SNEAKERS spring summer 2019

5 MAGGIO 2019

 

  • GIUSEPPE ZANOTTI
  • MIU MIU, ACNE STUDIOS, VETEMENT, OFF WHITE
  • STELLAMCCARTENEY, RUCOLINE, ETRO, BOTTEGAVENETA
  • PIERRE HARDY
  • GUCCI
  • CAT, RUCOLINE, PRADA
  • SAINT LAURENT
  • VALENTINO GARAVANI, CHRISTIAN LABOUTIN
  • GOLDEN GOOSE DELUXE , VOILE BLANCHE
  • GOLDEN GOOSE
  • PAULA CADEMARTORI, MAISON MARGIELA, NIKE
  • VERSACE, SISLEY, VALENTINO GARAVANI, ATLANTIC STARS
  • WHOMSH
  • VEJA
  • SUPERGA
  • BENSIMON, ADIDAS, CONVERSE

 

Il trend più forte per le sneakers 2019 ? Il bianco. Bianco e colore, bianco e nero, bianco e stampe oppure graffiti, bianco immacolato o un più morbido panna , ma bianco. Le suole a carrarmato, sempre più presenti anche in quelle che un tempo erano le “ scarpe da tempo libero o ginnastica “ sono solo all’inizio del loro exploit, ma sono candidate ad essere le protagoniste del prossimo inverno. I metalli, oro , argento o bronzo che siano, sono un must irrinunciabile, preannunciano una stagione invernale dove paillettes, lurex e bagliori metallici fanno la parte del leone su abiti e accessori. E vi pare che possa esistere un’estate senza colore ? Dai teneri pastelli ai colori evidenziatore, impossibile farne a meno. Detto questo, personalmente credo nel ritorno della semplicità, del grande classico, delle sneaker passate indenni nella storia, come tutto quello che ha classe. La passpartout. La tempo libero per definizione. Per storia. Per elezione. E allora parliamo delle gloriose Superga, le prime sneakers italiane, nate nel 1929 nell’azienda torinese che ne ha vendute milioni di esemplari, a partire da quella prima, classicissima e insuperata eleganza fatta di tela e gomma vulcanizzata che spopolò da subito su tutti i campi da tennis e divenne LA scarpa da tennis. E le All Star Chuck Taylor? Ideate nel lontano 1923 dall’omonimo Chuck, giocatore professionista di pallacanestro, le conosciamo tutti. Tutti ne abbiamo avuta almeno una. Dai top manager alle rockstar, le Converse All Star Chuck Taylor sono le tela e gomma più famose al mondo. Si calcola che ne siano state vendute, ad oggi, più di 800 milioni di paia. Fa impressione vero? E dire che in quasi cento anni, sono rimaste fedeli all’originale, declinate in una sconfinata gamma di colori e stampe, rieditate in speciali capsule in collaborazione con designer e brand super fashion, ma mantenendo quell’inconfondibile “impronta “. E le leggere, semplicissime scarpette di cotone con la punta in gomma bianca., un cult parigino, le Bensimon, scarpe famose per aver calzato i piedi di icone internazionali come Jane Birkin, Brigitte Bardot, Claudia Schiffer e Julia Roberts, un mito glamour e funzionale: perché semplici e sofisticate, lussuose e accessibili, trendy e basic, vintage e fresche, umili ma leggendarie, ultrafrancesi ma anche ultrainternazionali, un must-have nel guardaroba di ogni fashion addicts. E per finire con i modelli che hanno segnato la storia, un’altra “ nonna” evergreen: la Stan Smith Adidas. Anche qui, l’origine della mitica, è dovuta al mondo del tennis, precisamente all’incontro di Adolf Dassler, fondatore di Adidas, con l’atleta americano che ai tempi dominava la scena internazionale del tennis ( si parla del 1973 ) La Stan Smith si trasformò presto in un oggetto cult di lifestyle con più di 30 milioni di paia vendute nel mondo sino a oggi. Simbolo di appartenenza stilistica dalle più diverse sottoculture giovanili degli ultimi decenni, dagli skater ai rappresentanti più in vista del movimento hip-hop. Icone senza tempo, si sono declinate in innumerevoli varianti e special edition. Per chiudere questa lunga parentesi su quattro icone della storia sneakers, una dichiarazione di Miuccia Prada dopo la sfilata della collezione Cruise di New York che non c’entra con le sneackers ma con una filosofia di pensiero: «Questa semplicità del vestire è la mia protesta contro il caos e, insieme, il tentativo di capirlo e forse migliorarlo». Si chiama stile. Infine, tornando a noi, come non parlare dell’evoluzione dei materiali ecosostenibili anche per le scarpe, che finalmente non hanno niente da invidiare alle altre, in fatto di design. E’ di Womsh la vegan l’innovativa sneaker fatta con il 50% di scarti di mela e poliuretano e, oltre alla ricerca eco sostenibile,  Womsh partecipa attivamente alla tutela dell’ambiente  insieme a Treedom, grazie a cui è possibile piantare alberi e seguirne la crescita online, finanziando direttamente i contadini locali. Un altro importante marchio all’avanguardia della ricerca eco, è Veja, che con Blue de Paname, propone una collezione unisex dallo stile retro – running, realizzata con un tessuto tecnico fatto al 70 % con cotone organico e al 30% con plastica riciclata e altra new entry, la linea Lemaire, in cotone organico, agroecologico ed equo solidale.

 

THE SKATEROOM art for social impact

2 APRILE 2019

 

  • NOBUYOSHI ARAKI: ORCHID - GEISHA. HAND SIGNED.
  • JEREMYVILLE PORTRAIT / JEREMYVILLE: YESTERDAY,TODAY,FOREVER
  • ANDY WARHOL SET COLOURED CAMPBELL'S SOUP CANS
  • ANDY WARHOL: BANANA, 1966
  • ANDY WARHOL:  FLOWERS
  • PAUL MCCARTHY'S SET
  • PAUL MCCARTHY: TRUMP BOX SET
  • Robert Rauschenberg: WATERMELON MEDLEY
  • CHERI SAMBA: J' AIME LE COULEUR
  • Albert Oelhen: UNTITLED
  • shepard fairey: NO FUTURE
  • JEAN MICHEL BASQUIAT:  IN ITALIAN - HOLLYWOOD AFRICANS
  • KEITH HARING: CRACK IS WACK
  • Skateistan: Skate School Launch . ph. Tim-MoolMAN

Immagini THE SKATEROOM

 

Arte e street art, street art e skateboard. Non è uno strano parallelo, l’arte viene molto spesso dalla strada, e a celebrarne lo stretto connubio, ci ha pensato The Skateroom, un progetto/associazione culturale di Bruxelles che con una parte del ricavato finanzia ONG in giro per il mondo, come Skateistan, che si occupa di creare “skate camp” per sostenere progetti sociali dedicati a bambini e ragazzi fra i 5 e i 17 anni nelle aree a rischio, in particolare Afghanistan, Cambogia e Sud Africa. Grandi nomi dell’arte, della fotografia, e illustratori di fama internazionale hanno collaborato e collaborano al progetto: Araki, Paul McCarthy, Jeremyville, Jean Jullien, Steven Harrington, l’Estate di Jean-Michel Basquiat, la fondazione Andy Warhol, quella di Robert Rauschenberg, la Fondation Magritte, per citarne alcuni. Skateboard d’autore che possono essere una forma di collezionismo, le tavole firmate da ROA, James Jean o a KAWS, decorate per la Supreme, oggi sono valutate intorno ai 6.000 dollari, e infatti i deck ancora privi di ruote, si possono appendere in casa come autentiche opere d’arte. Dicono alla Skateroom: “Collaboriamo con artisti contemporanei per creare edizioni di opere d’arte sul ‘medium’ skateboard. Queste opere in edizione limitata sono pensate per essere appese a una parete, proprio come dipinti. Ma chi lo desidera può tranquillamente utilizzarle per lo skateboarding – spiega l’azienda -. Continuiamo a esplorare e spingere i confini dell’arte dello skateboard rilasciando edizioni artistiche uniche e da collezione”. Skateboard artistici proposti ad un prezzo accessibile per rendere l’arte disponibile al grande pubblico. Arte e strada, arte e vita. Attualmente – conclude Skateroom – il programma ha raggiunto oltre 1.500 giovani a rischio, tra i 5 ei 17 anni, ogni settimana nelle loro scuole in tutto il mondo”.

“Our collective future depends upon business ideas becoming a means for building, financing and implementing solutions to the globe’s most pressing problems.”

The Skateroom

 

SPARK PROGRESS converse movie

21 MARZO 2019

 

 

Spark in progress è la nuova campagna di Converse dedicata alla new generation della community creativa di Londra, una dichiarazione di impegno per aiutarli a raggiungere i loro obiettivi. Il film documenta processo creativo , ambizioni, tensioni, prove e successi di cinque ragazze: Ama Lou, cantante , autrice e regista da North London; Paria Farzaneh, basata a Londra ma di origini iraniane, menswear designer; Lava La Rue , cantante, skater e artista da West London; RAYE, cantante e autrice, di South London, e Feng Chen Wang, menswear designer. Spark in progress è la nuova campagna di Converse dedicata alla nuova generazione della community creativa di Londra, una dichiarazione di impegno per aiutarli a raggiungere i loro obiettivi, supportando i loro progressi cerativi con un forte storytelling. Un account instagram ufficiale @converse_london e una pagina che sarà la piattaforma che ospiterà le storie di chi vorrà collaborare, www.Converse.com/London, mostreranno il lavoro che giovani progress-maker della città stanno creando con il marchio. Una bella idea che sarebbe fantastico se si estendesse anche ad altri Paesi.

 

 

FW 2019 show by PARIS

6 MARZO 2019

 

  • CHANEL
  • CHRISTIAN DIOR
  • ESTEBAN CORTAZAR, ELLERY
  • Y - PROJECT
  • OFF WHITE
  • SACAI
  • SACAI
  • LOEWE, DRIES VAN NOTEN
  • UNDERCOVER, BARBARA BUI
  • TSUMORI CHISATO
  • MAISON MARGIELA
  • ANDREAS KRONTHALER FOR VIVIENNE WESTWOOD
  • YOHJI YAMAMOTO
  • Y'S YOHJI YAMAMOTO
  • MIRA MIKATI, AALTO
  • VALENTINO
  • ROCHAS, SAINT LAURENT, GUY LAROCHE
  • RICK OWENS
  • MIU MIU
  • MUGLER, NOIR KEI NINOMY
  • ISSEY MIYAKE, BALENCIAGA
  • ANN DEMEULEMEESTER, BEAUTIFUL PEOPLE

 

Tirando le somme delle proposte dalle passerelle parigine, si nota un incremento del colore, dal color block di Issey Miyake, a Balenciaga, ai rossi di Dior, al fucsia di Chanel, fino al giallo ancora forte un po’ ovunque, dallo street alla scena couture anni 60 di Valentino. Del quadrettato, che sia madras o tipo giaccone canadese, pare non se ne possa più fare a meno, nemmeno da Dior.. rimane stabile anche il vinil / vernice sia di giorno che di sera. Lo stile militare, altro grande evergreen, fa la sua comparsa anche nella collezione di Miu Miu con un camouflage che va dai pantaloni sotto al ginocchio alla mantella , e fiori tutt’altro che invernali sbocciano anche sul piumino di Dries Van Noten, come a ricordarci che anche l’inverno più lungo eterno non è, anche se a dire il vero se ne vede sempre meno di inverno, “grazie” al surriscaldamento globale, e allora Ann Demeulemeester ci propone fluttuanti caftani di seta rossi e Andreas Kronthaler sfila teneri vestitini stampati a minuscoli fiori provenzali. In un mondo dove inverno e estate quasi quasi coesistono, ravvicinati da voli low coast sempre più allettanti e incuranti dei problemi dell’ambiente, le stagionalità sono in rapida diminuzione. Auguriamoci non troppo rapida.

 

 

FW 2019 show by MILANO

 

26 FEBBRAIO 2019

 

  • MOSCHINO
  • MSGM
  • VERSACE
  • BYBLOS
  • AU197SM
  • PRADA
  • PRADA
  • GUCCI
  • BOTTEGA VENETA
  • PLAN C
  • MM6 MAISON MARGIELA, GENNY, N 21
  • FENDI
  • IZZUE, ARTHUR ARBESSER

 

Essere libere di mettersi qualsiasi cosa, di scatenare il potere di esprimere se stesse, con libertà e, sarebbe meglio, con stile. Il nostro. Questo il messaggio sempre più forte e chiaro, su qualsiasi passerella. Ormai non ci sono più dubbi, siamo finalmente libere dai dogmi , il “ quest’anno si usa” non si usa più e dalla rivoluzione dell’essere, nata prima nelle strade, come tutte le rivoluzioni, tante immagini di donna sfilano, sempre più diverse, sulle passerelle delle capitali della moda. Possiamo dire che ci sono dei “trend” un po’ più forti di altri, e a volte, alcuni dettati dagli accadimenti sociali, ai quali i designers si ispirano mandando messaggi subliminali attraverso gli show, ma questo è spettacolo. Il concetto in realtà, è che la via è segnata, e la scelta di chi essere e come esprimerlo, sempre più nostra.

 

 

 

tutto il geniUS di MONCLER

21  FEBBRAIO 2019

 

  • MONCLER PIERPAOLO PICCIOLI
  • MONCLER PIERPAOLO PICCIOLI
  • MONCLER PIERPAOLO PICCIOLI
  • MONCLER 1952
  • MONCLER SIMONE ROCHA
  • MONCLER CRAIG GREEN
  • MONCLER RICHARD QUINN
  • MONCLER RICHARD QUINN
  • MONCLER RICHARD QUINN
  • MONCLER 1017 ALIX 9SM
  • MONCLER GRENOBLE
  • MONCLER PALM ANGELS
  • MONCLER PALM ANGELS

 

Di Moncler Genius avevamo già parlato un anno fa, quando il brand capitanato da Remo Ruffini esordiva con un concetto rivoluzionario di capsule collection “edited by” che si affiancano alla collezioni stagionali. Quest’anno i nuovi creativi che si aggregano alla squadra già messa insieme per il 2018 sono i designer Richard Quinn, Matthew, Williams di 1017 ALYX 9SM, Veronica Leoni e Sergio Zambon che condividono la guida di Moncler 1952 e si aggiungono a Pierpaolo Piccioli & Liya Kebede, Sandro Mandrino per Moncler Grenoble, Simone Rocha, Craig Green, Fragment Hiroshi Fujiwara, Palm Angels Francesco Ragazzi e Poldo Dog Couture. Il progetto Genius si stacca dal concetto di stagionale, puntando su  mini collezioni mensili firmate da designer diversi, il che aumenta l’’hype dietro a ogni release e accontenta gusti e pubblico diversi. One house different voices é il claim che del progetto che il marchio definisce di “approccio curatoriale”. E’ la prima volta che nella moda si usa il termine “curare” , preso dal mondo della cultura tradizionale ( di solito  si cura una pubblicazione editoriale o una mostra in un museo o in una galleria ). Per questa mostra-evento è stato inaugurato il Moncler Genius building: la casa Genius, realizzata negli ex Magazzini Raccordati in zona Ferrante Aporti a Milano, un’ area che “rivede la luce” per la prima volta dopo 60 anni di chiusura e che è parte di un piano di riqualificazione dell’area del comune di Milano, un tempo utilizzata per lo stoccaggio di merci. Un prato di fiori in stile pop-art è la scenografia della capsule disegnata dall’ inglese Richard Quinn, con un mix di capispalla, tute stampate, pumps e stivali imbottiti sopra al ginocchio.Da Pierpaolo Piccioli i piumini in nylon laqué sono una ricerca tra equilibrio e dimensione onirica. Sembra una festa hippie anni ’70 il tunnel che ospita la collezione di Sandro Mandrino per Moncler Grenoble: un’installazione realizzata in collaborazione con l’artista islandese Hrafnhildur Arnardóttir conosciuta come Shoplifter che, a partire da maggio, sarà esposta alla Biennale di Venezia nel padiglione dell’Islanda. Tecnicità dello ski-wear unita a tye and dye e patchwork dal sapore artigianale. Da Simon Rocha, un romantico bosco di betulle bianche per forme voluminose e romantiche. coperte che si trasformano in cappe e capi in tessuto sangallo. Spazio e architettura sono fondamentali per Craig Green, che ha improntato tutta la collezione sulla trasformabilità. Ogni capo è ripiegabile, modulabile, deve poter essere trasportato occupando meno spazio possibile.  Matthew Williams noto per il particolare utilizzo di hardware, unisce il gusto metropolitano e industriale in 1017 ALYX 9SM, per capispalla tinti in capo e accessori hi-impact come i sacchi a pelo.

 

 

REALITY INVERSE: l’ultimo short di maison margiela

20 FEBBRAIO 2019

 

 

Maison Margiela Reality Inverse è una conversazione visiva tra il direttore creativo John Galliano e il fotografo Nick Knight, e segna un nuovo capitolo nel linguaggio di Margiela, riprendendo i codici stabiliti dalla maison attraverso le più recenti collezioni. Premessa del progetto, uno studio dei valori dell’era tecnologica. Riconoscendo il nostro tempo come una nuova epoca di decadenza, John Galliano ritrae la sovrasaturazione di una presenza rappresentata attraverso una grafica generata al computer tra reale e virtuale . Girato con una lente invertita ad effetto negativo per una sovversiva rappresentazione tridimensionale del familiare. La colonna sonora, curata da Jeremy Healy, riprende In Dreams di Roy Orbison, protagonista la modella Duckie Thot . Lo short è stato montato sia in versione standard che in una versione con visione a 360 gradi che permette allo spettatore di spostarsi attraverso l’immagine in movimento cliccando sul mouse, creando un reale – e irreale – interazione fisica.

 

WESTWOOD : punk, icon, activist

14 FEBBRAIO 2019

 

 

 

 

Vivienne Westwood. Icona del punk inglese, stilista, attivista in difesa dell’ambiente. E’ in uscita nei giorni della settimana della moda, dal 18 al 20 febbraio, quindi tra pochi giorni, il doc diretto da Lorna Tucker che racconta la vita fuori dagli schemi a partire dagli inizi, durissimi di una delle icone più autentiche del nostro tempo, la storia di una donna eccezionale, che ha condotto una vita straordinaria, vissuta anche in momenti di grandi cambiamenti della storia contemporanea, che ha lottato per mantenere l’integrità del suo brand, dei suoi principi. Di umili origini, scappata di casa a 15 anni, arrivò a Londra negli anni 60, nel pieno dello splendore “Swinging”, tra le minigonne di Mary Quant e i colori e i sogni di Carnaby Street. L’incontro con Malcolm McLaren, impresario e manager dei Sex Pistols, il gruppo punk più rappresentativo del periodo e del movimento, ha segnato l’inizio della sua ascesa con il negozio di abbigliamento al n. 430 di King’s Road, che lanciò il genere punk, una cultura popolare rivoluzionaria e la carriera dei due: Let it Rock diventa Too Fast to Live Too Young to Die, Sex poi The Seditionaries. Nascono i Sex Pistols, ideati da McLaren, la Westwood è autrice delle parole di alcune canzoni, ma soprattutto della famosa maglietta strappata con la scritta Destroy indossata da Rotten, ora conservata al Victoria & Albert Museum. Dopo le spille sugli abiti, e con lo scioglimento dei Sex Pistols, McLaren e la Westwood portano sul catwalk la collezione Pirate . E’ il 1981 e il mondo della moda incomincia ad accorgersi del talento di questa ex punk- rocker. Nell’82 la coppia si separa e la Westwood, porta avanti da sola il marchio che prende il suo nome facendo fronte a situazioni finanziarie difficili e frustranti, creando la sua moda dal niente. “Non aveva soldi, non aveva sponsor – racconta la regista Lorna Tucker – realizzava gli abiti sul tavolo della cucina, di notte. Per anni, agli incontri con i professionisti, hanno riso di lei. Nonostante questo, è riuscita a emergere come un’icona culturale inglese e un fenomeno nel mondo del fashion. La sua energia contagiosa di è sempre divisa tra l’amore per il suo lavoro e l’impegno civile contro le guerre, le battaglie per i diritti e da sette anni, sempre più per l’ambiente, fondando Climate Revolution e recandosi, tra le altre cose, anche al Circolo Polare Artico per la missione di sensibilizzazione di Greenpeace verso i pericoli del cambiamento climatico. Ovviamente è stata tra le prime ad applicare i principi di sostenibilità ambientale alla sua azienda. Un ritratto intenso e toccante questo documentario, su una donna controcorrente e sempre profondamente radicata ai suoi valori che attraversando cinquant’anni di storia del costume inglese, di grande impatto culturale e rivoluzionario, che è diventata un’icona della moda e un modello di riferimento di più di una generazione. Si parla più di moda e un po’ meno di ambiente, come la Westwood avrebbe preferito, in questo documentario dove ci sono i racconti di tante persone ( ci sono anche i ricordi di Kate Moss (“le sue sfilate erano oltraggiose”) e Naomi Campbell (“era la nostra regina”). ” ma quello che emerge, su tutto, ( e come dubitarne? ) è la sua esplosiva personalità, a quasi 78 anni la sua inesauribile energia , e un messaggio : se vuoi fare qualcosa, fallo, e non mollare mai.

 

 

are you ready for SPRING ?

8  febbraio 2019

 

  • GUCCI NAVIGATOR, ETRO
  • VIVETTA, MISSONI
  • MICHAEL KORS
  • OFF WHITE,  RICK OWENS
  • PRADA, BOYY, MARNI
  • GANNI, VALENTINO
  • ETHYS, PRADA
  • PRADA
  • ADIDAS BY RAF SIMONS, OFF WHITE
  • WHITE OFF,  ROBERT CLERGERIE,  MICHAEL KORS
  • LOEWE, GIVENCHY
  • GUCCI, ANDY WOLF, PRADA

 

E’ vero, ancora non ne siamo fuori, dall’inverno, ma a febbraio le giornate sono già sensibilmente più chiare, la luce ci porta in vista della primavera e viene un’umanissima  voglia di qualcosa di nuovo da mettersi. Qui una carrellata di “pezzi da novanta “, quelli che si potrebbero definire “must”. Dagli occhiali a goccia di Gucci, o quelli fiammanti di Prada, ai sandali di Off White, agli scarponcini di tela di Adidas by Raf Simons, o la psichedelic pop t-shirt di Etro, ispiriamoci e lasciamoci sedurre.

 

 

EYTYS per H & M

 

25  GENNAIO  2019

 

 

E’ in vendita la nuova capsule collection di H & M dal mood sporty chic e dall’anima no gender che unisce cura e design. Eytys, iconico brand svedese basato a Stoccolma, universalmente conosciuto per le scarpe no gender dalla suola spessa in rilievo, e per i capi essenziali realizzati in modo impeccabile, ha disegnato per H&M una linea completa dal fit squadrato che minimizza ogni differenza di genere, una capsule che va dalle sneakers (con l’iconica suola caratteristica di Eytys ) alle t-shirt, dai giubbini cool alle felpe, il tutto caratterizzato da linee unisex e da materiali all’avanguardia. Al bianco, nero e giallo, si aggiunge la stampa pitonata, le frasi humor e il non-tessuto simil pelle verniciato e lucido. “Con questa collaborazione speriamo di far conoscere anche ai clienti di H&M la nostra filosofia di una moda resistente ed essenziale, in cui la funzionalità diventa il punto di forza e la distinzione di genere è sempre meno evidente” – ha dichiarato Max Schiller, Creative Director di Eytys, e aggiunge – ” La collezione si basa sulle proporzioni, con silhouette unisex dai tratti unici e dalle linee morbide, e con scarpe massicce dal design architettonico. Questa è l’idea di look gender-free per Eytys, ovvero uno stile che promuova l’integrità, il modo di essere e la sicurezza in se stessi”. Tutti i capi della collezione Eytys x H&M sono facilmente abbinabili, senza alcun vincolo di età, genere o stile. Ogni paio di scarpe, è venduto in una scatola personalizzata con un disegno dell’artista Zoe Barcza.

 

 

february CHOICE

2 FEBBRAIO 2019

 

Collana in plexiglas di Prada, decollete’ della collezione Marni Resort 2019, nuove Mary Jane con un mix di humor e romanticismo e sfera in metallo dorato sul cinturino, borsa a rete in nylon della collezione Resort 2019 di Jil Sander, Converse Chuck 70 in una speciale edizione Valentine’s Day con cuori sulla suola disponibili in versione Low e Hight in diversi colori

 

 

Being Cool is NOTHING NEW

 

24 GENNAIO 2019

 

 

Nell’odierna deflagrazione della sostenibilità anche nel settore moda ( e meno male e finalmente ) c’è , tra le tante, un’iniziativa che mi piace moltissimo perché accomuna il sostenibile alla fantasia, alla cura dell’identità ( di un capo che ami o hai amato e che non vuoi e non vorresti buttare ) , al “ to care ” .. E’ il progetto di IED Being Cool is Nothing New , ovvero: Ripara, Ricicla, Riconverti, Reinventa, Recupera, Reindossa. Riscopri l’originalità dell’usato rispetto all’accelerazione dei consumi, che sono le parole d’ordine della campagna di comunicazione e formazione Fashion Revolution, fondata da Orsola de Castro e Carry Somers nel 2013 e che l’Istituto Europeo di Design di Milano sposa nell’anno accademico in corso con un progetto educational multidisciplinare sul riuso creativo, che coinvolge gli studenti IED di Moda, Design, Arti Visive e Comunicazione Sostenibilità, customizzazione e riconversione creativa dell’usato (abiti, oggetti, accessori) come alternativa al “nuovo su nuovo”, all’acquisto continuo di nuovi capi (spesso di bassa qualità) con il conseguente spreco di risorse, aumento dei rifiuti, omologazione.
Fashion “Revolution” Perché il progetto stimolerà una vera (RI)GENERAZIONE, che guarda all’usato e alla personalizzazione come una risorsa, un segno distintivo, uno slogan per cambiare il mondo e sovvertire la cultura della produzione di massa e dell’accelerazione dei consumi, a vantaggio della riscoperta dell’unicità e dell’originalità attraverso l’usato e lo scarto, e la loro auspicabile appartenenza al Futuro.
In autunno un grande evento in IED Milano, presenterà gli output della progettazione in cui gli studenti – attraverso workshop esperienziali – trasmetteranno il saper fare acquisito ai coetanei e ai ragazzi delle scuole superiori, sull’importanza del comprare usato (anche nei charity shop), del trasformare, riparare, personalizzare per diventare così dei consumer-traders, imparando a pensare creativamente, a lungo termine e in modo consapevole su ciò che si indossa.
Trattandosi di un progetto multidisciplinare, gli studenti dei vari corsi saranno coinvolti in prima persona anche nell’ideazione e nella gestione dell’evento , oltre che nel racconto finale dell’iniziativa e dei suoi contenuti.

 

 

Emma Stone / Paul McCartney WHO CARE

20 DICEMBRE 2018

 

 

Una Emma Stone dalla straordinaria mimica facciale è un’Alice stravolta, in un Paese non proprio delle meraviglie nel video del nuovo singolo di Sir Paul McCartney, Who Cares.
La storia: durante un incontro con il suo analista Emma entra in ipnosi e inizia un viaggio psichedelico dove fa la parte della cappellaia matta, stravolta in un mondo dominato dall’ansia e dalle malelingue. Il video infatti ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del bullismo. Dichiara McCartney: “La mia speranza è che se ci sono ragazzini vittime di bullismo – e purtroppo ci sono – magari ascoltando questa canzone e vedendo il video possano sentirsi un po’ incoraggiati e non sentirsi troppo giù magari riusciranno a pensare che sia una cosa inaffrontabile. E che magari ci si può ergere contro le cattiverie e andar oltre

#WhoCaresIDo

… SE DAVVERO VOLESSIMO …

18 DICEMBRE 2018

 

 

Condivido il discorso che tutti i media e i social del mondo hanno condiviso in questi giorni, quello fatto da Greta a nome di CLIMATE JUSTICE NOW alla Conferenza Mondiale sul Clima. Sono le parole più toccanti ascoltate fino ad ora su quello che non è un “ tema ” , ma l’urgenza del pianeta che ci ospita, che non è nostro, ma di tutti gli esseri viventi di oggi e di quelli che potrebbero essere di domani , se riusciremo a salvarlo. E DOBBIAMO.
E’ un dovere di tutti, è una necessità che non può più aspettare neanche un giorno. Ma lo dice meglio lei, meglio di chiunque lo abbia detto finora. Grazie Greta.

” Mi chiamo Greta Thunberg, ho 15 anni e vengo dalla Svezia. Parlo a nome di Climate Justice Now. Molte persone dicono che la Svezia è solo un piccolo paese e non importa quello che facciamo. Ma ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza. E se alcuni bambini possono ottenere titoli di giornale in tutto il mondo solo non andando a scuola, allora immagina cosa potremmo fare tutti insieme se lo volessimo davvero.
Ma per farlo, dobbiamo parlare chiaramente, non importa quanto possa essere scomodo.
Parlate solo di una crescita economica eterna e verde perché avete troppa paura di essere impopolari. Parlate solo di andare avanti con le stesse cattive idee che ci hanno portato in questo casino, anche quando l’unica cosa sensata da fare è tirare il freno di emergenza. Non siete abbastanza maturi per dire le cose come stanno. E anche il fardello che state lasciando a noi bambini. Ma non mi interessa essere popolare. Mi interessano la giustizia climatica e il pianeta vivente.
La nostra civiltà viene sacrificata per l’opportunità di un numero molto ridotto di persone di continuare ad accumulare enormi somme di denaro. La nostra biosfera viene sacrificata in modo che i ricchi di paesi come il mio possano vivere nel lusso. Sono le sofferenze dei molti che pagano i lussi dei pochi.
Nel 2078 celebrerò il mio 75° compleanno. Se avrò figli, forse passeranno quella giornata con me. Forse mi chiederanno di voi. Forse chiederanno “perché non hai fatto nulla mentre c’era ancora tempo per agire”.
Dite di amare i vostri figli sopra ogni altra cosa, eppure state rubando il loro futuro davanti ai loro stessi occhi.
Finché non inizierete a concentrarvi su ciò che deve essere fatto piuttosto che su ciò che è politicamente possibile, non c’è speranza. Non possiamo risolvere una crisi senza trattarla come una crisi.
Dobbiamo mantenere i combustibili fossili nel sottosuolo e dobbiamo concentrarci sull’equità. E se le soluzioni all’interno del sistema sono così impossibili da trovare, forse dovremmo cambiare il sistema stesso. Non siamo venuti qui per chiedere assistenza ai leader mondiali. Ci hanno ignorato in passato e ci ignoreranno di nuovo.
Abbiamo finito le scuse e stiamo finendo il tempo.
Siamo venuti qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no. Il vero potere appartiene alla gente.”

 

 

ROSSO come …

12 DICEMBRE 2018

 

  • GUCCI, FAITH CONNEXION
  • PRADA
  • LRS STUDIO, CHARLOTTE OLYMPIA
  • LE SPECS, EMILIO PUCCI, PUSHBUTTON
  • 16R FIRENZE, MIU MIU
  • FRANCESCO RUSSO, CHARLOTTE OLYMPIA
  • VETEMENT, COLIAC, NICOPANDA
  • INUIKII, JUNIA WATANABE
  • VIVIENNE WESTWOOD, CGDS
  • MIU MIU , ALEXANDER MCQUEEN
  • GOLDEN GOOSE DELUXE BRAND , LOLIE DAHL
  • DOLCE & GABBANA, 16R FIRENZE

 

LRS STUDIO  FAITH CONNEXION   LE SPECS    VETEMENT   CHARLOTTE OLYMPIA   NICOPANDA   LOLIE DAHL

 

Il rosso caldo ha sempre un’azione eccitante … che causa una vibrazione psichica simile alla fiamma.
Vasilij Vasil’evič Kandinskij

ROSSO: colore che simboleggia l’estroversione e la forza di volontà. sinonimo di forte passionalità, di energia, di eccitazione, di movimento, di grande personalità e di fiducia in se stessi. Stimola la creatività, l’energia mentale e fisica, e aumenta le capacità di autoconservazione. Il rosso, per la medicina indiana, rappresenta il primo chakra, simbolo di radicamento e di tutti gli aspetti più materiali della vita. Richiama attenzione, risveglia in maniera immediata i sensi, riporta la nostra mente al momento presente. Il rosso è il colore del cuore, dell’amore, dell’energia in continuo movimento. Non c’è bisogno che sia di moda, la passione, l’energia, il movimento, l’eccitazione sono componenti necessari alla vita, quindi … rosso, FOREVER !

 

 

 

ARGENTO !

5 DICEMBRE 2018

 

  • CHRISTIAN DIOR, BALENCIAGA
  • ZARA
  • PRADA
  • PHILLIP PLEIN, MONCLER GRENOBLE
  • INVICTA, JEREMY SCOTT
  • PACO RABANNE, PACO RABANNE, CATERINA LUCCHI
  • MM6 MAISON MARGIELA, CALVIN KLEIN 205W39NYC
  • MM6 MAISON MARGIELA, GOLDEN GOOSE, LOLIE DAHL
  • MM6 MAISON MARGIELA , SALAR
  • DORATEY MUR, BETHONY VERNON, GALVAN

 

GOLDEN GOOSE DELUXE BRAND    CALVIN KLEIN       MM6 MAISON MARGIELA     LOLIE DAHL    BETONY VERNON

Sfavillante o opaco, ma sempre sofisticato in tutte le declinazioni, un non colore abbinabile a tutto, sempre proposto e pensato per illuminare le notti, esce dai dogmi e conquista il “by day” nei look di Prada, mescolato ai gialli intensi, di Paco Rabanne, con normalissime felpe grigie, di Dior, che lo propone con il jeans patchwork e look vintage. La lista è lunga, e il messaggio è ovunque lo stesso: perfetto per il periodo delle feste, e da indossare mixato per tutta la stagione.

 

 

 

 

SILVER walking

4 DICEMBRE 2018

 

  • GUCCI, CALVIN KLEIN, ADIDAS ORIGINALS, PUMA
  • BALENCIAGA, SAINT LAURENT
  • JIMMY CHOO
  • FENDI, LOEWE
  • MONCLER, MAISON MARGIELA, UGG
  • TOD'S 2
  • CASADEI, GIANVITO ROSSI
  • MIU MIU
  • ROCHAS, GUCCI
  • MIU MIU
  • GIUSEPPE ZANOTTI DESIGN, ROGER VIVIER, RENE'CAOVILLA
  • PARIS TEXAS

 

Un non colore che si abbina a tutto, dal giallo, come suggerito da Prada , al più classico bianco, o nero. Ricercato e super chic, sempre proposto e pensato per illuminare le notti, esce dai dogmi e conquista il “by day”. Qui una carrellata di scarpe da abbinare a tutto quello che vuoi: scarponcini o sneakers, sandali o mules, pump, stivaletti e quant’altro da abbinare a tartan, stampe, colori accesi, jeans, o delicate nuances per un tocco personale d’effetto.

 

funny fake FUR

26 NOVEMBRE  2018

 

  • FAITH CONNEXION, DONDUP, KANGOL
  • CONVERSE, MES DEMOISELLES
  • AU JOUR LE JOUR, ELISABETTA FRANCHI, COLORS OF CALIFORNIA
  • MARNI
  • LOEWE, JIL SANDER
  • longchamp
  • MOON BOOT
  • SHRIMP,  H & M
  • ZARA, KENZO

 

Pellicce? Solo eco. Ce ne sono per tutti i gusti: per chi ama il classico, perfette imitazioni dal castoro al visone, ma quelle più nuove sono le più divertenti, le più creative, quelle che non temono di farsi notare in tutta la loro naturale innaturalezza, hanno colori sgargianti, stampe e peli improbabili. Fake, finalmente!

 

 

vanity fair STORIES

20 NOVEMBRE 2018

 

Sta arrivando a Milano sabato 24 e domenica 25 novembre all’Anteo Palazzo del Cinema, Vanity Fair Stories, Una maratona di due giorni densi, con circa 60 interventi di personaggi del mondo dello spettacolo, il primo grande evento organizzato da Vanity Fair Italia e patrocinato dal Comune di Milano, due giorni ricchi di ospiti nazionali e internazionali, di proiezioni e di prime visioni, musica e premiazioni. Protagoniste le STORIE. Storie personali ed eccezionali raccontate da cantanti, attori, registi, sceneggiatori, scrittori nazionali e internazionali che si racconteranno e racconteranno. Talk, proiezioni in anteprima, workshop, e la possibilità di interagire, di raccontare, intervenire anche per il pubblico. Frammenti di identità che a loro volta rivelano in maniera precisa com’è l’epoca che stiamo attraversando.
Vanity Fair da 15 anni incrocia storie straordinarie di personaggi straordinari con storie normali di persone normali con storie eccezionali di momenti eccezionali, tra complessità e semplificazione. «quando una persona racconta la propria storia abbiamo il privilegio di guardare il mondo attraverso i suoi occhi: l’ha scritto Barack Obama alla vigilia del summit della Obama Foundation, che richiamava attivisti, politici, artisti, sportivi a raffrontare storie non comuni di comune speranza.
Il vicedirettore di Vanity Fair, Malcom Pagani, dà un assaggio di quel che sarà: «Avremo il disordine da attrice di Valeria Golino, la lucida follia di Valeria Bruuni Tedeschi, le reminiscenze da panettiere di Fabio Volo, la leggiadria di Maria Carla Boscono, la timidezza di Alba Rohrwacher, la fantasia di Terry Giliam, le parole di Peter Cameron, la riscrittura per immagini dell’Amica Geniale di Saverio Costanzo. E, nella settimana milanese della Milano Music Week, tanta musica, a cominciare da Elisa, che apre il festival sabato mattina, alla chiusura in grande di domenica sera con i Negramaro. Tra i premiati con il Vanity Fair Award, durante la serata di sabato 24, anche lo showman Rosario Fiorello e lo scrittore e regista premio Oscar Paolo Sorrentino.

Tutti gli ospiti, gli approfondimenti, le notizie, gli aggiornamenti e il programma su http://vanitystories.vanityfair.it/

#vanityfairstories

 

le wax shirt di WAXMAN BROTHERS

21 NOVEMBRE 2018

 

 

Le camicie di Waxman Brothers si notano subito, e come non riconoscere quell’impronta Wax? Ma dietro a quelle stampe che ti portano subito ad una cultura che richiama alla mente suoni e luce, c’è anche una bella storia, ce la racconta Nicolò Talignani, Co-Founder del brand :
Per comprendere Waxman Brothers bisogna iniziare parlando di musica, che dalla contaminazione tra Africa e Occidente ha dato vita agli stili che oggi più ci appassionano (il Jazz, la Soul, l’R&B, l’Hip Hop, o più recentemente la World Music), anche nell’abbigliamento abbiamo voluto intraprendere lo stesso percorso.Cosi abbiamo preso un elemento rappresentativo dell’Africa, i tessuti wax, e un elemento rappresentativo dell’occidente, la manifattura italiana, e fondendoli tra loro abbiamo originato un nuovo stile, “The World Apparel”. È questa la storia che raccontiamo nel video “Look Beyond’
Waxman Brothers nasce a Parigi nel 2014, dall’idea di due amici italiani che vivevano nel 18° arrondissement, come marca di camicie unisex in wax. Oggi la gamma di prodotti si è ampliata, pur mantenendo la stessa identità: giacche, piumini, pantaloni, zaini. Parallelamente alla linea di abbigliamento, Waxman Brothers ha cercato di affermare i suoi valori attraverso lo sviluppo di quella che chiamiamo la “Wax Connection”. Un collettivo di artisti, musicisti, dj e produttori, che rappresentano la filosofia della marca. Hanno suonato vestiti Waxman Brothers artisti come Jovanotti, Gilles Peterson, Lefto, Populous, Clap Clap, Ghali, Joan Thiele Achille Lauro… E sostenendo alcuni dei principali festival di musica alternativa in italia: Mukanda Festival Jazz ReFound Mi Ami Festival Waxman Brothers è stata una delle prime marche a proporre il wax con un approccio« high-end streetwear » e si è evoluta sino ad arrivare a creare le proprie fantasie dal design alla stampa.Oggi il brand vanta l’apertura di 2 monomarca in Italia, il primo aperto nel Marzo 2018 a Milano in Viale Toscana 31 ed il secondo aperto a Novembre 2018 a Parma in Borgo Antini 3/F. Tutti i prodotti sono fabbricati in Italia, e questo perché contrariamente all’approccio del mondo “fast fashion”, credono che la qualità sia importante.

 

 

BANKSY. A visual protest al Mudec

20 NOVEMBRE 2018

 

  • FLOWER THROWER Anno: 2003 Tecnica: Limited edition screenprint Misure: 50 x 70 cm.Butterfly Art News Collection. Credito fotografico: Butterfly Art News Collection
  • DONUT Anno: 2009.Misure: cm 56 x 76.Tecnica: Serigrafia su carta. Collezione privata Milano Credito fotografico: © Photo Marta Carenzi
  • RATAnno: 2009.Misure: cm 56 x 76.Tecnica: Serigrafia su carta.Collezione privata Milano.Credito fotografico: © Photo Marta Carenzi
  • RUDE COPPERAnno: 2003. Misure: cm 57,5 x 42. Tecnica: Serigrafia in edizione limita.Butterfly Art News Collection. Credito fotografico: Butterfly Art News Collection
  • MOSQUITOAnno: 2002.Misure: cm 84,5 x 72.Tecnica: pittura a spray e emulsione su cartoncino perforato (francobolli della Monkey Queen di Banksy) montato su cartone.Artificial Gallery, Antwerp.Credito fotografico: © Artificial Gallery,Antwerp
  • GIRL BALOONAnno: 2004 Tecnica: Limited edition screenprint. Misure: 66 x 50 cm. Butterfly Art News Collection.Credito fotografico: Butterfly Art News Collection
  • FLYING COPPERAnno: 2003. Misure: cm 100 x 70.Tecnica: Serigrafia in edizione limitata. Butterfly Art News Collection.Credito fotografico: Butterfly Art News Collection

 

Banksy, è al Mudec, a Milano. Beh, no, certo, non lui, l’artista più misterioso della storia, ma la sua provocatoria arte presa dalla strada e nata, diffusa, resa famosa, dalla strada. Arte e politica, arte e cultura, arte ed etica della vita. Messaggi che arrivano dritti come fucilate attraverso il linguaggio sintetico, irriverente e corrosivo, di una satira intelligente che colpisce al cuore. Guerra, consumismo, povertà, conformismo, arroganza del potere, sono i “temi” di denuncia che Banksy, racconta dai muri delle periferie Londra, sua città natale, a quelli di New York, e potrebbero essere quelli di ogni angolo di mondo perché da oriente ad occidente, da nord a sud, i problemi che accomunano tutte le culture di questo mondo sono sempre gli stessi.
Passione per la denuncia alla fatica del vivere, alla la ribellione degli schemi sociali contraffatti dall’establishment, del conformismo che tende a massificare senza lasciare crescita per la creatività, all’ uso del potere per azzerare la libertà creando l’illusione della democrazia. E’ questa sua libera voce che lo ha reso un mito, ed anche se la dimensione narrativa delle sue opere lo ha “promosso” da writer ad artista di fama internazionale e le sue opere si battono all’asta da Sotheby’s anche se ora potrebbe permettersi di uscire allo scoperto, Banksy preferisce mantenere l’anonimato che lo contraddistingue, per distanza anche dalle convenzioni del mondo stesso dell’arte, perché ha fatto della sua arte denuncia e la denuncia vera, non può piegarsi al potere della fama, al luccichio, e continua provocatoriamente a scegliere lo stesso anonimato di tanti suoi compagni “ di strada” per coerenza , per convinzione, un po’ come un moderno Robin Hood.

La mostra che il Mudec, il Museo delle Culture, gli dedica, non è autorizzata da Banksy, come ogni altra dedicata a lui, ma risponde al grande seguito dell’artista con una monografica che espone circa 80 lavori tra dipinti, prints numerati (edizioni limitate a opera dell’artista), corredati di oggetti, fotografie e video,circa 60 copertine di vinili e cd musicali da lui disegnati e una quarantina di memorabilia(litografie, adesivi, stampe, magazine, fanzine, flyer promozionali, che raccontano attraverso uno sguardo retrospettivo l’opera e il pensiero di Banksy. Il grande lavoro del Mudec indaga e allarga l’orizzonte al mondo di Banksy, prima di Banksy. Il Situazionismo, le proteste del maggio 1968 e i writers di New York degli anni ’70 e ’80 furono i “movimenti” che, con una forma di protesta visiva attraverso la fusione di parole e immagini e con un’attitudine all’azione sono per Banksy espliciti riferimenti per modalità espressive o per “affinità elettive”. Del Movimento Situazionista degli anni ’50 e ’60 con radici nel marxismo, nell’anarchismo e nelle avanguardie artistiche del Novecento Banksy condivide l’attitudine sperimentale, l’attenzione alle realtà urbane, la teoria della “psicogeografia” (secondo la quale lo spazio di azione dell’artista è il territorio), l’aspetto performativo, ma soprattutto il détournement, cioè il plagio in cui sia la fonte sia il significato dell’opera originale vengono sovvertiti per creare un nuovo lavoro nel quale spesso vengono utilizzati i comics in sostituzione dei testi dei fumetti slogan situazionisti. Non solo: dalle teorie situazioniste Banksy riprende uno dei suoi assiomi, l’anti-copyright, inteso come lotta contro una forma di proprietà privata, seppure intellettuale.
In mostra anche i suoi famosissimi ratti, che assumono per lui una dimensione metaforica:
“Esistono senza permesso”, dichiara. “Sono odiati, braccati e perseguitati. Vivono in una tranquilla disperazione nella sporcizia. Eppure sono in grado di mettere in ginocchio l’intera
civiltà”. Nei lavori di Banksy i ratti diventano vandali armati di vernice e pennelli, borghesi con l’ombrello e abiti impeccabili, scassinatori, rapper, operai, sabotatori… I ratti sono il paradigma dei writers: come i ratti popolano fogne, cunicoli, aree degradate e abbandonate delle metropoli moderne, così i graffitisti si muovono nottetempo in luoghi analoghi per marchiare muri, vagoni, cancelli e serrande con i loro spray, stando bene attenti a non incappare nelle grinfie delle forze dell’ordine sempre in agguato.

A VISUAL PROTEST. The Art of Banksy a cura di Gianni Mercurio
MUDEC – Museo delle Culture di Milano
21 novembre 2018 – 14 aprile 2019

 

PHOTO VOGUE festival terza edizione

15 NOVEMBRE 2018

 

 

Al terzo anno dalla nascita , Vogue Photo Festival si conferma ( e come dubitarne ) la migliore piattaforma internazionale per la scoperta e la promozione dei nuovi talenti della fotografia di moda che nel nostro oggi, è uno dei più potenti linguaggi visivi della contemporaneità, come momento di diffusione della cultura fotografica e occasione di confronto su tematiche di attualità. L’ accuratissima e democratica selezione del lavoro di migliaia di autori giunto al canale di Photovogue da ogni parte del mondo si traduce in questi giorni nell’atteso super evento che coinvolge tutta la città con un intensissimo programma di mostre, eventi fotografici, talk con esperti di fama internazionale e un’enormità di eventi collaterali grazie anche al contributo di gallerie specializzate e dei più prestigiosi spazi espositivi, scuole e istituzioni culturali; non ultima, l’occasione per chi ama moda, arte e fotografia, di entrare in contatto con professionisti e figure chiave del settore: i grandi maestri della fotografia, i curatori più importanti e le agenzie più prestigiose.
A BASE Milano le due collettive “Embracing Diversity” e “All That Man Is – Fashion and Masculinity Now”, e una 4 giorni di talk imperdibili. “All That Man Is – Fashion and Masculinity Now” è  un’esplorazione del concetto di mascolinità attraverso gli occhi dei fotografi di moda contemporanei.
Embracing Diversity, l’esposizione curata da Alessia Glaviano, (Senior Photo Editor Vogue Italia e L’Uomo Vogue, Director Photo Vogue Festival) e Francesca Marani, è dedicata alla valorizzazione della diversità e dell’inclusione per una comprensione più profonda della nostra contemporaneità. Gli autori delle opere esposte sono i fotografi selezionati attraverso lo scouting di Photovogue e valutati da una giuria composta da : Monica Allende (photo editor indipendente e cultural producer),Tasneem Alsultan (fotografa), Giorgio Armani, Giovanni Bianco (creative director Vogue italia), David Campbell (director of communications and engagement per World Press Photo Foundation), James Estrin (senior staff photographer per The New York Times. Co-editor di Lens, photography platform del Times), Michael Famighetti (editor di Aperture magazine), Emanuele Farneti (editor in chief Vogue Italia, L’Uomo Vogue, Casa Vogue e Vogue.it), Alessia Glaviano (Senior Photo Editor Vogue Italia e L’Uomo Vogue, Director Photo Vogue Festival), Zhang Huan (artista), Jimmy Moffat (fondatore di Red Hook Labs e tra i partner fondatori di Art + Commerce), Azu Nwagbogu (fondatore e direttore di African Artists’ Foundation (AAF) e LagosPhoto), Alessandro Rabottini (direttore di MiArt), Ramón Reverté (editor in chief e creative director di Editorial RM), Sølve Sundsbø, Newsha Tavakolian (fotografa), Michael Van Horne (director of the image archive di Art + Commerce) e Duan Yuting (direttore di Lianzhou Foto).
I nomi dei fotografi selezionati sono: Daniel Jack Lyons, David Favrod, David Uzochukwu, Elliott Verdier, Guoman Liao, Heather Glazzard, Isabel Martínez, Jan Klos, Julia Falkner, Julia Fullerton-Batten, Justine Tjallinks, Katia Repina e Carla Moral, Katie Burdon, Kennedi Carter, Kyle Weeks, Laura Pannack, Liza Kanaeva-Hunsicker, Lucie Khahoutian, Maxim Vakhovskiy, Olya Oleinic, Reatile Moalusi, Ricardo Rivera, Sam Gregg, Shuwei Liu, Snezhana von Budingen e Valentine Bo.
#ANewRenaissance è lo scouting fotografico lanciato si Instagram ispirato al Rinascimento della fotografia da smartphone. Tra i numerosi fotografi che hanno preso parte all’iniziativa, Hannah Häseker, Marco Imperatore, Martina Scorcucchi, Monia Merlo e Olga Shpak sono i cinque autori che sono stati scelti per realizzare street diaries alla Milan Fashion Week armati di Huawei P20 Pro. Marco Imperatore inoltre ha avuto l’opportunità di scattare uno shooting con protagonista Huawei per il November issue di Vogue Italia

Tra le iniziative speciali, per la prima volta in Italia Red Hook Labs di Jimmy Moffat. Dal 15 al 18 in mostra a BASE, grazie alla collaborazione con @guccibeauty, Labs New Artists II, un’esplorazione dell’estetica culturale contemporanea attraverso le opere di venticinque fotografi internazionali emergenti. Per la tappa milanese della mostra, la collaborazione con @guccibeauty ha previsto inoltre il coinvolgimento di uno degli artisti di quest’edizione – Chase Middleton – nella realizzazione di un servizio fotografico che reinterpreta le fragranze “Gucci Bloom” e che sarà pubblicato su vogue.it.

Labs New Artists II

E ancora: una mostra fotografica dedicata alla Puglia, alla scoperta di paesaggi mozzafiato, eventi culturali e tradizioni enogastronomiche nelle foto realizzate da tre talentuosi fotografi selezionati dalle photo editor di Vogue Italia – Elliott Verdier, Sonia Szóstak e Timo Kerber .

E ancora : PORTFOLIO REVIEW:
Sabato 17 novembre dalle ore 11 alle ore 13 sempre a BASE Milano verrà data l’opportunità a fotografi di talento, selezionati dalla redazione di Vogue Italia, di far visionare gratuitamente il proprio portfolio a esperti del settore.
Lettori portfolio:
Alessia Glaviano, Chiara Bardelli Nonino, Chiara Capodici, Claudio Composti, Diego Orlando, Federica Chiocchetti, Francesca Morosini, Francesca Ragazzi, Francesca Seravalle, Francesco Valtolina, Giulia Ticozzi, Giulia Zorzi, Giuseppe Oliverio, Lorenza Bravetta, Lucia Orsi, Maddalena Scarzella, Marcella Manni, Maria Teresa Salvati, Michael Famighetti, Renata Ferri, Roberto Alfano, Selva Barni.

“Ci sono momenti in cui il compito della fotografia di moda è quello di regalare sogni, bellezza, evasione. E ce ne sono altri in cui è richiesto invece a tutti di sporcarsi le mani facendo i conti con l’attualità, mettendo in chiaro il proprio punto di vista sul mondo. Oggi viviamo uno di questi momenti.
Emanuele Farneti (editor in chief Vogue Italia, L’Uomo Vogue, Casa Vogue e Vogue.it),

“In un momento storico in cui si alzano sempre più forti le voci dell’intolleranza e il linguaggio politico ha raggiunto una violenza verbale impensabile fino a ieri, in un momento storico testimone di una chiusura generale nei confronti della diversità mi è parso importante dedicare questa, edizione del festival proprio alla scoperta e valorizzazione della diversità in ogni sua espressione (che sia essa fisica, di genere, geografica o culturale). Diversità come ricchezza che può emergere solo dalla pluralità. Occorre una battaglia culturale, oltre che politica. La politica può fare delle leggi, ma non cambia lo sguardo delle persone. L’arte, e insieme all’arte anche la moda, hanno la possibilità di cambiarlo. Hanno la possibilità di rappresentare la vita al di là dei pregiudizi e delle etichette sociali”.
Alessia Glaviano (Senior Photo Editor Vogue Italia e L’Uomo Vogue, Director Photo Vogue Festival)

Il programma dettagliato degli eventi su Vogue.it

 

 

Sølve Sundsbø a PALAZZO REALE

15  NOVEMBRE 2018

 

 

Se amate l’arte e la fotografia, se la poesia vi desta forti emozioni, non potete perdervi la mostra Beyond The Still Image, la monografica del fotografo e filmmaker norvegese Sølve Sundsbø, inaugurata ieri a Palazzo Reale di Milano in occasione del Photo Vogue Festival e curata da Alessia Glaviano e Michael Van Horne. Foto iconiche e opere inedite, video, proiezioni e installazioni site-specific di una delle firme più innovative della fashion photography contemporanea. Nelle sue opere movimento e prospettiva, avanguardia tecnica e poesia danno vita ad un linguaggio estetico colto, sofisticato, onirico, personalissimo ed emozionante. Volti che si smaterializzano per rinascere composti di fiori o raggi di luce, una silhouette che si liquefà e diventa metallo, una Lara Stone cammina verso di noi scomposta in quattro segmenti, ognuno dedicato a una diversa metamorfosi tra Lara e natura, Un abito prende vita, un volto si trasforma in pixel.. L’estetica innovativa delle sue opere sperimentali proietta la fashion photography oltre i limiti dell’immagine a due dimensioni; basta guardare gli editoriali realizzati per Vogue Italia i-D, V, Dazed & Confused e The New York Times Magazine per rendersi conto di quanto abbia saputo rivoluzionare il linguaggio della fotografia di moda, con composizioni ottenute grazie all’uso visionario di diversi tipi di illuminazione e di tecniche non tradizionali, come raggi x e scansioni 3D, ossia attraverso una iperscrittura dell’immagine che non ha remore a utilizzare tutte le tecniche del progresso tecnico e scientifico del nostro oggi ad uso e consumo della libertà espressiva.

Palazzo Reale di Milano, stanze degli Appartamenti del Principe dal 15 novembre al 9 dicembre.