Emma Stone / Paul McCartney WHO CARE

20 DICEMBRE 2018

 

 

Una Emma Stone dalla straordinaria mimica facciale è un’Alice stravolta, in un Paese non proprio delle meraviglie nel video del nuovo singolo di Sir Paul McCartney, Who Cares.
La storia: durante un incontro con il suo analista Emma entra in ipnosi e inizia un viaggio psichedelico dove fa la parte della cappellaia matta, stravolta in un mondo dominato dall’ansia e dalle malelingue. Il video infatti ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del bullismo. Dichiara McCartney: “La mia speranza è che se ci sono ragazzini vittime di bullismo – e purtroppo ci sono – magari ascoltando questa canzone e vedendo il video possano sentirsi un po’ incoraggiati e non sentirsi troppo giù magari riusciranno a pensare che sia una cosa inaffrontabile. E che magari ci si può ergere contro le cattiverie e andar oltre

#WhoCaresIDo

… SE DAVVERO VOLESSIMO …

18 DICEMBRE 2018

 

 

Condivido il discorso che tutti i media e i social del mondo hanno condiviso in questi giorni, quello fatto da Greta a nome di CLIMATE JUSTICE NOW alla Conferenza Mondiale sul Clima. Sono le parole più toccanti ascoltate fino ad ora su quello che non è un “ tema ” , ma l’urgenza del pianeta che ci ospita, che non è nostro, ma di tutti gli esseri viventi di oggi e di quelli che potrebbero essere di domani , se riusciremo a salvarlo. E DOBBIAMO.
E’ un dovere di tutti, è una necessità che non può più aspettare neanche un giorno. Ma lo dice meglio lei, meglio di chiunque lo abbia detto finora. Grazie Greta.

” Mi chiamo Greta Thunberg, ho 15 anni e vengo dalla Svezia. Parlo a nome di Climate Justice Now. Molte persone dicono che la Svezia è solo un piccolo paese e non importa quello che facciamo. Ma ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza. E se alcuni bambini possono ottenere titoli di giornale in tutto il mondo solo non andando a scuola, allora immagina cosa potremmo fare tutti insieme se lo volessimo davvero.
Ma per farlo, dobbiamo parlare chiaramente, non importa quanto possa essere scomodo.
Parlate solo di una crescita economica eterna e verde perché avete troppa paura di essere impopolari. Parlate solo di andare avanti con le stesse cattive idee che ci hanno portato in questo casino, anche quando l’unica cosa sensata da fare è tirare il freno di emergenza. Non siete abbastanza maturi per dire le cose come stanno. E anche il fardello che state lasciando a noi bambini. Ma non mi interessa essere popolare. Mi interessano la giustizia climatica e il pianeta vivente.
La nostra civiltà viene sacrificata per l’opportunità di un numero molto ridotto di persone di continuare ad accumulare enormi somme di denaro. La nostra biosfera viene sacrificata in modo che i ricchi di paesi come il mio possano vivere nel lusso. Sono le sofferenze dei molti che pagano i lussi dei pochi.
Nel 2078 celebrerò il mio 75° compleanno. Se avrò figli, forse passeranno quella giornata con me. Forse mi chiederanno di voi. Forse chiederanno “perché non hai fatto nulla mentre c’era ancora tempo per agire”.
Dite di amare i vostri figli sopra ogni altra cosa, eppure state rubando il loro futuro davanti ai loro stessi occhi.
Finché non inizierete a concentrarvi su ciò che deve essere fatto piuttosto che su ciò che è politicamente possibile, non c’è speranza. Non possiamo risolvere una crisi senza trattarla come una crisi.
Dobbiamo mantenere i combustibili fossili nel sottosuolo e dobbiamo concentrarci sull’equità. E se le soluzioni all’interno del sistema sono così impossibili da trovare, forse dovremmo cambiare il sistema stesso. Non siamo venuti qui per chiedere assistenza ai leader mondiali. Ci hanno ignorato in passato e ci ignoreranno di nuovo.
Abbiamo finito le scuse e stiamo finendo il tempo.
Siamo venuti qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no. Il vero potere appartiene alla gente.”

 

 

ROSSO come …

12 DICEMBRE 2018

 

  • GUCCI, FAITH CONNEXION
  • PRADA
  • LRS STUDIO, CHARLOTTE OLYMPIA
  • LE SPECS, EMILIO PUCCI, PUSHBUTTON
  • 16R FIRENZE, MIU MIU
  • FRANCESCO RUSSO, CHARLOTTE OLYMPIA
  • VETEMENT, COLIAC, NICOPANDA
  • INUIKII, JUNIA WATANABE
  • VIVIENNE WESTWOOD, CGDS
  • MIU MIU , ALEXANDER MCQUEEN
  • GOLDEN GOOSE DELUXE BRAND , LOLIE DAHL
  • DOLCE & GABBANA, 16R FIRENZE

 

LRS STUDIO  FAITH CONNEXION   LE SPECS    VETEMENT   CHARLOTTE OLYMPIA   NICOPANDA   LOLIE DAHL

 

Il rosso caldo ha sempre un’azione eccitante … che causa una vibrazione psichica simile alla fiamma.
Vasilij Vasil’evič Kandinskij

ROSSO: colore che simboleggia l’estroversione e la forza di volontà. sinonimo di forte passionalità, di energia, di eccitazione, di movimento, di grande personalità e di fiducia in se stessi. Stimola la creatività, l’energia mentale e fisica, e aumenta le capacità di autoconservazione. Il rosso, per la medicina indiana, rappresenta il primo chakra, simbolo di radicamento e di tutti gli aspetti più materiali della vita. Richiama attenzione, risveglia in maniera immediata i sensi, riporta la nostra mente al momento presente. Il rosso è il colore del cuore, dell’amore, dell’energia in continuo movimento. Non c’è bisogno che sia di moda, la passione, l’energia, il movimento, l’eccitazione sono componenti necessari alla vita, quindi … rosso, FOREVER !

 

 

 

ARGENTO !

5 DICEMBRE 2018

 

  • CHRISTIAN DIOR, BALENCIAGA
  • ZARA
  • PRADA
  • PHILLIP PLEIN, MONCLER GRENOBLE
  • INVICTA, JEREMY SCOTT
  • PACO RABANNE, PACO RABANNE, CATERINA LUCCHI
  • MM6 MAISON MARGIELA, CALVIN KLEIN 205W39NYC
  • MM6 MAISON MARGIELA, GOLDEN GOOSE, LOLIE DAHL
  • MM6 MAISON MARGIELA , SALAR
  • DORATEY MUR, BETHONY VERNON, GALVAN

 

GOLDEN GOOSE DELUXE BRAND    CALVIN KLEIN       MM6 MAISON MARGIELA     LOLIE DAHL    BETONY VERNON

Sfavillante o opaco, ma sempre sofisticato in tutte le declinazioni, un non colore abbinabile a tutto, sempre proposto e pensato per illuminare le notti, esce dai dogmi e conquista il “by day” nei look di Prada, mescolato ai gialli intensi, di Paco Rabanne, con normalissime felpe grigie, di Dior, che lo propone con il jeans patchwork e look vintage. La lista è lunga, e il messaggio è ovunque lo stesso: perfetto per il periodo delle feste, e da indossare mixato per tutta la stagione.

 

 

 

 

SILVER walking

4 DICEMBRE 2018

 

  • GUCCI, CALVIN KLEIN, ADIDAS ORIGINALS, PUMA
  • BALENCIAGA, SAINT LAURENT
  • JIMMY CHOO
  • FENDI, LOEWE
  • MONCLER, MAISON MARGIELA, UGG
  • TOD'S 2
  • CASADEI, GIANVITO ROSSI
  • MIU MIU
  • ROCHAS, GUCCI
  • MIU MIU
  • GIUSEPPE ZANOTTI DESIGN, ROGER VIVIER, RENE'CAOVILLA
  • PARIS TEXAS

 

Un non colore che si abbina a tutto, dal giallo, come suggerito da Prada , al più classico bianco, o nero. Ricercato e super chic, sempre proposto e pensato per illuminare le notti, esce dai dogmi e conquista il “by day”. Qui una carrellata di scarpe da abbinare a tutto quello che vuoi: scarponcini o sneakers, sandali o mules, pump, stivaletti e quant’altro da abbinare a tartan, stampe, colori accesi, jeans, o delicate nuances per un tocco personale d’effetto.

 

funny fake FUR

26 NOVEMBRE  2018

 

  • FAITH CONNEXION, DONDUP, KANGOL
  • CONVERSE, MES DEMOISELLES
  • AU JOUR LE JOUR, ELISABETTA FRANCHI, COLORS OF CALIFORNIA
  • MARNI
  • LOEWE, JIL SANDER
  • longchamp
  • MOON BOOT
  • SHRIMP,  H & M
  • ZARA, KENZO

 

Pellicce? Solo eco. Ce ne sono per tutti i gusti: per chi ama il classico, perfette imitazioni dal castoro al visone, ma quelle più nuove sono le più divertenti, le più creative, quelle che non temono di farsi notare in tutta la loro naturale innaturalezza, hanno colori sgargianti, stampe e peli improbabili. Fake, finalmente!

 

 

vanity fair STORIES

20 NOVEMBRE 2018

 

Sta arrivando a Milano sabato 24 e domenica 25 novembre all’Anteo Palazzo del Cinema, Vanity Fair Stories, Una maratona di due giorni densi, con circa 60 interventi di personaggi del mondo dello spettacolo, il primo grande evento organizzato da Vanity Fair Italia e patrocinato dal Comune di Milano, due giorni ricchi di ospiti nazionali e internazionali, di proiezioni e di prime visioni, musica e premiazioni. Protagoniste le STORIE. Storie personali ed eccezionali raccontate da cantanti, attori, registi, sceneggiatori, scrittori nazionali e internazionali che si racconteranno e racconteranno. Talk, proiezioni in anteprima, workshop, e la possibilità di interagire, di raccontare, intervenire anche per il pubblico. Frammenti di identità che a loro volta rivelano in maniera precisa com’è l’epoca che stiamo attraversando.
Vanity Fair da 15 anni incrocia storie straordinarie di personaggi straordinari con storie normali di persone normali con storie eccezionali di momenti eccezionali, tra complessità e semplificazione. «quando una persona racconta la propria storia abbiamo il privilegio di guardare il mondo attraverso i suoi occhi: l’ha scritto Barack Obama alla vigilia del summit della Obama Foundation, che richiamava attivisti, politici, artisti, sportivi a raffrontare storie non comuni di comune speranza.
Il vicedirettore di Vanity Fair, Malcom Pagani, dà un assaggio di quel che sarà: «Avremo il disordine da attrice di Valeria Golino, la lucida follia di Valeria Bruuni Tedeschi, le reminiscenze da panettiere di Fabio Volo, la leggiadria di Maria Carla Boscono, la timidezza di Alba Rohrwacher, la fantasia di Terry Giliam, le parole di Peter Cameron, la riscrittura per immagini dell’Amica Geniale di Saverio Costanzo. E, nella settimana milanese della Milano Music Week, tanta musica, a cominciare da Elisa, che apre il festival sabato mattina, alla chiusura in grande di domenica sera con i Negramaro. Tra i premiati con il Vanity Fair Award, durante la serata di sabato 24, anche lo showman Rosario Fiorello e lo scrittore e regista premio Oscar Paolo Sorrentino.

Tutti gli ospiti, gli approfondimenti, le notizie, gli aggiornamenti e il programma su http://vanitystories.vanityfair.it/

#vanityfairstories

 

le wax shirt di WAXMAN BROTHERS

21 NOVEMBRE 2018

 

 

Le camicie di Waxman Brothers si notano subito, e come non riconoscere quell’impronta Wax? Ma dietro a quelle stampe che ti portano subito ad una cultura che richiama alla mente suoni e luce, c’è anche una bella storia, ce la racconta Nicolò Talignani, Co-Founder del brand :
Per comprendere Waxman Brothers bisogna iniziare parlando di musica, che dalla contaminazione tra Africa e Occidente ha dato vita agli stili che oggi più ci appassionano (il Jazz, la Soul, l’R&B, l’Hip Hop, o più recentemente la World Music), anche nell’abbigliamento abbiamo voluto intraprendere lo stesso percorso.Cosi abbiamo preso un elemento rappresentativo dell’Africa, i tessuti wax, e un elemento rappresentativo dell’occidente, la manifattura italiana, e fondendoli tra loro abbiamo originato un nuovo stile, “The World Apparel”. È questa la storia che raccontiamo nel video “Look Beyond’
Waxman Brothers nasce a Parigi nel 2014, dall’idea di due amici italiani che vivevano nel 18° arrondissement, come marca di camicie unisex in wax. Oggi la gamma di prodotti si è ampliata, pur mantenendo la stessa identità: giacche, piumini, pantaloni, zaini. Parallelamente alla linea di abbigliamento, Waxman Brothers ha cercato di affermare i suoi valori attraverso lo sviluppo di quella che chiamiamo la “Wax Connection”. Un collettivo di artisti, musicisti, dj e produttori, che rappresentano la filosofia della marca. Hanno suonato vestiti Waxman Brothers artisti come Jovanotti, Gilles Peterson, Lefto, Populous, Clap Clap, Ghali, Joan Thiele Achille Lauro… E sostenendo alcuni dei principali festival di musica alternativa in italia: Mukanda Festival Jazz ReFound Mi Ami Festival Waxman Brothers è stata una delle prime marche a proporre il wax con un approccio« high-end streetwear » e si è evoluta sino ad arrivare a creare le proprie fantasie dal design alla stampa.Oggi il brand vanta l’apertura di 2 monomarca in Italia, il primo aperto nel Marzo 2018 a Milano in Viale Toscana 31 ed il secondo aperto a Novembre 2018 a Parma in Borgo Antini 3/F. Tutti i prodotti sono fabbricati in Italia, e questo perché contrariamente all’approccio del mondo “fast fashion”, credono che la qualità sia importante.

 

 

BANKSY. A visual protest al Mudec

20 NOVEMBRE 2018

 

  • FLOWER THROWER Anno: 2003 Tecnica: Limited edition screenprint Misure: 50 x 70 cm.Butterfly Art News Collection. Credito fotografico: Butterfly Art News Collection
  • DONUT Anno: 2009.Misure: cm 56 x 76.Tecnica: Serigrafia su carta. Collezione privata Milano Credito fotografico: © Photo Marta Carenzi
  • RATAnno: 2009.Misure: cm 56 x 76.Tecnica: Serigrafia su carta.Collezione privata Milano.Credito fotografico: © Photo Marta Carenzi
  • RUDE COPPERAnno: 2003. Misure: cm 57,5 x 42. Tecnica: Serigrafia in edizione limita.Butterfly Art News Collection. Credito fotografico: Butterfly Art News Collection
  • MOSQUITOAnno: 2002.Misure: cm 84,5 x 72.Tecnica: pittura a spray e emulsione su cartoncino perforato (francobolli della Monkey Queen di Banksy) montato su cartone.Artificial Gallery, Antwerp.Credito fotografico: © Artificial Gallery,Antwerp
  • GIRL BALOONAnno: 2004 Tecnica: Limited edition screenprint. Misure: 66 x 50 cm. Butterfly Art News Collection.Credito fotografico: Butterfly Art News Collection
  • FLYING COPPERAnno: 2003. Misure: cm 100 x 70.Tecnica: Serigrafia in edizione limitata. Butterfly Art News Collection.Credito fotografico: Butterfly Art News Collection

 

Banksy, è al Mudec, a Milano. Beh, no, certo, non lui, l’artista più misterioso della storia, ma la sua provocatoria arte presa dalla strada e nata, diffusa, resa famosa, dalla strada. Arte e politica, arte e cultura, arte ed etica della vita. Messaggi che arrivano dritti come fucilate attraverso il linguaggio sintetico, irriverente e corrosivo, di una satira intelligente che colpisce al cuore. Guerra, consumismo, povertà, conformismo, arroganza del potere, sono i “temi” di denuncia che Banksy, racconta dai muri delle periferie Londra, sua città natale, a quelli di New York, e potrebbero essere quelli di ogni angolo di mondo perché da oriente ad occidente, da nord a sud, i problemi che accomunano tutte le culture di questo mondo sono sempre gli stessi.
Passione per la denuncia alla fatica del vivere, alla la ribellione degli schemi sociali contraffatti dall’establishment, del conformismo che tende a massificare senza lasciare crescita per la creatività, all’ uso del potere per azzerare la libertà creando l’illusione della democrazia. E’ questa sua libera voce che lo ha reso un mito, ed anche se la dimensione narrativa delle sue opere lo ha “promosso” da writer ad artista di fama internazionale e le sue opere si battono all’asta da Sotheby’s anche se ora potrebbe permettersi di uscire allo scoperto, Banksy preferisce mantenere l’anonimato che lo contraddistingue, per distanza anche dalle convenzioni del mondo stesso dell’arte, perché ha fatto della sua arte denuncia e la denuncia vera, non può piegarsi al potere della fama, al luccichio, e continua provocatoriamente a scegliere lo stesso anonimato di tanti suoi compagni “ di strada” per coerenza , per convinzione, un po’ come un moderno Robin Hood.

La mostra che il Mudec, il Museo delle Culture, gli dedica, non è autorizzata da Banksy, come ogni altra dedicata a lui, ma risponde al grande seguito dell’artista con una monografica che espone circa 80 lavori tra dipinti, prints numerati (edizioni limitate a opera dell’artista), corredati di oggetti, fotografie e video,circa 60 copertine di vinili e cd musicali da lui disegnati e una quarantina di memorabilia(litografie, adesivi, stampe, magazine, fanzine, flyer promozionali, che raccontano attraverso uno sguardo retrospettivo l’opera e il pensiero di Banksy. Il grande lavoro del Mudec indaga e allarga l’orizzonte al mondo di Banksy, prima di Banksy. Il Situazionismo, le proteste del maggio 1968 e i writers di New York degli anni ’70 e ’80 furono i “movimenti” che, con una forma di protesta visiva attraverso la fusione di parole e immagini e con un’attitudine all’azione sono per Banksy espliciti riferimenti per modalità espressive o per “affinità elettive”. Del Movimento Situazionista degli anni ’50 e ’60 con radici nel marxismo, nell’anarchismo e nelle avanguardie artistiche del Novecento Banksy condivide l’attitudine sperimentale, l’attenzione alle realtà urbane, la teoria della “psicogeografia” (secondo la quale lo spazio di azione dell’artista è il territorio), l’aspetto performativo, ma soprattutto il détournement, cioè il plagio in cui sia la fonte sia il significato dell’opera originale vengono sovvertiti per creare un nuovo lavoro nel quale spesso vengono utilizzati i comics in sostituzione dei testi dei fumetti slogan situazionisti. Non solo: dalle teorie situazioniste Banksy riprende uno dei suoi assiomi, l’anti-copyright, inteso come lotta contro una forma di proprietà privata, seppure intellettuale.
In mostra anche i suoi famosissimi ratti, che assumono per lui una dimensione metaforica:
“Esistono senza permesso”, dichiara. “Sono odiati, braccati e perseguitati. Vivono in una tranquilla disperazione nella sporcizia. Eppure sono in grado di mettere in ginocchio l’intera
civiltà”. Nei lavori di Banksy i ratti diventano vandali armati di vernice e pennelli, borghesi con l’ombrello e abiti impeccabili, scassinatori, rapper, operai, sabotatori… I ratti sono il paradigma dei writers: come i ratti popolano fogne, cunicoli, aree degradate e abbandonate delle metropoli moderne, così i graffitisti si muovono nottetempo in luoghi analoghi per marchiare muri, vagoni, cancelli e serrande con i loro spray, stando bene attenti a non incappare nelle grinfie delle forze dell’ordine sempre in agguato.

A VISUAL PROTEST. The Art of Banksy a cura di Gianni Mercurio
MUDEC – Museo delle Culture di Milano
21 novembre 2018 – 14 aprile 2019

 

PHOTO VOGUE festival terza edizione

15 NOVEMBRE 2018

 

 

Al terzo anno dalla nascita , Vogue Photo Festival si conferma ( e come dubitarne ) la migliore piattaforma internazionale per la scoperta e la promozione dei nuovi talenti della fotografia di moda che nel nostro oggi, è uno dei più potenti linguaggi visivi della contemporaneità, come momento di diffusione della cultura fotografica e occasione di confronto su tematiche di attualità. L’ accuratissima e democratica selezione del lavoro di migliaia di autori giunto al canale di Photovogue da ogni parte del mondo si traduce in questi giorni nell’atteso super evento che coinvolge tutta la città con un intensissimo programma di mostre, eventi fotografici, talk con esperti di fama internazionale e un’enormità di eventi collaterali grazie anche al contributo di gallerie specializzate e dei più prestigiosi spazi espositivi, scuole e istituzioni culturali; non ultima, l’occasione per chi ama moda, arte e fotografia, di entrare in contatto con professionisti e figure chiave del settore: i grandi maestri della fotografia, i curatori più importanti e le agenzie più prestigiose.
A BASE Milano le due collettive “Embracing Diversity” e “All That Man Is – Fashion and Masculinity Now”, e una 4 giorni di talk imperdibili. “All That Man Is – Fashion and Masculinity Now” è  un’esplorazione del concetto di mascolinità attraverso gli occhi dei fotografi di moda contemporanei.
Embracing Diversity, l’esposizione curata da Alessia Glaviano, (Senior Photo Editor Vogue Italia e L’Uomo Vogue, Director Photo Vogue Festival) e Francesca Marani, è dedicata alla valorizzazione della diversità e dell’inclusione per una comprensione più profonda della nostra contemporaneità. Gli autori delle opere esposte sono i fotografi selezionati attraverso lo scouting di Photovogue e valutati da una giuria composta da : Monica Allende (photo editor indipendente e cultural producer),Tasneem Alsultan (fotografa), Giorgio Armani, Giovanni Bianco (creative director Vogue italia), David Campbell (director of communications and engagement per World Press Photo Foundation), James Estrin (senior staff photographer per The New York Times. Co-editor di Lens, photography platform del Times), Michael Famighetti (editor di Aperture magazine), Emanuele Farneti (editor in chief Vogue Italia, L’Uomo Vogue, Casa Vogue e Vogue.it), Alessia Glaviano (Senior Photo Editor Vogue Italia e L’Uomo Vogue, Director Photo Vogue Festival), Zhang Huan (artista), Jimmy Moffat (fondatore di Red Hook Labs e tra i partner fondatori di Art + Commerce), Azu Nwagbogu (fondatore e direttore di African Artists’ Foundation (AAF) e LagosPhoto), Alessandro Rabottini (direttore di MiArt), Ramón Reverté (editor in chief e creative director di Editorial RM), Sølve Sundsbø, Newsha Tavakolian (fotografa), Michael Van Horne (director of the image archive di Art + Commerce) e Duan Yuting (direttore di Lianzhou Foto).
I nomi dei fotografi selezionati sono: Daniel Jack Lyons, David Favrod, David Uzochukwu, Elliott Verdier, Guoman Liao, Heather Glazzard, Isabel Martínez, Jan Klos, Julia Falkner, Julia Fullerton-Batten, Justine Tjallinks, Katia Repina e Carla Moral, Katie Burdon, Kennedi Carter, Kyle Weeks, Laura Pannack, Liza Kanaeva-Hunsicker, Lucie Khahoutian, Maxim Vakhovskiy, Olya Oleinic, Reatile Moalusi, Ricardo Rivera, Sam Gregg, Shuwei Liu, Snezhana von Budingen e Valentine Bo.
#ANewRenaissance è lo scouting fotografico lanciato si Instagram ispirato al Rinascimento della fotografia da smartphone. Tra i numerosi fotografi che hanno preso parte all’iniziativa, Hannah Häseker, Marco Imperatore, Martina Scorcucchi, Monia Merlo e Olga Shpak sono i cinque autori che sono stati scelti per realizzare street diaries alla Milan Fashion Week armati di Huawei P20 Pro. Marco Imperatore inoltre ha avuto l’opportunità di scattare uno shooting con protagonista Huawei per il November issue di Vogue Italia

Tra le iniziative speciali, per la prima volta in Italia Red Hook Labs di Jimmy Moffat. Dal 15 al 18 in mostra a BASE, grazie alla collaborazione con @guccibeauty, Labs New Artists II, un’esplorazione dell’estetica culturale contemporanea attraverso le opere di venticinque fotografi internazionali emergenti. Per la tappa milanese della mostra, la collaborazione con @guccibeauty ha previsto inoltre il coinvolgimento di uno degli artisti di quest’edizione – Chase Middleton – nella realizzazione di un servizio fotografico che reinterpreta le fragranze “Gucci Bloom” e che sarà pubblicato su vogue.it.

Labs New Artists II

E ancora: una mostra fotografica dedicata alla Puglia, alla scoperta di paesaggi mozzafiato, eventi culturali e tradizioni enogastronomiche nelle foto realizzate da tre talentuosi fotografi selezionati dalle photo editor di Vogue Italia – Elliott Verdier, Sonia Szóstak e Timo Kerber .

E ancora : PORTFOLIO REVIEW:
Sabato 17 novembre dalle ore 11 alle ore 13 sempre a BASE Milano verrà data l’opportunità a fotografi di talento, selezionati dalla redazione di Vogue Italia, di far visionare gratuitamente il proprio portfolio a esperti del settore.
Lettori portfolio:
Alessia Glaviano, Chiara Bardelli Nonino, Chiara Capodici, Claudio Composti, Diego Orlando, Federica Chiocchetti, Francesca Morosini, Francesca Ragazzi, Francesca Seravalle, Francesco Valtolina, Giulia Ticozzi, Giulia Zorzi, Giuseppe Oliverio, Lorenza Bravetta, Lucia Orsi, Maddalena Scarzella, Marcella Manni, Maria Teresa Salvati, Michael Famighetti, Renata Ferri, Roberto Alfano, Selva Barni.

“Ci sono momenti in cui il compito della fotografia di moda è quello di regalare sogni, bellezza, evasione. E ce ne sono altri in cui è richiesto invece a tutti di sporcarsi le mani facendo i conti con l’attualità, mettendo in chiaro il proprio punto di vista sul mondo. Oggi viviamo uno di questi momenti.
Emanuele Farneti (editor in chief Vogue Italia, L’Uomo Vogue, Casa Vogue e Vogue.it),

“In un momento storico in cui si alzano sempre più forti le voci dell’intolleranza e il linguaggio politico ha raggiunto una violenza verbale impensabile fino a ieri, in un momento storico testimone di una chiusura generale nei confronti della diversità mi è parso importante dedicare questa, edizione del festival proprio alla scoperta e valorizzazione della diversità in ogni sua espressione (che sia essa fisica, di genere, geografica o culturale). Diversità come ricchezza che può emergere solo dalla pluralità. Occorre una battaglia culturale, oltre che politica. La politica può fare delle leggi, ma non cambia lo sguardo delle persone. L’arte, e insieme all’arte anche la moda, hanno la possibilità di cambiarlo. Hanno la possibilità di rappresentare la vita al di là dei pregiudizi e delle etichette sociali”.
Alessia Glaviano (Senior Photo Editor Vogue Italia e L’Uomo Vogue, Director Photo Vogue Festival)

Il programma dettagliato degli eventi su Vogue.it

 

 

Sølve Sundsbø a PALAZZO REALE

15  NOVEMBRE 2018

 

 

Se amate l’arte e la fotografia, se la poesia vi desta forti emozioni, non potete perdervi la mostra Beyond The Still Image, la monografica del fotografo e filmmaker norvegese Sølve Sundsbø, inaugurata ieri a Palazzo Reale di Milano in occasione del Photo Vogue Festival e curata da Alessia Glaviano e Michael Van Horne. Foto iconiche e opere inedite, video, proiezioni e installazioni site-specific di una delle firme più innovative della fashion photography contemporanea. Nelle sue opere movimento e prospettiva, avanguardia tecnica e poesia danno vita ad un linguaggio estetico colto, sofisticato, onirico, personalissimo ed emozionante. Volti che si smaterializzano per rinascere composti di fiori o raggi di luce, una silhouette che si liquefà e diventa metallo, una Lara Stone cammina verso di noi scomposta in quattro segmenti, ognuno dedicato a una diversa metamorfosi tra Lara e natura, Un abito prende vita, un volto si trasforma in pixel.. L’estetica innovativa delle sue opere sperimentali proietta la fashion photography oltre i limiti dell’immagine a due dimensioni; basta guardare gli editoriali realizzati per Vogue Italia i-D, V, Dazed & Confused e The New York Times Magazine per rendersi conto di quanto abbia saputo rivoluzionare il linguaggio della fotografia di moda, con composizioni ottenute grazie all’uso visionario di diversi tipi di illuminazione e di tecniche non tradizionali, come raggi x e scansioni 3D, ossia attraverso una iperscrittura dell’immagine che non ha remore a utilizzare tutte le tecniche del progresso tecnico e scientifico del nostro oggi ad uso e consumo della libertà espressiva.

Palazzo Reale di Milano, stanze degli Appartamenti del Principe dal 15 novembre al 9 dicembre.

 

 

MARANGONI fashion graduate ITALIA 2018

2 NOVEMBRE 2018

 

  •  ALESSANDRO MARCHETTO, GIULIA ZENUCCHI
  • FABIO D'AGOSTINO, ANZHELIKA ZODINA
  • FABIO REFOSCO, MARTINA TREZZI
  • LORENZO VAGNOZZI, LUCA DANIELE
  • BIANCA BELTRAMELLO,  LUCA ALESSIO
  • OLIVIA QI RUYI, YIGING CHEN
  • LUCIA WANG ZIQI, CECILIA XIE SISI
  • FIONA WU YE, ZILI DING
  • BELLA QI ZIWEN, GABRIEL LIU JIE
  • SOPHIE WANG SUIYUAN, TUVIA XIAO WENJIA
  • MICHELLE WU YICHUN, YVONNE LI WENJING
  • SEASON ZHAO BOBO

 

Nell’ambito del Fashion Graduate Italia 2018, la manifestazione organizzata da Piattaforma Sistema Formativo Moda, un evento gratuito e aperto a tutti che consente a chi vorrebbe entrare nel mondo della moda, di conoscere il livello qualitativo e l’orientamento delle scuole di formazione, l’ Istituto Marangoni ha presentato un interessante doppio show con le collezioni di fine corso dei migliori allievi di Milano e Shanghai. La scuola di Shanghai quest’anno è arrivata al suo 5° anniversario e ha scelto la città di Milano per presentare le preview ad una platea attenta all’internazionalizzazione e portare a Milano la visione di stile dei giovani studenti cinesi. Nelle due sfilate, la rielaborazione di temi tratti dalla fotografia, dalle opere pittoriche e scultore o da film, con realizzazioni che interpretano e raccontano storie multiculturali con grande passione per ricerca e sperimentazione.

FASHION GRADUATE ITALIA è una opportunità concreta per questi ragazzi di incontrare alcuni fra i più importanti selezionatori di talenti del sistema fashion, e per chi vuole avvicinarsi al mondo della moda, un’occasione per scoprire il ruolo di laboratorio culturale delle scuole, dove è possibile confrontarsi con temi come l’ambiente sociale e la globalizzazione e comprendere i meccanismi di un sistema in rapido mutamento. Il contatto con i professionisti, le aziende e le istituzioni, contribuisce a generare l’evoluzione delle scuole in un delicato equilibrio fra cultura e professioni, ricerca, nuove tecnologie a supporto di una sostenibilità oggi sempre più necessaria.

Le scuole che hanno partecipato all’evento sono :
Accademia di Belle Arti di Brera – Accademia di Costume & Moda – Accademia Euromediterranea – Accademia della Moda – AFOL Moda – Arsutoria – CERCAL School – Domus Academy – Ferrari Fashion School – IAAD – Istituto di Moda Burgo – Istituto Marangoni – Istituto Modartech – Istituto Secoli – LABA, Libera Accademia di Belle Arti – NABA, Nuova Accademia di Belle Arti – Politecnico Calzaturiero.

QUI tutti i video delle sfilate

COLDPLAY A Head Full of Dreams IL FILM

28 OTTOBRE 2018

 

 

A Head Full of Dreams, è il film che racconta 20 anni di storia dei Coldplay. Prove, concerti, materiale prezioso e inedito che racconta episodi della storia della band, comprese le riprese girate durante il tour A Head Full of Dreams, il terzo più grande di tutti i tempi che ha incantato e fatto e cantare oltre 5,5 milioni di fan negli stadi di tutto il mondo. Il 14 novembre 2018 il film verrà trasmesso in anteprima mondiale in oltre 2000 cinema di tutto il pianeta in collaborazione con Trafalgar Releasing e sarà l’occasione unica per restituire un ritratto intimo e profondo della band e della sua spettacolare ascesa, dalle backroom dei pub di Camden fino agli stadi di tutto il mondo. Il film evento, in lingua originale con sottotitoli in italiano e con 10 minuti di contenuti extra esclusivi per il cinema, è diretto da Mat Whitecross – regista di Supersonic, il documentario degli Oasis del 2016 – che ha incontrato i quattro amici del college a Londra, prima ancora che formassero la band. Sin dalla prima prova in una camera studentesca, Whitecross era presente per catturare la loro musica e le loro relazioni. Da allora Whitecross ha diretto molti dei video più iconici dei Coldplay (tra cui Paradise, A Sky Full Of Stars e Adventure Of A Lifetime) e ha continuato a documentare l’evoluzione musicale e personale della band. Dopo l’uscita in sala, il film sarà disponibile per lo streaming su Amazon Prime Video.
Per l’elenco dei che ospitano il film dedicato ai Coldplay, consultare sito del distributore italiano Nexo Digital.

TEXAS ROBOT boots

26 OTTOBRE  2018

 

 

Un’originale fusion di vintage e casual tra due intramontabili: i texani e le sneakers.Tomaie in pelle o pelo e suole running per stivali o stivaletti, i Texas Robot avvicinano due mondi separati tra loro con un connubio insolito e riuscito. Mix di colori, dorati o tinta unita, fiamme o ricami ispirati ai più classici motivi western / messicani o maculati stampa leopardo, sono nati da una creatività tutta Made in Italy e interamente realizzati a mano.

 

 

YOGAFESTIVAL Milano

 

12 OTTOBRE 2018

 

 

Cultori, appassionati, neofiti o semplici curiosi, YogaFestival è tornato. La 3 giorni più intensa, più grande ed autorevole organizzata in Italia, dedicata allo Yoga e alle sue discipline, è a Milano, all’ex Palazzo del Ghiaccio dal 19 al 21 ottobre. Maestri di rilievo internazionale; workshop per principianti, intermedi ed esperti, freeclass ed eventi aperti a  tutti per fare conoscenza con una delle più antiche pratiche orientali, non – religiosa, apolitica, e riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, utile alla crescita interiore dell’essere umano, fonte di benessere per l’anima e per il corpo, ed in costante crescita a livello mondiale.
L’obiettivo di YogaFestival, per Giulia Borioli, Presidente e Fondatrice , è portare alla conoscenza di tutti, i grandi benefici dello Yoga sull’individuo. Partendo dal principio dell’effetto domino, il benessere e l’equilibrio, uniti ad una filosofia che va di pari passo con l’armonia, non può che, di riflesso, apportare benefici anche in questo nostro mondo convulso e sempre più confuso.


Dice Giulia: “La pratica dello yoga comprende tutti gli aspetti della nostra vita: non solo quello fisico – il più seguito in Occidente – ma soprattutto la ricerca della propria interiorità e dell’equilibrio con il mondo circostante. Solo quando impariamo ad ascoltarci e a”sintonizzarci” con l’intero Universo possiamo raggiungere un reale benessere, e questo è uno dei più importanti benefici che lo Yoga regala a chi lo pratica. In un momento di “esplosione”dello Yoga e di proliferazione di discipline che ad esso vogliono collegarsi, non sempre in modo appropriato, ci sembra fondamentale far conoscere alle persone il senso più profondo di questa pratica millenaria e il grande risultato che può aiutarci ad ottenere per il nostro benessere e la conoscenza di noi stessi”.

E infatti il tema di quest’anno è “CONOSCI TE STESSO” per (ri)trovare un rinnovato equilibrio interiore in un momento della nostra società così emotivo e allarmato, attraverso centratura e vero sé, consapevolezza e presenza.
 Gli ospiti di YogaFestival sono sempre di altissimo livello, maestri di fama internazionale come per esempio David Sye, presente anche quest’anno , bad boy dello yoga e considerato uno dei più influenti insegnanti della Gran Bretagna, con YogaBeats, lo yoga che aiuta a superare i conflitti personali, o, sempre dall’Inghilterra, Stewart Gilchrist, uno degli insegnanti di Yoga più influenti di Londra, amato da calciatori, rockstar e aristocratici inglesi, mentre per la prima volta, al Festival di questa edizione,ci saranno tra gli altri anche Dayna Seraye, già fondatrice di Hanuman festival, uno degli eventi yoga più conosciuti negli USA, che porterà a YogaFestival Milano la sua pratica flow, la giovane Morena Shree Sundari Firpo, con lo yoga della tradizione e il suono dell’harmonium, Nico Luce, argentino, insegnante di notevole e coinvolgente magnetismo, la potente Pandhora Williams, la cui pratica intensamente fisica e sottilmente interiore coinvolge tutta la persona. Ospite d’eccezione Swami Govindananda, uno dei nomi più conosciuti nel modo della pratica, che dall’India porta al festival la sua più che trentennale esperienza di insegnante di Bhakti yoga, lo yoga della devozione. I tre incontri in programma sono una sorgente di stimoli – con meditazioni, recita di mantra, domande e risposte – a immaginare un approccio alla vita diverso, yogico, interiore.
Insomma un programma intensissimo e imperdibile da consultare direttamente sul sito di YogaFestival. Presenti i migliori Centri Olistici con massaggi e trattamenti speciali, i benefici rigeneranti dell’Ayurveda o dello Shiatsu, e lo spazio dedicato agli empori dove si possono trovare dai prodotti Vegan per la bellezza, e gli integratori naturali al cento per cento, ai tappetini per la pratica. Sponsor del Festival Freddy, presente con una collezione totalmente dedicata allo yoga che potrà essere visionata e provata nella Freddy Lounge, dove ci sarà anche un piccolo set fotografico per una foto ricordo di YogaFestival che verrà pubblicata in una speciale gallery su Facebook.

 

Ex Palazzo del Ghiaccio di Milano  –  Collezione Freddy Yoga #MOVEYOURMIND

 

 

PARIGI fw spring summer 19

 

5  OTTOBRE 2018

 

  • GUCCI, TSUMORI CHISATO
  • DIOR
  • MULBERRY
  • ALEXANDER MCQUEEN, ANDREAS KRONTHALER FOR VIVIENNE WESTWOOD
  • UNDERCOVER
  • COURREGES
  • CHANEL, YVES SAINT LAURENT
  • BALMAIN
  • CELINE
  • ANREALAGE
  • LOEWE
  • DRIES VAN NOTEN, MAISON  MARGIELA
  • FAITH CONNEXION, SANDRO
  • MIRA MIKATI, OFF WHITE, ROCHAS
  • MUGLER, VERA WANG
  • JOHN GALLIANO
  • LOUIS VUITTON
  • STELLA MCCARTNEY, ELLERY
  • MIU MIU, Y'S
  • SACAI, UNRAVEL
  • YUNJA WATANABE, YOHJI YAMAMOTO
  • VALENTINO
  • RICK OWENS

 

Con le sfilate di Parigi si è conclusa la presentazione delle collezioni pret a porter dell’estate 2019 e la tendenza più forte è la NON tendenza. Tra le molte “ correnti” , le  trasparenze, si sono viste un po’ovunque, da N.Y .a Londra, a Milano e a Parigi, se proprio bisogna segnalare un trend in mezzo ad una scelta ampissima che suggerisce ad ognuno la libertà di essere se stesso. Questo report vuole essere una sintesi dei look più interessanti senza suddividere in tendenze, perché oggi la moda, non esiste più come dictat , si è evoluta da fenomeno di massa a libera espressione, e il “ si usa “ o “ va di moda” come si diceva qualche anno fa, è diventata la frase meno di moda, finalmente, e adesso, liberi tutti !

 

FASHION FILM festival MILANO

19 SETTEMBRE 2018

 

  • Fendi by wiissa for Fendi
  • Baton by Alber Moya for Dri
  • GAN GAN di Dafe Oboro per Mowalola Studio
  • Nanushka by Chantal Anderson
  • Paternoster by Wim Wenders for Jil Sander

 

Siete pronti per il 5 Fashion Film Festival Milano ? Preparatevi ad una maratona di proiezioni e dibattiti, più una serie di eventi collaterali gratuiti, dal 20 al 25, ovviamente nel mezzo della fashion week, all’Anteo Palazzo del Cinema. Apre il Festival la proiezione ad inviti di MC QUEEN, di Ian Bonhôte e Peter Ettedgui, il doc sulla vita e la carriera dell’indimenticabile stilista inglese con la colonna sonora del compositore Michael Nyman, per proseguire con una manifestazione intensa e coinvolgente per tutti e cinque i giorni curata e diretta da Constanza Cavalli Etro. Il tema clou della rassegna è, ovviamente, il concorso che ha lo scopo di scoprire e supportare i giovani talenti, tra registi, designer, stylist, e avvicinare in un luogo di confronto,emergenti e icone del mondo della moda e del cinema, scopo fondamentale di Constanza Cavalli Etro, fondatrice del Festival, per la quale è importantissimo che una giuria importante a livello mondiale, possa davvero cambiare la vita ai giovani che partecipano al concorso. I fashion film della Selezione Ufficiale sono oltre 200, provenienti da 50 Paesi e scelti tra le 800 proposte più sperimentali, visionarie, originali dell’intero panorama internazionale del video, per un pubblico trasversale.
Di tutto e di più: progetti editoriali creati per celebri piattaforme, canali televisivi, magazine indipendenti o percorsi creativi personali tra artisti e registi, tra i quali molti “ nomi” ( di David LaChapelle sarà proiettato Photographers in Focus ) e, altro evento fuori concorso, il doc We Margiela, un percorso sul processo creativo del grande designer.
Lo scorso anno, aveva preso il via FFFMilano for Women, la voce femminile nel cinema, nell’arte e nella moda e quest’anno si aggiunge FFFMilanoforGreen, dedicata alla divulgazione della cultura e della moda sostenibile. Per la sensibilizzazione di questo importantissimo tema, Il progetto di David McIlvride e Roger Williams è un’indagine su come i processi di produzione irresponsabili dei vestiti influiscano sull’ambiente e sugli esseri umani, proponendo anche delle soluzioni alternative.Venerdì 21 la proiezione in anteprima italiana del doc RiverBlue. Verrà attribuito anche il Best Green Fashion Film.
Naturalmente non mancano i talk con i membri della giuria e altre personalità di cinema e moda; domenica 23 alle 17 per esempio, talk con Max Vadukul.
La giuria internazionale, composta da Ana Lily Amirpour, vincitrice dello Special Jury Prize al Festival di Venezia 2016; Max Vadukul, fotografo inglese di fama internazionale con alle spalle grandi collaborazioni con riviste come The New Yorker e Rolling Stone; Caroline Corbetta, curatrice d’arte contemporanea; Pablo Arroyo, creative director di L’Officiel Hommes Francia, Orsola de Castro, fondatrice di Fashion Revolution e attivista ambientale per la moda sostenibile; Umit Benan, fashion designer di origini turche; Nicoletta Santoro, Creative Director at Large e stylist della rivista Town&Country; Piera Detassis, direttrice artistica dell’Accademia David di Donatello e della rivista Ciak, assegnerà i 14 Premi delle categorie raccolte in due sezioni Established Talent e New Talent. ma anche il pubblico sceglierà, attraverso il voto online, il proprio fashion film preferito, a cui verrà assegnato il premio People’s Choice Award.

 

 

 

N.Y. fw spring summer 19

13 SETTEMBRE 2018

 

  • RODARTE
  • MICHAEL KORS
  • ALEXANDER WANG
  • M MISSONI
  • JI OH
  • LONGCHAMP,  JEREMY SCOTT
  • ECKHAUS LATTA
  • MARK JACOBS
  • RED VALENTINO
  • VAQUERA

 

Difficile, se non impossibile parlare di tendenze ormai; da anni e per fortuna, l’unica reale tendenza è quella di personalizzare, di essere diversi, uscire dal coro, esprimere la propria individualità spesso, e meglio, attraverso brand emergenti non ancora omologati. In questa scelta dalle sfilate newyorkesi, c’è un po’ di questo e un po’ dell’altro, brand storici, altri poco conosciuti ai più, e altri ancora, come vaquera, appena nati, ma già molto promettenti. A ognuno il suo stile, dai romanticismi sofisticati di Rodarte, allo stile vagamente “70” di Michael Kors e M Missoni, all’ urban punk- rock di Alexander Wang, alle frange hippie di lusso di Longchamp, alle bambole in piume di struzzo e macro volants di Marc Jacobs fino agli abiti destrutturati di Vaquera, tutto è possibile e meravigliosamente anarchico.

 

No minimal SNEAKERS

11 SETTEMBRE 2018

 

  • GUCCI
  • MAISON MARGIELA
  • MARNI 2
  • VERSACE
  • BUFFALO LONDON
  • BURBERRY
  • VETEMENT
  • MSGM
  • ACNE STUDIOS
  • PRADA

 

Diamo il via alla nuova stagione con un passo nell’eccesso. Le sneakers più nuove per la stagione autunno inverno 18- 19, decisamente non sono minimal : hanno suole alte che le rendono mastodontiche e mix di colori che non possono passare inosservati, perfette per chi ama essere al centro della scena. Qui una selezione dai brand a cinque stelle.

 

 

 

 

il CINEMA a VENEZIA 75

29 AGOSTO 2018

 

  • "SUSPIRIA", DI LUCA GUADAGNINO CON DAKOTA JOHNSON
  • "THE BALLAD OF BUSTER SCRUGS" DI JOEL ED ETHAN COEN
  • NATALIE PORTMAN IN "VOX LUX"
  • ALFONSO QUARON SUL SET DI "ROMA"
  • WILEM DAFOE NEI PANNI DI VAN GOGH IN "AT ETERNITY'S GATE"DI JULIAN SCHNABEL

 

Inizia oggi la 75esima edizione del Festival del Cinema di Venezia , la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia , per essere corretti, forte di un programma ricchissimo e giudicato dal quotidiano inglese Guardian, “ il miglior programma di sempre “, che vede nei 21 film in concorso, nomi come Damien Chazelle (Oscar per La La Land), Joel & Ethan Coen (4 statuette), Alfonso Cuaron (vinse per Gravity), Florian H. Von Donnersmarck (il regista tedesco di Le vite degli altri, Miglior film straniero), l’ungherese Laszlo Nemes (Il figlio di Saul, Miglior film straniero 2016 .. erano anni che non si vedevano così tanti Premi Oscar in gara per il Leone d’Oro, più quelli che hanno avuto almeno una nomination: Luca Guadagnino, Jacques Audiard, Yorgos Lanthimos, Mike Leigh, Julian Schnabel, Paul Greengrass…La giuria è presieduta da Guillermo Del Toro, vincitore della passata edizione con “ La forma dell’acqua” e composta da Trine Dyrholm, Nicole Garcia, Paolo Genovese, Sylvia Chang, Malgorzata Szumowska, dalle star Christoph Waltz e Naomi Watts e dal regista del film Marvel Thor: Ragnarok, il neozelandese Taika Waititi.
Questi i film in concorso :

First Man di Damien Chazelle, con Ryan Gosling e Claire Foy (USA)
The Mountain di Rick Alverson con Jeff Goldblum e Tye Sheridan (USA)
Double Vies di Olivier Assayas con Juliette Binoche (FRANCIA)
The Sisters Brothers di Jacques Audiard, con Joaquin Phoenix, William C Macy, Jake Gyllenhaal (USA)
The Ballad of Buster Scruggs di Joel ed Ethan Coen (USA)
Vox Lux di Brady Corbet con Natalie Portman, Jennifer Jason Leigh e Jude Law (USA)
22 July di Paul Greengrass (NORVEGIA)
Roma di Alfonso Cuaron (MESSICO)
Suspiria di Luca Guadagnino, con Dakota Johnson, Tilda Swinton e Chloe Grace Moretz (ITALIA)
Werk Ohne Autor di Florian H Von Donnersmarck (GERMANIA)
The Ninghtingale di Jennifer Kent, con Aisling Franciosi e Sam Claflin (AUSTRALIA)
The Favourite di Yorgos Lanthimos, con Emma Stone, Rachel Weisz e Olivia Colman e Joe Alwyn (IRLANDA/GB)
Peterloo di Mike Leigh (GB)
Capri-Revolution di Mario Martone (ITALIA)
What You Gonna Do When The Worlds’s On Fire? di Roberto Minervini (ITALIA)
Sunset di Laszlo Nemes (UNGHERIA)
Frères Ennemis di David Oelhoffen con Matthias Schoeneaerts (BELGIO)
Nuestro Tiempo di Carlos Reygadas (MESSICO)
At Eternity’s Gate di Julian Schnabel, con Willem Dafoe, Oscar Isaac ed Emmanuelle Seigner (USA)
Acusada di Gonzalo Tobal (ARGENTINA)
Killing di Shinya Tsukamoto (GIAPPONE)

Apre ufficialmente il Concorso la proiezione di First Man – Il primo uomo, il nuovo film di Damiel Chazelle con Ryan Gosling nei panni dell’astronauta Neil Armstrong, il primo uomo a mettere piede sulla Luna. Oltre al First Man , sono tanti i film americani importanti che verranno proiettati al Lido, a partire da quelli del concorso:i mitici fratelli Cohen con The Ballad of Buster Scruggs, ma anche The Mountain di Rick Alverson, Vox Lux di Brady Corbet, con Natalie Porman, e l’At Eternity’s Gate che è il biopic di Julian Schnabel su Van Gogh con Willem Dafoe nei panni del genio olandese. Unica donna in concorso la Jennifer Kent di Babadook, con The Nightingale.
Nelle altre sezioni, tra i 10 doc a detta di Alberto Barbera tutti strepitosi, il documentario di Erroll Morris su Steve Bannon, American Dharma, e quello su Monrovia, Indiana di Frederick Wiseman, mentre Emir Kusturica porta il docu El pepe

Sono sei, e tutti super, i titoli di Netflix presentati al Lido: 22 July di Paul Greengrass (in concorso); Roma di Alfonso Cuaron (in concorso); il già citato The Ballad of Buster Scruggs di Joel e Ethan Coen (in concorso); Sulla mia pelle di Alessio Cremonini (Orizzonti); il Welles postumo The Other Side of the Wind (fuori concorso); il doc They’ll love me when I’m dead (fuori concorso).
Prodotti da Amazon Studios sono invece il remake di Suspiria di Luca Guadagnino con l’immancabile Tilda Swinton, e Peterloo di Mike Leigh, tutti e due in concorso.
Tra i tanti ospiti, grande attesa per Lady Gaga, presente alla proiezione in prima mondiale, Fuori Concorso, di A Star is Born, debutto nella regia di Bradley Cooper, interpretato dallo stesso Cooper e da Lady Gaga, nel suo primo ruolo da protagonista nel film co-sceneggiato e prodotto da Bradley Cooper, che duetta nel film con Lady Gaga su canzoni originali nel terzo remake del film di William Wellman del 1937, dopo quello di Cukor del ’54 e la versione del ’76 con Barbra Streisand e Kris Kristofferson.

Negli eventi collaterali da non perdere ci sono, le conversazioni di Miu Miu Women’s Tales che permetteranno a protagoniste del mondo dello spettacolo come Dakota Fanning, Kristine Froseth, Stacy Martin, Sadie Sink, Gugu Mbatha-Raw, Bel Powley e Haifaa Al-Mansour di parlare della propria esperienza e dei cambiamenti in atto nell’industria dello spettacolo.
E per per gli appassionati di cinema la masterclass con David Cronenberg , il 5 settembre, premiato, quest’anno, insieme a Vanessa Redgrave, con il Leone d’oro alla Carriera.

 

 

 

LOCARNO festival 2018

 

29 LUGLIO 2018

 

  • BLAZE  -  ETHAN HAWKE
  • GANGBYUN HOTEL  -  HONG SANG-SOO
  • BLACKKLANSMAN  -  SPIKE LEE
  • I FEEL GOOD  -  BENOIT DELEPINE E GUSTAVE KERVEN
  • DIANE  -  KENT JONES
  • LA FLOR  -  MARIANO LLINAS
  • L OSPITE  -  DUCCIO CHIARINI
  • THE EQUALIZER  -  ANTOINE FUQUA
  • SEDUCAO DA CARNE  -  JULIAN BRESSANE
  • MENOCCHIO  .  ALBERTO FASULO
  • PAJAROS DE VERANO  -  CIRO GUERRA E CRISTINA GALLEGO

 

L’appuntamento al Locarno Festival è dal 1 all’11 agosto. Una chicca, e chi ama il cinema lo sa. Qui si trovano film d’autore, sperimentazione, titoli internazionali, dibattiti, retrospettive, eventi speciali, molta attenzione per i giovani registi e perfino una sezione dedicata ad un pubblico che va dall’infanzia all’adolescenza. Il tutto in un clima friendly e partecipativo, con sezioni ed eventi dislocati intorno alla Piazza Grande, luogo icona del Festival e suggestiva “sala di proiezione “ principale. Una vera festa del cinema, in un clima disteso, quasi vacanziero, ma non per questo meno prestigioso degli altri due grandi festival europei di Venezia e Cannes.
Il fil rouge che attraversa la 71esima edizione del Festival è l’umanesimo. Il direttore artistico Carlo Chatrian:
“Mettere al centro del programma l’uomo può apparire scontato; tuttavia mi pare che mai come in quest’epoca le persone abbiano paura di guardare in faccia al prossimo. Si preferisce abbassare lo sguardo, farlo cadere su un piccolo monitor che non ci abbandona mai e che, come una coperta di Linus, ci copre il volto. Allora lo schermo del cinema, così grande da non poter essere evitato, acquista un nuovo ruolo. Il cinema, quella sala dove la dimensione collettiva è imprescindibile, diventa il luogo in cui il volto del prossimo ci guarda. E ci pone domande che non sono più eludibili. L’idea di rivendicare l’importanza e la dignità dell’uomo, di affermare – come fanno le gocce che pitturano il manifesto di quest’anno – che ogni uomo è unico, prezioso e insostituibile, è rilanciata da una celebrazione che Locarno ha deciso di accogliere: i settant’anni della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, organizzata in collaborazione con le Nazioni Unite. Pensare che il Festival abbia la stessa età di questa “carta”, così semplice ed essenziale, stimola e inorgoglisce.
Il Locarno Festival è diventato, anno dopo anno, un momento importante in cui scoprire nuovi registi. Ci sono film che devono trovare il loro posto nel panorama cinematografico e una parte di quelli nel programma – perfino in Concorso – non verranno distribuiti nelle sale. Film all’avanguardia, che aprono nuove strade. E’ un festival che si frequenta d’estate, quando si è in vacanza, anche per questo frequentato da un pubblico giovane, per cui oltre agli aficionados che vanno al festival da anni, c’è un forte ricambio generazionale, e cosa che fa piacere, non ci sono distinzioni di accreditati, i posti sono liberi, eccetto quelli della giuria. Negli ultimi anni è stato potenziato e strutturato un programma formativo che è Locarno Academy, un percorso diversificato per attività: per chi ha iniziato o sta iniziando a fare film (Filmaking Academy), per chi si occupa della scrittura cinematografica (Critics Academy), per chi inizia a lavorare nel mondo dell’industria (Industry Academy).
La grande retrospettiva di quest’anno, dopo altri grandi maestri come Lubitsch, Minnelli e Cukor, è dedicata al regista e sceneggiatore Leo McCarey vincitore di tre premi Oscar, che apre il programma della Piazza Grande. McCarey ha lasciato un’impronta indelebile sia nel cinema comico sia nella grande stagione della commedia. Nei suoi film il bambino, l’adulto, l’anziano sono raccontati con delicatezza e precisione con la lieve grazia tipica del cinema classico.
Per il cinema americano, BlacKkKlansman di Spike Lee (già visto a Cannes), il thriller The Equalizer di Antoine Fuqua con Denzel Washington e l’imperdibile Blaze diretto da Ethan Hawke, che riceverà anche l’Excellence Award come riconoscimento alla carriera, ( proiettati anche alcuni dei film più belli in cui ha lavorato, da «L’attimo fuggente» a «First Reformed») a Meg Ryan il Leopard Club Award e all’autore francese Bruno Dumont (al quale è dedicata una piccola retrospettiva tra cui “L’età inquieta” e “L’humanité”) il Pardo d’onore.
Da vedere la commedia “I Feel Good” di Benoît Delépine e Gustave Kervern con protagonista Jean Dujardin, il drammatico “Pájaros de verano” di Ciro Guerra e Cristina Gallego e l’italiano Duccio Chiarini con “L’ospite”.
Nel Concorso Internazionale, interesse per il sudcoreano “Gangbyun Hotel” di Hong Sang-Soo, l’americano “Diane” di Kent Jones e l’argentino “La flor” di Mariano Llinás, film diviso a episodi della durata complessiva di 14 ore. Per l’Italia è in lizza Alberto Fasulo (vincitore della Festa del Cinema di Roma con «Tir») con “Menocchio”
Nella sezione Signs of Life, la presenza del regista brasiliano di culto Julian Bressane con “Sedução da carne”.
Evento speciale la proiezione di una nuova versione di “Good Morning Babilonia”, film del 1987 dei fratelli Taviani, omaggio a Vittorio, da poco scomparso, mentre come omaggio al grande documentarista Claude Lanzmann verrà riproposta la sua monumentale opera “Shoah” del 1985.
Il programma di quest’anno mostra film che, invece di rappresentare i conflitti di questo nostro strapazzato mondo, si concentrano su storie private, come lettere d’amore.

 

°LocarnoFestival

 

le carte di VIVIENNE westwood

 

24  LUGLIO 2018

 

 

Pioniera di molte battaglie sulla non violenza, contro la guerra, il razzismo, l’emarginazione, e la Tatcher, Vivienne Westwood ha sempre incarnato lo spirito di chi combatte per le cause dell’umanità attraverso messaggi al passo con i problemi più scottanti e attuali su t-shirt, giacche, pantaloni, e qualsiasi cosa si potesse adattare allo scopo, usando le sue passerelle come strumento mediatico. Ambientalista da sempre, l’ indomita settasettenne, è una delle icone punk del regno britannico da quando, nel 1971, fondò con Malcom McLaren il suo primo negozio, Let it Rock” al 430 di Kings Road che nel 1975, l’anno del punk, venne ribattezzato “Sex”, e divenne il simbolo del movimento anti-establishment. Oggi Vivienne dice di essere annoiata dalla moda ed è intensamente coinvolta nella lotta contro il riscaldamento globale, e, oltre ad una produzione sempre più sostenibile, da anni cura un blog molto attivo: “Climate Revolution”.
Non c’è scelta tra un’economia verde e l’estinzione di massa, abbiamo 20 anni per fermare le cose, altrimenti raggiungeremo un punto di non ritorno e potremo tracciare una linea che attraversi tutta la terra e qualsiasi luogo al di sotto di Parigi sarà inabitabile. Entro la fine di questo secolo saremo solo un miliardo di persone . . Abbiamo a malapena una generazione per cambiare le cose prima che sia troppo tardi”e purtroppo i politici non ascoltano gli scienziati .”
C’è poi il suo impagno per la foresta pluviale:
“Non proviamo a comprare la foresta, ma lavoriamo con le popolazioni indigene per far ottenere loro dei documenti completamente legali, in modo che possano possedere il loro pezzo di foresta dove hanno vissuto per centinaia di anni. Si occupano con passione della loro terra e diamo loro la stessa quantità di denaro per salvare la foresta che i taglialegna gli avrebbero dato per abbatterla. Il piano è di salvare l’intera foresta dall’abbattimento per cento milioni di sterline, che è davvero poco in fondo. Anche la Regina si è unita al progetto e ora ci sta lavorando. Ogni sterlina salva un albero”
Due anni fa ha pubblicato Get a Life: una raccolta dei diari, edita da Serpent’s Tail, in cui racconta sei anni di “Climate Revolution”, tra moda e attivismo.
«I miei diari parlano delle cose a cui tengo Non solo fashion ma anche arte, scrittura, diritti umanitari, cambiamenti climatici e libertà. Li ho chiamati Get a Life, perché è così che mi sento: bisogna farsi coinvolgere, parlare chiaro e agire». Nel libro i viaggi in Amazzonia fra le comunità tribali per la protezione della foresta pluviale, la protesta su un carro armato diretto alla casa di David Cameron a Costwolds contro le trivellazioni, l’opera di sensibilizzazione di celebrity e amici e tante altre iniziative promosse dalla “dama del punk inglese”.
L’ultima è un video per promuovere una collezione di carte da gioco, un Pack of Cards per comunicare i valori che porta avanti col suo brand. Le carte da gioco, rilasciate sul sito di Climate Revolution una volta a settimana, veicolano, in puro stile Westwood, messaggi legati a temi che supporta: il riscaldamento globale, la sostenibilità, l’ecologia, l’amore e il rispetto per la natura e il mondo animale.
Nel video , Vivienne Westwood, coperta solo da un lenzuolo, annuncia il suo nuovo progetto iniziato con la carta dell’asso di picche intitolata Motherfucker in riferimento alla collezione uomo Primavera Estate 2018.