WESTWOOD : punk, icon, activist

14 FEBBRAIO 2019

 

 

 

 

Vivienne Westwood. Icona del punk inglese, stilista, attivista in difesa dell’ambiente. E’ in uscita nei giorni della settimana della moda, dal 18 al 20 febbraio, quindi tra pochi giorni, il doc diretto da Lorna Tucker che racconta la vita fuori dagli schemi a partire dagli inizi, durissimi di una delle icone più autentiche del nostro tempo, la storia di una donna eccezionale, che ha condotto una vita straordinaria, vissuta anche in momenti di grandi cambiamenti della storia contemporanea, che ha lottato per mantenere l’integrità del suo brand, dei suoi principi. Di umili origini, scappata di casa a 15 anni, arrivò a Londra negli anni 60, nel pieno dello splendore “Swinging”, tra le minigonne di Mary Quant e i colori e i sogni di Carnaby Street. L’incontro con Malcolm McLaren, impresario e manager dei Sex Pistols, il gruppo punk più rappresentativo del periodo e del movimento, ha segnato l’inizio della sua ascesa con il negozio di abbigliamento al n. 430 di King’s Road, che lanciò il genere punk, una cultura popolare rivoluzionaria e la carriera dei due: Let it Rock diventa Too Fast to Live Too Young to Die, Sex poi The Seditionaries. Nascono i Sex Pistols, ideati da McLaren, la Westwood è autrice delle parole di alcune canzoni, ma soprattutto della famosa maglietta strappata con la scritta Destroy indossata da Rotten, ora conservata al Victoria & Albert Museum. Dopo le spille sugli abiti, e con lo scioglimento dei Sex Pistols, McLaren e la Westwood portano sul catwalk la collezione Pirate . E’ il 1981 e il mondo della moda incomincia ad accorgersi del talento di questa ex punk- rocker. Nell’82 la coppia si separa e la Westwood, porta avanti da sola il marchio che prende il suo nome facendo fronte a situazioni finanziarie difficili e frustranti, creando la sua moda dal niente. “Non aveva soldi, non aveva sponsor – racconta la regista Lorna Tucker – realizzava gli abiti sul tavolo della cucina, di notte. Per anni, agli incontri con i professionisti, hanno riso di lei. Nonostante questo, è riuscita a emergere come un’icona culturale inglese e un fenomeno nel mondo del fashion. La sua energia contagiosa di è sempre divisa tra l’amore per il suo lavoro e l’impegno civile contro le guerre, le battaglie per i diritti e da sette anni, sempre più per l’ambiente, fondando Climate Revolution e recandosi, tra le altre cose, anche al Circolo Polare Artico per la missione di sensibilizzazione di Greenpeace verso i pericoli del cambiamento climatico. Ovviamente è stata tra le prime ad applicare i principi di sostenibilità ambientale alla sua azienda. Un ritratto intenso e toccante questo documentario, su una donna controcorrente e sempre profondamente radicata ai suoi valori che attraversando cinquant’anni di storia del costume inglese, di grande impatto culturale e rivoluzionario, che è diventata un’icona della moda e un modello di riferimento di più di una generazione. Si parla più di moda e un po’ meno di ambiente, come la Westwood avrebbe preferito, in questo documentario dove ci sono i racconti di tante persone ( ci sono anche i ricordi di Kate Moss (“le sue sfilate erano oltraggiose”) e Naomi Campbell (“era la nostra regina”). ” ma quello che emerge, su tutto, ( e come dubitarne? ) è la sua esplosiva personalità, a quasi 78 anni la sua inesauribile energia , e un messaggio : se vuoi fare qualcosa, fallo, e non mollare mai.

 

 

EYTYS per H & M

 

25  GENNAIO  2019

 

 

E’ in vendita la nuova capsule collection di H & M dal mood sporty chic e dall’anima no gender che unisce cura e design. Eytys, iconico brand svedese basato a Stoccolma, universalmente conosciuto per le scarpe no gender dalla suola spessa in rilievo, e per i capi essenziali realizzati in modo impeccabile, ha disegnato per H&M una linea completa dal fit squadrato che minimizza ogni differenza di genere, una capsule che va dalle sneakers (con l’iconica suola caratteristica di Eytys ) alle t-shirt, dai giubbini cool alle felpe, il tutto caratterizzato da linee unisex e da materiali all’avanguardia. Al bianco, nero e giallo, si aggiunge la stampa pitonata, le frasi humor e il non-tessuto simil pelle verniciato e lucido. “Con questa collaborazione speriamo di far conoscere anche ai clienti di H&M la nostra filosofia di una moda resistente ed essenziale, in cui la funzionalità diventa il punto di forza e la distinzione di genere è sempre meno evidente” – ha dichiarato Max Schiller, Creative Director di Eytys, e aggiunge – ” La collezione si basa sulle proporzioni, con silhouette unisex dai tratti unici e dalle linee morbide, e con scarpe massicce dal design architettonico. Questa è l’idea di look gender-free per Eytys, ovvero uno stile che promuova l’integrità, il modo di essere e la sicurezza in se stessi”. Tutti i capi della collezione Eytys x H&M sono facilmente abbinabili, senza alcun vincolo di età, genere o stile. Ogni paio di scarpe, è venduto in una scatola personalizzata con un disegno dell’artista Zoe Barcza.

 

 

Being Cool is NOTHING NEW

 

24 GENNAIO 2019

 

 

Nell’odierna deflagrazione della sostenibilità anche nel settore moda ( e meno male e finalmente ) c’è , tra le tante, un’iniziativa che mi piace moltissimo perché accomuna il sostenibile alla fantasia, alla cura dell’identità ( di un capo che ami o hai amato e che non vuoi e non vorresti buttare ) , al “ to care ” .. E’ il progetto di IED Being Cool is Nothing New , ovvero: Ripara, Ricicla, Riconverti, Reinventa, Recupera, Reindossa. Riscopri l’originalità dell’usato rispetto all’accelerazione dei consumi, che sono le parole d’ordine della campagna di comunicazione e formazione Fashion Revolution, fondata da Orsola de Castro e Carry Somers nel 2013 e che l’Istituto Europeo di Design di Milano sposa nell’anno accademico in corso con un progetto educational multidisciplinare sul riuso creativo, che coinvolge gli studenti IED di Moda, Design, Arti Visive e Comunicazione Sostenibilità, customizzazione e riconversione creativa dell’usato (abiti, oggetti, accessori) come alternativa al “nuovo su nuovo”, all’acquisto continuo di nuovi capi (spesso di bassa qualità) con il conseguente spreco di risorse, aumento dei rifiuti, omologazione.
Fashion “Revolution” Perché il progetto stimolerà una vera (RI)GENERAZIONE, che guarda all’usato e alla personalizzazione come una risorsa, un segno distintivo, uno slogan per cambiare il mondo e sovvertire la cultura della produzione di massa e dell’accelerazione dei consumi, a vantaggio della riscoperta dell’unicità e dell’originalità attraverso l’usato e lo scarto, e la loro auspicabile appartenenza al Futuro.
In autunno un grande evento in IED Milano, presenterà gli output della progettazione in cui gli studenti – attraverso workshop esperienziali – trasmetteranno il saper fare acquisito ai coetanei e ai ragazzi delle scuole superiori, sull’importanza del comprare usato (anche nei charity shop), del trasformare, riparare, personalizzare per diventare così dei consumer-traders, imparando a pensare creativamente, a lungo termine e in modo consapevole su ciò che si indossa.
Trattandosi di un progetto multidisciplinare, gli studenti dei vari corsi saranno coinvolti in prima persona anche nell’ideazione e nella gestione dell’evento , oltre che nel racconto finale dell’iniziativa e dei suoi contenuti.

 

 

le wax shirt di WAXMAN BROTHERS

21 NOVEMBRE 2018

 

 

Le camicie di Waxman Brothers si notano subito, e come non riconoscere quell’impronta Wax? Ma dietro a quelle stampe che ti portano subito ad una cultura che richiama alla mente suoni e luce, c’è anche una bella storia, ce la racconta Nicolò Talignani, Co-Founder del brand :
Per comprendere Waxman Brothers bisogna iniziare parlando di musica, che dalla contaminazione tra Africa e Occidente ha dato vita agli stili che oggi più ci appassionano (il Jazz, la Soul, l’R&B, l’Hip Hop, o più recentemente la World Music), anche nell’abbigliamento abbiamo voluto intraprendere lo stesso percorso.Cosi abbiamo preso un elemento rappresentativo dell’Africa, i tessuti wax, e un elemento rappresentativo dell’occidente, la manifattura italiana, e fondendoli tra loro abbiamo originato un nuovo stile, “The World Apparel”. È questa la storia che raccontiamo nel video “Look Beyond’
Waxman Brothers nasce a Parigi nel 2014, dall’idea di due amici italiani che vivevano nel 18° arrondissement, come marca di camicie unisex in wax. Oggi la gamma di prodotti si è ampliata, pur mantenendo la stessa identità: giacche, piumini, pantaloni, zaini. Parallelamente alla linea di abbigliamento, Waxman Brothers ha cercato di affermare i suoi valori attraverso lo sviluppo di quella che chiamiamo la “Wax Connection”. Un collettivo di artisti, musicisti, dj e produttori, che rappresentano la filosofia della marca. Hanno suonato vestiti Waxman Brothers artisti come Jovanotti, Gilles Peterson, Lefto, Populous, Clap Clap, Ghali, Joan Thiele Achille Lauro… E sostenendo alcuni dei principali festival di musica alternativa in italia: Mukanda Festival Jazz ReFound Mi Ami Festival Waxman Brothers è stata una delle prime marche a proporre il wax con un approccio« high-end streetwear » e si è evoluta sino ad arrivare a creare le proprie fantasie dal design alla stampa.Oggi il brand vanta l’apertura di 2 monomarca in Italia, il primo aperto nel Marzo 2018 a Milano in Viale Toscana 31 ed il secondo aperto a Novembre 2018 a Parma in Borgo Antini 3/F. Tutti i prodotti sono fabbricati in Italia, e questo perché contrariamente all’approccio del mondo “fast fashion”, credono che la qualità sia importante.

 

 

MARANGONI fashion graduate ITALIA 2018

2 NOVEMBRE 2018

 

  •  ALESSANDRO MARCHETTO, GIULIA ZENUCCHI
  • FABIO D'AGOSTINO, ANZHELIKA ZODINA
  • FABIO REFOSCO, MARTINA TREZZI
  • LORENZO VAGNOZZI, LUCA DANIELE
  • BIANCA BELTRAMELLO,  LUCA ALESSIO
  • OLIVIA QI RUYI, YIGING CHEN
  • LUCIA WANG ZIQI, CECILIA XIE SISI
  • FIONA WU YE, ZILI DING
  • BELLA QI ZIWEN, GABRIEL LIU JIE
  • SOPHIE WANG SUIYUAN, TUVIA XIAO WENJIA
  • MICHELLE WU YICHUN, YVONNE LI WENJING
  • SEASON ZHAO BOBO

 

Nell’ambito del Fashion Graduate Italia 2018, la manifestazione organizzata da Piattaforma Sistema Formativo Moda, un evento gratuito e aperto a tutti che consente a chi vorrebbe entrare nel mondo della moda, di conoscere il livello qualitativo e l’orientamento delle scuole di formazione, l’ Istituto Marangoni ha presentato un interessante doppio show con le collezioni di fine corso dei migliori allievi di Milano e Shanghai. La scuola di Shanghai quest’anno è arrivata al suo 5° anniversario e ha scelto la città di Milano per presentare le preview ad una platea attenta all’internazionalizzazione e portare a Milano la visione di stile dei giovani studenti cinesi. Nelle due sfilate, la rielaborazione di temi tratti dalla fotografia, dalle opere pittoriche e scultore o da film, con realizzazioni che interpretano e raccontano storie multiculturali con grande passione per ricerca e sperimentazione.

FASHION GRADUATE ITALIA è una opportunità concreta per questi ragazzi di incontrare alcuni fra i più importanti selezionatori di talenti del sistema fashion, e per chi vuole avvicinarsi al mondo della moda, un’occasione per scoprire il ruolo di laboratorio culturale delle scuole, dove è possibile confrontarsi con temi come l’ambiente sociale e la globalizzazione e comprendere i meccanismi di un sistema in rapido mutamento. Il contatto con i professionisti, le aziende e le istituzioni, contribuisce a generare l’evoluzione delle scuole in un delicato equilibrio fra cultura e professioni, ricerca, nuove tecnologie a supporto di una sostenibilità oggi sempre più necessaria.

Le scuole che hanno partecipato all’evento sono :
Accademia di Belle Arti di Brera – Accademia di Costume & Moda – Accademia Euromediterranea – Accademia della Moda – AFOL Moda – Arsutoria – CERCAL School – Domus Academy – Ferrari Fashion School – IAAD – Istituto di Moda Burgo – Istituto Marangoni – Istituto Modartech – Istituto Secoli – LABA, Libera Accademia di Belle Arti – NABA, Nuova Accademia di Belle Arti – Politecnico Calzaturiero.

QUI tutti i video delle sfilate

le carte di VIVIENNE westwood

 

24  LUGLIO 2018

 

 

Pioniera di molte battaglie sulla non violenza, contro la guerra, il razzismo, l’emarginazione, e la Tatcher, Vivienne Westwood ha sempre incarnato lo spirito di chi combatte per le cause dell’umanità attraverso messaggi al passo con i problemi più scottanti e attuali su t-shirt, giacche, pantaloni, e qualsiasi cosa si potesse adattare allo scopo, usando le sue passerelle come strumento mediatico. Ambientalista da sempre, l’ indomita settasettenne, è una delle icone punk del regno britannico da quando, nel 1971, fondò con Malcom McLaren il suo primo negozio, Let it Rock” al 430 di Kings Road che nel 1975, l’anno del punk, venne ribattezzato “Sex”, e divenne il simbolo del movimento anti-establishment. Oggi Vivienne dice di essere annoiata dalla moda ed è intensamente coinvolta nella lotta contro il riscaldamento globale, e, oltre ad una produzione sempre più sostenibile, da anni cura un blog molto attivo: “Climate Revolution”.
Non c’è scelta tra un’economia verde e l’estinzione di massa, abbiamo 20 anni per fermare le cose, altrimenti raggiungeremo un punto di non ritorno e potremo tracciare una linea che attraversi tutta la terra e qualsiasi luogo al di sotto di Parigi sarà inabitabile. Entro la fine di questo secolo saremo solo un miliardo di persone . . Abbiamo a malapena una generazione per cambiare le cose prima che sia troppo tardi”e purtroppo i politici non ascoltano gli scienziati .”
C’è poi il suo impagno per la foresta pluviale:
“Non proviamo a comprare la foresta, ma lavoriamo con le popolazioni indigene per far ottenere loro dei documenti completamente legali, in modo che possano possedere il loro pezzo di foresta dove hanno vissuto per centinaia di anni. Si occupano con passione della loro terra e diamo loro la stessa quantità di denaro per salvare la foresta che i taglialegna gli avrebbero dato per abbatterla. Il piano è di salvare l’intera foresta dall’abbattimento per cento milioni di sterline, che è davvero poco in fondo. Anche la Regina si è unita al progetto e ora ci sta lavorando. Ogni sterlina salva un albero”
Due anni fa ha pubblicato Get a Life: una raccolta dei diari, edita da Serpent’s Tail, in cui racconta sei anni di “Climate Revolution”, tra moda e attivismo.
«I miei diari parlano delle cose a cui tengo Non solo fashion ma anche arte, scrittura, diritti umanitari, cambiamenti climatici e libertà. Li ho chiamati Get a Life, perché è così che mi sento: bisogna farsi coinvolgere, parlare chiaro e agire». Nel libro i viaggi in Amazzonia fra le comunità tribali per la protezione della foresta pluviale, la protesta su un carro armato diretto alla casa di David Cameron a Costwolds contro le trivellazioni, l’opera di sensibilizzazione di celebrity e amici e tante altre iniziative promosse dalla “dama del punk inglese”.
L’ultima è un video per promuovere una collezione di carte da gioco, un Pack of Cards per comunicare i valori che porta avanti col suo brand. Le carte da gioco, rilasciate sul sito di Climate Revolution una volta a settimana, veicolano, in puro stile Westwood, messaggi legati a temi che supporta: il riscaldamento globale, la sostenibilità, l’ecologia, l’amore e il rispetto per la natura e il mondo animale.
Nel video , Vivienne Westwood, coperta solo da un lenzuolo, annuncia il suo nuovo progetto iniziato con la carta dell’asso di picche intitolata Motherfucker in riferimento alla collezione uomo Primavera Estate 2018.

 

 

“Vulneràbile” by ALICE FIRMAN

20 LUGLIO 2018

 

 

Designer Alice Firman @alicefirman
Photographer Efisio Marras @roccomarras
Assistant Photographer Elena Muresu @elenamuresu
Make up Giuly Valent @giulyvalent
Hair  Misaki Kato @misaki_artmakeupandhair

Starring:
Stasia Smerechevska from Wonderwall Management
Romane Stafiniak from Independent Management
Iana Leshukova from Independent Management
Natalia Shakhava from Nologo Management Tommaso Partesana

 

Di Alice Firman e del suo talento avevo già parlato, mi era piaciuta molto la sua collezione ‘PA’RÒLE presentata due anni fa alla Graduate Fashion Week di Londra. Era una collezione tra il romantico e il rock, espressione di una sensibilità artistica che ha saputo trasferire anche in questa sua nuova capsule, dove dimostra una maturità stilistica e artistica che ha raggiunto una sua completezza.

“La mia collezione “Vulneràbile” è uno studio della vulnerabilità emozionale vista attraverso l’analisi del linguaggio del corpo e della gestualità all’interno di intimi frammenti di realtà.
La mia ricerca iniziale è stata puramente accademica, improntata ad approfondire la mia conoscenza delle dinamiche del subconscio attraverso lo studio della psicologia, dagli inizi di Freud e Jung, fino a pensatori contemporanei come Merleau Ponty e Stefan Klein e come le teorie del subconscio sono state poi re-interpretate da pittori come Klimt e Schiele.
Trasferire un interesse così accademico in una collezione non è stato semplice.
Tramite l’utilizzo di mie fotografie che ritraggono amici e persone care in momenti di realtà e intimità ho deciso di fare un analisi della postura e della gestualità viste come linguaggio dello stato d’animo di una persona quando è in silenzio.
Fondere le morbide linee del corpo, con le rigide linee del tailoring italiano è diventato il metodo di costruzione per i miei cartamodelli.
Essendo italiana, credo fortemente nell’eccellenza del Made in Italy, di cui condivido i valori di ricerca della qualità, massima trasparenza ed etica del lavoro e per questo motivo ho usato solo tessuti e materiali italiani. La pelle è il materiale predominante della collezione, assieme al cashmere di lana e diversi tipi di seta. Sono stata sponsorizzata da alcune importanti realtà italiane tra cui Reda 1865, Mantero, Raphael Lanificio e Conceria Pistolesi.
Un guanto del 1930 di pelle bianca che ho trovato a Milano in un negozio vintage e di cui mi sono innamorata, è stato l’ispirazione per la tecnica con cui sono stati cuciti i miei capi. Volevo che tutti i miei capi avessero la stessa leggerezza, morbidezza e invisibilità nelle cuciture e attenzione ai dettagli di questo guanto. I capi sembrano semplici da lontano ma da vicino si possono notare le cuciture in rilievo, i bottoni d’argento tagliati da me a mano tutti simili, ma irregolari, l’interno della pelle nera dipinta a mano e la seta che tagliata a vivo si sfilaccerà e trasformerà con il tempo portando con se dei frammenti di vita della persona che la indossa.
Per il servizio fotografico e il video della collezione sono tornata in Italia perché per me era importante che la raffigurazione del mio mondo di sentimenti, amicizia e intimità prendesse vita a casa mia, lavorando con alcuni dei miei più grandi amici, il fotografo Efisio Marras e la regista Giulia Achenza per dare vita a una visione a 360 gradi del mio mondo.”

 

 

Instagram

 

IED ” show: a /simmetria del riflesso “

 

21 GIUGNO 2018

 

  • PREMIO LUXURY JERSEY
  • GABRIELE FAZI: FOUND IN TRANSLATION  -  MATTEO CREPALDI: OVERGROW
  •  BJORN JONSSON: POLHEIM
  •  YUGING HAN: BREAK FREE  -  LAURA RECALDINI: MEMORIA SU TELA
  •  YUGING HAN: BREAK FREE  -  GIULIA TOTOLA: AMYGDALA
  •  CECILIA JUAREZ BALTA: TRASFIGURANDO INFIN LA MERAVIGLIA

 

Ph. Demis Crudeli e Giulia Torra

 

Dodici giovani fashion designer del corso di Fashion Design di IED hanno sfilato durante la MFW uomo, portando come tesi di fine triennio una pluralità di visioni, rappresentazioni del mondo e ideali estetici. Vite immaginarie, riflessioni sul corpo, sulla natura, sull’arte. Oltre alle 12 collezioni finaliste, hanno sfilato 24 outfit in jersey presentati dai dodici Fashion Designer selezionati per concorrere al Premio Luxury Jersey, uno dei premi e dei riconoscimenti nell’ambito di IED Graduates Fashion Show a sostegno del talento e del futuro del Made in Italy.

 

 

 

marangoni ” under the light” PITTI

 

14 GIUGNO 2018

 

  •   SEGIANTO KIMBERLY
  •   MIAO YUHANG
  •   AYLA AYDOGAN
  •   KAIRAT AIGERIM
  •   ALESSIO LUCA
  •   ARMANDO COSTA

Courtesy Istituto Marangoni

 

Hanno sfilato alla Dogana di Firenze durante il 94esimo Pitti Uomo le collezioni dei dieci best menswear designer della sede fiorentina di Istituto Marangoni  Il concept della performance “ Under The Light “ esplora il tema della contaminazione tra moda e arte con l’obiettivo di unire creatività e manualità. Durante l’evento è stata anche presentata una collezione di felpe create in partnership con Luisaviaroma e vendute in tiratura limitata.

 

 

 

 

 

POLIMODA ” separate collection”

 

14 GIUGNO 2018

 

  • ERICA BERGAMASCHI
  • SAKINA FUSE
  • FEDERICA MEYER ZU SCHWABEDISSEN
  • SILVIA BARCUCCI  ANNA SOLVEIG PALSDOTTIR  VERONICA SPAMPINATO
  • ANTONIO GRASSI
  • ANNA DORIAN
  • RAVENNA OSGOOD
  • AUGUSTA DEL BIONDO
  • ANDREA DELORENZI
  • ALESSANDRA MONTANI
  • YAN WEN

 

Alcuni tra i ventuno giovani designer della sfilata ” Separate Collection”

  • GIUNIA GUERRERA

 

La collezione di Giunia Guerrera, ” Sentimental Materialism ” si è aggiudicata il titolo di Best Collection 2018.

Courtesy Polimoda

 

Separate Collection, ovvero, sostenibilità e fashion upcycling, titolo e tema dell’evento di Polimoda di un paio di giorni fa alla Manifattura Tabacchi di Firenze, location di grande fascino, nel contesto di Pitti 94, dove i migliori talenti del corso di Fashion Design hanno presentato le collezioni di fine corso esprimendo le loro identità su un tema complesso e necessario : l’eccesivo consumo della nostra società. L’impatto ambientale e sociale della moda è una realtà dell’oggi che mette d’accordo designer e grandi industrie sulla ricerca di nuovi percorsi con materiali recuperati e rigenerati, e tecniche produttive innovative che riducono i danni all’ambiente. Un messaggio, quello di questo evento, nato dalla direzione creativa del direttore di Polimoda, Danilo Venturi: “ Attraverso il processo di riutilizzo e ridefinizione di abiti, materiali, luoghi, e persino noi stessi, possiamo restituire dignità ad un possibile futuro per le prossime generazioni “.

 

 

INTERWIEW magazine: chiude un’icona

 

22 MAGGIO 2018

 

  • NAOMI CAMPBELL - MADONNA
  • BILL SKARSGARD -  ANNA CLEVELAND
  • LEONARDO DI CAPRIO - BEYONCE'
  • UMA THURMAN  -  LANA DEL REY
  • LINDA EVANGELISTA -  JOAQUIN PHOENIX
  • INTERWIEW MAGAZINE PARTY ALLO STUDIO 54 DI N.Y.L' EDITORE BOB COLACELLO, JERRY HALL, ANDY WARHOL, DEBBIE HARRY,TRUMAN CAPOTE, PALOMA PICASSO.

 

Interwiew Magazine chiuderà entro la fine di quest’anno. Fondato nel 1969 da Andy Wharhol, ha segnato un’epoca ed è stata una delle riviste di arte, pop culture, moda e way of life più famosa e seguita, un’icona, un punto di riferimento per le generazioni underground newyorkesi e non solo.  Star del cinema, dell’arte, della musica, della letteratura, centinaia dei nomi più celebri della scena internazionale sono stati immortalati in servizi e copertine che hanno fatto storia, da fotografi come Robert Mapplethorpe, Herb Ritts, Peter Beard, Bruce Weber, e che ne hanno lanciato altri come David LaChapelle e Mattew Rolston. In tanti sono cresciuti con Interwiew, le sue  pagine hanno cambiato in maniera trasversale il concetto classico di fare un giornale, a partire da una grafica ai tempi rivoluzionaria, alle foto, al  modo di intervistare i personaggi  che ha influenzato lo stile di molte delle riviste che conosciamo. Quasi 50 anni di storia attraverso una rivista che fa parte della storia e dell’epoca che ha rappresentato.

 

 

 

 

 

 

RAY-BAN storia di un mito

 

27 APRILE 2018

 

 

La nuova campagna Ray- Ban fotografata da Steven Klein, ispirata ai viaggi on the road e dedicata a chi sceglie di inseguire i propri sogni e scegliere l’avventura alla ricerca di se stessi. 

Se dici Aviator quando parli di occhiali pensi subito a quell’occhiale a goccia che ha fatto storia ed è diventato sinonimo di un brand. L’inizio di tutto è partito dalla necessità di difendere gli aviatori dell’US Air Force dai disturbi causati dall’intensità della luce solare, fu così che nel 1936 le celebri lenti verdi antiriflesso fecero il loro esordio nelle forze aeree americane , per venire poi commercializzate a partire dal 1937 con una montatura di plastica che venne poi sostituita dal restyling dell’anno successivo con il metallo, quando venne registrato il marchio Ray- Ban Aviator . Il potenziale di questi speciali occhiali si rivela enorme nel giro di pochissimo tempo, tanto che nello stesso anno, viene lanciato il modello Shooter , che introduce le lenti giallo chiaro, ideali in condizioni di foschia grazie alla capacità di mettere a fuoco i dettagli e di minimizzare l’effetto della nebbia filtrando la luce blu, e  l’iconico cerchio “portasigaretta” centrale, pensato per lasciare al tiratore le mani libere. Seguirà nel 1939 Outdoorsman, con la barra frontale e i terminali delle aste rivestiti negli anni in madreperla o in pelle. Ovviamente, il nome stesso suggerisce una clientela di riferimento unicamente maschile: cacciatori, pescatori, sportivi e poliziotti. Con la seconda guerra mondiale, la ricerca di Ray- Ban per i piloti dell’aeronautica militare americana, porta alle lenti a specchio sfumate, per una protezione ancora maggiore nella parte superiore, mentre  la parte inferiore è lasciata al naturale per consentire una visione più chiara della plancia dell’aereo. L’euforia del dopoguerra e la popolarità degli eroi dei cieli consacrata dalle pellicole di Hollywood, danno inizio all’ascesa dei Ray- Ban verso la leggenda e con il Wayfarer, nato nel 1952 e reso un must da star come James Dean nel 55 in Gioventù bruciata e Audrey Hepburn nel 61 in Colazione da Tiffany, la meta è raggiunta , consolidata nel tempo da altri cult movie come The Blues Brothers , del 1980, dove  Dan Aykroyd e John Belushi hanno i Wayfarer incollati alla faccia anche di notte, come Bob Dylan nella vita. Nel 1957, Wayfarer Caravan, la variante squadrata degli Aviator, aggiunge un’altra icona al mito Ray- Ban, e infine, un altro più recente must : il Clubmaster, nato nel 1986.  Ma al di là dei celebri e famosissimi fratelli, la mitica lente a goccia, nella sua incrollabile modernità, rimane sempre e comunque il passaporto per l’eternità, il vero e unico DNA della storia Ray- Ban.

 

 

le mille anime di MONCLER GENIUS

 

23 FEBBRAIO 2018

 

  • MONCLER PIERPAOLO PICCIOLI
  • MONCLER PIERPAOLO PICCIOLI
  • MONCLER CRAIG GREEN
  • MONCLER SIMONE ROCHA
  • MONCLER FRAGMENT HIROSHI FUJIWARA
  • MONCLER GRENOBLE
  • MONCLER GRENOBLE
  • MONCLER NOIR KEI NINOMIYA
  • MONCLER 1952
  • MONCLER PALM ANGELS

 

 

Genius è il nuovo progetto di Moncler che racchiude in un unico hub 8 capsule collection, diverse tra loro, per concetto e stili, in una rilettura che spazia tra avanguardia, romanticismo, ispirazioni vintage, dinamismo, colore. Le 8 collezioni, presentate tre fa, inaugurando la settimana della moda con uno show sorprendente, rappresentano le molteplici anime di Moncler e una filosofia che apre il nuovo corso dell’iconico brand che ridefinisce l’dentità,e ne moltiplica la creatività superando la stagionalità con singole capsule collection che verranno proposte ogni mese. Una sfida creativa stimolante quindi, raccolta dagli stilisti Pierpaolo Piccioli, con le sue creazioni pure, eleganti e altere, quasi dei monoliti, Simone Rocha, con suo il neoromanticismo delicato ma pragmatico,e Noir Kei Ninomiya, con il piumino-maglia e capi a struttura geometrica/modulare, Craig Green con le sue sperimentazioni avanguardiste proiettate nel futuro, Hiroshi Fujiwara con Fragment rafforza invece il cult status di Moncler rinnovandone la storicità. Palm Angels parla la lingua dello street style virale, la collezione Grenoble è un inedito mix di stampe e tessuti dalla vaga ispirazione vintage e capi iper performanti per la montagna, mentre Moncler 1952, reinterpreta con colori pop e macro logo a contrasto i modelli che hanno fatto del brand un’icona, nata 65 anni fa, e più che mai lanciata nella contemporaneità del nostro velocissimo oggi e che abbraccia con questo progetto, l’unicità di ogni consumatore.

 

Qui la video intervista di Repubblica a Remo Ruffini, presidente di Moncler

 

 

VALENTINE’S day

 

14  FEBBRAIO 2018

PH. Astrid Sterner

 

Dal celebre bacio di “Via col vento”,  alla pista d’aeroporto di  “Casablanca”, alla piattaforma del “Titanic”, il cinema, come la letteratura, l’arte, la musica, ha alimentato e raccontato passioni e mitologia del sentimento più discusso, dalle coppie storiche:  Antonio e Cleopatra, Bonaparte e Josephine De Beauharnais, Edward VIII e Wallis Simpson, alla letteratura: John Keats e Fanny Brawne, Arthur Rimbaud e Paul Verlaine, Sartre e Simone De Beauvoir, Sibilla Aleramo e Dino Campana e la splendida storia di Shakespeare, Romeo and Juliet, al cinema: Brigitte Bardot e Roger Vadim, Richard Burton ed Elisabeth Taylor, Paul Newmann e Joanne Woodward, Katharine Hepburn e Spencer Tracy, all’arte:  Rodin e Camille Clodel, Monet e Camille Leonie Doncieux, Frida Kahlo e Diego Rivera, alla musica: Jonny Cash e June Carter, Lou Reed e Laurie Anderson, John Lennon e Yoko Ono. Solo per fare qualche fulgido esempio. Amori mitici che hanno sfidato la storia, resistito al tempo, navigato nella tempesta; teneri o passionali, saldi esempi di continuità o veloci come meteore, consumati da crudeli destini. Consegnato alla storia, vissuto in clandestinità o nella realtà di un’ eroica quotidianità, comunque, l’Amore si merita una maiuscola.

 

  • PATTY SMITH E ROBERT MAPPLETHORPE  by norman seeff
  • john lennon E yoko ono by annie liebovitz
  • JONNY CASH E JUNE CARTER
  • Frida Kahlo E Diego Rivera  by Nickolas Muray
  • Laurie Anderson E Lou Reed by Guido Harari

 

Amore. Un termine con il quale ogni essere vivente deve fare conti che spesso non tornano, ma che è innegabilmente indispensabile ad un ‘idea di felicità radicata nel nostro immaginario e in un’anima che anela al sogno immortale della gemella. All’amore si dedica un giorno all’anno sul calendario, ma ogni secondo del nostro tempo ne è segnato. Amore non è “solo” quello stordimento impossibile da definire che rende pazzi di gioia o di disperazione, quella sensazione di completamento e di pace che illumina gli occhi di ogni coppia felice, è anche  il motore e il senso della vita, la spinta dell’umanità alla ricerca del tutto. L’amore è universale. E’ Gandhi, è Madre Teresa di Calcutta, è Martin Luther King, sono  centinaia di migliaia di donne e uomini che hanno dato se stessi per una causa chiamata umanità. Amore è  il seme più prezioso e nobile del genere umano e non solo umano, sta a noi farlo germogliare e renderlo invincibile.

 

 

Il cult movie del 1996 ROMEO + JULIET, dal capolavoro di Shakespeare, in chiave postmoderna diretto da Baz Luhmann. Uno dei film che bisogna avere visto nella vita.

 

 

comme des garçons / basquiat

 

22 GENNAIO 2018

 

Presentata qualche giorno fa a Parigi, alle sfilate autunno inverno 2018 / 19 uomo, una capsule d’autore. Sono otto camicie con opere di  Jean Michel Basquiat  che fanno parte della collezione di Rei Kawakubo per Comme des Garcons Shirt. I soggetti sono stati approvati dalla Jean Michel Basquiat Estate e applicati direttamete sulle magliette come se fossero incorniciati come quadri e circondati  da motivi grafici disegnati dalla stessa Kawakubo.

 

RICK OWENS in TRIENNALE

 

1  DICEMBRE 2017

 

 

“ I VESTITI CHE CREO SONO LA MIA AUTOBIOGRAFIA. RAPPRESENTANO LA CALMA ELEGANTE A CUI ASPIRO E I DANNI CHE HO FATTO LUNGO LA SUA STRADA. SONO UN’ ESPRESSIONE DI TENEREZZA E DI UN ANIMO FURENTE. SONO UN’ IDEALIZZAZIONE ADOLESCENTE E LA SUA INEVITABILE SCONFITTA.”
RICK OWENS

Sarà alla Triennale di Milano Subhuman Inhuman Superhuman, la prima retrospettiva dedicata alla creatività anarchica di Rick Owens, eclettico designer californiano scoperto da Anna Wintour, una delle voci più autorevoli del giornalismo di moda, per anni direttrice di Vogue America. Owens fonda il suo brand nel 1994 e si trasferisce a Parigi nel 2003, dove ha sede il suo quartier generale. La sua prima collezione di arredi, realizzata in compensato grezzo, marmo e corna di alce americano, è stata esposta al Musée d’Art Moderne di Parigi e al Museum of Contemporary Art di Los Angeles, ed altri importanti riconoscimenti sono stati attribuiti nel corso degli anni al suo talento visionario ispirato da poeti ed artisti.
La mostra, proposta dalla curatrice del settore moda della Triennale Eleonora Fiorani, e concepita nella sua interezza come un’opera d’arte, porta all’interno del processo creativo ed espressivo dell’universo di Owens, con pezzi provenienti dai suoi archivi di moda e arredo, con fashion film, art work, opere grafiche, pubblicazioni, e un’istallazione site-specific che sarà possibile vedere solo alla Triennale di Milano. L’obiettivo della mostra è l’indagine e la riflessione su ciò che è generalmente definito “bello”secondo i canoni tradizionali dell’estetica riconosciuta e  accettata. La cifra creativa e la continua ricerca di Owens stravolge i parametri di dogmi e moralismi, mettendo in evidenza diversità ed accettazione di diversi concetti di bellezza, raccontati con sofisticata raffinatezza dalle passerelle delle sue sconcertanti, spettacolari e provocatorie sfilate, a tutte le altre forme della sua espressione artistica.

Dal 15 dicembre 2017 al 25 marzo 2018
Palazzo della Triennale
Viale Alemagna 6 Milano

 

 

FASHION GRADUATE ITALIA

 

13 NOVEMBRE 2017

Si è svolto al BASE di Milano il Fashion Graduate Italia, tre giorni di workshop, talk  e sfilate, dove gli studenti selezionati dalle più accreditate scuole di moda italiane, hanno presentato le loro collezioni di fine corso nell’ambito di un’ evento aperto a tutti, voluto e organizzato dalla Piattaforma Sistema Formativo Moda italiano,  per fornire una panoramica ai ragazzi interessati a questo settore e metterli in relazione con i diversi aspetti del sistema moda. Specialisti di marketing e  comunicazione, giornalisti, designer e financial advisor le presenze professionali che hanno dato il  loro contributo ad una kermesse che è stata un’occasione di scambio dinamico e concreto tra creatività e impresa.  
Tra le tante scuole che hanno partecipato all’evento, qui, un’estratto delle sfilate di Domus Academy,  IED,  Istituto Marangoni e Naba.

 

 

DOMUS ACADEMY

 

 

  • Ybei Liang
  • Adireg Comenoi
  • Gyanendu Baruah
  • Tritti tarkulwaranont
  • Kanglei Wang
  • Giorgia Rosano

 

 

IED

 

 

  • BINGHUA MAO
  • ANTONIO D'ADDIO
  • ANDREA CONSALVO
  • YLENIA FACCHETTI
  • NICHOLAS FEDELE
  • EROS TOLENTINO

 

 

ISTITUTO MARANGONI

 

 

  • EDOARDO PIAZZALUNGA
  • CHOI YEAN
  • WEN ZHU
  • GIORGIA GENTILE
  • CHIARA COLUMBU
  • HU XIN

 

 

NABA

 

 

  • AGNESE BECCATTI
  • SIMONE  ANTONINI
  • TOSCA CANCLINI
  •  MIHALY DOMOKLOS
  • OANA JUGANARU
  • ROBERTO NIZZARI
  •  LUIS MANUEL LOPEZ LUNA
  • GIUSEPPE CASAFINA e MATTEO DE TOMA
  • HELENA PARDO MARIN
  •  YI XUAN WANG

 

 

Courtesy Photo: Daniele Venturelli / Domus Academy – IED Milano – Istituto Marangoni – NABA Milano

 

 

PIRELLI the cal: l’ultima alice

 

11 NOVEMBRE  2017

 

 

Presentato il 10 novembre a N.Y  The Cal, l’iconico calendario Pirelli, fotografato da Tim Walker che ha reinterpretato per l’edizione 2018,“  Alice nel Paese delle Meraviglie “. Famoso per le sue foto oniriche, Walker riporta il colore in The Cal – dopo le ultime due edizioni in bianco e nero firmate da Peter Lindbergh e Annie Leibovitz –  in un contesto a lui congeniale, tra le torte ( vere ), le  tazze di porcellana, i velluti e le sete  del fastoso set ideato dalla direttrice creativa Shona Heat, la geniale scenografa con la quale collabora da anni, ideatrice di molte delle sue campagne e dei suoi editoriali di moda. Ma quello che contraddistingue l’ennesima rappresentazione della celebre favola di Lewis Carroll, 28 scatti in venti differenti e straordinari set,  è il cast, per il quale Walker ha voluto persone solo e strettamente di colore: l’attrice Whoopi Goldberg (La Duchessa) la modella Adut Akech (Regina di Diamanti), la modella e attivista Adwoa Aboah (Pancopinco, noto anche con il nome inglese di Tweedledee) l’attore Djimon Hounsou (Re di Cuori), l’attrice Lupita Nyong’o (Il Ghiro), la drag queen RuPaul (Regina di Cuori) la modella Slick Woods (Il Cappellaio Matto) e Naomi Campbell – al suo quarto calendario Pirelli – nella veste di una delle carte da gioco che taglia le teste per ordine della Regina insieme al rapper Sean «Diddy» Combs, meglio noto come Puff Daddy, mentre il ruolo della protagonista, Alice, è stato affidato a  Duckie Thot, una delle top model più richieste del momento. La scelta ovviamente non è casuale, e il messaggio di inclusione e di società aperta alle differenze, facilmente intuibile. Il Bianconiglio? Che domande, nero.

 

gucci & unskilled worker collection

 

28 SETTEMBRE  2017

 

Continua la collaborazione tra GUCCI e USKILLED WORKER, pseudonimo di Helen Downie,  l’illustratrice inglese scoperta  su instagram da Alessandro Michele, che sfocia ora in una CAPSULE COLECTION ESCLUSIVA di 40 pezzi tra capi di abbigliamento, borse, scarpe, e accessori sui quali sono raffigurate le opere dell’artista nel suo riconoscibilissimo stile naif. Fiori,frutti,ritratti, stampati su abiti, camicie e gonne, cardigan, jeans e felpe, un bomber, foulard e scialli, ( e non mancano le sneaker Ace e le pantofole Princetown ) dove lo stile di Michele e Helen Downie  si fondono in perfetta sintonia dal primo all’ultimo particolare, fino alle confezioni, chicche quasi da collezione, create appositamente per la capsule e  decorate con le illustrazioni di Unskilled. In occasione del lancio della collezione una serie di opere dell’artista saranno esposte a Londra, New York, Milano, Parigi, e Shanghai. Un’opera dipinta in esclusiva si potrà scaricare gratuitamente su Gucci e Unskilled Worker  dall’11 ottobre 2017, giorno in cui la collezione sarà in vendita, SOLO ONLINE.

#unskilled worker

Photo Courtesy of Gucci- Shot by Clara Balzary

 

 

GIGI HADID per Vogue Eyewear

 

                                                                                                            25 GIUGNO 2017

 

 

Gigi Hadid for Vogue Eyewear Special Collection è la capsule disegnata dalla top model e testimonial più richiesta del momento, per uno dei brand di Luxottica. Una mini collezione dall’ispirazione retrò – chic di 3 modelli da sole in 6 colori e uno da vista, con il nome della it – girl su occhiali e custodia già in vendita da ora in selezionati punti vendita. 

 

 

REI KAWAKUBO al MET

 

                                                                                                                      5 MAGGIO 2017

 

Rei Kawakubo non è solo una delle designer più importanti degli ultimi quarant’anni, la rivoluzionaria stilista di Comme des Garcon è un’artista, e infatti quest’anno, il Costume Institute del Metropolitan Museum di New York celebra con la retrospettiva “Art of the In-Between”la sua creatività visionaria mai assoggettata alle tendenze. Gli abiti non abiti di Rei Kawakubo mettono in discussione canoni estetici e concetto di abito, sovvertendo ogni regola del convenzionale alla ricerca di  una propria visione di bellezza.

 

VINCENT gallo e PERSOL “meet the new generation “

 

                                                                                                                                          27 MARZO 2017

 

 

E’ Vincent Gallo, il poliedrico artista newyorchese attore, regista, modello, pittore, pilota e musicista, l’interprete di Persol per la nuova campagna “ Meet the New Generation “. Vincent, interprete di cortometraggi sperimentali, si è sempre distinto per la sua visione indipendente. Dopo aver ricoperto ruoli minori nei blockbuster Quei bravi ragazzi e Il valzer del pesce freccia, Gallo, figlio di immigranti italiani, ha lasciato Hollywood per perseguire i propri progetti personali, tra cui scrivere, interpretare e dirigere le pellicole cult Buffalo ’66 e The Brown Bunny. Continua così l’ormai storico e consolidato legame di Persol con il mondo del cinema ( molti i film dove il 649, il modello icona dello storico brand, ha fatto storia, e non si contano i personaggi del cinema e della musica dietro alle lenti più famose dello star system ), ed è ad un outsider come Gallo che non poteva non essere affidata la campagna per la nuova veste del mitico 649, immortalato dal fotografo Zackery Michael in quattro scatti in bianco e nero ( in ognuno un modello della collezione diverso ).

Rieditati e ripensati coraggiosamente, con l’uso di metalli leggerissimi, i 649 sono nati nel 1957 pensando agli autisti dei tram torinesi, che avevano bisogno di lenti voluminose per proteggere la vista da polvere e detriti, ma l’eleganza cool della forma ha conquistato presto artisti e intellettuali di tutto il mondo.

 

HIROKI KATAOKA

 

                                                                                                                                  20 MARZO 2017

 

 

Le scarpe di  Hiroki Kataoka, giovane designer giapponese, sono sorprendenti oggetti a metà tra il design e il mondo dei manga. Si guardano con curiosità forse senza prendere troppo sul serio l’idea di mettersele ai piedi, invece sono solide e leggere, e ricerca e accuratezza nella lavorazione dei materiali  ne fanno un prodotto che si può definire di lusso. Con le sue derby rivisitate per dandy alternativi, slip on, pantofole o le sneaker con piccoli cilindri che svettano oltre le caviglie e sembrano arrivate dal futuro, la collezione  dai colori sgargianti presentata al Fashion Hub durante la Milano Fashion Week, è senz’altro tra le proposte più interessanti tra i giovani talenti internazionali. Hiroki ha lavorato come progettista 3D, prima di passare allo shoe design, e nel 2015 è stato designato da Swatch vincitore dell’ International Talents Support Artwork.

www.hirokikataoka.net

 

 

REBECCA COLTORTI

 

                                                                                                                           22 FEBBRAIO 2017

 

 

Rebecca Coltorti ha solo 22 anni e con la sua tecnica mista  ha conquistato magazine come Schön, Nylon, Idol, L’ Officiel, e una collaborazione con Sisley, brand per il quale ha disegnato anche una linea di t- shirt in esclusiva, per cominciare. Timida e riservata, come i veri artisti non considera la sua passione un lavoro, ma un privilegiato rifugio, il luogo dove ritrovarsi ed esprimersi. Il suo interesse per matite, pennarelli e fogli bianchi inizia quando era ancora piccolissima, forse è già nel suo DNA, ( in famiglia ha  una zia restauratrice ) e inizia come tanti, con i ritratti a matita, ma ben presto si stanca, e la sua voglia di sperimentare, la porta ad affiancare nuove ricerche agli studi classici dell’Istituto d’Arte e Scenografia, o di Graphic Design che ha frequentato e a maturare il suo stile. Ama Klimt, Ernesto Artillo e Quentin Jones, ma le sue fonti di ispirazione sono le stesse immagini sulle quali poi lavora e sperimenta, pile di ritagli e riviste sulle quali poi “opera “ armata di forbici, cutter e strumenti del mestiere per dare vita ad una sua forte, personalissima e riconoscibile reinterpretazione dalla forte componente Pop dove il rosa ha un posto in prima fila, anche se lei veste sempre in nero. Come sempre più spesso accade, in un mondo collegato dal web, Instagram è stato il suo trampolino di lancio, è lì che le sue creature hanno iniziato il viaggio mediatico intorno al mondo. Una favola moderna insomma, un mix tra il fuoco antico della passione per quello che si fa, e la voglia di andare sempre oltre e sfidare se stessi su strade sempre nuove lasciando correre libera la fantasia.

 

 

LE ‘PA’ RÒLE’ di ALICE

 

                                                                                                                           18 NOVEMBRE 2016

 

 

 

Alice Firman è “figlia d’arte”, la madre Silvia è titolare di un noto Press Office che ha sede a Milano e a New York e si occupa di comunicazione di moda e design, e Alice, che ha sviluppato una forte passione basata su una creatività che probabilmente fa parte del suo DNA, ha tutte le carte in regola per essere definita Fashion Designer; non solo ha perfezionato e cresciuto il suo sogno nelle più prestigiose scuole di moda inglesi con ottimi risultati e premi, ma ha già lavorato a fianco di Vivienne Westwood, Antonio Marras, Gentucca Bini, e da Costume National, come assistente designer. ‘PA’RÒLE,  la collezione presentata a giugno alla Graduate Fashion Week di Londra, è un progetto che nasce da una visione personale ed emotiva e si traduce in abiti dal taglio avant-garde che si potrebbero definire poesie. Poesie rock. Ci si troverebbero bene Rimbaud e Baudelaire, in questi vestiti che sembrano pezzi d’arte, prodotti di alta sartoria e nuova concezione che raccontano storie fatte di lune e fiori che si mescolano alle parole dettate dall’ e all’anima.

 

“Studiare il funzionamento della mente umana e delle nostre emozioni e tradurlo in abiti è il mio obiettivo.

In quanto esseri umani siamo tutti fatti di un misto di emozioni, positive e negative, ma siamo abituati a mostrare solo quelle positive e vergognarci delle altre; questo perché viviamo in una società che impone su di noi un modello irreale di felicità, e ci spinge a ricercarla come emozione primaria a tutti i costi, senza tenere conto delle emozioni  contrastanti. Emozioni ‘positive’ e ‘negative’ sono entrambe importanti, e personalmente penso che trovando un equilibrio si possa giungere alla vera felicità.”

“Ogni pezzo della mia collezione racconta una storia. Gli elementi principali sono le stampe a screen print, raffiguranti la carta strappata che rappresentano l’aprirsi emozionalmente agli altri; la luna e i fiori che sono simboli delle parti fragili dell’anima e le parole ricamate sulle giacche, dentro ai colli e nelle fodere che rappresentano i pensieri ripetuti all’interno della mente, e infine guanti e calze di mesh interamente ricamate cucite all’interno della struttura dei capi per dare a ogni pezzo della collezione un extra dimensione.”

 

Designer: Alice Firman  – @alicefirman 

Fotografo: Efisio Marras  – @roccomarras

Set Designer: Marco Velli

Modella: Adele @wonderwall

Hair and Makeup: Linda Fel – RandCoItaly @randcoitaly @smithandcultitalia