNK in BRITAIN alla Galleria SOZZANI

 

                                                                                                                                 10  GIUGNO 2016

 

  • Dennis Morris, John Lydon, 1977
  • Jamie  Reid - Queen Collage 1977
  • John Tiberi, Malcolm McLaren, 1978
  • Karen Knorr & Oliver Richon, Destroy, 1977
  • Ray Stevenson, Soo Catwoman, 1976
  • Ray Stevenson, Vivienne Westwood, 1976
  • Sheila Rock, John Lydon in a Red Coat, 1978-79
  • Sheila Rock, Jordan outside of SEX, 1977
  • Simon Barker, Debbie Juvenile, 1977

 

 

Il Punk compie 40 anni. Tra le mostre e gli eventi che celebreranno  il compimento del quarto decennio di uno dei movimenti sottoculturali più sovversivi della storia moderna c’è la mostra Punk in Britain, da domani alla galleria Sozzani a Milano, con oltre 90 fotografie che documentano gli anni più significativi del Punk con i protagonisti della scena londinese, dove il Punk è nato, scaturito dalla protesta contro la depressione e il formalismo dell’Inghilterra puritana di quei tempi ed espandendosi rapidamente rivoluzionando il mondo della musica e della moda, dell’arte, e della letteratura. La maggior parte delle foto sono state scattate nel 1976 quando “I wanna be Anarchy, in the City” dei Sex Pistols segnava un’epoca e le borchie e gli strappi diventarono il segno distintivo di un nuovo modo di essere, e un fenomeno di costume che lascerà un’impronta definitiva. Punk, che originariamente significa “ da due soldi “, era la new revolution, era il grido disperato e provocatorio di una generazione incazzata.

La mostra di divide in due parti, con le foto di Simon Barker ( Six ) Dennis Morris, Sheila Rock, Ray Stevenson, Karen Knorr, Olivier Richon;  con disegni, collage e grafiche di Jamie Reid e una sezione speciale dedicata ai video e alle fotografie di John Tiberi, il tour manager dei Sex Pistols.

 

Immagini su gentile concessione di Galleria Carla Sozzani

Galleria Carla Sozzani Corso Como 10 Milano
www.galleriacarlasozzani.org

 

VIVIANE SASSEN

 

                                                                                                                              11  MAGGIO  2016

 

 

VIVIANE SASSEN, FOTOGRAFA CONTEMPORANEA NATA NEL 72 AD AMSTERDAM, DOVE VIVE. NEL 2008 LA SUA PRIMA MOSTRA, CURATA DA CONTRASTO, E DA ALLORA NON SI E’ PIU’ FERMATA, PREMI, COLLABORAZIONI CON LE MAGGIORI RIVISTE INTERNAZIONALI, IMPORTANTI CAMPAGNE PUBBLICITARIE PER BRAND COME MISSONI, CARVEN, BOTTEGA VENETA, per citarne qualcuna, e 12 libri all’attivo. Nelle sue fotografie si nota il gusto per la composizione grafica, quasi scultorea, la luce e i colori sono vibranti, le ombre nette, e in questa scelta espressiva, certamente, l’Africa, dove si è trasferita all‘età di due anni con i genitori, ha profondamente influenzato la sua opera e Viviane ne fotografa i suoi figli con uno sguardo diverso, intimo, dove i contrasti tra luce ed ombra rendono vivide le immagini di un continente accecante e oscuro, misterioso e ancestrale, dove nulla è concesso all’estetica, e la foto suggerisce a chi guarda di andare oltre, come per i ritratti, dove prospettive diverse suggeriscono  le diversità intrinseche in ogni persona. Le risonanze cromatiche sono la chiave di lettura che caratterizza le sue opere, dove la sperimentazione sulle geometrie e la ricerca di un parallelo  tra le arti si fondono in arte anche quando presta il suo sguardo alla moda.

 

vivianesassen.com

MGP

 

ANDY SUMMERS : mysterious barricades

 

                                                                                                                      30 MARZO  2016

 

 

 

“Music and photography are kindred spirits in that they are nonverbal arts, but handily, may have interchangeable terms”

A.SUMMERS

 

Andy Summers divenne famoso nei primi anni ottanta come chitarrista dei The Police, la rock band nata a Londra nel 1977 che complessivamente ha venduto circa 75 milioni di dischi. Negli anni ottanta dominavano la scena musicale e i media con brani  come Every Breath You Take, Roxanne, Don’t Stand So Close to Me, Every Little Thing She Does Is Magic, Invisible Sun. Dopo i Police, ha poi realizzato diversi dischi da solista, ha collaborato con numerosi artisti ed è stato in  tour in tutto il mondo. In più, ha composto colonne sonore di film e pur non abbandonando mai la sua più grande passione, la musica, Andy Summers oggi è anche un rinomato scrittore e un abile fotografo. Nel 2006, la sua autobiografia One Train Later ottenne un notevole successo e venne votata come libro dell’anno in campo musicale nel Regno Unito. Il film Can’t Stand Losing You basato sul libro vide la sua trasposizione teatrale negli Stati Uniti da parte di Cinema Libre nel marzo 2015. È disponibile anche il DVD del film, insieme al più recente CD di Andy – Metal Dog. I suoi progetti recenti comprendono l’uscita del disco “Circus Hero’ con la sua nuova band Circa Zero! Dall’aprile 2014, tour in Brasile con Rodrigo Santos e la colonna Sonora del film turco “E il circo lascia la città…”Di recente si sono tenute sue mostre fotografiche presso la Leica Gallery di Los Angeles, Paris / LA Independent Photo Show, Kunst.Licht Gallery di Shanghai, CCC Gallery di Pechino e presso la Photokina di Colonia, in Germania. Altre mostre fotografiche programmate a seguire a San Paolo in Brasile e a Rio de Janeiro per il quotidiano Globo.

Alla Leica Galerie Milano è presente con il progetto fotografico “Mysterious Barricades” ispirato all’omonimo successo musicale, che raccoglie 40 scatti in bianco e nero, immagini delicate che raccontano la vita dell’artista nella sua doppia veste di musicista e fotografo sempre in viaggio: dall’altopiano della Bolivia ai vicoli del Golden Gai di Tokyo, dalle strade di Napoli alle vedute di Shanghai. La mostra ripercorre i vari stadi di ispirazione fotografica di Summers, sempre influenzati dalla musica. Le immagini descrivono situazioni in sospensione o “in progress” che trasmettono un senso di intimità, tra il surreale e l’ambiguo, talvolta con sfumature oscure e note malinconiche che ricordano le sonorità delle sue melodie.

 “The photography I create is a visual counterpart to the music that never leaves my head […] The own act of photography is as tearing pages from a book and then reshuffling the results into a new visual syntax.”In queste parole è racchiuso il concetto di fotografia per Summers, imprescindibile dalla musica e complementare ad essa.

 

“MYSTERIOUS BARRICADES”di Andy Summers

Leica Galerie Milano – Via Mengoni, 4

Dal 22 marzo al 3 maggio 2016

Orari: lun 14.30-19.30/ mar-sab 10.30-19.30 – domenica chiuso

Ingresso gratuito

 

 

THIS IS ME NOT BEING YOU

 

 

                                                                                                                        15 FEBBRAIO 2016

 

  • Marie Zucker
  • Jai Odell
  • Paolo Zerbini
  • Winter Vandenbrink
  • Kiki Xue
  • Felix Cooper
  • Dafy Hagai

 

E’ AL SUPERSTUDIO13 DI MILANO, DOVE I PIU’ GRANDI PROFESSIONISTI DEL FASHION SYSTEM HANNO CREATO CAMPAGNE ED EDITORIALI CHE HANNO LASCIATO UN BEL PO’ DI SEGNI NELLA STORIA DELLA FOTOGRAFIA DI MODA, CHE NEL MEZZO DELLA FASHION WEEK MILANESE SI TERRA’ LA MOSTRA EVENTO  CURATA DA  Micaela Flenda THIS IS ME NOT BEING YOU, volta ad indagare le sfaccettature della fotografia di moda contemporanea: 7 giovani talenti internazionali, molti dei quali esposti per la prima volta in Italia, si confronteranno sul tema del significato dell’immagine di moda oggi. Il titolo trae ispirazione dal testo di una celebre canzone della band punk rock NOFX, Philty Phi Philantropist, tributo al desiderio di indipendenza e insurrezione adolescenziali. Il progetto,nato dall’esperienza del confronto diretto con fotografi e professionisti del fashion system, diventa il tramite per creare un luogo di incontro e di ricerca, in cui giovani talenti under 35, nazionali ed internazionali, possano esporre i propri lavori a un pubblico specializzato di esperti di moda,collezionisti e curiosi della fotografia contemporanea. Gli elementi che definiscono il taglio editoriale del progetto sono la ricerca di fotografi di estremo talento, capaci di raccontare la propria visione estetica attraverso un linguaggio sempre più d’avanguardia e di rottura e la profonda necessità di superare l’iconografia dei soggetti “abito e modella” descrivendo in questo modo temi più introspettivi come l’identità, il riconoscimento e la rappresentazione spesso cacofonica dell’idea di Bellezza, introducendo così una novità rispetto al modo di percepire e immaginare la fotografia di moda classica, per  riflettere sull’importanza sempre maggiore di un inedito e innovativo modo di usare il linguaggio della fotografia di moda, sempre più intimo e rivoluzionario, spesso dal sapore reportagistico e altre volte dissacrante: vasta fucina di energia creativa e specchio di una cultura contemporanea che vive i contradditori e violenti mutamenti sociali. Quindi non solo fotografia di moda come espressione di tendenze e stile della contemporaneità ma anche e soprattutto voce di una generazione di giovani che all’interno di un contesto storico di crisi e trasformazione (o svalutazione?) dei valori cerca una nuova identità indefinita e non categorizzante, fluida e in evoluzione.

“Instagram è stata una delle fonti di ricerca più grande”, afferma la curatrice Micaela Flenda, “la maggior parte dei fotografi coinvolti in questa prima mostra li ho conosciuti esattamente attraverso il social network. Dopo aver aperto il mio profilo, ho iniziato a seguire soprattutto magazine di moda e talent agencies e da lì, in poco tempo, ho scoperto moltissimi talenti”.

This Is Me Not Being You si propone nel futuro di diventare il punto di riferimento in cui giovani fotografi di moda possano esporre le proprie ricerche personali.L’obiettivo è quello di organizzare ogni anno, durante la settimana della moda femminile di Milano, una mostra collettiva che affronterà diverse tematiche, sperimentando location e allestimenti sempre nuovi.

 35 fotografie raccontano

FELIX COOPER 1988 – Regno Unito

Tra sensazioni surrealiste e ironici giochi sul tema del doppio e dell’identità, i lavori proposti in questa sua prima mostra ricompongono con freschezza e irriverenza la fotografia di studio.Inizia la sua carriera giovanissimo a Londra e il suo estremo talento viene riconosciuto subito da Carine Rotfield con la quale inizia una fitta collaborazione per CR FashionBook. Tra i suoi editoriali troviamo Dazed & Confused, Harper’s Bazaar US, Vogue Giappone, Bon Magazine, Numero Tokyo, Novembre Magazine, GQ Style Cina,Wonderland Magazine. (www.felixcooper.com)

DAFY HAGAI 1985 – Israele

In un’atmosfera candida e nostalgica di colori pastello la sua fotografia racconta la vita delle ragazze israeliane al di là di ogni stereotipo.Nel 2014 esce il suo primo libro fotografico Israeli Girls e nello stesso anno collabora al libro Babe con il collettivo artistico femminile The Ardorous curato da Petra Collins, definito dal New York Times uno dei libri di fotografia più belli usciti nel 2015. A oggi Dafy Hagai espone presso il MOMA PS1 di New York e il MOCA di Los Angeles. I magazine per i quali lavora sono: Vogue, i-D, Dazed and Confused, Vice, Oyster, L’Officiel. (www.dafyhagai.com)

JAI ODELL1980 – Australia

Ritratti in bianco e nero ruvidi e psichedelici reinterpretano i parametri di bellezza in una serie d’immagini crude e taglienti, dal sapore underground, leggero e malinconico allo stesso tempo.Trasferitosi a New York inizia la sua carriera come assistente di Steven Klein e poi di Steven Meisel. Dopo qualche tempo si trasferisce a Londra dove collabora con David Sims fino a quando arriva il momento in cui decolla la sua carriera di fotografo di moda. Tra i suoi clienti: Vogue Uk, Dazed & Confused, i-D, Hero and Heroine Magazine,Interview, Teen Vogue, V magazine, Out of Order, The Last Magazine.(www.jaiodell.com)

WINTER VANDENBRINK 1980 – Olanda

Le immagini in mostra di Winter Vandenbrink raccontano l’anima ribelle dei teenager europei. Mossi dall’esigenza di appartenere e omologarsi al proprio gruppo sociale, queste giovani reclute girano per le strade delle grandi capitali, da Londra a Madrid, da Milano ad Amsterdam, come guerrieri in addestramento. Dopo aver finito gli studi presso la Royal  Academy of Fine Arts a Hague in Olanda si trasferisce a Londra e inizia la sua carriera di fotografo di moda e reportage. Lavora a stretto contatto con grandi magazine come: i-D, Wonderland, Roller Coaster ed è inoltre curatore della rivista indipendente C.O.D (Collection od Documentaries). (www.wintervandenbrink.com)

KIKI XUE 1987 – Cina

Stile quasi pittorico e giochi di chiaro scuri, Kiki Xue è capace di unire l’atmosfera della pittura rinascimentale europea con un’estetica tutta orientale. Kiki partecipa al programma PhotoVogue per tre anni consecutivi e viene nominato ‘miglior autore’ nell’edizione finale: 45 Frames From PhotoVogue, Milano, 2015, Leica Galerie A Glimpse At PhotoVogue, Milano, 2012/2013, Galleria Carla Sozzani Kiki vive a Parigi e collabora correntemente con riviste come Vogue Gioiello, L’Officiel Italia, Flair, L’Officiel Hommes Italia, Harper’s Bazaar Cina, Luisaviaroma.com e Boycott Magazine. (www.kikixue.com)

PAOLO ZERBINI 1983 – Italia

Osservatore del mondo giovanile e delle sue contraddizioni Paolo Zerbini racconta lo stile e l’attitude dei ragazzi street portando il suo bagaglio di reportagista nel linguaggio dell’immagine di moda.Nel 2014 pubblica il suo primo libro fotografico, Rough Ride Down South, sulla vita dei giovani di provincia statunitensi. Oggi espone alla mostra IL NUOVO VOCABOLARIO DELLA MODA ITALIANA presso La Triennale di Milano. Paolo vive a Londra e lavora regolarmente per pubblicazioni come Numéro Homme Germania, Heroine Magazine,Vogue Russia, Vogue Turchia, GQ Style, Harper’s Bazaar, Out Of Order,L’Officiel Italia e VMan. ( www.paolozerbini.com )

MARIE ZUCKER 1991 – Germania

Situazioni oniriche tra riferimenti felliniani ed elementi estetici che ricordano la pittura preraffaelita, Marie Zucker rivela un mondo femminile sognante e decadente e crea nudi onesti e provocatori. Nata a Berlino si trasferisce a Londra poco più che teenager. Espone in diverse collettive tra New York, Milano, Tokyo e Melbourne. Collabora attivamente all’interno del collettivo femminile di artiste The Ardorous curato da Petra Collins. Le sue pubblicazioni e clienti includono: Louis Vuitton, Vogue Italia, Vogue Cina, Elle Svezia, Elle Giappone, L’Officiel, Purple Magazine, AnOther Magazine, TANK Magazine, Oyster. ( www.mariezucker.com )

 

MICAELA FLENDA, Milano, 1984.  Dopo gli studi si trasferisce a New York e collabora con CondéNast International fino al 2011 quando decide di tornare in Italia, continuando la propria carriera come producer di servizi fotografici e video per alcune delle agenzie di al moda più creative di Milano, come MACSIOTTI e  Collateral Films. In seguito si avvicina mondo dell’arte collaborando con gallerie e progetti curatoriali, tra i quali Fantom Editions e Around Gallery.

 

THIS IS ME NOT BEING YOU
Superstudio 13 – Via Forcella 13 Milano
mercoledì 24 Febbraio 10h00 – 20h00
giovedì 25 Febbraio 10h00 – 15h00

 #TIMNBY #THISISME

 

NAN GOLDIN

 

 

                                                                                                            8 FEBBRAIO 2016

 

 

 

NAN GOLDIN, STATUNITENSE, UNA DEI MAGGIORI ESPONENTI DELLA FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA, HA INCOMINCIATO A DICIOTTO ANNI A SERVIRSI DELL’OBIETTIVO COME ESPRESSIONE emozionale, fotografando la realtà a partire dalla famiglia, e restando nell’ambito del ritratto e della foto rubata alla vita. Il suo è uno stile “underground “ illuminato da luci a volte quasi caravaggesche, e come un pittore, ritrae la vita e il segno del suo passaggio, si inoltra nel percorso umano dall’infanzia alla vecchiaia, dell’amore e della morte, fino alla trasgressione, alla violenta denuncia sociale, politica e culturale di una generazione vissuta in un periodo storico segnato dal propagarsi dell’ AIDS.

Trasferitasi a New York alla fine degli anni 70, documenta la scena musicale post-punk e new wave e fotografando la vita nel quartiere della Bowery, allora al centro della cultura alternativa newyorkese, scatta quanto basta per pubblicare il suo “The Ballad of Sexual Dependency “, titolo preso dall’Opera da Tre Soldi di Bertold Brecht. Nelle sue foto di vita quotidiana i temi sono l’amore, la vita domestica, il sesso o la sessualità, ritratti di drag queen, persone in acqua, storie e dettagli intimi. La Goldin fotografa instancabilmente ciò che sente più vicino a lei con un linguaggio che può essere definito “ grunge “ e certamente ha influenzato riviste  come I-D e The Face, facendo da apripista  ad una diversa  concezione di immagine. L’uso della fotografia come espressione artistica è molto apprezzato  anche dall’industria della moda, e Bottega Veneta, che nel 2002 dà il via al progetto Art of Collaboration che unisce moda e grandi fotografi, la coinvolge nel 2010, e nel 2013 con Dior Homme Eau for Man, immortala con la sua cifra stilistica, un Robert Pattinson indimenticabile, ritratto in una serie di foto ambientate in camera da letto dalle quali è stato poi pubblicato il libro fotografico “1000 Lives “. 

Nan Goldin torna a imprestarsi alla moda come autrice con la  campagna pubblicitaria Primavera – Estate 2016 di Alexander Mc Queen, scegliendo  tra i set del servizio fotografico  il club londinese ’Electrowerkz, dove la Goldin ha  interpretato la moda, la musica e i club culture con il suo inconfondibile stile, distante dalla  bellezza patinata del linguaggio pubblicitario, con la potenza delle sue immagini sature  e informali. 

 

 

 

LE CITTA’ DI GABRIELE BASILICO

 

                                                                                                    18 DICEMBRE  2015

 

 

C’è una grande mostra da vedere all’UniCredit Pavillion di Milano, grande perché le opere esposte sono 150, disposte su tre piani e per la gioia di chi guarda, di grandi dimensioni, e perché sono state accuratamente scelte dall’archivio fotografico di Gabriele Basilico, uno dei più grandi fotografi dei nostri tempi, prematuramente scomparso nel 2013. Milanese di nascita e nel cuore, Basilico ha fotografato con un’introspezione speciale che gli veniva dalla passione per la storia e la poesia contenuta nei luoghi e soprattutto nelle città. Milano Ritratti di Fabbriche, una delle sue più famose serie, realizzata tra il 78 e l’80, ha dato inizio al minuzioso, magico viaggio di indagine sul tema delle città e delle sue modificazioni nel tempo. Passando attraverso circa 50 città del mondo, dalle metropoli alle coste della serie Bord  de Mer, il percorso della mostra si chiude idealmente nell’area di Porta Nuova, nella stessa Milano dove aveva avuto inizio, ai tempi di Ritratti di Fabbriche, con le riprese del mutamento della città durante i lavori di costruzione dell’area dove oggi, al centro del nuovo cuore pulsante della città, ha sede il luogo dove si celebra una parte dell’immenso lavoro di Basilico. La mostra comprende una serie di filmati, documentari e interviste che mostrano l’artista al lavoro e ne colgono e documentano l’umanità. Il titolo della mostra è Ascolto il tuo cuore, città. ed è stata curata da Walter Guadagnini con la collaborazione di Giovanna Calvenzi, il catalogo è edito da Skira.

Da gennaio sono previsti 4 appuntamenti aperti a tutti gli appassionati, sulla vita e il lavoro di Gabriele Basilico. I relatori saranno Stefano Boeri il 12 , Luca Doninelli il 14, Michele De Lucchi il 19 e Toni Thorimbert il 26 .

Dal 18 dicembre 2015 al 3o gennaio2015 all’ UniCredit Pavillion Piazza Gae Aulenti 12 Milano.

Orario mostra : 10.00 – 19.00 – chiuso il lunedì

 

 

Greene-Leica Galerie

 

 

                                                                                                                      12  MAGGIO  2015

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E’  alla LEICA GALERIE di Milano la mostra ‘The Western Front ‘ di STANLEY GREENE ,  fotoreporter statunitense di fama internazionale autore di molti reportage di guerra, tra i quali quello dedicato al conflitto in Cecenia, diventato poi un celebre libro, ( Open Wound ), e vincitore, tra l’altro, del prestigioso Eugene Smith Humanistic Grant e del Getty Award for Editorial Images del 2011.

I 27 scatti selezionati per la mostra, che per la prima volta espone in Italia un’importante parte del lavoro di Greene, sono l’ estratto di  una testimonianza unica e preziosa del tempo in cui frequentava e condivideva la vita degli artisti della scena musicale punk della San Francisco ‘70 ‘ / ‘ 80 ‘. Le sue foto fecero di  Greene uno dei fotografi più richiesti da band e artisti di quegli anni, e portarono il suo lavoro sui magazine più importanti dell’epoca. ‘The Western Front ‘ è anche un libro, pubblicato da André Frère Edition.

 

 greene

 

Leica Galerie Milano, Via Mengoni 4

Dal 12 maggio al 28 giugno 2015

Orari: lun 14.30-19.30/ mar-sab 10.30-19.30 – domenica chiuso

Ingresso gratuito

 

 

Da Hyères

 

 

                                                                                                                       30   APRILE  2015

 

Si è concluso a Hyeres il 30° festival  della moda e della fotografia. Abbiamo selezionato tra i 10 vincitori, alcuni dei molti artisti emersi nella vasta proposta di talenti ispirati dalla moda o dai sobborghi urbani, immagini di luoghi o non luoghi del reale o della memoria, visti attraverso il filtro delle emozioni, come l’arte suggerisce.

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EVANGELIA  KRANIOTI

Il lavoro di Evangelia Kranioti prende forza e ispirazione dall’antica tradizione marittima del suo paese,la Grecia. Nel 2005, inizia una ricerca artistica e antropologica della vita attraverso i viaggi e, in particolare, dai marinai. Porti e donne formano una possibile coppia archetipica, una metafora affascinante per il viaggio continuo, il desiderio e la relazione dell’uomo con l’Altro. Per capire meglio cosa spinge a questi viaggi un ideale Ulysse e le attese di Penelope, Evangelia Kranioti ha deciso di imbarcarsi come marinaio. Unica donna a bordo,durante i suoi numerosi passaggi su petroliere, navi da carico e navi container della marina mercantile greca, ha toccato i porti di venti paesi. Il lavoro che ha prodotto in questo periodo si esprime attraverso una grande serie fotografica e il suo primo lungometraggio, uscito nel 2015.

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POLLY  TOOTAL

Fotografa del paesaggio Britannico, Polly Tootal ama viaggiare tra paesi, città e villaggi, attraverso la periferia e la campagna, seguendo  i fiumi e la costa. i paesaggi non sono quelli raccomandati dalle giude turistiche, si oppongono a qualsiasi forma evidente di grandezza o di bellezza, per concentrarsi sulle lacune, sugli spazi che attraversiamo ogni giorno, il cui anonmao è tale che le nostre coscienze lo hanno assorbito prima di dimenticarlo. spazi che portano il segno di una importante attività umana, ma allo stesso tempo privi di qualsiasi presenza umana. Frontiere, zone di confine tra città, campagna e industria del tempo libero, residenziale e in disuso, di solito individuate dalla strada, scoperte e osservate da dentro una macchina. questo contribuisce alla strana familiarità che emana da queste immagini, a volte inquietanti sensazioni di dejà vu. Magazzini, centri commerciali,terreni abbandonati,autostrade, parcheggi..non luoghi che riempiono la nostra vita di nascosto; siti di transitorietà. Il contrario dell’anonimato è l’universalità. L’anonimato universale di queste immagini parla di una moderna Gran Bretagna con un tono insolito. Indica al silenzio della vita sterilizzata, iper-moderno, super moderno: l’illusione che la storia è venuta a un punto morto. Banalità, apatia, funzionalismo.

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THOMAS ROUSSET

Le fotografie di Thomas Rousset offrono un mix di immagini, realtà ambigue sovrapposte che flirtano costantemente con i confini del reale e l’immaginario e giocano con i codici di fantasia e reale.Il divario tra il qui e l’altrove è difficile: le tracce sono sfocate, tempo e spazio cancellati. Il quadro di basa sulla creazione di decorazioni, spesso ispirate ai colori di Fellini o allla follia di Kusturica. Gli allestimenti sono situazioni assurde e danno vita a un universo pittoresco e giocoso. Ci sono argomenti, soprattutto nella centralità della composizione, che apartengono ad altre culture.Ornamenti e costumi sostengono questo “melting pot” di tradizioni. Le culture sono qui ripensate e si trasformano in trattini. I confini non sono più barriere,ma aree di contatto.Questo è un mondo decisamente utopico, e queste serie, il risultato di una consapevolezza della degradazione del concetto di comunità nel mondo occidentale contemporaneo.

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OEZDEN YARULMAZ

Oezden Yorulmaz si concentra sull’importanza del ruolo dell’immagine in termini di definizione stessa nella società occidentale. Il suo lavoro esplora i confini e i limiti della fotografia in quanto tenta di rappresentare la realtà. spesso l’artista si pone come protagonista, attore maschio che interpreta uno scenario o una situazione psicologica in chiave di forma di immagini e luoghi. Ed incontra Jack (“Incontro tra Ed e Jack”), racconta una storia di fantasia attraverso una serie di fotografie che evocano una sequenza di immagini fisse.Utilizzando puntelli e costumi, l’artista cerca di realizzare un personaggio, una situazione tale da riprodurre un ambiente reale, tuttavia, esiste solo entro i confini dello spazio generato dall’immagine.

 

 

 

 

WILLY WANDERPERRE

 

 

 

                                                                                                                     22  MARZO  2015

 

 

 

 

Willy Wanderperre, classe 1971, belga. Ha studiato moda e fotografia alla Royal Academy di Anversa dove ha conosciuto Raf Simons, fashion designer che non ha bisogno di presentazioni, lo stylist di fama internazionale Olivier Rizzo e il make up artist Peter Philips,oggi direttore creativo e immagine di Christian Dior trucco,stabilendo con loro un legame di amicizia e di stretta collaborazione cresciuto negli anni e iniziato già dalla prima collezione di Simons. Collabora per le maggiori riviste internazionali come I-D, Another Magazine, Another Man, Love, Vogue International, L’Uomo Vogue, V Magazine, Arena,Pop, e ha realizzato campagne per Jil Sander,Dior Homme,Gucci, Raf Simons, solo per citarne alcuni. La sua arte arriva da un’interiorità che ha forti riferimenti emotivi e solide basi umane e conosce il segreto della luce, e la sua figura alta,da adolescente,unite alla leggendaria riservatezza,sono tutt’uno con la poesia pura e graffiante delle sue immagini e uno stile che non lascia indifferenti.Pubblichiamo l’estratto di un’intervista che offre un quadro esauriente della sua personalità e della sua relazione con la fotografia.

Intervista di Wayne Sterling per A Models.com

Potresti iniziare raccontandoci un po ‘del tuo background e come sei diventato un fotografo di moda?                                                                            Sono cresciuto nel sud-ovest del Belgio, e in tenera età ho capito che che il mio sogno era fare qualcosa di creativo. Ero ossessionato, e seguivo un corso di arte ogni fine settimana. A tredici anni ho iniziato a frequentare una scuola d’arte, nelle vicinanze dove ho vissuto, nella stessa provincia, nelle Fiandre occidentali..Quando ho compiuto i diciotto anni,era il periodo in cui la moda era molto importante in Belgio. Erano gli anni del boom degli stilisti belgi ed ero molto influenzato della moda, questo mi ha dato la spinta che ci voleva per decidermi a studiare moda presso l’Accademia Reale di Belle Arti di Anversa. Quando sono arrivato ad Anversa, Margiela aveva appena iniziato, ma stava già facendo una sfilata dopo l’altra a Parigi. Erano i primi anni ’90, il periodo in cui la moda e la fotografia, e la fotografia d’arte hanno iniziato a flirtare l’uno con l’altro, come un cross-over dove era accettabile per un fotografo d’arte fare fotografia di moda e viceversa. Quello è stato il mio periodo di transizione, quando ho capito che per me il mezzo fotografico era più interessante. Ero più emozionato e interessato a cercare immagini, scattare foto, creare il mondo che circonda la moda,che alla moda stessa,perché ho sempre pensato che alla fine, per tradurre e catturare l’emozione che volevo, era più efficiente farlo con le immagini. Credo che questo sia il motivo principale per cui sono passato dallo studio di moda alla fotografia.                                                                                                                                                                                                           Sembra che quei giorni all’Accademia Reale di Belle Arti abbiano avuto una  forte influenza sulla tua estetica.                                                             Oh sì, di sicuro, arrivavo alla grande città’ … Anversa … e al solo entrare in quell’ antico edificio ( risale al 1600)  dove i corridoi erano pieni di statue greco romane e  rinascimentali, la sensazione e il peso di tutta quella storia si facevano effettivamente sentire. E’ stato abbastanza impressionante.Era il passaggio dall’ 80 al “90”, la reazione tra minimalismo e decostruzione, la prima apparizione del grunge, così quella sensazione di romanticismo, insieme alla storia, all’edificio con i suoi corridoi malandati e le statue, hanno avuto una grande influenza sulla formazione del mio linguaggio visivo. Credo davvero che ci fosse qualcosa di oscuro e di magico, in perfetta armonia con lo spirito del tempo del periodo.
Questa “estetica”, è individuale, accomuna il talento di quella generazione o è qualcosa di istintivo nella cultura belga?
Non lo so … penso che forse è una caratteristica culturale belga. Il Belgio è un paese molto piccolo. Non siamo mai stati conquistatori. Penso che abbia molto a che fare con l’individualismo delle persone. Un’ introversione ai sentimenti.

Come è nata la lunga collaborazione con Olivier Rizzo?                                                                                                                                                               Ho incontrato Olivier il primo giorno di scuola di Anversa. Siamo amici da allora. Abbiamo iniziato nello stesso anno l’Accademia, e subito dopo la laurea abbiamo  iniziato a lavorare insieme. Era soprattutto durante il fine settimana, il sabato e la domenica che sperimentavamo insieme i nostri shooting. Olivier era lo stylist, io fotografavo e Peter Phillips, che era  all’Accademia con noi, era il make-up. Le location erano appena fuori casa o nel nostro salotto, sempre in luce naturale, molto cruda, e quello che cercavamo era cogliere l’emozione nelle espressioni dei modelli. Il soggiorno in cui abbiamo lavorato dall’inizio, era orientato perfettamente per offrirci la luce che volevamo e il Belgio ha una magnifica luce diffusa. Abbiamo fatto le cose che volevamo raccontare al mondo. Crude ed emozionali. Direi che è stata una ricerca di emozioni vere, che la gente ha percepito. Quelle che è fantastico  del lavoro con Olivier, è ci conosciamo e lavoriamo insieme da tanti anni e ci capiamo perfettamente. Ci fidiamo l’un l’altro, ma allo stesso tempo non vogliamo cadere nella ripetizione e cerchiamo sempre di trovare qualcosa che porti il nostro lavoro verso nuove direzioni, di fare qualcosa di inaspettato in termini di immaginario o in termini di stile, e questa è la cosa più bella, e la facciamo con l’amicizia e la fiducia reciproca. Spero che potremo continuare a lavorare insieme per sempre, perché è una persona di grande talento.
Avete mai pensato che il lavoro che  facevate durante i weekend avrebbe potuto trovare un uso commerciale?
Eravamo tutti molto ingenui allora. Avevamo fatto uno shoot, questa era la cosa più importante!  Ero ossessionato da una ragazza, Chloe Winkel, e un ragazzo, Robbie Snelders.  Lui e lei … abbiamo sempre lavorato con loro, erano una grande fonte di ispirazione. Quelle immagini sono state anche l’inizio del legame con Raf Simons. Raf era un nostro caro amico e lui aveva appena iniziato la sua prima collezione. I suoi vestiti erano perfetti per il mood di quel momento, e abbiamo lavorato molto con i vestiti di Raf, mescolandoli a quelli di Robbie e Chloe  e un sacco di vintage. Una di quelle prime immagini è stata scelta per una mostra e notata da Terry Jones della rivista ID . Ed è stata la nostra prima pubblicazione. Da allora ogni volta che avevamo qualcosa di nuovo da proporre lo inviavamo alla rivista ID dicendo: “Questo è quello che abbiamo fatto. Vi piace? Volete pubblicarlo ? ” fortunatamente piaceva, e abbiamo semplicemente continuato. Inoltre Alix Browne, che lavorava per la rivista V, in quel momento era ad Anversa, ci siamo incontrati e abbiamo incominciato a parlare. Non sapeva chi ero, non sapevo chi fosse. Lei era ad Anversa per, il lancio di V Magazine. V Zero ha visto la pubblicazione di alcune immagini che avevamo prodotto, la mia prima pubblicazione negli Stati Uniti. Era Robbie, ancora lo stesso ragazzo, con un Topolino dipinto sul suo volto. Abbiamo iniziato a collaborare con loro allo stesso modo. Hanno commissionato, abbiamo proposto. Non abbiamo mai pensato che continuando in quella direzione avremmo potuto avere un successo commerciale. Appena fatte le foto le inviavamo. Per noi era divertimento. Più tardi, a un certo punto abbiamo incominciato a pensare all’applicazione commerciale del nostro lavoro.
Pensi che il processo mediante il quale un giovane fotografo sviluppa uno stile e  la sua “firma”, sia unico?
Penso che quello che è stato ancora è … e che si deve rimanere fedele a chi sei, e mi sento di avere di espresso, onestamente … quello che sono. Naturalmente si assorbono un sacco di cose ed è del tutto naturale Parlando di timeline, cerchi di spingere la fotografia di moda per avere un significato più grande e più duraturo, oppure sei felice semplicemente di lavorare su una bella immagine in quel momento?
A volte si pensa al bel quadro. Ma si tenta anche di esprimere attraverso le immagini e attraverso la fotografia lo spirito del tempo, a ciò che sta accadendo nel mondo in quel momento. Non si tratta solo di vestiti, è anche emozione. A volte il bel quadro è abbastanza, ma poi penso: ” Questa moda sarà di aiuto ? Avrà un impatto? Saprà dare qualcosa?  Sarà più  di una bella immagine?
C’è un’ influenza dell’arte contemporanea nel tuo stile ?                                                                                                                                                              Sono stato molto influenzato dai pittori fiamminghi, la luce di quei dipinti, le forme dei corpi, l’emozione e il dramma. Ho assorbito molto di questo. E ‘ancora parte della mia firma, ma sono sempre stato ricettivo a quello che mi attrae. In questo momento c’è molta pittura, scultura e danza. Sempre Francis Bacon, sempre Lucien Freud, l’energia grezza, il movimento. Jenny Saville, la consistenza e l’astrazione. Ci sono contemporanei fiamminghi / belga che trovo molto stimolanti: Berlinde De Bruyckere, lei scolpisce, trasforma i corpi umani / animali in forme e ciò che fa è abbastanza spettacolare. In  modo simile l’idea di morphing, emozioni crude e il movimento, ma attraverso un mezzo diverso, c’è Anne Teresa Keersmaeker per la danza, quello che può evocare è incredibile. Michael Borremans, fa questi dipinti sorprendenti e anche Cris Brodahl … le sue sono quasi come un quadro Man Ray, surreale, suggestivo, un po ‘scomodo. La religione è un filo rosso attraverso fuori tutto questo, credo. Sono cresciuto con l’idea della colpa cattolica, che è così fiamminga. E ‘il nostro patrimonio, il cattolicesimo è ovunque. Come per esempio, quando avevo sette anni, quando invece di essere portato in viaggio per il parco si andava a vedere dungeon e tombe. E ‘stato molto impressionante. Ma davvero mi ha formato in quello che sono. Questi artisti belgi che ho citato hanno ancora in sè, quella vera sensazione di piccola città con senso di colpa cattolico. E ‘molto belga.
E ‘una idea molto interessante e torna alla questione della qualità emotiva della tua fotografia. Rispetto a quando hai iniziato, data la sovrabbondanza di immagini oggi, pensi che la fotografia di moda sta perdendo la sua urgenza?
No. Non credo proprio. Penso che quello che si può dire è che a volte la magia è persa.Tutto viene bloggato. Tutto è dietro le quinte, e out-take da dietro le quinte. Ci si sente come quando a volte il mistero e la cosa che ti fa sognare quando si guarda un quadro, sta svanendo. C’è tanta schifezza, ma ci sono anche un sacco di informazioni che sono importanti e sono un bene prezioso . La rete resta un mezzo fantastico. Penso che sia la stessa cosa con le immagini. Ce ne sono molte che proprio non vale la pena di vedere, ma è interessante il processo di selezione da parte dell’utente, in quanto può fornire un’idea di quanto c’è intorno, e alla fine la gente seleziona ciò che vuole e che sente di proprio interesse.                                                                                         Il mondo della moda è diventato sempre più digitalizzato, ha cambiato la natura o l’approccio del tuo image-making?
Penso che si dovrebbe sempre rimanere fedele al proprio stile, ma allo stesso tempo non avere paura della sperimentazione. Altrimenti rischi di rimanere bloccato. Rimanere fedele al tuo stile non significa che debba diventare un manierismo. Fedele al tuo stile è l’emozione che si mette nelle proprie foto. Penso che il tuo stile può essere trasferito o trasformato in qualcosa che è completamente digitale e migliorato. Credo che, ancora una volta, si tratta di un processo di evoluzione che è molto bello. Le cose devono evolversi. Il passaggio dalla pellicola al digitale è stato un’ esperienza di appretrattamento della luce è a volte completamente diverso. Parlo con mia nipote, che ha 9 anni, su negativi e polaroid. Lei non conosce l’esistenza di queste cose (ride). Credo che si debba abbracciare il mondo di oggi. Se si rimane concentrati su quello che si è fatto molto tempo fa, o si sta ancora facendo, non ci si spingerà in avanti in modo creativo. Ci si deve evolvere, abbracciare la tecnologia. Si potrebbe fare tutto con un computer al punto in cui non si riconoscerebbe più l’immagine originale. Potrebbe diventare una cosa totalmente diversa. Ma non è una situazione in cui direi “Oh no, io non lo farei mai alla mia immagine” Se funziona per la tua immagine, perché no. E se non funziona, almeno ci hai provato, hai esplorato un’altra possibilità ..
Vedi i  fashion film come editoriali estesi, cortometraggi, o un nuovo mezzo a sè?
Voglio trattarli come un nuovo media. Non credo che si dovrebbe trattare un film di moda solo come un’estensione di un editoriale pubblicato, o  che l’editoriale debba essere  preso dal film…A volte basta saper usare il mezzo in modo diverso. Anche in questo caso, sono le sfide davanti alle quali ti trovi nel dovere usare un mezzo differente, il lato interessante. Con la fotocamera Red alta qualità di ripresa digitale è diventato accessibile. I primi clip che ho prodotto per Raf Simons e Another Magazine o Love, sono stati fatti con iMovie. Ho girato, ho classificato, ho modificato, messo la musica. E ‘stato molto interessante dover imparare e capire un nuovo mezzo per trovare quello che mi piaceva. Stavo lavorando intorno a una sorta di avanzamento veloce, lasso di tempo, isterico stile di montaggio. Si dovrebbe trattare come un mondo a sé. Anche se si ha solo un minuto di tempo, si dovrebbe cercare di dare una sensazione, un’emozione per qualcosa che non è solo la cintura o la cravatta o la camicia o il tacco alto della scarpa. Credo che si dovrebbe ancora una volta, cercare di sedurre lo spettatore con un’emozione. E’ troppo bello come mezzo per non farci qualcosa emotivo . Penso che qualcosa senza un’emozione non ha un significato.
Grazie mille per questo sentimento. Penso che sia fonte di ispirazione sapere che l’emozione è ciò che guida il tuo immaginario. Cosa vorresti che rimanesse come tua eredità?
Ooooooh (ride).
E ‘una domanda piuttosto impegnativa, che so, vorrei lasciare una serie di immagini che ha detto qualcosa sul periodo che ho vissuto . Ecco, questo.

 

MGP.